La crisi economica e i fondamenti del Diritto del ?· Web viewL’estensione dei poteri di gestione…

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<p>La crisi economica e i fondamenti del Diritto del lavoro in Spagna</p> <p>La crisi economica e i fondamenti del Diritto del lavoro in Spagna</p> <p>Prof. Dr. h.c. Miguel Rodrguez-Piero B.-F.</p> <p>Presidente honorario de la Asociacin Espaola de Derecho del Trabajo</p> <p>1. La reazione europea di fronte alla crisi. 2. Limpatto della crisi nell mercato del lavoro in Spagna. 3. La riforma del mercato del lavoro del governo socialista. 4. La riforma della contrattazione collettiva del governo socialista. 5. La riforma globale del mercato del lavoro del governo popolare. 6. Lestensione dei poteri di gestione aziendale. 7. La flessibilizzazione del licenziamento. 8. La nuova disciplina della contrattazione colettava.</p> <p>1.- Il cinquantenario della nascita dellAssociazione italiana di Diritto del lavoro e della Sicurezza Sociale, che tanto lavoro ha preso e tanta influenza ha avuto nello sviluppo e il progresso del diritto del lavoro in Italia e all'estero, coincide con un momento grave de crisi economiche ha profondamente influenzato, non solo in Italia, levoluzione e gli sviluppi futuri de il diritto del lavoro allinterno de un processo di europeizzazione che genera riforme dei diritti del lavoro nazionali progettati seguendo la direzione e le indicazioni delle istituzioni dell'Unione Europea.</p> <p>La crisi economica degli anni 70 aveva una grande influenza sulla costruzione del diritto sociale europeo. Le misure comunitarie adottate allora per combattere la crisi hanno sistemato un quadro giuridico per la tutela dei lavoratori colpiti dalla crisi: ladozione delle direttive sui licenziamenti collettivi, sul trasferimento dazienda e sullinsolvenza del datore di lavoro, chi sono une dei nuclei fondanti del diritto sociale europeo. </p> <p>La reazione europea alla crisi in atto, che ha generato come vittime fondamentali i lavoratori, non ha causato avanzamenti nel diritto sociale europeo: invece la risposta non stata la creazione di nuove regole sociali europee, ma, piuttosto misure, di tipo economico per fare fronte alla crisi, ma qui hanno influenzato in modo efficace sulla legislazione e la politica del lavoro degli Stati membri, de modo diverso ma con alcune linee dazione comune. Queste politiche del lavoro hanno perseguito un nuovo equilibrio tra tutela del lavoro e la ricerca de flessibilit e competitivit delle imprese attraverso riforme profonde della legislazione del lavoro e della contrattazione collettiva.</p> <p>Nella disciplina giuridica del contratto di lavoro ci sono state approvate varie riforme legislative per ridurre tutele tradizionali del lavoro e per ampliare i margini della libert dimpresa e di gestione del lavoro, mediante una maggiore flessibilit, dingresso, interna e in uscita. Queste modifiche legali hanno generato nuovi approcci dottrinali e giurisprudenziali, una nuova cultura aziendale e cambiamenti nelle relazioni industriali, nelle pratiche negoziali e nella contrattazione collettiva, indotti o imposti dal legislatore statale come parte delle riforme del diritto del lavoro.</p> <p>2.- In Spagna, l'attuale crisi economica e finanziaria, che stata molto profonda, stata accompagnata dalla distruzione in massa di posti di lavoro che hanno generato un numero crescente e drammatico de disoccupati (sei milioni, pi del ventisette per cento de disoccupazione). La situazione de crisi ha facilitato importanti riformi de la disciplina giuridica del mercato de lavoro, del rapporto de lavoro e della contrattazione collettiva. Anche in Spagna, la crisi ha stato utilizzata come giustificazione per una flessibilizzazione del diritto del lavoro, no per difendere i lavoratori dagli effetti sociali negativi della crisi ma a vantaggio delle imprese per assicurare la sua sopravivenza e competitivit.</p> <p>La crisi aveva provocato, nel dialogo sociale e nel dibattito politico, un certo consenso sulla necessit di riforme del mercato del lavoro ma ha mancato consenso sul suo contenuto. Questo dissenso ha portato, prima, al governo socialista e, dopo, al governo popolare a imporre unilateralmente por la via dei decreti legislativi durgenza, successive e profonde riforme della legislazione del lavoro, in particolare della la legge dellEstatuto de los Trabajadores. Se potrebbe parlare, com reazione alla crisi economica e de l'occupazione e alla pressione internazionale, de ununica riforma global in fasi successive, con elementi di continuit ma con rilevanti cambiamenti, paralleli al diverso segno politico dei governi. Il risultato che il Diritto del lavoro spagnolo ha subito negli ultimi tre anni cambiamenti radicali che hanno colpito alcuni dei suoi elementi pi caratteristici, e ancora oggi il governo stato invitato da Bruxelles a compiere nuovi passi nella riforma liberante del mercato del lavoro.</p> <p>3.