la comunitÀ sanvittorese · gesù è nato 2000 anni fa nella grotta di betlemme facendosi uomo per...

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  • ANNO 50 N.12 DICEMBRE 2019

    LA COMUNITÀ

    SANVITTORESE Mensile della parrocchia di San Vittore Martire

    in SAN VITTORE OLONA

  • - Dicembre 2019 -

    Editoriale pag.1

    Vita di parrocchia pag.3

    Calendario parrocchiale pag.5

    Dalla Diocesi pag.10 Benignità, clemenza e perseveranza

    Per una pastorale giovanile, popolare ed integrata

    Point de vue pag.14 Decimo anniversario: 8 novembre 2009 - 2019

    Notizie dalla soglia pag.16 Seconda serata biblica: Cafarnao

    Cresimandi pag.18 Celebrazione del sacramento della Cresima

    Caritas parrocchiale pag.20 Io, cristiano, ho almeno un povero per amico?

    Testimonianza pag.21 Progetto di AVSI nel sud del Libano

    Famiglia insieme pag.22 Abitare la casa

    Errando si impara pag.24 Le gallerie d’Italia di piazza della Scala

    Lo sapevi che…? pag.28 “Rimetti a noi i nostri debiti”

    Pagina della famiglia - Radio Punto pag.31

    L’angolo del nutrizionista pag.32 Minerali o sali minerali?

    Archivio parrocchiale pag.34

    Spazio aperto pag.35

    SOMMAR I

    O

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    Editoriale

    Carissimi, in questo mese di Dicembre ci saranno tanti e-venti sotto forma musicale, di cene, di auguri, di luci, addobbi, ecc. Ma quale è il senso di questo nel mese di Dicem-bre? Questi segni, ricorrenze hanno come fondamento la riconoscenza dell’agire di Dio, delle opere che ha compiuto e compie in ognuno di noi e

    nell’intera umanità? Se non c’è questo fondamento tutto finisce nell’osservare il particolare delle cose: il tovagliolo, la stoviglia, il piatto, il colore, il tipo di cibo, l’addobbo, il regalo,… e si perde il senso profondo dell’incontro con la/le persone, l’attenzione della presenza dell’uno e dell’altro. Certo tutto dobbiamo curare, ma non perdiamo l’essenziale? Dio si è fatto uomo per incontrare ogni uomo ed è stato Natale. Dio si fa uomo oggi nella carne di ognuno di noi per incontrare ogni per-sona ed è Natale oggi. Dio-Gesù verrà nella gloria così come è stato visto Ascendere «…mentre lo guardavano, fu elevato in alto e una nube lo sottrasse ai loro occhi. Essi stavano fissando il cielo mentre egli se ne andava, quand'ecco due uomini in bianche vesti si presentarono a loro e dissero: "Uomini di Galilea, perché sta-te a guardare il cielo? Questo Gesù, che di mezzo a voi è stato assunto in cielo, verrà allo stesso modo in cui l'avete visto andare in cielo"» (Atti 1,9ss) e ci manifesterà la pienezza della nostra vita, la bellezza del vivere. Ci accorgeremo che il senso primo e ultimo del vivere è la comunione. Ve-di il segno dato ai pastori: troverete un bambino avvolto in fasce e posto in una mangiatoia, cioè troverete uno di cui un altro si è preso cura, ma sono staccati (Libertà affianco l’una all’altra non soprapposte) l’uno dell’altro. Così si esprime la Libertà e la Gratuità. Dio è Libertà, fa il bene in ogni circostanza. (e il male? È il nostro limite, siamo creature, dobbiamo affrontarlo, viverlo senza perdere la nostra di-gnità di uomo: Immagine e Somiglianza: Libertà e Gratuità). Dio è Gratuità, non ci rinfaccia niente, rimane fedele nel bene.

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    Papa Francesco: “Cari amici, sono lieto di avere l’opportunità di incontrarmi con voi, personale medico, sanitario e ausiliario dell’Ospedale St. Louis e di altri o-spedali cattolici e centri caritativi. Ringrazio il Direttore per le sue gentili parole di presentazione. Per me è una benedizione assiste-re, in prima persona, a questo prezioso servizio che la Chiesa offre al popolo thailandese, specialmente ai più bisognosi. Saluto con affetto le Suore di San Paolo di Chartres, come pure le altre reli-giose qui presenti, e vi ringrazio per la silenziosa e gioiosa dedizione a questo apostolato. Voi ci permettete di contemplare il volto materno del Signore che si china a ungere e sollevare i suoi figli: grazie.” Bangkok - 21 novembre 2019

    Ed è Natale. don Giuseppe

    “Mio Dio, io credo, ado-ro, spero e vi amo. Vi chiedo perdono per quelli che non credono, non adorano, non spe-rano e non vi amano”.

    La roccia conservata all'interno della chiesa del Primato di Pietro denominata Mensa Christi (Galilea, Israele) -

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    LA VITA DI PARROCCHIA Appuntamenti e riflessioni

    Benedizioni natalizie Continuano le benedizioni natalizie: le famiglie interessate saranno informate per tempo tramite un avviso che trove-rete nella cassetta della posta in modo da poter organizzare la benedizione per tutta la famiglia riunita. Ricordiamo di

    predisporre un piccolo recipiente contenente dell’acqua che sarà benedet-ta durante la visita dei sacerdoti. Chi non fosse stato presente per la benedizione può concordare con la se-greteria parrocchiale un altro giorno in cui i sacerdoti o le suore potranno passare a benedire la casa e la famiglia.

    Avvento 2019 : “Corro verso la meta”-La gioia della comunione con Gesù

    Ecco gli appuntamenti:

    Ragazzi/e Preghiera della settimana: verrà consegnata una pre-

    ghiera da recitare in famiglia tutte le sere prima di cena, oltre agli

    impegni della settimana

    PreAdolescenti (5° elem. – 3° media) AVVENTura in città

    Adulti «Corro verso la meta»

    Alcuni spunti di riflessione per arrivare pronti al S. Natale:

    Gesù è nato 2000 anni fa nella grotta di Betlemme facendosi uomo per in-contrare gli uomini. Gesù nasce oggi in ognuno di noi e prende la nostra carne per incontrare gli uomini di oggi. Gesù verrà nella bellezza indescrivibile di Dio, una bellezza che ci farà gu-stare la vita nella sua pienezza, senza il male. È Natale oggi se scopro la Sua presenza in me, in noi e se lo portiamo alle persone che incontriamo ogni giorno.

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    Proseguono le domeniche Insieme secondo il seguente calendario:

    Aspettiamo ragazzi e genitori alla messa delle 11.00 in cui verrà consegnato il Vangelo. A seguire pranzo in oratorio (su prenotazione e offerta libera) e alle 14.30 incontro per i genitori e gioco insieme per tutti i ragazzi.

    24 novembre – terza elementare (2° anno di catechesi)

    1 dicembre - quarta elementare (comunicandi) con celebrazione della

    prima Confessione

    8 dicembre – quinta elementare (Cresimandi)

    15 dicembre – seconda elementare (catechesi primo anno)

    Novena

    Dal lunedì 16 a martedì 23 dicembre in Chiesa Parrocchiale ci sarà la Novena

    in preparazione alla Notte Santa per i Ragazzi, preAdolescenti e Adolescenti,

    Giovani-Adulti. Per gli orari consultate il calendario parrocchiale. Una preci-

    sazione: gli adulti che saranno impossibilitati a partecipare nell’orario a loro

    dedicato possono comunque essere presenti negli altri orari, gli incontri so-

    no adatti a tutti, non sono preparazioni infantili.

    Il 22 dicembre si terrà invece la “Festa di Natale” in oratorio con la benedi-

    zione dei “Bambinelli”: portate il vostro Gesù Bambino che sarà benedetto

    prima di essere messo nel presepe in famiglia la notte di Natale.

    Iniziative caritative d’Avvento

    Torna la raccolta di alimenti non deperibili che la Caritas con-segnerà alle famiglie in difficoltà: trovate le ceste in Chiesa parrocchiale, in San Giovanni, al Santuario e in Oratorio dove lasciare scatolame, pasta, prodotti per bambini, olio, zucchero, biscotti…

    Prosegue inoltre l’ ”Operazione Zaccheo”: oltre alla raccolta di alimenti, è un aiuto concreto per quelle persone che sono in difficoltà economica (bol-lette, affitti o altre spese). Da domenica 8 dicembre è possibile assumersi l’impegno aderendo con la nuova tesserina per il 2020, oltre alle offerte libe-re.

