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    Capitolo III

    GLI ANNI DEL FASCISMO

    Nella storia del cammino artistico di Franco Margola, il diploma in Composizione conseguito al Conservatorio di Parma rappresent una tappa puramente esteriore che non modific sostanzialmente il percorso evolutivo di una carriera gi intrapresa e felicemente avviata nei precedenti anni di studio. Non poteva del resto essere altrimenti, dal momento che il giovane aveva pienamente dimostrato con le proprie composizioni di essere ben pi che una semplice promessa.

    Il periodo immediatamente seguente al termine degli studi rappresent in ogni caso un momento importante per Franco Margola, in quanto segn il debutto del giovane compositore sulla scena nazionale: fu il momento per cos dire del raccolto di meritati frutti e per questo una delle stagioni pi felici nella vita del musicista. Tenteremo di delineare in queste pagine alcuni dei momenti pi importanti di questo intenso periodo, tenendo tuttavia presente che numerosi problemi rendono difficile lindagine di chi non dispone di una ricca documentazione n di testimonianze sicure ed esaurienti.

    Si rendono infatti a questo punto della trattazione realmente condizionanti quei problemi euristici ai quali abbiamo fatto un rapido cenno in apertura di questo saggio e che costringono lo studioso ad affrontare largomento con atteggiamenti nuovi.

    Si pensi ad esempio alla diffusione in questi anni della radio e allimportanza, soprattutto nel campo della cultura musicale, dei programmi radiofonici: grazie a questo nuovo sistema di comunicazione, la trasmissione della cultura divenne pressoch universale e non riservata a ristretti circoli di persone ruotanti attorno a quei pochi centri che creavano discriminanti distinzioni tra le cosiddette capitali culturali e il mondo di provincia. Grazie ad un assiduo ascolto dei programmi radiofonici - ai quali Margola rimase sempre fedele, anche dopo lavvento e la diffusione dei dischi - il giovane musicista pot approfondire notevolmente la propria cultura musicale e mantenersi pienamente aggiornato sulle pi recenti novit presentate sulla scena nazionale ed internazionale.

    In altre parole, il problema degli orizzonti culturali, delle influenze dovute ad un ambiente, delle personali prospettive, quel problema insomma che non abbiamo potuto ignorare trattando dei personaggi della generazione di Romano Romanini e Isidoro Capitanio, diretti insegnanti di Margola, diviene, per lo studioso che affronta questa nuova epoca storica, ormai meno importante, o, se vogliamo, estremamente pi complesso: se valutare gli orizzonti culturali di un Isidoro Capitanio era prendere in considerazione la situazione bresciana di quegli anni, definire gli orizzonti culturali di Franco Margola dagli anni Trenta in poi significa tenere in dovuto conto tutta la complessa e multiforme realt della storia della musica europea, il che, naturalmente, modifica radicalmente le prospettive entro cui lo studioso deve spaziare1. Cos scriveva Vittorio Brunelli: Quanto alla musica, a Brescia e a Parma aveva avuto la possibilit di sentire parecchi concerti da camera, ma pochissimi sinfonici. La radio gli venne in soccorso: alle audizioni radiofoniche, infatti, egli deve la conoscenza di molte musiche dogni epoca e dogni genere. Dotato di memoria tenace e di facolt assimilatrice, afferra rapidamente la struttura e il contenuto concettuale delle composizioni musicali; seleziona, giudica, elimina; ed assorbe ci che reputa accettabile, rigetta il vano, sempre conservando la sua personalit...2.

    Ma pi che questo, la diffusione di nuovi e pi veloci mezzi di comunicazione rende difficile lindagine allo studioso soprattutto per ci che riguarda gli aspetti pi propriamente biografici: se da una parte i mezzi di trasporto quali ferrovie ed automobili divennero di uso quasi quotidiano3, dallaltra la diffusione del telefono4 rese pi facili le comunicazioni e sfolt sempre pi la corrispondenza scritta. Gli spostamenti divennero pi rapidi e meno difficili, le relazioni con persone distanti pi immediate: e cos ci risulta difficile seguire con precisione la realt dei fatti, della quale non restano molte concrete testimonianze. A volte sono solo piccoli indizi dai quali si deducono avvenimenti o situazioni, ma oltre oltre ai quali, sia ben chiaro, tutto congettura.

    Per citare un solo esempio, tipico di questo stato di cose, consideriamo il ritratto della famosa cantante Claudia Muzio5

    1 Tutta la storia della musica mondiale sub in questi anni una svolta decisiva proprio in conseguenza dellavvento dei mezzi di comunicazione di massa.

    Naturalmente, come mut la storia, cos deve mutare anche la storiografia, e molteplici e complesse sono le nuove problematiche che emergono con questa nuova pagina della vita non solo culturale, ma anche sociale. Una sintetica ma efficace panoramica sullargomento esposta nel capitolo Musica e societ di massa, in: LANZA, Andrea. Il Novecento II - Parte seconda, cit., pp. 1-43.

