l'italia a pezzi - napoli

Download L'Italia a pezzi - Napoli

Post on 28-Mar-2016

217 views

Category:

Documents

3 download

Embed Size (px)

DESCRIPTION

A magazine dedicated to Naples Una revista dedicada a Nápoles Una rivista dedicata a Napoli

TRANSCRIPT

  • LItalia a pezziNapoli

    Marzo, 2013No. 4

  • 1

    Salve!Ciao, ragazzi! Siamo quasi alla fine di questo progetto che spero sia stato interessan-te. Il numero quattro della rivista dedicato a una delle citt italiane pi conosciute allestero: Napoli. La musica, il cibo, la cultura, i personaggi e la storia fanno di Napoli un luogo intrigante e affascinante.

    Avrei voluto fare una rivista pi grande per questa citt, perch penso che ci siano ancora tante cose da conoscere ed imparare, ma ho dovuto fare un piccolo riassunto delle cose che mi sono piaciute di pi.

    Ricordate che sono a vostra disposizione sul sito http://pezziditalia.tumblr.com o po-tete inviarmi delle e-mail a pezziditalia@gmail.com

    Grazie mille!

    Amparo

  • 2

    Breve Storia di Napoli

    NellVII secolo a. C., fu fondata la colonia di Partenope dai greci Cumani nellisolot-to di Megaride. Tale centro abitato cadde in declino a causa delle lotte contro gli etruschi, quindi i Cumani decisero di fon-dare una nuova citt alloriente della vec-chia Partenope, introrno al 470 a.C. e la chiamarono Neapolis, cio, citt nuova. Neapolis divent ben presto un faro di cultura ateniese della Magna Grecia. La citt era carat-terizzata dalla presenza di cardi e decumani, ed era ricca di edifici di culto e di pubblica utilit. Ebbe successo anche in campo commer-ciale, sostituendo le altre colonie greche. Anche se Neapolis non era una citt guerriera, dov difendersi dai Sanniti e dai Romani, che erano deter-minati ad espandere verso il sud il pro-prio dominio. Nel 327 a. C., Neapolis fu conquistata dai Romani. Nonostante ci, la citt pot mantenere le proprie prero-gative e istituzioni, perch fu creata una confederazione con Roma. Napoli era un importante veicolo della civilt greca, un centro di cultura che i Romani rispettaro-no e apprezzarono. Nel 536 d. C., dopo la divisione dellImpero, le invasioni barbare e la ca-

    duta dellImpero Romano dOccidente, Napoli fu conquistata dai Bizantini duran-te la guerra gotica, la citt fu sottomessa dal nuovo conquistatore, il generale Beli-sario. Napoli fu riconquistata dai Goti bre-vemente, perch nel 553 le forze bizanti-ne ripresero la citt sotto il comando di Narsete. La Campania divent provincia

    bizantina. Limperatore dOriente, nel 661, nomin un duca napole-tano a capo della citt: Basilio. Il ducato fu caratteriz-zato da continue guerre difensive contro i potenti nemici: i Longo-bardi e i Saraceni, e per questo a volte ricorse al supporto di altre popolazioni chiamate in forma mercenaria ad aiutare le difese

    napoletane. Fu il caso dei Normanni, a cui fu concesso il feudo di Aversa in cam-bio della resistenza. Ma i Normanni non seppero accontentarsi del loro ruolo e intrapresero campagne che li portarano alla conquista della Sicilia, scacciarono gli arabi e poi estesero il loro regno al sud dItalia. Ruggiero II, con un accordo con il duca Sergio, impose il suo potere su Na-poli nel 1137. Napoli entr cos a far parte del territorio del Principato di Capua, nel neonato Regno di Sicilia, con capitale a Palermo. Il nuovo Regno fu governato dai

    Chist' 'o paese add tutt' 'e pparole,so' doce o so' amare,so' sempe parole d'ammore!

  • 3

    Normanni fino al 1195. Il sovrano tedesco, Enrico VI di Sve-via, si impossess del mezzogiorno dIta-lia e lo condusse a un periodo di crisi durato almeno un ventennio. Alla morte di Enrico, ci fu lascesa al trono di Fede-rico II degli Hohenstaufen, considerato il pi grande sovrano che sia mai stato su un trono europeo. Fu un sovrano molto attento alla cultura letteraria e giuridica. Nel 1224, istitu a Napoli lo Studio Gene-rale, la prima universit statale e la secon-da della penisola. Alla morte di Federico, Napoli dov accogliere il nuovo sovrano Corradino, accompagnato e supportato, per la sua giovane et, dallo zio Manfre-di. Nel 1266, Carlo I DAngi, fratello del re di Francia, sconfis-se Manfredi a Benevento e assunse la corona del regno del sud. Napoli di-venne capitale del regno e la citt cambi molto: sorsero splendide chiese e fabbriche, e ci fu uno svi-luppo dellartigianato e del commercio; la popolazione aument a dismisura e Na-poli divenne la prima metropoli dItalia. Nel 1285, gli succedette Carlo II che por-t migliorie al patromonio monumentale della citt e fu anche un buon legislatore. Ascese al trono napoletano Rober-to DAngi, detto il Saggio, nel 1309. Era amante delle lettere e delle arti, quindi cre un clima intellettuale notevole: pro-mosse gli studi legislativi e una grande fioritura dello stile gotico. Insomma, Ro-berto fece di Napoli un centro di cultura fra i pi vivaci dEuropa. La nipote Giovanna successe a Ro-berto, e la citt sub epidemie di peste, sommosse e incursioni ungheresi, e pro-blemi che ella cre con i suoi compor-tamenti frivoli e dissennati. Il suo regno cadde per mano di Carlo Durazzo DAn-