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    CALENDARIO PARROCCHIALE Dicembre 2019

    1 domenica 3^ DOMENICA di AVVENTO – Le profezie adempiute Domenica IN per i ragazzi Comunicandi (4^ elementare) S. Messa, consegna dei vangeli alle famiglie, pranzo in O-ratorio, Incontro e Prima Confessione

    5 giovedì sospeso incontro di catechesi Comunicandi (4^ elementare)

    7 sabato S. Ambrogio – patrono della Diocesi di Milano ore 18.00 Santa Messa prefestiva in parrocchia

    SABATO 7 e DOMENICA 8 MERCATINO MISSIONARIO Presso il centro sacra famiglia

    8 domenica 4^ DOMENICA di AVVENTO – L’ingresso del Messia IMMACOLATA CONCEZIONE DELLA B.V. MARIA

    Domenica IN per ragazzi/e Cresimandi (5^ elementare) S. Messa, pranzo in Oratorio e Incontro

    Raccolta “Operazione Zaccheo” per le famiglie

    9 lunedì Festa liturgica IMMACOLATA CONCEZIONE DELLA B.V. MARIA

    ore 15.00 al centro sacra famiglia: un pomeriggio all’opera con la proiezione dell’opera “IL TROVATORE”

    11 mercoledì sospeso incontro di catechismo di 5^ elementare

    14 sabato ore 15-17 a Concorezzo presentazione Cammino dei 100 giorni per i Cresimandi (5^ elementare), sono invitati a par-tecipare i Catechisti, gli Animatori e i Genitori che desiderano ore 21.00 in chiesa parrocchiale, concerto di natale organiz-zato dal comune

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    15 domenica 5^ DOMENICA di AVVENTO – Il Precursore

    Domenica IN per ragazzi/e Primo anno (2^ elementare) S. Messa, consegna dei vangeli alle famiglie, pranzo in O-ratorio e Incontro

    16 lunedì ore 17.00 in Parrocchia, Novena di Natale per tutti i ragazzi ore 18.00 in Parrocchia, Novena preAdo e Adolescenti ore 20.30 in S. Giovanni, Novena Giovani e Adulti

    17 martedì ore 17.00 in Parrocchia, Novena di Natale per tutti i ragazzi ore 18.00 in Parrocchia, Novena preAdo e Adolescenti ore 20.30 in S. Giovanni, Novena Giovani e Adulti

    18 mercoledì ore 17.00 in Parrocchia, Novena di Natale per tutti i ragazzi ore 18.00 in Parrocchia, Novena preAdo e Adolescenti ore 20.30 in S. Giovanni, Novena Giovani e Adulti

    19 giovedì ore 17.00 in Parrocchia, Novena di Natale per tutti i ragazzi ore 18.00 in Parrocchia, Novena preAdo e Adolescenti ore 20.30 in S. Giovanni, Novena Giovani e Adulti ore 21.00 Celebrazione penitenziale in S. Giovanni

    20 venerdì ore 17.00 in Parrocchia, Novena di Natale per tutti i ragazzi ore 18.00 in Parrocchia, Novena preAdo e Adolescenti ore 20.30 in S. Giovanni, Novena Giovani e Adulti

    21 sabato ore 21.00 serata culturale: presso la sala multimediale del centro Sacra Famiglia, ascolto

    di brani musicali in preparazione al Natale

    22 domenica 6^ DOMENICA di AVVENTO – dell’incarnazione

    Festa di Natale in Oratorio e Benedizione dei “Bambinelli”

    23 lunedì ore 17.00 in Parrocchia, Novena di Natale per tutti i ragazzi ore 18.00 in Parrocchia, Novena preAdo e Adolescenti ore 20.30 in S. Giovanni, Novena Giovani e Adulti

    CONFESSIONI - chiesa di San Giovanni Venerdì 20 ore 10.00 – 12.00 ore 16.00 – 18.30

    Sabato 21 ore 10.00 – 12.00 ore 16.00 – 18.30

    Lunedì 23 ore 10.00 – 12.00 ore 16.00 – 18.30

    Martedì 24 ore 10.00 – 12.00 ore 16.00 – 18.30

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    24 martedì Ore 18.00 in parrocchia S. Messa vigiliare vespertina di Natale Ore 21.00 in Santuario S. Messa nella notte di Natale Ore 24.00 in parrocchia S. Messa nella notte di Natale

    25 mercoledì NATALE DEL SIGNORE Orario delle messe 9.00-11.00 in parrocchia Ore 10.30 in santuario (non viene celebrata la messa delle 18)

    26 giovedì SANTO STEFANO – primo martire Ore 9.00 in parrocchia

    29 domenica DOMENICA NELL’OTTAVA DEL NATALE

    31 martedì Alle 18.00 santa Messa Vespertina in parrocchia con il rin-graziamento del Te Deum

    RROCCHI Gennaio 2020

    1 mercoledì Ottava del Natale nella circoncisione del Signore Giornata mondiale della pace L’orario delle messe è quello domenicale

    5 domenica DOMENICA dopo l’ottava del Natale 6 lunedì EPIFANIA DEL SIGNORE

    8 mercoledì Ore 21.00 presso il centro Sacra Famiglia pri-

    mo incontro Itinerario dei fidanzati

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    12 domenica DOMENICA BATTESIMO DEL SIGNORE

    Dopo la S. Messa delle ore 11.00 benedizione dei bambini battezzati nell’anno 2019

    Ore 16.30 all’oratorio, incontro per genitori e bambini battez-zati nell’anno 2019 e per i genitori che hanno bambini nell’età 0-6 anni

    Dal lunedì 13 gennaio riprendono gli incontri di catechesi

    ********************************

    Per aggiornamenti e modifiche del calendario,

    si rimanda al foglietto settimanale disponibile in chiesa.

    ABBONAMENTO RIVISTE 2020

    - Bollettino parrocchiale € 12,00

    - FAMIGLIA CRISTIANA € 89,00

    + omaggio

    - CREDERE € 49,90

    + omaggio

    - JESUS € 58,90

    + omaggio

    - LA FIACCOLA € 15,00

    Per abbonarsi rivolgersi in segreteria parrocchiale

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    DALLA DIOCESI Benignità, clemenza, perseveranza

    L’Arcivescovo, presso l’Oasi San Francesco, luogo di accoglienza, ospitalità e spiri-tualità, ha aperto l’ultima giornata di studi della seconda edizione del corso “Reti generative a sostegno della bellezza dell’umano”, promosso da 25 Associazioni

    Le tre “virtù” indicate nel titolo sono determinazioni più specifiche di alcune virtù più comprensive. Si potrebbero quindi attribuire a due capitoli più generali. Benignità e clemenza sono forme della virtù teologale “carità”, per-severanza è una forma della virtù cardinale della “fortez-za”.

    1. “virtù relazionali”: attitudini buone verso gli altri. Beni-gnità e clemenza sono “virtù relazionali”: sono espres-sione della libertà virtuosa di chi è capace di stabilire buone relazioni con gli altri e attua questa capacità con

    libertà e “naturalezza”, come frutto di una intima disposizione. Si potrebbe an-che parlare di “stile cristiano”, quell’agire che contribuisce a “creare un clima”, piuttosto che quel fare che intende produrre un risultato. “Stile” è una categoria complessa, anche un po’ sfuggente, però intuitiva, come del resto “clima”. Cer-tamente appartiene più all’ambito della qualità che della quantità, più all’ambito del sentire che a quello dell’agire.

    1.1. LA BENIGNITÀ. Una immagine biblica: il samaritano sulla strada verso Gerico

    (Lc 10,29-37). Si crea tra la vittima anonima e il passante anonimo una relazione invocata dal gemito del ferito. Il bisogno, la sofferenza dello sconosciuto muo-vono a compassione il samaritano di passaggio. Si dovrebbe capire la dinamica di questa relazione per parlare della “benignità”. Il bisogno chiama con una ur-genza e una concretezza provocatoria, chiama fuori dai programmi e dagli interessi. E il samaritano risponde. C’è qualche cosa da imparare sull’animo u-mano. Non sappiamo niente del samaritano di passaggio. È una immagine che Gesù usa per proporre una risposta alla domanda posta dal dottore della legge per uscire dall’imbarazzo. E tuttavia non è una esperienza rara. Rivela che c’è nell’animo umano una predisposizione alla compassione, una sensibilità che matura in sollecitudine intelligente e generosa. Sono fatti così gli umani: predi-sposti alla benevolenza. Ci si può domandare che cosa impedisca a questa predisposizione di attivarsi abitualmente per diventare stile, virtù, pratica abitu-

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    ale. La parabola presenta personaggi che per una qualche ragione “passano ol-tre”. Quale resistenza c’è in loro? Forse una fretta che assolutizza l’adempimento programmato e non tollera ritardi; forse la paura che il coinvol-gimento abbia conseguenze spiacevoli; forse l’indifferenza che rende insensibili al gemito del ferito e in genere al mondo che sta attorno perché induce a ripie-garsi su di sé, a evitare fastidi, a impostare la vita sull’avvalersi di servizi piuttosto che sul servire. La benignità è virtù molto praticata negli ambienti e nei percorsi della cura, della educazione, della solidarietà: persone che sono estranee si incontrano perché il gemito ha mosso a compassione l’altro, che può essere presente per professione, per desiderio di rendersi utile, e anche “per ca-so”.