    2 BRUNELLI, Margola, p. 350. 3 Prima del 1940, lItalia possedeva una rete ferroviaria di circa 23000 km ed un parco autoveicoli di circa 310000 unit, in media unautomobile ogni 145

    abitanti (dati tratti dallEnciclopedia del ragazzo italiano, III, 3. ed., Milano, Labor, 1940, p. 470). 4 Prima del 1940 gli apparecchi telefonici collocati in Italia erano circa 600000, circa uno ogni 75 abitanti (cfr. ibid.). 5 Claudina Emilia Maria Muzio (Pavia, 1889 - Roma, 1936), celebre soprano, era figlia di artisti (suo padre era direttore di scena al Covent Garden di Londra)

    ed aveva studiato dapprima arpa e pianoforte a Londra, poi canto a Torino, con Annetta Casaloni (la prima Maddalena di Rigoletto), A. Fugazzola e E. Callery Viviani. Debutt sulle scene ad Arezzo con la Manon di Massenet nel 1910 e tre anni dopo fu invitata alla Scala di Milano dove svolse il ruolo di Desdemona in Otello. Lanno seguente, nel 1914, fu al Covent Garden di Londra, dove interpret anche i ruoli di Margherita nel Mefistofele di Boito, Tosca e Mim (questi assieme ad Enrico Caruso). Nel 1916 fu Tosca al Metropolitan di New York (ancora con Caruso) e qui fu invitata nuovamente pi volte negli anni seguenti: ne fior una brillante carriera che la port in tutti i principali teatri del mondo, comprese le Americhe. In Italia si esib spesso a Roma e torn alla Scala di Milano nel 1926-27 per interpretare La Traviata sotto la direzione di Toscanini; a Milano torn poi anche negli anni seguenti. Il suo

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    conservato da Margola: la fotografia reca la dedica autografa Prof. Franco Margola / grato ricordo / Claudia Muzio / Brescia 1933. Che Margola avesse un autografo della cantante di per s potrebbe non voler dir nulla: ma perch grato ricordo? Di cosa doveva essere grata la cantante? Forse il giovane musicista accompagn al pianoforte la cantante? E se cos fu, si tratt di unattivit gi svolta dal musicista in altre occasioni? Che rapporti aveva esattamente Margola con il Teatro Grande? E che esperienza si era fatto in campo teatrale?

    Anche la grande quantit di autografi conservati, pur di scarso valore intrinseco - si trattava infatti di semplici cartoline con convenevoli o brevi comunicazioni, o di dediche di spartiti6 -, lascia trasparire una fitta rete di relazioni e stretti legami di amicizia che dovette essere coltivata per lo pi sulla base di rapporti personali diretti, dal momento che non ne sono rimaste altre tracce: e a conti fatti lo storico non pu elaborare in proposito che semplici ipotesi.

    Ritratto della celebre soprano Claudia Muzio con dedica autografa a Franco Margola

    repertorio comprendeva tutti i ruoli principali delle opere di Verdi e Puccini, ma anche della scuola verista (cfr. ALLORTO-FERRARI, Dizionario, p. 329; SHAWE-TAYLOR, Desmond. Voce Muzio, Claudia, in: New Grove, XIII, p. 2; DEUMM, Le Biografie, V, p. 314).

    6 Citiamo, tra i tanti, qualche caso: quello ad esempio dello spartito delle Chansons des mendiants per canto e pianoforte di Luigi Rognoni (Milano, Carisch, 1937), dedicato enigmaticamente (o spiritosamente?) a Franco Margola con affetto e disperazione / Luigi Rognoni / Milano 23 febbraio 1939. Oppure il caso di Rodolfo Del Corona che regal la partitura della propria scena corale La caccia Al Maestro Franco Margola in segno di affettuosa amicizia. Livorno 22/II/940 XIX.

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    Dunque un semplice indizio pu stimolare lelaborazione di supposizioni che si fondano principalmente sulla verosomiglianza di avvenimenti e situazioni, ma che potrebbero rischiare anche di sconfinare nella pura fantasia.

    Cercheremo di evitare il pericolo limitandoci ad esporre i dati oggettivi e documentati a nostra conoscenza, ben consapevoli che essi rappresentano con ogni probabilit solo una piccola percentuale di quelle notizie che potrebbero interessare una biografia completa ed esauriente. Ma, in fondo, ci che qui interessa constatare genericamente questo aspetto del lato umano del compositore, portato ad una facile comunicativa che lo favoriva nellinserimento in quegli ambienti nuovi in cui via via venne a trovarsi nel corso della propria carriera.

    Le relazioni e linserimento nella vita musicale nazionale Come si detto, il periodo seguente al diploma vide il debutto di Franco Margola come compositore sulla scena

    nazionale. Si tratt evidentemente di un periodo felice, caratterizzato dal comprensibile entusiasmo di un giovane che si vedeva avviare una brillante carriera sotto i pi favorevoli auspici. Il carattere ottimista e positivo di cui era dotato permise al giovane di cogliere e sfruttare nel migliore dei modi i frutti e i successi che via via la carri

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