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La malattia venosa. Artiinferiori e patologia

emorroidaria: tutto cio' che sideve sapere

a cura di Dott.ssa Anna Cammisa

La malattia venosa. Artiinferiori e patologia

emorroidaria: tutto cio' che sideve sapere

a cura di Dott.ssa Anna Cammisa

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Indice dei contenuti

capitolo 01 Il sistema venoso: anatomia e fisiologia 1Il sistema venoso: anatomia e fisiologia 1Anatomia del sistema venoso degli arti inferiori 1Sistema venoso superficiale - Vena grande e piccola safena 2Sistema venoso profondo - Vena femorale e poplitea 2Vene perforanti 2Valvole 3Fisiologia del sistema venoso degli arti inferiori 3Direzione e determinanti del flusso venoso 3

capitolo 02 Malattia venosa cronica: inquadramento efisiopatologia 5

Malattia venosa cronica: inquadramento e fisiopatologia 5Epidemiologia 5Peso sociale della malattia e costi sanitari 6Fattori di rischio 6I meccanismi fisiopatologici della malattia venosa cronica 6Malattia venosa cronica - Come si manifesta - I segni 7Classificazione CEAP - Teleangectasie e vene reticolari : C1 8Classificazione CEAP - Vene varicose: C2 8Classificazione CEAP - Edema : C3 8Classificazione CEAP - Variazioni cute e sottocute : C4 8Classificazione CEAP - Ulcera venosa guarita : C5 9Classificazione CEAP - Ulcera venosa attiva : C6 9

capitolo 03 I sintomi a carico degli arti inferiori 11I sintomi a carico degli arti inferiori 11Dolore venoso - Dati epidemiologici 11Dolore venoso e correlazione con il quadro clinico 12I meccanismi del dolore cronico 12

capitolo 04 La legislazione italiana:classificazioni dei farmaciper la malattia venosa cronica 13

La legislazione italiana:classificazioni dei farmaci per la malattia venosacronica 13La nuova legislazione 13Regime di fornitura 13Distribuzione 14Il Decreto Legislativo del 18 Aprile 2012 14Farmaci Senza Obbligo di Prescrizione (SOP) 14Prodotti da banco (OTC) 14Integratori alimentari 15

capitolo 05 I consigli degli operatori sanitari nel contrastarela malattia venosa cronica 16

I consigli degli operatori sanitari nel contrastare la malattia venosacronica 16

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Lo stile di vita e prevenzione 16I farmaci venoattivi - Classificazione 16Farmaci venoattivi - Meccanismi di azione 17Meccanismi di azione - Tabelle 17Prove di efficacia - FFPM 18Prove di efficacia - FFPM - Meta-analisi di Allaert 18Prove di efficacia - Idrossietilrutosidi 19Prove di efficacia - Escina 19Prove di efficacia - Calcio dobesilato 19Effetti terapeutici dei farmaci venoattivi - Revisioni 20Le linee guida nel trattamento della malattia venosa cronica 20International Medical Consensus - Siena 2005 21International Consensus Statement - 2008 22Le raccomandazioni terapeutiche della letteratura - USA 23Indicazioni terapeutiche e classi CEAP 23Effetti indesiderati 24I consigli al paziente 25

capitolo 06 Focus sulla patologia emorroidaria 27Focus sulla patologia emorroidaria 27Definizione 27Fattori predisponenti 27Classificazione 27Come si manifestano 28Stili di vita e prevenzione: il ruolo dell'operatore sanitario e in particolaredell'infermiere 28Stile di vita - Dieta 28Stile di vita - Educazione igienico-comportamentale 29Le opzioni farmacologiche 29Terapia medica delle emorroidi - FFPM - Le revisioni 30FFPM ed emorroidectomia (sec. Milligan-Morgan) 30FFPM e fotocoagulazione ad infrarossi 30FFPM e legatura elastica 31Le linee guida nel trattamento della patologia emorroidaria 31

capitolo 07 Conclusione del corso 33Conclusione del corso 33

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capitolo 01 Il sistema venoso: anatomia e fisiologia

Il sistema venoso: anatomia e fisiologia

Anatomia del sistema venoso degli arti inferiori

Il sistema venoso degli arti inferiori e' costituito da tre distretti anatomici e funzionali: - sistema venoso superficiale - sistema venoso profondo - sistema venoso delle perforanti

Il sistema venoso superficiale e' costituito da: - vena grande safena - vena piccola safena

Il sistema venoso profondo e' costituito da: - vene tibiali anteriori e posteriori vene gemellari - vena poplitea - vena femorale superficiale e profonda - vena femorale comune

Vene perforanti Assicurano la comunicazione tra sistema venoso superficiale e profondo

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attraversando le aponeurosi

Sistema venoso superficiale - Vena grande e piccola safena

Sistema venoso profondo - Vena femorale e poplitea

- La vena femorale inizia per diretta continuazione della vena poplitea a livello del canale degliadduttori e decorre nel triangolo dello Scarpa insieme allarteria omonima.

