meno cento chili

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Meno cento chili, ricette per la dieta della nostra pattumiera. di Roberto Cavallo

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  • tascabili dellambiente

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  • Roberto Cavallomeno 100 chiliricette per la dieta della nostra pattumiera

    realizzazione editorialeEdizioni Ambiente srlwww.edizioniambiente.it

    coordinamento redazionale: Diego Tavazzi

    progetto grafico: GrafCo3 Milanoimmagine di copertina: John Bloor/shutterstockimpaginazione: Roberto Gurdo

    2011, Edizioni Ambiente via Natale Battaglia 10, 20127 Milano tel. 02 45487277, fax 02 45487333

    ISBN 978-88-6627-018-8

    Finito di stampare nel mese di giugno 2011 presso Grafiche del Liri Isola del Liri (FR)

    Stampato in Italia Printed in ItalyQuesto libro stampato su carta Oikos

    i siti di edizioni ambiente:www.edizioniambiente.itwww.nextville.itwww.reteambiente.itwww.verdenero.itwww.puntosostenibile.it

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  • Roberto Cavallo

    meno 100 chiliRicette per la dieta

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  • sommario

    1. introduzione 92. il buon senso del titanic 15 2.1 ridurre riusare recuperare: mio nonno non 15 avrebbe capito la nuova direttiva comunitaria 98/20082.2 la crescita dei rifiuti 342.3 quanto pesa davvero lanello nuziale 54

    3. cosa c nella nostra pattumiera 653.1 quando solo il 10% oggi non riciclabile 693.2 quando la pirofila non va nel vetro: 72 i pericoli di una raccolta mal fatta

    4. quando la nostra pattumiera fa venir 81 la febbre al clima4.1 limpatto ambientale del ciclo dei rifiuti 834.2 lacqua minerale pesa pi 88 di un milione di tonnellate di co2!

    5. come possiamo ridurre i nostri rifiuti 935.1 in bagno e in lavanderia 1005.2 in cucina e quando si fa la spesa 1165.3 la stanza dei bambini 1415.4 in giardino 1595.5 al lavoro e nel tempo libero 184

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  • 6. conclusioni 2036.1 oltre lutopia 204

    7. postfazione 209

    note 213

    fonti 220

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  • A mio nonno Remigio

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  • 1. introduzione

    Italo Calvino lo avevo letto alle scuole medie e, adesso che ci penso, non ci avevo capito niente.Non avevo capito niente di quanto lui volesse dire davvero. Di quanto fosse leggera la sua scrittura e pesanti i suoi messaggi profetici.Di quanto le sue citt invisibili, per esempio, si stessero dram-maticamente rivelando. Quasi che il visconte diventasse tutto intero. Che il cavaliere riempisse la sua armatura.Di quanto stessero diventando reali, tangibili, quelle citt che Marco Polo raccontava spensierato al Kublai Khan, e a me fa-cevano pensare a Jules Verne, che, quando me le figuravo, mi sembravano lontane come la luna.E poi, con quei nomi, Diomira Isidora Dorotea Zaira Anastasia Tamara Zora Despina Zirma Isaura, mi ribolliva il sangue e gli ormoni facevano a gara rincorrendo memorie visive adolescenzia-li e offuscando cos il vero significato di quella vastit del regno.Facevo fatica a capire proprio come Marco Polo faceva fatica a spiegarsi, ma i miei gesti non erano i gesti di Marco Polo. La cit-t e il desiderio. Le citt sottili. Oggi le citt le vivo, le percor-ro, le subisco. E le citt sono per lo pi continue.La citt di Leonia rif se stessa tutti i giorni: ogni mattina la po-polazione si risveglia tra lenzuola fresche, si lava con saponette ap-

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    pena sgusciate dallinvolucro, indossa vestaglie nuove fiammanti, estrae dal pi perfezionato frigorifero barattoli di latta ancora in-tonsi, ascoltando le ultime filastrocche dallultimo modello dappa-recchio. 1

    A poco meno di cinquantanni Leonia era cos diventata la mia citt, Alba, ma anche quelle vicine come Bra, Fossano o Savi-gliano o quelle appena pi lontane come Torino, Milano o Ge-nova, e poi via cos, per tutte le citt del mondo che avevo visi-tato, e che adesso mi ricordano Leonia.Senza eccezioni: da Nord a Sud.E mi sembra che, quanto meno ci si pu permettere di rifare se stessi tutti i giorni, tanto pi lo si ostenta.