    1.2. LA CLEMENZA Una immagine biblica: Giuseppe e i suoi fratelli (Gn 45,1-15). La clemenza è la virtù che consente di guarire una relazione che è stata una feri-ta. I fratelli invidiosi hanno venduto il fratello come schiavo. Si aspettano che la ferita provochi altre ferite. La virtù della clemenza induce, invece, Giuseppe a ri-costruire la relazione con gesti di riconciliazione. La pratica della clemenza dice qualche cosa dell’animo umano. La ferita non degenera in risentimento irrime-diabile perché la relazione fraterna è più importante e determinante del torto subito. La clemenza di Giuseppe è propiziata da una lettura provvidenziale della vicenda. Si riconosce un “disegno provvidenziale”: Dio mi ha mandato qui prima di voi per assicurare a voi la sopravvivenza sulla terra e per farvi vivere per una grande liberazione. Dunque non siete stati voi a mandarmi qui, ma Dio (Gn 45, 7-8). Ci si può domandare quale dinamica dell’animo umano induca invece alla ven-detta invece che alla clemenza e al perdono, secondo la legge di Lamec: Ho ucciso un uomo per una mia scalfittura, e un ragazzo per un mio livido. Sette volte sarà vendicato Caino, ma Lamec settantasette. Il grande enigma della cru-deltà continua a insanguinare il mondo. Quali sono le sue radici? Ci sono forze del male che si scatenano oltre ogni ragionevolezza, inducono a sfogare l’ira, senza controllo, seguono una dinamica di esasperazione che si alimenta da una grande infelicità, forse la sensazione di non essere mai stato amato, forse una incapacità di condividere quello che l’altro sente. La clemenza è forse una virtù che trova posto nelle grandi tragedie. La sua pratica più abituale è la pazienza che sopporta il fastidio delle persone “insopportabili”, l’antipatia istintiva o mo-tivata, i comportamenti urtanti. E continua a servire, ad ascoltare, a sopportare: vi può riconoscere un percorso provvidenziale. 2. LA PERSEVERANZA. Una immagine biblica: Eleàzaro (2Mac 6,18-31). Il vecchio israe-lita si rifiuta di adeguarsi alle imposizioni dei potenti. Sa di rischiare la vita, ma sceglie la coerenza: per rispetto di se stesso, della sua età e della sua respon-

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    sabilità verso le generazioni più giovani. “…Non è affatto degno della nostra età fingere, con il pericolo che molti giovani, pensando che a novant’anni Eleà-zaro sia passato a usanze straniere, a loro volta, per colpa della mia finzione, per appena un po’ più di vita, si perdano per causa mia e io procuri disonore a mac-chia alla mia vecchiaia (2Mac 6, 24-25). La scelta del bene entra nel tempo, nella durata ed è quindi insidiata dalla stanchezza, dal logoramento delle motivazio-ni, dalle tentazioni che suggeriscono altre vie meno pericolose e più accettabili dal contesto culturale e “dall’aria che tira”. La perseveranza, fino al martirio, può essere anche la testardaggine, l’ostinazione che si nutrono di orgoglio e di esibi-zionismo. Ma nella sua forma virtuosa è resa possibile e sensata da un dinamismo spirituale. Nei martiri si rivela la dinamica della perseveranza: non si tratta di “forza di carattere”, né di spirito di competizione che affascina coloro che sono giovani e forti. Tra i martiri ci sono vecchi e bambini, uomini e donne, ricchi e poveri, forti e deboli. Ciò che rende possibile la perseveranza è la rela-zione con l’irrinunciabile che consente di rinunciare a tutto il resto, anche alla vita. L’irrinunciabile, infatti, è principio di vita. Le insidie alla perseveranza si possono individuare in una sorta di relativismo che non trova nulla di irrinuncia-bile: perciò di fronte alla prospettiva di soffrire è pronto a rinunciare a tutto, ad adattarsi a tutto, a inchinarsi a ogni potere. La fragilità del carattere, l’angoscia per le persone amate, la minaccia del dolore fisico, il discredito e l’impopolarità della fedeltà sono limiti comprensibili. Forse non scusabili, ma comprensibili e sottratti al giudizio di chi non si è mai sentito in pericolo. Ma quello che sembra più pericoloso e discutibile è la fragilità del rapporto con l’irrinunciabile.

    + arcivescovo Delpini Reti generative a sostegno della bellezza dell’umano

    DALLA DIOCESI

    Per una pastorale giovanile, popolare ed integrata

    Nel solco tracciato dal Papa il Consiglio Pastorale Diocesano ha discusso della ricezio-ne della «Christus vivit». Una missione che responsabilizza tutti: superare rigidità e abitudini per accompagnare i giovani, come ha sottolineato l’Arcivescovo, attraverso preghiera, esperienze di vita comune e di servizio.

    A Villa Sacro Cuore di Triuggio sabato 23 e domenica 24 novembre si è svolta la XIII sessione del Consiglio pastorale diocesano, sul tema “Per la ricezione

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    nell’Arcidiocesi ambrosiana dell’Esortazione apostolica post-sinodale di papa Francesco ai giovani e a tutto il mondo Christus Vivit”. Dopo il lavoro svolto dal Consiglio nel 2017, prima del Sinodo sui giovani, in cui si erano rilevati alcuni aspetti significativi a partire dalla lettura della realtà gio-vanile in Diocesi, la sessione si è orientata verso la ricerca di nuove prospettive pastorali e linee di indirizzo concrete per riannunciare oggi che «Cristo vive». Nel confronto i consiglieri hanno approfondito le provocazioni dell’esortazione papale Christus vivit, il cui centro è stato focalizzato da tre testimonianze di e-sperienze fruttuose di giovani: il percorso delle 10 Parole, “Giovani e Missione” del Pime e la proposta caritativa di Azione Cattolica delle 3P (Parola Pane Pove-ri). Stimolato da questo ascolto, il Consiglio ha individuato alcune conversioni pa-storali alle quali le nostre comunità sono chiamate:

    superare il rischio di proposte elitarie e settoriali, per diventare testimo-

    ni credibili e crescere nell’esperienza ecclesiale;

    avere l’audacia di rompere schemi abitudinari e rigidi per rilanciare

    un’attenzione missionaria verso tutti i giovani;

    non limitare le risorse per l’accompagnamento a poche figure isolate

    favorire occasioni di scambio intergenerazionale.

    Il tutto inserito nell’ampio solco – tracciato da papa Francesco – della pastorale

    giovanile popolare, che deve dimostrarsi integrata e non frammentata.

    Nel suo intervento conclusivo l’Arcivescovo ha fatto una sorta di prima raccolta dei consigli ricevuti e in particolare ha rilevato che i consiglieri «si sono esposti nell’affermare che Cristo vive in loro», aspetto molto positivo che responsabiliz-za tutti nella missione. Ha inoltre sottolineato l’esigenza di definire il significato di giovinezza, da intendere come «il tempo per le scelte decisive sulla propria vita». In questo senso, aiutare i giovani significa accompagnarli con discrezione e decisione attraverso tre elementi chiave: preghiera, esperienze di vita comune e di servizio. Al proposito l’Arcivescovo ha ricordato la neonata esperienza de “La rosa dei 20”.