- La vena poplitea raccoglie il sangue refluo dalle regioni profonde del piede e della gamba e inparte della rete venosa sottocutanea. Origina dalla confluenza delle vene tibiali anteriore e posteriore.A livello del muscolo grande adduttore della coscia prosegue direttamente nella vena femoralesuperficiale che si congiunge con la vena femorale profonda formando la vena femorale comune.

La vena grande safena decorre sulla facciamediale della gamba fino al ginocchio,portandosi poi su quella antero-mediale dellacoscia. Raggiunge il triangolo di Scarpa econfluisce nella vena femorale. Raccoglie il sangue dalla superficie anteriore emediale del piede, della gamba e della coscia.

La vena piccola safena origina a livello delmalleolo laterale, sale lungo il tendinecalcaneare. Decorre sulla faccia posteriore dellagamba e diventa profonda nella fossa poplitea(dove confluisce nella vena poplitea).Raccoglie il sangue dalla superficie posterioredel piede e della gamba.

Vene perforanti

Si riportano le principali sedi delle vene perforanti :

- Ramo posteriore della grande safena (vena di Leonardo) e tibiali posteriori (terzo distale dellagamba). Comunicanti di Cockett

- Circolo safenico con le vene tibiali posteriori (terzo medio-distale della gamba). Vene di Boyd

- Vena femorale superficiale e circolo della grande safena (terzo medio e inferiore di coscia). Vene di Dodd

Sono circa 140 per arto e sono provviste di valvole normalmente poste nel tratto sotto-aponeurotico.Hanno un diametro di circa 2 mm.

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Valvole

In molti segmenti dellalbero venoso e soprattutto nei due sistemi venosi superficiale e profondo degliarti inferiori, e' caratteristica la presenza di valvole. Hanno forma semilunare (vengono chiamate anche valvole a nido di rondine') e il lembo libero guardaverso il lume del vaso e offre la propria concavita' al flusso della corrente sanguigna. La loro funzione principale consiste nellinterrompere la pressione della colonna ematica degli artiinferiori contro le pareti venose delle parti piu' declivi, in un punto in cui la forza di gravita' prevalesulla spinta anterograda esercitata dalla gettata cardiaca (ce' quindi tendenza al reflusso). Sede preferenziale sono i punti di passaggio dove una vena confluisce in unaltra di calibro maggiore. Le valvole sono orientate in modo da ostacolare il flusso retrogrado e dirigerlo in senso centripetoverso il cuore.

Fisiologia del sistema venoso degli arti inferiori

Il sistema venoso, che convoglia il sangue al cuore destro, va considerato come un insieme dinamicodi vasi, la cui capacitanza e' regolata dal sistema neurovegetativo (prevalentemente a livello dei vasicutanei e splancnici), dalla contrazione muscolare (tono dei vasi muscolari e azione di massaggio' deifasci muscolari circostanti i vasi) e dagli ormoni (prevalentemente catecolamine e ormoni sessualifemminili).

Direzione e determinanti del flusso venoso

In condizioni fisiologiche il sangue viene drenato dal sistema superficiale a quello profondo, e dalbasso verso il cuore. I fattori piu' importanti che intervengono nello svuotamento delle vene in senso anterogrado sono quidi seguito riassunti: - Spinta centripeta del volume ematico: energia residua della sistole ventricolare - Tono venoso - Contrazioni muscolari : la compressione plantare spinge il sangue verso l'alto, poi la contrazione

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dei muscoli del polpaccio svuota le vene tibiali e le vene dell'asse popliteo-femorale

In questa dinamica e' essenziale lefficienza delle valvole, che impediscono il flusso retrogrado delsangue venoso.

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capitolo 02 Malattia venosa cronica:inquadramento e fisiopatologia

Malattia venosa cronica: inquadramento e fisiopatologia

Epidemiologia

- La malattia venosa cronica e' una patologia molto diffusa con prevalenza variabile nelle varie areegeografiche. E' certamente sottostimata, soprattutto in relazione alla difficolta' di rilevarel'epidemiologia delle sue manifestazioni iniziali.

- La prevalenza e' circa del 10-50% nella popolazione adulta maschile e del 50-55% in quella femminile.

- La distribuzione tra i due sessi e' incostante (

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