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Orientamenti

Biblioteche oggi marzo 2008

Utilit di un codicedeontologico

A proposito di morale professionale

Limpatto congiunto delle possibi-lit offerte dalla tecnologia e del-lestensione agli aspetti geograficie sociali nel campo della cono-scenza porta ad attenuare differen-ze considerate un tempo con unacerta rigidit, i cui confini si sonoallentati fino a presentare fascemarginali pi o meno ampie. Diqui una serie di interrogativi sullavalidit delle antiche definizioni edella stessa distinzione tipologicadelle biblioteche, certamente atte-nuata questultima ma pur semprevalida, con il riconoscimento difunzioni specifiche pi limitate diun tempo rispetto agli aspetti e al-le funzioni comuni o condivise. Diqui i dubbi addirittura sulla so-pravvivenza della biblioteca, desti-nata secondo alcuni profeti a di-sciogliersi nel mare dellinforma-zione. Una dilatazione dei signifi-cati e delle definizioni, fino a chela pur conveniente flessibilitgiunge alleffetto di sfilacciare untermine al punto di renderlo ac-cettabile a una quantit di conno-tazioni, tanto che tutti finisconocon il trovarsi daccordo su di es-so, senza avvertirne la differenzadei contenuti. Si veda ad esempioche cosa si intende per pubblico, oper informazione, un termine disignificato gi complesso di per s,che ha aumentato la sua comples-sit fino ad inglobare unampia se-rie di significati. Una molteplicit

di interrogativi dunque, sullidenti-t delle istituzioni allinterno di unmondo complesso, per lappuntoil mondo dellinformazione. Iden-tit della singola biblioteca, con lapropria storia, la propria ragionedi essere ed il proprio pubblico;identit tipologica, attenuata quan-to si vuole ma pur sempre distin-guibile per funzioni specifiche;identit della stessa idea di biblio-teca, come motivazione della suaesistenza, come mezzo autonomoper contenere e produrre informa-zioni. Nel mondo delle informa-zioni sono identit parzialmentesovrapponibili, come semprestato, ma che presentano oggi areedi sovrapposizione ben pi consi-stenti, tanto da fare scomparire aparere di alcuni le ragioni delleidentit particolari, che in realt in-vece permangono.La dilatazione presenta dunquepi aspetti, e se da un lato giungead attenuare le diversit tra i mez-zi di informazione, dallaltro neestende in profondit linterventonel tessuto sociale e ne allarga la-rea fino ad imporre una condivi-sione ormai indispensabile, pur senon ignota in precedenza. In unnumero di Scandinavian PublicLibrary Quarterly dedicato alleti-ca professionale si avverte come laglobalizzazione abbia indotto acondividere internazionalmente iprincipi etici: Questi due pilastri

fondamentali, la diversit e la de-mocrazia, sono le basi etiche dellasociet moderna dellinformazio-ne. Ed peculiarit propria dellabiblioteca la necessit di superarela dipendenza dal mercato per evi-tare di essere unestensione passi-va dei media e degli editori.1

Il diritto allinformazione ricono-sciuto come parte essenziale deidiritti delluomo e listituzione bi-bliotecaria partecipa alla sua appli-cazione in varia misura.2 Non lu-nico dei suoi compiti, n certo ilcompito specificamente esclusivo,ma specifici sono i mezzi per con-sentirne la realizzazione. Con ma-teriale proprio che ne comportalorganizzazione per un pubblicoconveniente alla sua finalit, conlinserimento in un sistema checonsenta una dilatazione dei mez-zi di conoscenza, con la condivi-sione di mezzi informativi con al-tre istituzioni, e infine con unacondivisione globale attraverso larete. Il riconoscimento del dirittoallinformazione per tutti comeelemento indispensabile alla vitadella societ e lestensione di que-sto principio allintero globo costi-tuiscono dunque un duplice aspet-to del vivere civile per lumanitintera; in tale opportuna insistenzasullaspetto complessivo si rischiatuttavia di trascurare le entit chene favoriscono la realizzazione edi sottovalutare le caratteristiche

Carlo [email protected]

What shall Cordelia speak? Love, and be silent

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peculiari che le distinguono, purnellinsieme dei mezzi accomunatidalla medesima finalit. La missio-ne della biblioteca comporta unaserie di attivit che presuppongo-no una localizzazione fisica, conproblemi legati alledilizia, allor-ganizzazione degli spazi interni,alla gestione e allacquisizione dimateriali destinati alluso pubblico,alla programmazione di manifesta-zioni, tutte attivit proprie dellisti-tuzione specifica, la quale si inse-risce nellambito pi generale del-linformazione, ambito che co-mune con altre istituzioni e attivitspecifiche. Limitarsi a parlare di in-formazione, per quanto riguarda labiblioteca, rischierebbe un malin-teso, a meno di estendere la defi-nizione del termine informazione,gi di per s assai elastico, fino acomprendere tutte le attivit che,direttamente o indirettamente, sia-no destinate a favorire o a genera-re conoscenza. Si tratta comunquedi compiti specifici che definisco-no nel loro insieme le caratteristi-che di quello strumento di infor-mazioni che la biblioteca e che ilsuo pubblico dovr conoscere perpoterla utilizzare al meglio: la pri-ma informazione riguarder pro-prio la biblioteca stessa.Alla funzione della biblioteca cor-risponde la preparazione profes-sionale del bibliotecario, la cono-scenza dei mezzi che consentonolorganizzazione della biblioteca.Conoscenza professionale che sa-rebbe arida se non fosse connessacon una disponibilit pluridirezio-nale nei confronti del pubblico in-nanzi tutto, ma anche dei colleghie della biblioteca. Ed proprio la-spetto morale della disponibilitche costituisce la deontologia spe-cifica della professione, stretta-mente legata alla professionalittanto da costituirne una faccetta in-dispensabile. La deontologia de-nota linsieme delle norme di com-portamento che disciplinano le-sercizio di una professione.3 Lo-

