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http://www.accademiabelleartiroma.ithttp://iterritoridellagrafica.site90.com

Riflessioni

Quarantanni fa da studente in Accademia, mi muovevo nei vari territori della comunicazione visiva: dal fumetto alla grafica darte, fino a spin-germi verso le nuove forme di linguaggio della pubblicit. Alcuni anni dopo mi sono ritrovato da docente ad insegnare Tecniche Gra-fiche Speciali, e nellambito didattico ho cercato di mettere a frutto la mia esperienza maturata negli anni, dialogando con i ragazzi e sperimentando nuovi percorsi curriculari volti ad abbracciare la grafica nella sua totalit, nel complesso e affascinante territorio della comunicazione. Alla base di ogni manifestazione visiva, a prescindere dallargomento, dal-la tecnica e dallo stato emozionale dellautore, c solo e sempre il Segno! Il vero comune denominatore della comunicazione visiva. Chi si addentra nel campo della grafica non pu esimersi dalla conoscen-za del segno, studiarne e indagarne tutte le potenzialit, al fine diraggiungere lo scopo comunicativo ed espressivo nei vari campi dellim-maginario grafico.Il titolo della nostra rivista I Territori della Grafica, alla sua seconda usci-ta, richiama spazi aperti, nuovi confini e nuove tecnologie, espressione di creativit e immaginazione finalizzata ai linguaggi dellArte.

Gerardo Lo Russo

n1Pubblicazione Periodicasede: Accademia di Belle Arti di Roma,via di Ripetta n22200187 Roma

PresidenteDott. Cesare Romiti

DirettoreProf. Gerardo Lo Russo

Direttore di RagioneriaRaffaella Ammendola

Direttore ArtisticoEnrico Pusceddu

Pubbliche RelazioniUrsula Bonettiplacement@accademiabelleartiroma.it

CoordinamentoAntonio VecchioAnna MainolfiDavid Pesarin BrocatoStefano Mosena

Redazione Noemi Aversa Daniele CinMatteo FrancoPilli Vincenzo MicheleManuela ZaccariaRoberta CarassaiLuigi AnnunziataRenato SabatoSerena MiceliFederica MarroniSalvatore CuccaroPaola Lo CampoMarco ZagariaCorrispondentiThiago ContiniErika Panetta

Si ringrazia per la collaborazioneMassimo ArduiniCarlo BozzoCorrado MusmeciAndrea AttardiDiego MormorioPaolo RosaGiulio De VitaCarmine Mario MuliereHappycentroAlessandra CigalaFrancesco MazzengaGianni MascoloMarco CendronFlavio DionisiStefania Rinaldi

Accademia di belle arti di Roma

www.accademiabelleartiroma.it

Riflessioni

http://iterritoridellagrafica.site90.com

Sommari

4. Creativt e Pensiero Creativit e Lavoro a cura di Enrico Pusceddu

7. Triennale Design Museum a cura di Alessandra Cigala

15. Happycentro How we do it a cura di Enrico Pusceddu e Emanuela Zaccaria

20. Persone normalmente eccezionali a cura di Francesco Mazzenga

26. EQUIPCO a cura di Emanuela Zaccaria

28. Altro senzaltroa cura di Carlo Bozzo

33. L Arte fuori di sa cura di Enrico Pusceddu

38. Font & Graficaa cura di Erika Panetta

42. Med Print e il Creativity Daya cura di Stefano Mosena

44. Diego Mormorio Catturare il Tempoa cura di Enrico Pusceddu

46. Giulio De Vita a cura di Stefania Rinaldi

49. Creativit e Impresaa cura di Ursula Bonetti

51. Esplorando i nuovi territori della Graficaa cura di Thiago Contini

54. Vetrina Dal segno manuale al segno digitale a cura di Enrico Pusceddu

55. Body Scanner di Anna Maria De Antoniisa cura di Maurizio G. De Bonis

60. CMYK Designa cura di Luigi Annunziata

64. Laser di Simone Sedicinaa cura di Massimo Arduini

66. BEBORN di Renato Sabato

68. Andrea Rinaldi

69. Francesca DAntoni

70. Gabriele Corinella

71. Viri Valeria

72. Zagaria Marco

73. Pierluigi De Furia

74. Rocco Dipoppa

75. Alessandro Petrocco

76. Maryam Sajadian

78. Shidrokh Nasroullah

80. Gao Yfei

82.. New: Mostre Libri Concorsi

Creativit e PensieroFe

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4

Un nuovo viaggio, nuovi in-contri, nuove sensazioni, emozioni, saperi

e sapori da raccontare, dividere, con chi voglia imbar-carsi con vele sagaci verso nuovi o vecchi territori, percorsi da

esplorare, condividere, vivere e rivivere.Alcuni compagni di viaggio ci hanno lasciato, molti altri si sono aggiunti

in questa scommessa che continua, con lo stesso spirito con cui iniziata, il confronto, il dialogo, donare e ricevere, riflettere e riflettersi, evolversi, trasfor-

marsi, mettendo via via in progress un osservatorio sul mondo della comunica-zione visiva. Ma anche ed in particolare, un contributo per dirla alla Zarathustra A