    Samuele TAGLIABUE

    Consigliere del Consiglio Pastorale Diocesano

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    POINT DE VUE Decimo anniversario: 8 novembre 2009-2019

    L’8 novembre 2009 la chiesa particolare di Ngaoundere in Came-run si arricchiva di quattro nuovi sacerdoti tra i quali Claude MBEKLONG, Jean-Baptiste BOUBA, Mathieu DJALO e io, vostro servitore. Attraverso l’ordinazione abbiamo ricevuto la conferma della grazia dell’unzione al ministero sacerdotale per seguire Ge-sù nella fede e per servirlo annunciando la Buona Notizia del regno di Dio, celebrando i sacramenti della Chiesa tramite l’eucaristia, cuore della comunione ecclesiale e segno dell’unità in Gesù Cristo. Dopo un itinerario di dieci anni, di cui cinque vissuti a San Vittore Olona, vorrei ringraziare il Signore per questi anni passati nella sua vigna come strumento di amore e misericordia. Per questo,

    domenica 10 novembre 2019 alle ore 11 tutta la comunità sanvittorese celebrava intorno all’altare la santa messa per rendere grazie a Dio per il dono della vocazio-ne al ministero sacerdotale. Questa azione di grazia, nel decimo anniversario della mia ordinazione presbiterale, è stato un momento di preghiera, contemplando Ge-sù buon pastore e Cristo Re dell’universo. Questa festa della nostra comunità e della chiesa universale rivela il vincolo tra Dio e noi, suo popolo in cammino verso il regno. Questo legame che si fonda sul nostro battesimo è un criterio sostanziale che ci ricorda che siamo diventati tutti profeti, sacerdoti e re. Allora ciascuno di noi è chiamato a partecipare alla signoria di Cristo che vuole stabilire la sua dimora nei nostri cuori attraverso una vocazione particolare. Il cammino di ognuno di noi ci porta a fissare lo sguardo su Gesù crocifisso che nella sua umanità ci fa partecipi della sua divinità mediante la sua redenzione. Alla fine di questa celebrazione, ringraziando l’assemblea e tutte le persone che hanno contribuito alla mia edificazione in questi anni nella comunità di San Vittore Olona, ho voluto la-sciare un ricordo fatto a casa. Un’immaginetta semplice con il motto che ho scelto per la mia ordinazione presbiterale. Il motto in sé è un segmento della la lettera di san Paolo alla comunità dei Gallati: “Sono stato crocifisso con Cristo. Non sono più io che vivo: è Cristo che vive in me” (Gal 2, 19b-20a). Mi ricordo quanto questo motto aveva suscitato tanti dibattiti per capire il perché della croce. Infatti per molti, e per alcuni cristiani ugualmente, la croce è a prima vista il simbolo del dolore, della sofferenza, dello sconfitto e della decadenza. Questa lettura sembra limitarsi sol-

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    tanto all’aspetto negativo della morte che ottenebra la vita dell’uomo e lo lascia perplesso. Andando al di là di questa lettura, teologicamente, la croce di Gesù è la sede della sua regalità, è il trono della sua gloria. Nella croce Gesù restituisce all’umanità la vera vita persa nella morte; riaccende come fiamma la speranza che sembra consumata dalla sofferenza per riconciliare il mondo intero con Dio suo Padre. Quindi la croce è molto importante nella vita cristiana ordinaria perché ci permette di realizzare che ciò che viviamo e celebriamo nell’eucaristia è l’espressione del dono della vita di Gesù. L’acqua uscita dal suo fianco ci ricorda l’acqua del battesi-mo in cui siamo stati immersi, la sua morte e la sua risurrezione. Il suo corpo fissato sulla croce è quello che noi riceviamo avvicinandoci all’altare, il suo sangue rappresenta il sigillo della nuova alleanza, la vera bevanda. Scegliendo la croce, sceglievo la vita nell’eucaristia per vivere la comunione con il popolo di Dio nella quale dovevo esercitare questo nobile ministero al servizio di tutti. Insomma nel ministero della croce si può fare una rilettura del progetto della salvezza che si concretizza nell’amore e nel perdono attraverso l’incarnazione e la risurrezione di Gesù. Sull’immaginetta, la statua della Madonna sul lato destro dell’altare della nostra chiesa. La madre della chiesa e di ciascuno di noi che mediante la sua intercessione ci dà sempre attraverso suo Figlio le grazie necessarie alla crescita della nostra fe-de, per aderire con gioia alla santa volontà di Dio. E alla fine c’è una piccola preghiera composta in questa occasione per ringraziare la santa Trinità per i bene-fici ricevuti in dieci anni di messa in mezzo al popolo di Dio. Vi invito a riprendere questa preghiera e a meditare ogni tanto per sostenere le diverse vocazione della nostra chiesa. Preghiera: Signore Dio, ti ringrazio per il dono della vita e della fede per mezzo del tuo Fi-glio Gesù Cristo. Grazie per la preziosa vocazione al ministero presbiterale a cui mi hai associato mediante la voce dello Spirito Santo, nonostante la mia fragilità umana. Benedici e sostieni le opere delle tue mani, il servizio quotidiano della tua paro-la e la celebrazione dei sacramenti della Chiesa. E nel tuo umile servitore che sono, trionfi la verità nell'amore, la giustizia nella misericordia, la gioia nella speranza e l'unità nella pace. Per l'intercessione della Vergine Maria, Madre della Chiesa, benedici i tuoi figli. Amen! Un grazie particolare a don Giuseppe PEDIGLIERI chi mi ha dato la possibilità di ce-lebrare la santa messa con voi. Ciascuno di voi riceva la mia gratitudine per questa bella esperienza di crescita nella fede che stiamo facendo insieme lungo il cammi-no nella vigna del Signore.

    Don Alain

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    NOTIZIE DALLA SOGLIA Seconda serata biblica: CAFARNAO

    Carissimi amici, Questo breve articolo non vuole essere, e non lo sarà neanche per i prossimi, una sintesi di 90 minuti di ap-profondimento del Vangelo di Marco ma, superando le parti più analitiche di ese-gesi, riporterò, anzi accen-nerò, qualche messaggio di valore, elementi preziosi che affiorano dalla geniale, illuminata, devota trasmissione della Fede dell’evangelista Marco. Miracoli, insegnamenti, gesti, parole di Gesù provocano fortissime pertuba-zioni nell’animo umano, e questa circostanza altro non è che l’incontro fra creatore e creatura nell’anelito di quest’ultima che chiede (consapevole o ri-nunciataria) di ritornare all’originario che determina la sua esistenza, le sue paure, le sue inquietudini.

    Primo messaggio: fratelli, tutti gli evangelisti parlano spesso di “durezza di cuore”, teniamoci forte… e alzi pure la mano chi si sente esente da questo, a ciascuno piuttosto è affidato il compito di esplorare se stesso in merito alla consistenza di questa realtà tipica dell’umano, ma raccogliamo un dato, un messaggio diretto da Vangelo a Uomo…la durezza del nostro cuore rattrista Gesù, a chi fa della Fede un riferimento per la sua vita ciò basta a dirci che tipo di relazione viviamo con Gesù.

    Secondo messaggio: sono molti i miracoli che Gesù mostra all’uomo per mo-strarci prima di tutto il Padre suo e nostro Dio ma, nella certezza che essi costituiscono un atto d’amore, osservando quante volte Gesù tocca l’uomo sofferente, scopriamo un parametro fondamentale dell’amore…l’amore è anche contatto fisico, è anche messaggio del corpo, coinvolge tutto di noi stessi, non escluso il nostro “esserci” fisicamente, ecco quindi la domanda

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    nell’epoca multimediale che stiamo vivendo diventa decisiva: come possiamo pensare che l’amore verso il prossimo possa esaurirsi attraverso messaggi, mail, social, ecc….., ognuno di questo potrà sicuramente essere strumento valido di contatto, segnale di interesse o ammirazione, ma poi arriva il mo-mento che la realtà ci chiede di esserci veramente…con il nostro…”tocco”.

    Terzo messaggio: Gesù chiama i suoi Apostoli ad essere “pescatori di uomi-ni”, la metafora battesimale non è difficile da interpretare…il pesce pescato muore…l’uomo che esce dall’acqua vive e Gesù, fondamentalmente chiede a noi la stessa cosa che noi stessi ci proponiamo e cioè vivere veramente, vivere nella verità…e Lui è verità e vita. Ricordiamoci le date dei prossimi incontri: Centro Sacra famiglia San Vittore Olona ore 21.00

    - domenica 12 gennaio: La fatica di comprendere - domenica 16 febbraio: “chi dite che io sia…” - domenica 15 marzo: al tempio, la fine di un mondo - domenica 17 maggio. Fedeltà di Dio, libertà dell’uomo

    A presto.