    Forse, pi che svegliarsi tra lenzuola fresche, ci si addormenta, e si fa sempre pi fatica a riaprire gli occhi, nonostante lultimo modello di radiosveglia.Riaprire gli occhi per guardare e vedere cosa ci capita accanto.Sui marciapiedi, avviluppati in tersi sacchi di plastica, i resti di Leonia dieri aspettano il carro dello spazzaturaio. Non solo i tubi di dentifricio schiacciati, lampadine fulminate, giornali, conteni-tori, materiali dimballaggio, ma anche scaldabagni, enciclopedie, pianoforti, servizi di porcellana: pi che dalle cose che ogni gior-no vengono fabbricate vendute comprate, lopulenza di Leonia si misura dalle cose che ogni giorno vengono buttate via per far po-sto alle nuove. Tanto che ci si chiede se la vera passione di Leonia sia davvero come dicono il godere delle cose nuove e diverse, o non piuttosto lespellere, lallontanare da s, il mondarsi duna ricor-rente impurit. 2

    Cos, da un lato, le citt dove la raccolta differenziata fatta be-ne fanno sfoggio di sacchetti e bidoncini multicolori, allineati sui marciapiedi o, con tanto di indicazioni stradali, segnalano spazi

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  • 1. introduzione 11

    attrezzati dove arredamenti, biblioteche e interi cambi di stagio-ne se ne stanno accatastati in grandi cassoni di ferro in attesa dei compattatori; dallaltro, citt dove la raccolta differenziata non una realt, bombole del gas si adagiano su un letto di foglie di insalata, su materassi abbandonati dormono arance ammuffite, bottiglie di coca cola e atlanti di geografia, e le mamme spingo-no il passeggino in mezzo alla strada, i volontari della croce ros-sa si improvvisano piloti di formula uno guidando le loro am-bulanze in gimkane tra cassonetti strabordanti.I resti di ieri non riescono nemmeno pi a far spazio a quelli di oggi, che cos si accumulano, e le Leonia di oggi non riescono neppure pi a espellere, ad allontanare da s le proprie ricorrenze.La passione delle Leonia di oggi s lespellere, ma senza nem-meno aver voglia di mondarsi.Certo che gli spazzaturai sono accolti come angeli, e il loro compi-to di rimuovere i resti dellesistenza di ieri circondato dun rispet-to silenzioso, come un rito che ispira devozione, o forse solo perch una volta buttata via la roba nessuno vuole pi averci da pensare. 3

    Calvino, nelle sue profezie, mantiene una voglia di estremo ot-timismo che gli fa immaginare gli spazzaturai, trasformatisi nel frattempo in operatori ecologici, come angeli. Figure mistiche, che, insieme ai pastori, hanno accolto la manifestazione della libert. Figure da pregare come custodi della vita di fanciulli.Pi che dalla piet celeste gli spazzaturai ci sono affidati dal-le liste di collocamento, e il loro lavoro immerso in assordanti stridori di leve meccaniche, in un mare di onde sonore di clac-son, provenienti da file di mamme in ritardo a scuola, in un concerto di dissacranti imprecazioni di giovani avvocati, con re-sti di schiuma da barba alle basette e dentifricio allangolo del-la bocca, in un tramestio di urla artificiali di materiali che paio-no non volersi mescolare.

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  • 12 meno 100 chili

    E poi loperatore ecologico se ne va, proseguendo il suo cam-mino, accompagnato da un irrispettoso coro di voci di chi non vuole il contenitore sotto casa, di chi lo vuole svuotato mezzo-ra pi tardi, di chi lo avrebbe voluto svuotato dal figlio, penul-timo in lista dattesa di un lavoro qualunque.Certo che una volta buttata via la roba, nessuno vuole pi aver-ci da pensare.Dove portino ogni giorno il loro carico gli spazzaturai nessuno se lo chiede: fuori dalla citt, certo; ma ogni anno la citt sespande, e gli immondezzai devono arretrare pi lontano; limponenza del get-tito aumenta e le cataste sinnalzano, si stratificano, si dispiegano su un perimetro pi vasto. Aggiungi che pi larte di Leonia eccelle nel fabbricare nuovi materiali, pi la spazzatura migliora la sua sostanza, resiste al tempo, alle intemperie, a fermentazioni e com-bustioni. una fortezza di rimasugli indistruttibili che circonda Leonia, la sovrasta da ogni lato come un acrocoro di montagne. 4

    Decine di migliaia di bambini in tutta Europa sono accompagnati ogni anno a vedere le discariche e i vari impianti che trattano ri-fiuti urbani.Eppure Calvino continua ad aver ragione, perch, come in unil-lusione collettiva, nonostante gli sforzi educativi, sembra che nes-suno sappia dove vanno a finire i propri scarti.Levoluzione, quasi darwiniana, della spazzatura invece dram-maticamente vera e sembra accelerare costantemente, un po co-me la resistenza dei ceppi di batteri agli antibiotici: pi le nuove Leonia eccellono, pi i materiali resistono, diventano compli-cati da riparare, riutilizzare, riciclare e si trasformano in rifiuti in un tempo inversamente proporzionale a quello che c volu-to per progettarli.E cos quando passi sulla tangenziale di Torino non vedi pi nemmeno Superga nascosta dalla pi grande discarica pubblica

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  • 1. introduzione 13

    dEuropa, o quando raggiungi Aosta, insieme alla catena delle Alpi pi alte dEuropa, ti accoglie anche una discarica che pare la succursale della morena di Ivrea, e cos a Bologna, a Roma, a Palermo.Il risultato questo: che pi Leonia espelle roba pi ne accumula; le squame del suo passato si saldano in una corazza che non si pu togliere; rinnovandosi ogni giorno la citt conserva tutta se stessa nella so