voi ebbri denigmi, amanti del crepuscolo. Voi cercatori, voi tentatori e voi tutti che con accorte vele vimbarcate per mari inesplorati! Oh voi tutti che amate gli enigmi.Il mistero della mente, gli approcci al pensiero creativo, il rapporto tra creativit e la-voro, il tema che abbiamo scelto questanno ci ha dato modo di confrontarci con mol-teplici esperienze, ricche di contenuti e valori diversi, tutte egualmente interessanti. Si cercato di produrre, ideare, causare, provocare in ogni situazione la giusta

scintilla per accendere il pensiero creativo, ma allo stesso tempo analizzare e valutare, come creativit e lavoro debbano coesistere in un felice e prezioso

connubio, senza il quale aridit e ripetitivit, diventano i presupposti di un qualunquismo comunicativo e culturale.

Ben venga allora la Creativit, con la C maiuscola, ad accendere il ruolo, limpegno personale e collettivo, che stimola generando nuove soluzioni ope-

rative, intriganti percorsi visivi, aggiungendo gusto e sostanza al fare operati-vo, al produrre, al comunicare, illuminare dare nuova vitalit ai nostri pensieri

per tradurli in azione.Se lidea non si sublima nellintelletto il suo moto si trasmette alle mani

e diviene lavoro, impegno, partecipazione.Un ringraziamento particolare va ai colleghi, agli studenti, che hanno

contribuito alluscita di questo numero un grazie di cuore. E allora per concludere, buona lettura, buoni pensieri e buon lavoro, allinsegna della creativit.

Enrico Pusceddu

Creativit e Lavoro

5

Alessandro Petrocco

7

http://www.triennale.org

Da Milano, durante la terza edizione del Triennale Design Museum nei primi mesi di questanno, partito linvito ad immergersi nel mondo o, meglio, nei mondi del design grafico contemporaneo. Unoccasione unica per avvicinarsi alla ricchezza e molte-plicit delle modalit di intervento sulla comunicazione dei designer grafici e, pi in generale, per comprenderne pi a fondo i vari e differenti approcci alla realt attua-le. La mostra Graphic Design Worlds ha costituito solo il primo e pi spettacolare appuntamento per una ricognizione, in questo caso soprattutto visiva e cinestetica, sulla pluralit di percorsi che questa disciplina in divenire, abituata allattraversamen-to dei linguaggi e dei media, va tracciando negli ultimi decenni. Le altre tappe del progetto espositivo lo hanno visto arricchirsi ulteriormente con una raccolta delle voci dei designer in mostra, accompagnata dalle riflessioni di storici e critici, nel volume Graphic Design Worlds/Words, edito da Electa e con la pubblicazione in rete di un blog molto interessante, A Diary of an Exhibition, un work in progress, una sorta di diario di bordo della manifestazione, per gettare uno sguardo dietro le quinte della mostra, partecipare alla sua gestazione, approfondire i contributi di graphic designer e critici attraverso interviste, video, fotografie, riflessioni.Un titolo che, non si sa quanto inconsapevolmente, ma con significativa coincidenza, rimandava al Fare Mondi della scorsa Biennale Arti Visive di Venezia, il tema scelto da Daniel Birnbaum in quanto, nel suo assunto teorico, lopera darte, intesa come rappresentazione di una visione del mondo, deve essere pensata come modo per lartista di costruire un mondo. Ed una manifestazione quale la Biennale come un

vero crocevia, un laboratorio fecondo piuttosto che una vetrina dove singole culture si mettono in mostra, perch for-se l dove avviene un incontro tra mondi diversi, possono nascerne di nuovi. La sfida stata allora scontrarsi con la molteplicit e la differenza, imparare a conviverci trasformando questa condizione in un arricchimento. Esattamente quanto proposto dalla manifestazione milanese. Il suo merito stato proprio lessere riuscita a mostrarci il graphic de-sign attuale come un territorio dai confini nebulosi, che si arricchisce dalla contaminazione tra i linguaggi, ma che affina soprattutto una capacit di osservare e ascoltare il mondo, per comunicare, interpretare e intervenire sulla realt. Come sottolinea Andrew Blauwelt, teorico di un design definito appunto relazionale (Relational Design), linnovazione forma-le non pi al centro dellattenzione del designer grafico, ma lo il contesto in cui si trova ad operare. Il suo approccio al mondo pu rivelarsi perci un modello significativo cui guardare: il suo porsi come un ponte tra il cliente e il pubblico, il dover considerare le diverse tipologie di utenti cui parlare, la capacit di conciliare posizioni contrastanti, il saper dosare pragmatismo e immaginazione. Nel dibattito tra i giovani grafici intervenuti questo aspetto sottolineato con insistenza. Il gruppo Brave New Alps, per esempio, afferma: Il design della comunicazione come lo intendiamo va ben oltre il piano visivo: uno strumento per esplorare il mondo e creare relazioni. Siamo interessati al valore culturale del design e

alle sue capacit di interrogare, interpretare e plasmare la realt di cui f