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  • L’Italia a pezzi

    Firenze

    Ottobre, 2012 No. 2

  • Salve! Ciao, ragazzi! Benvenuti al secondo numero della rivista, dedicato a una bellissima città: Firenze. Lo sapete che questa città è la mia preferita, an- che se non ci sono mai stata? Firenze è la città dei personaggi più famosi e più noti in Italia: gli artisti, gli scienziati e gli intellettuali. Insomma, la crème della società italiana. Sicuramente se vi dico alcuni personaggi che ci sono nati, ne rico- noscerete qualcuno: Da Vinci, Masaccio, Brunelleschi, i Medici, Donatello, Botticelli, Dante, ecc. Allora, nelle seguenti pagine troverete qualcosa di interessante, ma sono pochi fogli per parlarne quando c’è tanta informa- zione. Quindi, spero che dopo aver letto questo numero andiate a cercare al- tre informazioni su questa città, sui personaggi di cui non ho potuto (o for- se voluto) parlare qui, e dei capolavori che ci sono a Firenze. Mi piacereb- be anche poter trasmettere l’amore che provo per la cultura fiorentina. Ricordate che sono a vostra disposizione anche su Internet, dove ab- biamo più spazio per imparare: http://pezziditalia.tumblr.com. Grazie mil- le!

    Amparo

    1

  • Firenze è la città degli artisti e degli intellettuali, i personaggi italiani più famosi d’Italia, come Dante, Da Vin- ci, Boccaccio e Galilei. Fu la prima città-stato della Penisola Italiana ed ebbe il suo massimo splendore nel Rinascimento.

    Fu fondata dai Romani nel 59 a.C., che la battezzaro- no Florentia. Durante il perio- do imperiale la città accrebbe la propria ricchezza e divenne un attivo centro commerciale dove operavano molti artigia- ni, che poi avrebbero reso famosa Firenze. Durante le invasioni barba- riche la città subì insediamenti da perte degli Ostrogoti, dei Bizantini e dei Goti di Totila. Fu in quel periodo che gli abitanti si raccolsero attorno ai Vescovi, nei monasteri, che diven- tarono centri di cultura e di lavoro. Fu conquistata poi dai Longobardi nel VI secolo, e solo successivamen- te la città emerse dalle nebbie del medioevo come città-stato indipen- dente.

    In un periodo successivo con la nascita delle signorie si ebbe un gran- de sviluppo sia economico che socia- le. Firenze raggiunse i più alti apici di splendore tra il XI e il XV secolo, diventando uno dei maggiori centri

    di potere in Italia, in equilibrio tra l'autorità degli Imperatori e quella dei Papi, superando il disagio delle lotte interne tra Guelfi e Ghibellini. Nel XV secolo Firenze passò sotto la Signoria dei Medici, ricchissi- ma dinastia di banchieri che

    in seguito divennero Granduchi di Toscana. Firenze e tutta la Toscana rimasero sotto il dominio dei Medici per tre secoli. Fu questo il periodo di massimo splendore della città, dal punto di vista artistico, culturale, po- litico ed economico. La città crebbe in modo spaventoso: pittori, scultori e architetti riempirono strade, chie- se e palazzi con le più grandi opere del rinascimento. Al Granducato dei Medici successe, nel XVIII secolo, quello dei Lorena, fino al 1860, anno

    Breve Storia di Firenze “La porti un bacione a Firenze,

    lavoro sol per rivederla un dì...”

    2

  • in cui la Toscana entrò a far parte del Regno d’Italia, di cui Firenze fu capitale dal 1865 al 1871. Attraverso i secoli XII e XIII la città aumentò la sua forza commerciale gra- zie alla nascita di un gran numero di artigiani, fabbri, calzolai, e orefici. Alla fine del 1100 la città raggiunse la sua autonomia comuna- le. Nel 1200 il Governo era costituito dai Consoli, con l'aiuto dei Consigli cittadini. Coloro che detenevano il potere erano scelti nei ceti elevati: causa di questo fu la nascita di rivalità fra le famiglie più ricche. Esse erano infatti riunite in allean- ze e le case crescevano in altezza, diventando all'occorrenza delle for- tezze e con l'ausilio di ponti mobili, le famiglie alleate, formavano un si- stema di torri difendibili facilmente. Le discordie fra le maggiori famiglie diventarono sempre più gravi e por- tarono alla formazione di due parti- ti: i Guelfi, fedeli al Papa osteggiava- no l'Imperatore, ed i Ghibellini, che fedeli all'Imperatore osteggiavano il Papa. All'inizio i Ghibellini ebbero il sopravvento, ma il loro successo fu breve: nel 1250 i Guelfi presero il potere. Il Comune ebbe un ordinamen- to costituito dalla Signoria e la città ebbe un periodo di grande prosperità. Questo benessere fece riaccendere le lotte fra Guelfi e Ghibellini: dopo un breve periodo di dominio Ghibellino i Guelfi ripresero nuovamente il po-

    tere e affermarono definitivamente il loro dominio sulla città. Alla fine del XIII secolo, viene definito il centro politico e religioso della città, con la

    costruzione della Cattedra- le di Santa Maria del Fio- re e del Palazzo Vecchio. Il trionfo del popolo, portò anche alla ribalta la sua lin- gua il 'volgare fiorentino', che si affermava come lin- gua scritta e parlata, per- chè fra tutti i dialetti era il più armonioso.