    Stefano

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    CRESIMATI Celebrazione del sacramento della Cresima

    La comunità parrocchiale, domenica 10 Novembre solennità di Cristo Re, ha vissu-to una giornata di festa, condividendo nella preghiera la gioia di 67 ragazzi che hanno ricevuto il Sacramento della Cresima, amministrata da Mons. Claudio Ma-gnoli. La solenne celebrazione, vissuta dai ragazzi e da tutta l’assemblea in modo attivo e partecipativo ha avuto due momenti particolarmente significativi e inconsueti che desideriamo condividere con quanti, per motivi diversi, non hanno partecipato alla funzione. Radunati nella Chiesa di San Giovanni, il primo gesto da parte dei cresimandi è sta-to quello di esprimere apertamente il desiderio-impegno a proseguire anche negli anni successivi il cammino della vita cristiana per scoprire e vivere la propria voca-zione all’interno della parrocchia. Per tale decisione-scelta, padrini, madrine, catechisti hanno invocato con loro e per loro lo Spirito Santo perché li accompagni, li guidi e li sostenga. Nell’omelia Mons. Claudio in altri termini ha richiamato ai ragazzi la necessità di continuare a rafforzare la loro fede, perché con la Celebrazione del Sacramento della Cresima, non si chiude una porta, al contrario se ne apre un’altra: quella che nel post-cresima li può aiutare nel loro cammino di crescita umano-cristiana. Anche il gesto fatto al termine della Celebrazione ci è sembrato molto importante e altrettanto bello. I cresimati, disposti in cerchio sull’altare, sono stati affiancati da alcuni educatori e animatori, a significare che questi “fratelli maggiori” sono dispo-sti a mettersi volentieri in gioco per loro, “spendendo” del tempo, mettendo a disposizione capacità e creatività, voglia di stare insieme e di vivere nel gruppo, fa-cendo anche sperimentare a ciascuno di loro il valore e la bellezza dell’amicizia. Con la loro presenza e la loro vicinanza, educatori e animatori hanno manifestato il sincero e vivo desiderio di accompagnarli nel nuovo cammino che intraprenderan-no, partecipando ogni venerdì agli incontri insieme ad altri amici. Questo gesto “dice” chiaramente che la Cresima non è la tappa di arrivo (e quindi di abbandono della catechesi), ma è un punto di partenza. Il post-cresima, pertanto, dovrebbe di-ventare per questi ragazzi un cammino importante, in cui si sentono accompagnati di settimana in settimana (e non solo); dovrebbe essere il tempo in cui si sentono chiamati a fare delle scelte motivate e gioiose, a trovare negli anni a venire un im-pegno concreto e preciso scoprendo, cammin facendo, la propria vocazione-missione ed essere nella Chiesa, e in particolare nella loro parrocchia, parte attiva, pietre vive. Il piccolo segno-ricordo consegnato ad ogni cresimato è stato un TAO, ultima let-tera dell’alfabeto ebraico, simbolo della dignità dei figli di Dio. Il Tao era adottato,

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    nei primi tempi della Chiesa, dai cristiani perché la sua forma ricorda la croce sulla quale Cristo si immolò per la salvezza del mondo. Questo semplice oggetto ha un valore simbolico per indicare che la salvezza e l’amore di Dio sono per ogni perso-na. Le Catechiste

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    CARITAS PARROCCHIALE Io, cristiano, ho almeno un povero per amico?

    Domenica 17 novembre, nell’omelia della S.Messa dedicata alla Giornata Mondiale dei Poveri, il Santo Padre ha spiegato la Giornata con il vangelo del-la domenica (Lc 21, 5-19). Ne riportiamo qui un breve stralcio che possa suggerirci la motivazione adeguata alla nostra partecipazione all’operazione Zaccheo e alle iniziative caritative dell’Avvento.

    “C’è un inganno da cui Gesù vuole distoglierci, quando dice: «Molti verranno nel mio nome dicendo: “Sono io”. Non andate dietro a loro!». È la tentazione dell’io. Il cristiano, come non ricerca il subito ma il sempre, così non è un discepolo dell’io, ma del tu. Non segue, cioè, le sirene dei suoi capricci, ma il richiamo dell’amore, la voce di Gesù. E come si distingue la voce di Gesù? “Molti verran-no nel mio nome”, dice il Signore, ma non sono da seguire: non basta l’etichetta “cristiano” o “cattolico” per essere di Gesù. Bisogna parlare la stessa lingua di Gesù, quella dell’amore, la lingua del tu. Parla la lingua di Gesù non chi dice io, ma chi esce dal proprio io. Eppure, quante volte, anche nel fare il bene, re-gna l’ipocrisia dell’io: faccio del bene ma per esser ritenuto bravo; dono, ma per ricevere a mia volta; aiuto, ma per attirarmi l’amicizia di quella persona impor-tante. Così parla la lingua dell’io. La Parola di Dio, invece, spinge a una «carità non ipocrita» (Rm 12,9), a dare a chi non ha da restituirci (cfr Lc 14,14), a servire senza cercare ricompense e contraccambi (cfr Lc 6,35). Allora possiamo chieder-ci: “Io aiuto qualcuno da cui non potrò ricevere? Io, cristiano, ho almeno un povero per amico?”.

    I poveri sono preziosi agli occhi di Dio perché non parlano la lingua dell’io: non si sostengono da soli, con le proprie forze, hanno bisogno di chi li prenda per mano. Ci ricordano che il Vangelo si vive così, come mendicanti protesi verso Dio. La presenza dei poveri ci riporta al clima del Vangelo, dove sono beati i poveri in spi-rito (cfr Mt 5,3). Allora, anziché provare fastidio quando li sentiamo bussare alle nostre porte, possiamo accogliere il loro grido di aiuto come una chiamata a u-scire dal nostro io, ad accoglierli con lo stesso sguardo di amore che Dio ha per loro. Che bello se i poveri occupassero nel nostro cuore il posto che hanno nel cuore di Dio! Stando con i poveri, servendo i poveri, impariamo i gusti di Gesù, comprendiamo che cosa resta e che cosa passa.”

    I volontari della Caritas parrocchiale

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    TESTIMONIANZA Progetto di AVSI nel sud del Libano

    La Fondazione AVSI è una organizzazione non governativa senza scopo di lucro nata nel 1972 e impegnata con progetti di cooperazione allo sviluppo in Africa, America Latina e Caraibi, Est Europa, Medio Oriente, Asia e opera in vari settori, quali: educazione, sviluppo urbano, sanità, lavoro, agricoltura, sicurezza alimenta-re e acqua, energia e ambiente, emergenza umanitaria e migrazioni.

    Oltre 20 anni fa AVSI ha iniziato la propria presenza anche nella piana libanese di Marjayoun con progetti agricoli, idrici ed educativi per le fasce più povere della po-polazione e l’obiettivo di accompagnare le persone alla scoperta del proprio valore. Da oltre 8 anni le attività coinvolgono anche circa 8000 profughi siriani scappati dalla guerra e stanziatisi in quell'area del Libano, già di per sé molto povera. Dopo tanti anni si è deciso di realizzare un luogo che possa essere di riferimento per tutti, uomini e donne, adulti e bambini, libanesi e siriani.

    Grazie alla generosità di alcuni donatori e al coinvolgimento dell’architetto di fama mon-diale Mario Botta - che ha realizzato gratuitamente il disegno del progetto - è partito da circa un anno il cantiere per la co-struzione di Fada2i che, tradotto in arabo, significa “Il mio universo”. Formazione agricola, assistenza psicosociale per le famiglie e supporto educativo attraverso un doposcuola sono alcune delle attività che verranno realizzate a co-struzione ultimata. È attualmente in corso la Campagna Tende di AVSI di sensibilizzazione e raccolta fondi per la realizzazione del progetto in Libano. Per approfondire meglio e conoscere l’iniziativa vi invitiamo all’incontro

    DOMENICA 15 DICEMBRE alle ORE 15 CON LA LIBANESE HASSINA HOUARI

    IN SERVIZIO CIVILE A MARJAYOUN

    PRESSO SALONE SOTTOSTANTE CHIESA S. GIOVANNI VIA G. VERDI 4 - S. VITTORE OLONA

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    FAMIGLIA INSIEME Abitare la casa

    Nella sua lettera alle famiglie per il Natale, “La bene-dizione di Dio per abitare la casa”, l’Arcivescovo ci invita a vivere a pensare a tutto ciò che “abita” le no-stre case: persone, relazioni… ma anche oggetti!

