n o n l i c v o gli addii dei terzi g i o r n a l e i l i l l e trebla o l i e ?· 2018-12-07 ·...

Download N o n l i c v o Gli addii dei terzi G i o r n a l e I l i l l e treblA o l i e ?· 2018-12-07 · Aldilà…

Post on 23-Feb-2019

212 views

Category:

Documents

0 download

Embed Size (px)

TRANSCRIPT

Il Giornale del Pilo Alber telli

Non conventional Pilo!

Maggio/Giugno 2009 - Numero 7 - Anno II

Gli addii dei terziRacconti di avventure... scolastiche!

Chiara Borrelli

N onostante il titolo, non dico ancora addio, in realt. una previsione di quel che succeder, di quello di cui mi sto progressivamente rendendo conto. Infatti ancora mi illudo parzialmente che abbandonare l'Albertelli non sar una svolta e che tutto questo non tocchi in alcun modo la bolla trascendentale di pensiero filosofico che mi ha inglobato nelle ore di filosofia o non sconvolger lo scienziato che in me, che non riesce a interessarsi dell'insignificante esistenza di questi problemi paragonati ai fascinosi meccanismi dell'universo. Mi chiudo in questi consolatori mondi di conoscenza perch non riesco [...]

(Segue a pagina 4)

GAZA:Restiamo umani

9

Fortezza Europa6

Terremoto Abruzzo5Terremoto in Abruzzo

Solidariet nelle Divergenze ...L'Odissea di un Viaggio...cronaca di una "normale" mattina!

Fortezza EuropaFuga disperata verso una vaga speranza...

La citt delle bestie

Lasciami entrareIl club degli imperatori

Fires in Distant BuildingsYessongs

Mia la vendetta

AltRa Cultura pag 7, 8, 9

Fuori dal Pilo pag 5, 6

Inside the School pag 2,3,4Pica - Valente

Gli addii dei Terzi

The Genius

Anno II - Numero 7ondanomala_albertelli@yahoo.itn

danomal

Nome, cognome, data di nascita.Agnese, Pica.

Giuseppe Valente 17/05/1957.

Filosofo preferito?P: Sono molti. Preferisco i pi importanti, quelli

fondamentali, i cosiddetti classici (cio quelli che sanno parlarci in ogni tempo e occorre sempre interrogare e riscoprire). Platone e Aristotele; Agostino e Tommaso; Cartesio e Hobbes; Kant, Hegel e Marx; Nietzsche e Heidegger.

V: Non ci sono filosofi preferiti! Nietzsche mi piace, ma ce ne sono tanti altri

Come dovrebbe essere il rapporto ideale fra alunno e professore?P: Partirei da come . Anzitutto, sempre pi

difficile, per una mentalit diffusa che mai come oggi omologante. Aldil della comunicazione di nozioni o teorie, credo che il professore debba alimentare il desiderio di sapere, di capire, far nascere domande, educare alla critica, introdurre alla realt. E non bastano competenza ed esperienza senza testimonianza, autorevolezza, vicinanza e fiducia. Essendo un incontro tra persone impegnativo, difficile, rischioso ma... il rischio bello.

V: Di rispetto reciproco basato sul riconoscimento della rispettiva funzione e soprattutto della professionalit dellinsegnante. Voglio chiarire, per, che quello del professore un mestiere e non una vocazione.

Quanto conta l'impostazione data dal professore nell'insegnamento?P: Impostazione in che senso? Ideologica o

metodologica? Contano molto entrambe, circa la prima, leale dichiararla, altrimenti si rischia di essere bi-dogmatici. Quanto alla seconda, importante una continua autovalutazione, attraverso la verifica della comprensione della comunicazione. Se poi si intende come impostazione nelle specifiche discipline che insegno, sono convinta che si debba porgere il problematico e non solo l'accertato, per stimolare l'assimilazione attiva, il vero dialogo (quello che entra nel merito). Heidegger diceva: "insegnare imparare a far imparare".

V: Conta in maniera determinante. Cambiando spesso scuola mi ritrovo con classi nuove. Mentre in prima e in terzo liceo non ho mai problemi ad impostare la filosofia con i ragazzi, invece, in seconda, faccio sempre difficolt perch, evidentemente, quelli di seconda sono stati gi impostati in prima in un certo modo e quando in seconda arrivo io si ritrovano con una grande confusione.

Evento che ha cambiato la storia dell'umanit?P: Ges Cristo.

V: La scoperta del fuoco.

Gruppo musicale preferito ed ultimo concerto a cui ha assistito?P: The Rolling Stones. B. Dylan. Guccini, De Andr,

Battisti. B. Springsteen. L'ultimo concerto a cui ho assistito quello di Springsteen, "Human Touch Tour", allo Stadio Flaminio, il 25 Maggio 1993.

V: Ce ne sono parecchi, ma fin da quando ero piccolo mi piacciono i primi Genesis, quelli di Peter Gabriel. Lultimo concerto che ho visto stato quello dei Muse un anno e mezzo fa.

Progetti per le vacanze?P: Alto Adige, Sud Tirolo.

V: Il solito posto in Croazia, dove posso concedermi un po di riposo, necessario dopo tutto lo stress che accumulo durante lanno, in parte per colpa vostra.