    Nella prima metà del Tre- cento accaddero eventi

    molto importanti per la vita sociale ed economica fiorentina. Grazie alla grande crescita sia sociale che ur- banistica nacquero numerosi centri abitati. Agli inizi del secolo il tessuto urbano della città e le linee di svilup- po messe a punto nel secolo prece- dente non subirono modificazioni di fondo. Ma dopo, fra il 1248 e il 1333, si inclusero i borghi e i nuovi inse- diamenti produttivi, religiosi, che si erano formati all'esterno della città. Alcuni dei nuovi poli erano nati per l'azione svolta da vari ordini mendi- canti. Oltre a questi erano presenti anche insediamenti di carattere pa-

    trizio, che crea- rono importan- ti trasformazioni nel tessuto urbani stico. Tutto que sto fu supportato particolarmente dalle famiglie più ricche, che aveva- no interessi molto

    forti nel contado.

    In questo secolo ci furono tra- 3

  • sformazioni considerevoli per quan- to riguarda il tessuto cittadino. Le grandi famiglie erano protagoniste dell'accorpamento delle proprietà edilizie, e delle trasformazioni tipo- logiche. Le norme che curavano la linea riferita alle iniziative di caratte- re pubblico venivano emanate dalla Magistratura e dagli organi del Co- mune. Un'altra importante nuova li- nea di trasformazione era quella delle iniziative di edificazione; i promoto- ri erano in genere organi religiosi o altre corporazioni, come le Arti. La Firenze del XIV secolo era molto rin- novata rispetto al secolo XIII, ma il modello di funzionamento era sem- pre lo stesso. Il tessuto urbano era configurato secondo una concezione ge- rarchica e rifletteva poi la struttura ge- rarchica delle isti- tuzioni dell'epoca.

    Durante que- sto periodo, la città fu rinnovata sul pia- no architettonico, il progetto fu affi- dato ad Arnolfo di Cambio, che la modificò in senso Gotico. Per quanto riguarda le classi urbane dobbiamo ricordare che i ceti alti non disdeg- navano il contatto con i ceti subor- dinati; il tessuto sociale era misto e accanto al palazzo del nobile spesso si affiancavano le botteghe, i labora- tori degli artigiani. Alla fine del seco- lo ci sono collegamenti sempre più stretti tra i cittadini di Firenze e la campagna. Il Quattrocento è per la città di Firenze, un secolo di grande ripresa, sia economica che culturale. È prin- cipalmente la città di Firenze che dà vita a questi nuovi impulsi, espri-

    mendo il concetto di rinascita, di rin- novamento dell'arte, che condurrà al Rinascimento. La città diventa il fulcro di questo movimento cultura- le. Il Rinascimento fin dalla sua pri- ma fase di formazione, intorno agli inizi del Quattrocento, sviluppa delle tematiche nuove, accostandosi alle antiche con spirito d'innovazione. Il movimento appare strettamen- te connesso con la nuova borghesia fiorentina, e proprio la nuova classe, costituita dalle famiglie dei Pitti, dei Rucellai, dei Medici, degli Strozzi, di- venta promotrice della nuova cultu- ra e del nuovo gusto architettonico. Nell'ambito della cultura fiorentina del Rinascimento, si incoraggiarono

    le iniziative edili- zie e artistiche utili alla città. Principa- le stimolo di que- sto lavoro è lo stu- dio dell'arte, della cultura e della fi- losofia greca e ro- mana, che veniva studiata in modo

    scientifico. Usando le tecniche tra- dizionali e fondendole con una nuo- va coscienza, (cercando allo stesso tempo di approfondire l'indagine nei confronti del reale e della natura) l'artista rinascimentale lavora unen- do la conoscenza scientifica all'arte. Natura e arte, diventano due fattori determinanti; la prospettiva diventa strumento fondamentale di cono- scenza per misurare e riprodurre la realtà. È proprio in questo periodo che vengono costruite le bellezze ar- chitettoniche che tutto il mondo invi- dia; è anche grazie al susseguirsi di artisti di grande importanza che Fi- renze è diventata una delle principali mete del turismo internazionale.

    4

  • Dante fu un poeta, scrittore e politico italiano, considerato il padre della lingua italiana e au- tore della Divina Commedia considerata la più grande opera scritta in italiano e uno dei più grandi capolavori della letteratura universale. Non si sa con certezza la data di na- scita del poeta, ma in base ad alcune allu- sioni autobiografiche riportate nelle sue ope- re, si dice che sia nato a maggio del 1265. Nacque nell’importante famiglia fiorentina degli Alighieri, legata alla corrente dei guelfi, ma lui non ne parla quasi mai. Fu concorda- to il suo matrimonio con Gemma Donati, la cui famiglia