    Già. Anche gli oggetti: la porta, le fotografie, il divano del salotto, l’attestato, la tavola, il vecchio libro, il cro-cifisso, la ciotola di teak, la finestra. Non sono ovvietà insignificanti, perché sono anche simbolo, segno della vita domestica vissuta nelle relazioni familiari quoti-diane, sono la memoria della nostra famiglia, ci dicono qualcosa sul senso del tempo, sulla bellezza della casa e della famiglia che la sa abitare in pienezza: «Ascoltare la voce delle cose di casa è un aiuto ad anda-re oltre la banalità, oltre la fretta, per accorgersi di quante memorie si possono custodire, di quanta saggezza si può attingere, di quanto sia bello “avere una ca-sa”, forse anche un privilegio e una responsabilità».

    Non manca poi anche la lettera ai bambini dell’Arcivescovo per la novena di Natale: “L’Amore scende dal cielo”: nove angeli che scenderanno dal cielo e vengono sulla terra per ricordare a tutti ciò che conta davvero: preparare il cuore ad accogliere l’Amore più grande!

    Questi due libretti sono due preziosi dono del nostro Arcivescovo – recupe-rabili nelle librerie cattoliche o chiedendolo in parrocchia – perché i giorni natalizi e il Natale sino giorni di festa, di luce e di speranza.

    Vogliamo come Associazione vivere la gioia del Natale con tutte le famiglie, a partire dalla condivisione di momenti di festa insieme. Ne proponiamo, come ogni anno, due:

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    Sabato 14 dicembre 2019, dalle ore 15.30 Per i bambini delle scuole primarie e dell’infanzia proponiamo un

    LABORATORIO DI ATTIVITÀ CREATIVA NATALIZIA

    veramente speciale, presso la sede degli amici del Corpo Musicale Cittadino di Cerro Maggiore,

    in via Bernocchi, 2

    Giovedì 19 dicembre 2019, ore 18.00 - 20.00

    presso il Centro Giovanile-Oratorio di S. Vittore Olona

    FAMIGLIE IN FESTA

    Ci scambieremo gli auguri di Natale con dolci, brindisi, giochi, e…

    Magie di Natale!

    Per la gioia dei bambini sarà presente il simpaticissimo e straordinario Mago ROBERTO BOMBASSEI

    Per tutti i bambini presenti alla festa ci sarà poi un regalino sorpresa!

    Durante la festa raccoglieremo, come ogni anno, libri per bimbi e giochi usa-ti che daremo alle Caritas e Conferenze S. Vincenzo perché siano donati ai bambini di famiglie in difficoltà economica.

    Le famiglie dell’Associazione “Una Casa per Pollicino – Onlus”

    www.facebook.com/casaperpollicino.onlus

    [email protected]

    tel. 334 6757157

    Buon Natale a tutti!

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    Errando si impara Le Gallerie d’Italia di Piazza della Scala

    “Ancora alla scoperta delle istituzioni museali milanesi meno note, questo mese la lussuosissima ex sede della Banca Commerciale Italiana in Piazza del-la Scala da qualche anno sede prestigiosa delle collezioni Intesa San Paolo in particolar modo dedicate al ‘800 e’900.” L: Allora Franco dove andiamo oggi? F: Ti porto in banca. L: Non mi serve grazie ormai faccio tutto on-line, ormai in banca ci vanno solo gli inattuali! F: Ti assicuro che in da questa banca non ti verrà più voglia di uscire, e non perché c’è una piscina di monete d’oro per farci il bagno, ma per l’ambiente magniloquente e allo stesso tempo domestico e avvolgente di questi pa-lazzi che offrono al visitatori opere e situazioni di arredo di gusti ed epoche diverse, in un excursus storico che visita ben tre secoli. L: E dov’è un posto del genere in America!? -Mezzora dopo in Piazza della Scala…- F:Ci troviamo di fronte al Palazzo della Banca Commerciale Italiana, ma questo è solo il primo dei tre edifici affiancati e uniti nel percorso che costitui-scono questo museo, gli altri sono: Il Palazzo Brentani risalente al 1720 e il Palazzo Anguissola Antona Traversi rimaneggiato alla fine del XVIII secolo. L: WOW! Che ambiente elegante e lussuoso, sembra di entrare a teatro o ad un grande ricevimento! F: La volontà rap-presentativa e celebrativa della banca che lo ha commissionato vo-leva proprio dare l’impressione di en-trare in un ambiente sfarzoso, simbolo della sua ricchezza e sicurezza finanzia-ria.

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    L: Vedo che c’è una mostra su Canova e Thorvaldsen… F: Il palazzo dell’ex banca per la maggior parte dell’anno ospita mostre, que-sta in particolare è veramente affascinante, ma non ci occuperemo di lei in particolare, dando invece attenzione alla collezione permanente. L: Nel secondo salone ci sono sculture di arte contemporanea, sai che non di-gerisco troppo questa paccottiglia! F: E fai male! La sezione del Cantiere del ‘900 ospita sculture e opere di vari artisti e movimenti che hanno animato il secolo precedente al nostro, ma che è anche il tuo, in molti di essi infatti la chiave di lettura si trova in sconvolgi-menti sociali, lotte classiste, messa in dubbio di valori oppure di convenzioni sociali date, ma anche di analisi profonde dei cambiamenti tecnologici e pen-sieri sui destini dell’umanità. L: Sarà ma mi sembra tutto così difficile e astruso. F: Guarda la cartellonistica, è ben fatta, se solo le concedi un po’ d’attenzione ti potrà meglio trasportare nelle opere e nelle menti di personaggi come, Fontana, Guttuso, Pistoletto, Staccioli, Isgrò, Schifano, Rotella e Pascali con i suoi Bachi da Setola… L: Che!? F: Si i “Bachi da setola” specie di “insettoni” fatti con gli scovolini per le bottiglie che in un gioco di parole e di materiali portano allo spettatore una scultura, dal si-gnificato più profondo, ma che all’apparenza diventa quasi ludi-ca creatività decorativa o arredamento curioso di “Natura” artificiale. Ma puoi vedere anche opere di Burri, Castellani e Balla. L: Certi nomi non mi illuminano più di tanto, cioè, alcuni li avrò anche letti su qualche rivista, ma non riesco a collegarli a niente. F: Non sentirti ignorante, è normale per uno che non è del settore, se qualche opera in particolare ti attira puoi sempre approfondire, con internet e biblio-teca, gli artisti che ci stanno dietro e magari anche a condividerne l’opera. L: Bene vedo che il percorso di visita diviene un po’ tortuoso con delle piccole sale e una specie di bar biblioteca, e c’è anche una postazione multimediale che racconta la storia della banca, ma poi

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    F: Non parti ingannare dalla ristrettezza degli spazi, è dovuta al congiungi-mento con gli altri due palazzi qui ci torneremo, ma ora passiamo per il bel cortile con uno dei famosi dischi di Pomodoro, e poi passiamo nell’altro pa-lazzo che in un decorosissimo ambiente stile impero ci accolgono i gessi di Antonio Canova dei Bassorilievi Rezzonico, sono 13 in tutto e rappresentano storie di Socrate dell’odissea e le virtù, e sono datate tra a fine degli anni ’80 e la metà degli anni ’90 del ‘700.

    L: Questa infilata di stan-ze è veramente impressionante e questa musica classica che ac-compagna la visita negli ambienti semideserti do-na a tutto un’aura da viaggio nel tempo, non sembra neanche di essere in centro a Milano! F: La visita prosegue con le serie storiche di Hayez e i quadri romantici co-

    me”I due Foscari” o “la predicazione della prima crociata” L: Vedo Anche delle belle vedute della città di Milano. F: Sono le opere di Gio-vanni Migliara fedele figuratore della città nei suoi scorci più suggestivi, ma ci sono anche opere di Molteni e del Piccio, di struggente contempora-neità. L: Bene il piano terra di questa parte è finito… F: … Ma si continua al secondo piano con le serie dei quadri dei fratelli Induno sul risorgimento e con i quadroni delle battaglie; seguono poi altre vedute della Milano fin de siècle,e dei navigli, di autori come Bisi, Cannella, Ferrari ed altri. L: Bello! Peccato sia finito… F: …Finito un corno! Ti ho detto che c’è ancora tutta la parte del secondo ottocento e primo novecento nel palazzo iniziale.