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Biblioteche oggi marzo 2008

nest professionale non di per sesclusiva del bibliotecario: comeosserva John M. Budd, tutte le at-tivit del bibliotecario hanno im-plicazioni morali basate su ovviprincipi generali, mentre prevede-re il diritto di accesso allinforma-zione assume laspetto di un con-tratto sociale.4 Daltronde, conti-nua Budd, le reazioni emotive edaffettive possono condizionare li-dentificazione dei valori essenzialinella nostra professione. Nel casodi un conflitto di valori emergonoconflitti morali, come avverte ilCode of ethics dellAmerican Li-brary Association.5

Linteresse per largomento co-munque assai vivo, se una ricercain rete alla voce ethics [and] li-brarians segnala numeri esorbi-tanti di notizie che a una serie dicontrolli sono variati da 392.000 a1.460.000. Pi accettabile una pub-blicazione nata da uninchiestasulletica professionale per biblio-tecari svolta nelle biblioteche nor-vegesi e poi estesa allEuropa, al-lAmerica settentrionale e meridio-nale, allAfrica e allAsia.6 I codicideontologici per bibliotecari si so-no moltiplicati negli ultimi tempi:se lappena ricordato Ethics of li-brarianship nel 2002 riferiva del-lesistenza di dodici codici deonto-logici su diciassette paesi esamina-ti, un recente elenco pubblicatodallIFLA ne registra ben trenta-quattro,7 con la possibilit di ricu-perarne direttamente i testi singoli.Gli aggiornamenti sono frequenti(lultima revisione per i codici del-lAustralia e della Germania sonodel 2007). Il Code of ethics dellA-merican Library Association, gi ri-cordato, risale al 1939 ed statoaggiornato nel 1995. Nella sua bre-vit costituisce un modello per icodici successivi, ponendo una se-rie di principi generali che esclu-dono dichiaratamente riferimenti asituazioni particolari. Si tratta co-munque di documenti specifici del-la professione bibliotecaria, men-

tre non mancano esempi di inter-venti sugli aspetti morali della tec-nologia dellinformazione, che pos-sono presentare interesse ancheper lattivit delle biblioteche.8

Il codice francese di deontologiadel bibliotecario stato adottatodal Consiglio nazionale dellAsso-ciazione dei bibliotecari francesi il23 marzo 2003.9 Grard Briand eIsabelle de Cours vorrebbero cheil codice, rivolto a tutti i tipi di bi-blioteche che ricevono un pubbli-co, fosse affiancato da una leggesulle biblioteche che garantisca idiritti del cittadino e il ruolo dei bi-bliotecari. I due autori convengo-no sul primo posto da assegnareallutente, ma segnano opportuna-mente limportanza della tutela,dando la possibilit di dire di noalloccasione.10 Il codice daltron-de conferma in apertura di costi-tuire il completamento della cartacompilata dai singoli istituti, oltreche della carta delle bibliotechepubbliche pubblicata dal Consigliosuperiore delle biblioteche. Il pri-mo interesse per lutente, al qua-le dovuto rispetto oltre che di-sponibilit, senza lasciar interferi-re le proprie opinioni. Interventoestraneo che escluso anche nel-la composizione delle raccolte, lequali devono considerare la plura-lit delle opinioni senza alcun in-tervento censorio, nel rispetto del-la neutralit del servizio pubblico,la cui organizzazione deve facilita-re al massimo laccesso alle infor-mazioni. Leventualit di un inter-vento esterno tenuta presenteanche nella parte dedicata alla po-litica culturale, dove il biblioteca-rio tenuto a non cedere a grup-pi di pressione di alcun genereche tendano a imporre acquisti oesclusioni. Di interesse particolare il punto in cui si sostiene che ilbibliotecario partecipi a definire lapolitica culturale della biblioteca. questo un punto che riguardapiuttosto laspetto deontologicodegli amministratori e quindi il di-

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ritto, pi che il dovere, del biblio-tecario. Ma tant, si conferma cheil codice deontologico professiona-le in stretta dipendenza dalle fun-zioni dellistituto. Lultimo puntodel breve codice francese conside-ra la professione, i cui membri for-meranno un corpo solidale dovegli interessi dei singoli e le loro opi-nioni personali non dovranno ave