- La prima fase della riforma del diritto del lavoro risale del Governo socialista attraverso il decreto legge 10/2010 convertito nella Legge 35/2010, in tema de contratto de lavoro e di mercato di lavoro, e chi se completa con il decreto legge 7/2011 sul regime giuridico della contrattazione collettiva.</p> <p>La legge 35/2010 aveva introdotto "misure volte a promuovere la flessibilit interna negoziata nelle aziende e per incoraggiare l'uso di orario ridotto come uno strumento di aggiustamenti temporanei di lavoro" e per facilitare i licenziamenti oggettivi, e, indirettamente, abbassare lindennit del licenziamento senza giusta causa, con l'obiettivo di creare e migliorare l'occupazione, e favorire il miglioramento della produttivit e della competitivit delle imprese. La legge si proposto, secondo il suo preambolo, di migliorare la produttivit, "il rinnovamento del nostro modello di produzione", di "rendere le nostre economie pi resistenti agli shock esterni" e "migliorare la propria competitivit a medio e lungo termine". Essa mira a migliorare la situazione delle imprese e dell'economia in attesa che essa possa contribuire a ridurre la disoccupazione.</p> <p>La legge 35/2010 ha tentato di espandere "le possibilit di flessibilit interna allimpresa offerte dalla normativa vigente" per facilitare i cambiamenti organizzativi e la ristrutturazione delle imprese e aveva cercato di "rafforzare i meccanismi di adattamento delle condizioni di lavoro delle specifiche circostanze che abbraccia l'impresa" come scelta al licenziamento, meccanismo prevalente in pratica per la ristrutturazione aziendale. Lallargamento dell'ambito di disponibilit del datore di lavoro stato accompagnato da un maggiore o minore grado di coinvolgimento della rappresentanza unitaria elettiva dei lavoratori in azienda, come condizione di legittimit della decisione sui licenziamenti collettivi e su modifiche sostanziali delle condizioni di lavoro, secondo un meccanismo che la legge ha descritto come "flessibilit negoziata", e che aveva previsto dei momenti di intervento della rappresentanza dei lavoratori. La riforma del contratto di lavoro de 2010 aveva cercato, cosi, di rispondere alla segnalata rigidit del nostro sistema normativo, che per gli imprenditori, le organizzazioni economiche internazionali e le autorit dell'Unione europea impediscono una gestione dinamica delle imprese, e di rispondere alle sfide dellelevata competitivit causata dalla globalizzazione dei mercati e dalla grave crisi economica. </p> <p>4.- A sua volta, il decreto legge 7/2011 aveva cambiato la disciplina giuridica de la contrattazione collettiva affinch de pi e migliori contratti collettivi, pi ordinati in modo che possano svolgere un ruolo pi utile ed efficace per la regolazione dei rapporti di lavoro e condizioni di lavoro. La crisi e la disoccupazione hanno spinto una riforma profonda del quadro legale della contrattazione collettiva in un senso pi flessibile, per favorire una gestione pi dinamica e flessibile del rapporto di lavoro e dei salari, che tengano conto de la situazione dellazienda. </p> <p>La riforma socialista della contrattazione collettiva stata inspirata nel senso indicato dallUnione Europea. Il Patto Euro Plus del marzo 2011 aveva chiesto agli Stati di assicurare l'evoluzione del costo del lavoro in linea con la produttivit, attraverso la "revisione degli accordi di fissazione dei salari e, quando necessario, del livello di centralizzazione del processo di negoziazione e dei meccanismi di indicizzazione, pur mantenendo l'autonomia delle parti sociali nel processo di negoziazione".</p> <p>Il decreto legge 7/2011 ha affrontato le disfunzioni esitenti nel sistema contrattuale collettivo, e assuma lobiettivo di avere "pi contrattazione collettiva e di migliore qualit, contratti collettivi pi ordinati e migliori, cos che possano svolgere un ruolo pi utile ed efficace per la regolazione delle relazioni industriali e delle condizioni di lavoro". stato proposto ladattamento delle condizioni di lavoro ai cambiamenti assicurando la vitalit delle imprese per contribuire, com indicato, "alla crescita economica spagnola, migliorando la competitivit e la produttivit delle imprese spagnole, e di conseguenza, la crescita dell'occupazione e la riduzione della disoccupazione".</p> <p>La nuova norma aveva cercato di correggere la frammentazione e la dispersione dei contratti collettivi, la mancanza di dinamismo e l'efficacia prorogata indefinitamente degli accordi non rinovati, inadeguata nelle nuove condizioni economiche e industriali. Favorisce una regolazione collettiva pi "sensibile" alle richieste di gestione flessibile dellimpresa e una contrattazione collettiva pi flessibile, pi vicina allazienda e pi adattata ai cambiamenti, postulando un (nuovo) equilibrio tra la flessibilit per le imprese e la sicurezza dei lavoratori. A tal fine aveva stabilito nuove regole per la riduzione della durata delle trattative e ha cercato di facilitare l'estinzione rapida e flessibile del "vecchio" contratto, ma conserva la regola della ultra attivit, bench cerchi di evitarne o ridurne la sua applicazione.