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    L: Chiedo venia, è vero! Un ambiente più scuro quasi inquietante con dei colori saturi ma per nulla rassicuranti, e anche i quadri seppur bellissimi pae-saggi e scene domestiche denotano una certa inquietudine. F: Siamo alla fine del secolo un’epoca di grandi cambiamenti, la natura affascina ma sta per lascia-re lo spazio alla macchina, le montagne italiane subiscono una nuova attenzione, ma anche la vita quotidiana delle famiglie è riportata. Dagli scapi-gliati ai divisionisti, un nuovo linguaggio in arte si fa avanti per riprendersi il posto che gli spetta nella società, travolgenti qui i quadri di Segantini, Pre-

    viati, Mosè Bianchi, Emilio Longo-ni, Irolli, Emilio Gola, Giovanni Sottocornola, Filippo Carcano, Te-lemaco Signorini, Angelo Morbelli e Giovanni Boldini. L: E tutto si conclude con i pro-dromi del futurismo, nel Boccioni divisionista che con “Officine a Porta Romana” del 1910 rappre-senta in nuce un intero secolo di costruzioni e sviluppo.

    F: Esatto Luciano. E’ pro-prio così. L:E ora due Info per la vi-sita: orari: Mar-Mer-Ven-Sab-Dom: 9:30-19:30 Gio: 9:30-22:30 Biglietti:intero 10€ Ridot-to: 8€ e 5€.

    Samuele

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    LO SAPEVI CHE…? Paese che vai, bandiera che trovi

    Il Tricolore. L'articolo 12 della Costituzione italiana afferma che "la bandiera della Repubblica italiana è il Tricolore: verde, bianco e rosso a tre bande verticali di eguale dimensione". Ma non un verde, un bianco e un rosso qualsiasi, bensì un "verde felce", un "bianco acceso" e "rosso scarlatto" (tre definizioni di colo-ri Pantone). La scelta dei colori risale ai moti giacobini di fine ’700 e alla campagna italiana di Napoleone, che esportarono nella Penisola, insieme agli ideali rivoluzionari francesi, anche il suo tricolore. Nel vessillo italiano, impie-gato a Reggio Emilia nel gennaio del 1797 come bandiera della Repubblica cispadana, il blu fu sostituito dal verde, colore delle uniformi della Guardia ci-vica milanese, quindi simbolo dei volontari che combattevano per l’Italia (e forse anche del verde paesaggio nostrano). Diventerà la bandiera del Regno d’Italia nel 1861 dopo l’unificazione dei vari regni sparsi per il territorio italia-no. Bandiere nazionali. Le bandiere nazionali si possono generalmente suddivi-dere in famiglie a seconda della loro composizione. Vediamone alcune dal mondo: - bandiere con la croce, in genere la croce si riferisce alla religione cristiana. Essa può avere diverse forme a seconda del santo o di altri signifi-cati che si vogliono comunicare con la bandiera . La Dannebrog, la bandiera danese, deriva molto probabilmente dagli stendardi dei crociati medievali. La croce greca sulla bandiera della Grecia rappresenta la fede greco-ortodossa, la religione ufficiale del paese. La croce greca sulla bandiera svizzera ha origi-ne dalle battaglie del XIV secolo, quando i cavalieri usavano cucirsi addosso una croce bianca per riconoscersi fra loro. Infine la famosa bandiera sarda dei quattro mori, la cui croce è quella di San Giorgio. - Bandiere con la mezzalu-na, simboleggiano principalmente la fede musulmana. La bandiera turca raffigura una mezzaluna e una stella, simboli islamici storici: questa bandiera è antichissima, fu addirittura lo stendardo dell’Impero Ottomano. Altre ban-diere nazionali con la mezzaluna sono: Libia, Algeria, Pakistan, Tunisia. - Bandiere con la Union Jack, cioè la bandiera del Regno Unito. Essa appare anche nel cantone delle bandiere ex-colonie britanniche: Australia, Nuova Zelanda, Isole Figi, Tuvalu, Isole Cayman, Bermuda. - Bandiere con la Croce del Sud, sono tutte bandiere appartenenti a nazioni situate nell’emisfero au-

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    strale, da dove è possibile vedere con facilità tale costellazione: Australia, Nuova Zelanda, Papua Nuova Guinea, Samoa, Brasile, Terra del Fuoco. - Ci sono moltissimi altri tipi di bandiere nazionali: quelle panarabe, i cui colori si ispirano a quelli della bandiera della rivolta araba di Hegiaz del 10 giugno 1916, ovvero nero, verde, bianco e rosso. Questa tipologia si ritrova spesso nelle bandiere del Medio Oriente (Egitto, Iraq, Emirati Arabi, Siria). Uguaglianze. Alle Olimpiadi del 1936 a Berlino, Liechtenstein e Haiti scopri-rono di avere le bandiere uguali: l'anno successivo il Liechtenstein ha aggiunto una corona in un angolo della sua bandiera per renderla diversa. La bandiera del Principato di Monaco è formata da due bande sovrapposte di colore rosso e bianco, con il rosso in alto, proprio come quella dell'Indonesia, che però è più lunga. La bandiera della Polonia presenta gli stessi colori, ma in posizione opposta. Sia il Ciad sia la Romania hanno bandiere con tre strisce verticali blu, giallo e rosso, ma il blu del Ciad è ufficialmente indaco e quello della Romania è cobalto. E dire che in passato la bandiera del Ciad c'era il ver-de: poi sostituito col blu per evitare confusione con quella del Mali! Città del Vaticano. La bandiera della Città del Vati-cano consiste di due bande verticali: quella sul lato dell'asta è gialla, mentre l'altra è bianca. Al centro della parte bianca si trovano le chiavi di san Pie-tro incrociate e la tiara papale. La bandiera del Vati-cano fu innalzata per la prima volta l'8 giugno 1929, giorno successivo alla nascita dello Stato della Città del Vaticano; per la legislazione italiana è considera-ta bandiera di uno Stato estero ed è quindi tutelata dall'art. 299 del Codice penale. In araldica, giallo e bianco normalmente rap-presentano due metalli, oro e argento, che non vengono mai accostati. Una speciale eccezione è fatta in questo caso, perché rappresentano anche le chiavi di san Pietro. Queste chiavi hanno le scanalature del meccanismo a forma di croce. La tiara papale, detta anche «triregno» (in quanto costituita da una struttura quasi conica, sulla quale sono fissate tre corone, una sopra l'altra) è caratterizzata dalla presenza, come in ogni mitra vescovile, delle in-fule, due strisce di stoffa che, nell'uso, scendono sulle spalle del pontefice. Dentro la Città del Vaticano le bandiere esposte non sono quasi mai di forma quadrata, come dal disegno esplicativo allegato alla legge fondamentale; in-fatti appaiono solitamente in forma rettangolare.

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    Forme. Il Nepal è l'unico paese al mondo con una bandiera che non è rettangolare. È composta da due triangoli e la forma si i-spira a quella del tetto di una pagoda. È anche abbastanza gio-vane: è stata adottata nel 1962. Il vessillo della Città del Vaticano è, assieme alla bandiera svizzera, una delle due sole bandiere nazionali di forma quadrata. Africa. I colori delle bandiere di gran parte dei paesi africani non sarebbero gli stessi se non fosse per la storia della bandiera dell’Etiopia, ispirazione per il movimento panafricano. I tre colori, verde, giallo e rosso, disposti in tre ban-de orizzontali, derivano dall’antica dinastia che sin dal medioevo regnava sul paese e che si diceva discendente addirittura di re Salomone. Il verde era simbolo di fertilità della terra e speran-za nel futuro, il giallo rappresentava l’armonia tra le diverse etnie che abitavano il paese e il rosso stava ad indicare la forza e il sangue di coloro che avevano combattuto per la libertà del paese. Oggi al centro della bandiera compare anche una stella gialla in campo blu, simbolo di serenità e prosperità. Il fatto che l’Etiopia possa vantare una così lunga storia di unità nazionale e che abbia con successo combattuto contro i tentativi di colonizzazione degli europei, è stato il motivo per cui, con la deco-lonizzazione dell’Africa, un vastissimo numero di nuovi stati e movimenti politici abbiano adottato i colori della sua bandiera.

    “A volte le parole non bastano. E allora servono i colori. E le forme. E le note. E le emozioni.” (A. Baricco)

    Vale

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    Ogni domenica alle ore 10.00 su RADIO PUNTO dopo il radiogiornale Tino t’invita all’ascolto della PAGINA DELLA FAMIGLIA: un punto d’incontro su temi di attualità che coinvolgono direttamente o indirettamente la sfera fa-miliare.

    Ecco gli argomenti delle prossime trasmissioni:

    1 dicembre Scartare cibo significa scartare persone 8 dicembre Il crocefisso dove lo mettiamo? 15 dicembre Non si tratta solo di migranti 22 dicembre A Natale il sapore del pane spezzato 29 dicembre Francesco, è la buona politica a costruire la pace 5 gennaio Risalire dal fondo

    E-mail: [email protected]

    Radio Punto si può ascoltare alle frequenze FM 88.15 – 89.10 – 88.80

    mailto:[email protected]

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    L’ANGOLO DEL NUTRIZIONISTA Minerali o sali minerali?