Cosa cambierebbe nell'istruzione pubblica?P: Non solo nell'istruzione pubblica, ma in generale:

pi valorizzazione della didattica, incrementare la qualit e lo spessore, premiare il merito. Pi armonizzazione e lavoro di squadra, collaborazione. Inoltre, bisognerebbe creare pi occasioni di dialogo culturale (pubblicazioni, convegni).

V: Unidea ce lavrei... anche se piuttosto impopolare: realizzerei un sistema di lavoro di tipo privatistico, come in America, dove gli insegnanti vengono chiamati dalla direzione dei college e pagati quanto valgono. In Italia per una cosa del genere non pu succedere, qui i professori non sono pagati secondo le loro capacit.

A cosa utile lo studio di storia e filosofia?P: risposta al bisogno pi umano: quello

dell'intelligenza; infatti la pi penosa carenza la mancanza di capacit critiche che consentono di rendersi ragione delle cose e giudicarle. Inoltre, a essere radicali... nel senso di andare alla radice delle cose.

V: Tanti anni fa una ragazza mi disse che la filosofia serviva ad aprire la mente, cosa che ritengo vera in senso generico. Nonostante questa ragazza non avesse capito nientaltro, su questo aveva fatto centro. La storia, daltra parte, non serve a niente, ma mi costringono ad insegnarla anche se sono laureato in filosofia. Forse potrebbe servire come esperienza nel senso di Historia magistra vitae, nella realt, per, questo non mai accaduto, la storia non mai servita come patrimonio collettivo di esperienze perch gli uomini hanno sempre ripetuto e credo che fino alleternit ripeteranno gli stessi errori. Daltra parte Freud e la psicanalisi chiamano questa tendenza coazione a ripetere; in qualche modo come se lumanit e lindividuo fossero costretti a ripetere gli stessi errori, nonostante avessero capito da un sacco di tempo che erano errori.

Perch ha scelto queste materie?P: Per umana passione.

V: Ho scelto solo filosofia. Allepoca era una scelta politica, perch per chi voleva fare politica filosofia era la facolt che dava pi qualificazioni.

Libro da leggere sotto l'ombrellone?P: "Leviathan" di T. Hobbes (6 Cap.).

V: Uno di spionaggio, oppure di Maigret... Se invece vuoi leggere un libro serio, "La strada" un bel romanzo.

Quanto conta il rapporto con i colleghi?P: Ha la sua importanza, perch la scuola

comunit: il compito educativo non affidato al singolo. Collaborare e cooperare aiuta.

V: Non molto... In effetti non ho un gran rapporto con i colleghi.

Servono le parolacce? Se s, quando le capita?P: No.

V: Servono per scaricarsi un po'... cercando sempre di rimanere nei limiti della decenza!

Citazione filosofica preferita?P: Posso dirne due? "L'armonia nascosta pi bella di

quella conclamata" (Eraclito). "Ama et fac quod vis" (Agostino).

V: Forse quella dellIdeologia tedesca di Marx: Lidea della classe dominante sono in ogni epoca le idee dominanti.

Nella "Scuola di Atene" punterebbe il dito in alto (Platone) o in basso (Aristotele)?P: Bel colpo. Al limite; imprendibile! In basso, con

Aristotele; con la consapevolezza che proprio il basso che reclama poi l'alto.

V: Diciamo che, dovendo per forza scegliere, visto che mi piace Nietzsche - che immanentista - lo punto verso terra.

A scuola che voti aveva?P: Buoni.

V: Sono sempre stato il primo della classe.

Vizi o abitudini particolari?P: Io non ne vedo. Scherzo! Ditemeli voi.

V: Sono abbastanza abitudinario e non ho molti vizi.

Intervista doppia!Pica - Valente

a cura di Lorenzo Raffio e Elisabetta Raggio

Maggio/Giugno 2009www.ondanomalapilo.com n

danomal

IIIDElisabetta Raggio

Niente lacrime, ve lo prometto. E, a proposito, il mio non un arrivederci, il mio proprio un addio. Mi sento pronta ad andarmene da tanto tempo, a lasciare queste quattro mura che mi sembravano altissime, enormi, in quarto ginnasio. Quando quelli di terzo erano grandi, fighi e sicuri di loro, e io, piccola e ingenua, me li guardavo, pensando che sarei diventata come loro. Poi dopo due anni di grammatica, abbandoni Manzoni, e inizi a contare da uno. Ora sei in primo liceo: non devi pi sputare sangue sulle versioni ogni giorno e il sudore che hai speso per imparare ogni regola sintattica verr ben ripagato dalla bellezza della letteratura.

Eppure, adesso che sono arrivata allultimo anno, non mi sembra vero che cinque anni siano gi passati. Sar perch non mi sento n grande, n figa, come pensavo sarei diventata Sar colpa del liceo classico, che ti abitua a contare gli anni di scuola partendo dal quarto e finendo in terzo Sar che ad un passo dallesame mi rendo conto di quanto questo giornale mi abbia fatto crescere e dei ringraziamenti nascono spontanei.

Quindi, prima di liberarvi di me, lasciatemi dire grazie a Giorgia, sopravvissuta in questi due anni alla dura prova di essermi amica prima di tutto; grazie a Claire che, con la sua musa ispiratrice, non si mai tirata indietro; grazie ad Armando e Lorenzo, che nonostante le numerose volte in cui gli ho sbraitato contro, hanno continuato ad amare OndanomalA (pi Lorenzo che Armando) e a dare il massimo ad ogni numero (pi Armando che