    gi, anche se mor pochi anni dopo di prendere il potere. La citt si divise in due fazioni, quella che appoggiava la stirpe Durazzo e laltra che appoggiava la stirpe DAngi. Ladislao, il successore di Carlo, prevalse allostilit e fu anche buon sovrano. Nel 1404, conquist Roma con il desiderio di unificare la penisola, ma labbandon nel 1409. Mor e lasci il trono alla sorella Giovanna. Qualche anno prima di morire, Gio-vanna Durazzo, sentendosi in pericolo, chiese aiuto ad Alfonso dAragona, re di Sicilia, e ladott, legittimandone di fat-to il diritto alla successione. In seguito torn sui suoi passi, designando Renato dAngi come erede, ma ci provoc la

    rabbia del sovrano arago-nese, che nel 1442 assedi ed espugn Napoli. Sotto gli Aragonesi la citt ebbe un ingrandimento urbano e divenne una delle citt pi influenti del dominio Aragonese.

    Grazie allo sviluppo economico e civile della citt, e al clima virtuoso pro-mosso da Alfonso, il Magnanimo, fu pos-sibile la penetrazione degli ideali e dellar-te rinascimentali. Rimangnono grandiose testimonianze di quel periodo nel patri-monio artistico di Napoli. Ferrante, figlio di Alfonso, continu lopera di sviluppo edilizio e di mecenatismo, fu un buon re e un fine legislatore. Il favore popolare degli ultimi Ara-gonesi, soprattutto di Alfonso II, fu scar-so. Dopo gli effimeri regni di Ferrandino e Federico dAragona, la breve apparizione di Carlo VIII e la nuova occupazione fran-cese, nel maggio del 1503, Napoli accolse festosamente il vicer Gonzalo Fernndez de Crdoba. La corona di Madrid esercit il suo potere su Napoli e sul regno con avidit

  • 4

    e incapacit. In questo periodo, per difen-dere il popolo dalle prepotenze iberiche, nacque e si afferm il fenomeno della camorra, che in un primo tempo costi-tu quindi una sorta di societ segreta con fini di mutua assistenza. Numerosi eventi bellici contrassegnarono questepoca. Sul fronte interno, ci furono numerosi tenta-tivi di sollevazione popolare, dovuti allin-sostenibile pressione fiscale e ai tentativi di instaurazione dellInquisizione : la pi celebre fu quella del 1647, la rivolta di Masaniello. Gli anni successivi al 1707 costitui-rono un periodo di transizione, caratteriz-zato da un vicereame austriaco che non lasci grandi segni sulla storia cittadina. Nel 1734, sul trono di Napoli sal Carlo di Borbone, erede designato della dinastia spagnola, che da subito impront il suo regno ad una maggiore autonomia rispet-to ai due secoli precedenti. Carlo VII attu una serie di riforme nei settori dellammi-nistrazione, del fisco, del commercio e in quello militare, che costituirono un nuovo impulso per lo sviluppo nei decenni suc-cessivi di attivit che ancora oggi caratte-rizzano il tessuto economico e produttivo di Napoli. Il regno di Carlo I ha lasciato im-portanti segni anche nellarchitettura e nellurbanistica cittadina e nella cultura dellepoca. Nel 1759, Carlo fu richiamato a Madrid per salire sul trono di Spagna, e a Napoli lasci il figlio Ferdinando, che, pur proseguendo la linea del padre, fu una figura di minore spessore dal punto di vista politico e storico. Giuseppe Bonaparte regn a Napoli per appena tre anni, nel corso dei quali avvi in citt alcuni rilevanti lavori pubbli-ci e realizz una riforma amministrativa, ampliando i confini di Napoli, istituendo la figura del sindaco, supportato da un organo elettivo, e introducendo il catasto urbano. Nel 1808, Napoleone affid il re-

    gno a Gioacchino Murat, suo genero e fe-dele generale del suo esercito. Il Congres-so di Vienna e la Restaurazione imposero lallontanamento di Murat da Napoli e fu confinato in Corsica, nonostante i suoi numerosi tentativi di rimanere sul trono. Con il Congresso di Vienna, fu de-cretato il ritorno a Napoli di Ferdinando di Borbone, che stavolta sal al trono con il nome di Ferdinando I, dopo aver unificato il Regno di Napoli e quello di Sicilia nel Regno delle Due Sicilie. Nel 1830 sal al trono Ferdinando II, che invece conquist da subito la benevolenza del suo popolo, e inizialmente anche la stima dei liberali italiani. Con un grosso sforzo di riorganiz-zazione dellesercito, il nuovo re dette im-pulso al progresso in diversi settori, per-mettendo a Napoli di divenire un centro deccellenza. Nel 1860 il Regno delle Due Sicilie, venne conquistato dai Garibaldini e dalle truppe del Regno di Sardegna. Napoli si un al Regno dItalia e perse il rango di ca-pitale, ma rimase comunque il centro po-litico, economico e sociale pi importante dellItalia meridionale. La citt versava in una profonda crisi economica e sociale. L11 marzo 1918 nel corso del primo conflitto mondiale, la citt fu bombardata dal dirigibile tedesco L.58 partito da una base bulgara. Il re Vittorio Emanuele go-vern per 46 anni e condusse lItalia nelle due guerre mondiali. Questultimo perio-do coincise anche con laffermazione del-la classe operaia e con le lotte sindacali, spesso accompagnate da eventi dramma-tici. La Napoli contemporanea tra le pi grandi e popolose metropoli italia-ne e mediterranee, conserva a

View more >