</p> <p>La legge socialista mantiene e rafforza il potere di autonomia collettiva di progettare modelli de contrattazione collettiva articolata, ma introduce misure di incoraggiamento e di sviluppo della contrattazione collettiva su livelli o unit decentrate, dando preferenza applicativa dellaccordo aziendale rispetto ad alcune materie ma si autorizzato dal contratto collettivo esterno. </p> <p>Il favore legislativo nei confronti della flessibilit ha riguardato, ma anche l'attuazione e l'efficacia vincolante del contratto collettivo e la sua stabilit. Diverse misure appaiono volte a perseguire la capacit di adattamento delle condizioni di lavoro alla situazione aziendale, facilitando le modifiche sostanziali delle condizioni di lavoro, iladattamento e la rinegoziazione del contratto collettivo. Pu servire come esempio il nuovo regolamento sul descuelgue che stabile una possibilit di modifica delle condizioni di lavoro regolate dai contratti collettivi e soprattutto espandedo le cosiddette "opening clauses", che mirano a garantire una maggiore flessibilit salariale e che permettono di eludere l'efficacia collettiva di livelli salariali contrattuali riducendo i salari, in presenza di determinate condizioni e requisiti. </p> <p>Con queste riforme socialiste 2010/2011 il legislatore aveva cercato di aiutare alle aziende ad adattare i salari e livelli di forza di lavoro alle loro condizioni economiche e produttive, ma anche contribuire a "la crescita dell'economia spagnola, un miglioramento della competitivit e produttivit delle aziende spagnole e quindi la crescita dell'occupazione e ridurre la disoccupazione". Inoltre, entrambe riforme sono state una parte del programma di riforme strutturali nel nostro sistema economico e finanziario suggerite dall'UnioneEuropea.</p> <p>5.- La seconda fase de le riforme del diritto del lavoro spagnola e promossa per il governo conservatore del Partito Popolare che, fin dall'inizio, aveva annunciato una "una riforma globale del mercato del lavoro... per garantire un quadro giuridico di lavoro equo, sicuro e flessibile", e che colpisce sia il contratto individuale di lavoro che il contratto collettivo. Il nuovo Governo aveva dichiarato il proposito di ottenere una maggiore flessibilit all'interno dell'azienda e di riformare la struttura e il contenuto della contrattazione collettiva, in modo che ogni materia sia trattata a livello territoriale o settoriale per garantire la competitivit economica e l'occupazione sostenibile.</p> <p>Inoltre la riforma popolare annunciata sembrava destinata a correggere il regime delle modifiche sostanziali alle condizioni di lavoro in mancanza di accordo, consentendo al datore di lavoro di imporle unilateralmente, senza pregiudizio di un posteriore controllo giurisdizionale. Tuttavia il Governo aveva nascosto l'aspetto pi sensibile della futura riforma, la liberalizzazione e l'abbassamento dei costi di licenziamenti.</p> <p>La riforma stata fatta dal Decreto legge 3/2012 del 10 febbraio, de misure urgenti per riformare il mercato del lavoro, che stato convertito in legge, con cambiamenti espressivi, dalla legge 3/2012, del 6 luglio. La legge afferma essere stata richiesta da parte delle istituzioni economiche mondiali ed europee e che "mira a creare le condizioni necessarie per l'economia spagnola pu ancora creare posti di lavoro e generare la necessaria sicurezza", non solo per i dipendenti e datori di lavoro, ma anche per i mercati e gli investitori". Il riferimento ai mercati e agli investitori riflette una rottura tra la precedente riforma socialista, ed ha portato a un certo spostamento dell'oggetto del diritto del lavoro della tutela del lavoro alla tutela dell'azienda, della "produttivit" e dei mercati finanziari.</p> <p> La riforma popolare provoca unefficace espansione del potere unilaterale del datore di lavoro, sia nella flessibilit interna, che non caratterizzata gi come "negoziata", sia nel facilitare i licenziamenti obiettivi, e la riduzione importante di costi di licenziamento ingiustificato. Le riforme socialiste precedenti avevano esteso il potere aziendale e avevano posto l'azienda in una posizione migliore per affrontare i rischi dei mercati, ma la nuova riforma popolare intensifica e approfondiscono tali riforme e accentua per i lavoratori i trasferimenti di rischio della situazione e dello sviluppo dell'azienda.</p> <p>I poteri del datore di lavoro sono ancora soggetti a limiti formali e causale, ma molto pi leggeri. L'eliminazione dei controlli collettivi e amministrativi alle aziende e de la rigidit della regolazione del lavoro, persegue un miglioramento dell'economia che supposto permetter alle aziende di creare e de mantenere l'occupazione. A rigor di termini, la legge 3/2012 non pu essere considerata come una misura di politica sociale, ma come una misura politica con uno scopo prevalentemente economico. E`stato attraversato le "linee rosse" intoccabili che avevano rispetato tutte le riforme precedenti dello Statuto dei Lavoratori dal 1980: i costi di licenziamento senza giusta causa, l'autorizzazione amministrativa per i licenziamenti e sospensioni collet...</p>

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