    È la stessa cosa parlare di Minerali o Sali Minerali? i Minerali sono elementi

    chimici, solidi, che troviamo in natura, soprattutto nelle rocce, mentre i Sali Mi-

    nerali rappresentano una sorta di combinazione di più (due) minerali. Alcuni

    minerali infatti quando sono sotto forma di ioni (positivi o negativi), hanno la

    capacità di combinarsi con ioni diversi dando origine ai Sali. Un esempio chiarifi-

    catore è il nostro sale da cucina, il Cloruro di Sodio o NaCl (“somma dello ione

    positivo del sodio Na+ e dello ione negativo del cloro Cl-).

    Il nostro organismo non è in grado di assimilare né i minerali né i relativi Sali né

    tanto meno di sintetizzarli autonomamente, necessitiamo di introdurli in solu-

    zione ecco perché un sale come il cloruro di sodio, lo assimiliamo disciolto in

    acqua mentre un minerale come lo Zolfo viene assimilato all’interno degli am-

    minoacidi Cisteina e Metionina presenti soprattutto nelle proteine animali o il

    Cobalto è presente nella struttura della vitamina B12.

    Quindi in ambito nutrizionale, occorre fare attenzione al termine utilizzato e a

    cosa ci stiamo riferendo, se al Minerale (puro elemento chimico) necessario al

    nostro organismo come componente molecolare o allo ione che in questo caso

    andrà assimilato sotto forma di sale, la differenza non è da poco in quanto ci so-

    no casi nei quali uno dei due è tossico mentre l’altro svolge una funzione

    importante.

    È il caso del ferro che come molecola ferro è tossica mentre come ione Ferro le-

    gandosi all’emoglobina rende possibile il trasporto dell’ossigeno dai polmoni ai

    tessuti.

    Continuando la panoramica avviata nello scorso articolo sui principali Minerali e

    Sali minerali e le loro funzioni, citiamo altri due macro elementi di grande im-

    portanza biologica:

    - Il Magnesio: è cofattore di numerosi enzimi e interviene, come tale, nel

    metabolismo energetico per la produzione di energia e collabora attiva-

    mente nella biosintesi di proteine, lipidi e acidi nucleici (DNA e RNA). E’

    fondamentale per la funzionalità del miocardio e nella regolazione del

    battito. Altresì presenta effetto sedativo sul sistema nervoso e rilassante

    a livello muscolare (ecco perché viene consigliato quando si è stressati o in

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    caso di crampi e dolori mestruali). A livello osseo regola l’equilibrio mine-

    rale e, inoltre, riduce l’intolleranza al glucosio e la resistenza all’insulina.

    Lo troviamo presente in alimenti quali la crusca, i cereali integrali, la frutta

    secca, il lievito di birra, vegetali a foglia verde, le uova, i legumi, il cioccola-

    to, etc. La RDA raccomandata è di 240 mg/gg.

    La carenza non è frequente, in quanto è presente in quasi tutti gli alimenti,

    tuttavia può capitare in caso di dieta ad alto contenuto di fibre (e quindi di

    fitati) o di Calcio, che ne riducono la biodisponibilità, oppure a causa

    dell’utilizzo di farmaci che ne limitano l’assorbimento o ne aumentano

    l’eliminazione. Anche la cottura ne riduce la biodisponibilità. I sintomi da

    carenza di Magnesio sono ansia, stanchezza, emicrania, insonnia, crampi

    muscolari, sindrome premestruale, insulino-resistenza, aritmie cardiache.

    - Il Fosforo: i sali di Fosforo fanno parte, insieme al Calcio della struttura

    mineralizzata ossea e dei denti. E’ altresì un importante componente

    delle principali molecole energetiche, delle membrane delle nostre cellu-

    le ed è coinvolto in importantissime reazioni enzimatiche metaboliche. In

    tal modo, garantisce quindi il buon funzionamento del sistema nervoso,

    dei muscoli e la produzione di energia.

    Le principali fonti alimentari in cui possiamo trovarlo sono latte e derivati,

    frutta secca, cereali, uova e alimenti proteici in generale, quali carni e pe-

    sce. La RDA raccomandata è di 700 mg/gg. Anche in questo caso una

    carenza è rara in quanto è presente in molti alimenti. Una sua eventuale

    insufficienza può causare il rachitismo nel bambino o l’osteomalacia

    nell’adulto e sintomi quali astenia, dolori muscolari e ossei, aritmie cardia-

    che e sintomi neurologici. Cause di malassorbimento possono essere

    legate ad una dieta carente, all’uso di alcol, di farmaci oppure

    all’assunzione di dosi elevate di Calcio, Ferro e Magnesio che ne riduco-

    no fortemente l’assorbimento intestinale.

    Al contrario un eccesso di Fosforo, seppur raro, può causare calcificazioni

    nei tessuti molli (come il rene) o peggio nelle arterie, causando un rischio

    cardiovascolare.

    Nel prossimo articolo parleremo dei criteri di assunzione dei Sali minerali e ci soffermeremo su alcuni oligoelementi di grande rilevanza per l’equilibrio del-nostro organismo.

    Prof. Andra Fossati

  • 34

    ARCHIVIO PARROCCHIALE .

    .

    BATTESIMI Sono entrati nella comunità cristiana, la Chiesa, con l’impegno dei loro genitori e dei padrini a credere in Cristo e nella fede cattolica:

    37 Asia di Montesano Gianluca e Calafassi Bianca 38 Lucas di Volpe Arturo e Fernandez Romero Mayled

    DEFUNTI La nostra preghiera di suffragio interceda presso Dio, perché, nella sua misericordia e perdono, conceda la vita eterna:

    78 Scampini Franca di anni 83 79 Velo Carmela di anni 78 80 Balleello Albano di anni 94 81 Maniscalco Salvatore di anni 80 82 Marinelli Silvana di anni 86 83 Delfrati Renzo di anni 93 84 Vinante Teresa di anni 83

    UN GRAZIE PER CHI SI È RICORDATO

    DELLA PARROCCHIA:

    S. Messe € 1.140- Funerali € 100 – Battesimi € 50 – Ammalati € 50 –Associazione “Aereoplano” € 200 DEL CENTRO GIOVANILE:

    Gruppo Amichevolmente € 550

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    SPAZIO APERTO Scrivi alla redazione

    Aspettiamo le vostre riflessioni, pensieri, fotografie e suggerimenti circa eventi

    o iniziative all’indirizzo della redazione ([email protected]) che do-

    vranno arrivare entro il 22 dicembre per poter essere pubblicati sul numero

    Gennaio 2020.

    Questo mese ci uniamo anche noi agli auguri a nonna Antonietta ospite della

    Casa Famiglia

    A San Vittore Olona in CASA FAMIGLIA “DON GIOVANNI GIULIANI” – FON-DAZIONE MANTOVANI nonna Antonietta Gasparri ha festeggiato i suoi 100 anni circondata dall’affetto dei suoi cari, dall’intera comunità rappresentata dal Vice Sindaco di San Vittore Olona, Nuzzo Dolores, e dai sempre presenti alunni della Scuola Paritaria Ente Morale San Vittore Olona con i quali è stato fatto un gemellaggio intergenerazionale.

    mailto:[email protected]#gmail.com

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    SERVIZIO DI FARMACIA NOTTURNA

    La Farmacia della Stazione via Liberazione (angolo piazza del Popolo)

    Legnano è aperta tutte le notti dell’anno, festivi inclusi, a partire dalle 19,30.

    I cittadini potranno liberamente accedere ai locali fino alle ore 23,00

    mentre dopo tale ora, per motivi di sicurezza, verranno serviti dallo sportello

    Tel: 0331 54.31.48

    CONTINUITÀ ASSISTENZIALE – DISTRETTO DI LEGNANO

    Guardia Medica Tel.800.103.103 Dalle 20.00 alle 08.00 di tutti i giorni feriali

    Dalle 8.00 alle 20.00 il sabato Dalle 8.00 alle 20.00 dei giorni prefestivi e festivi

    ASSOCIAZIONE VOLONTARI CROCE AZZURRA Sezione di SAN VITTORE OLONA

    Sede: Piazza Italia, 16 - Tel. 0331-422573 - Cell 331-5419881

  • Parrocchia San Vittore Martire Zona Pastorale IV - Decanato di Legnano

    Sacerdoti Parroco don Giuseppe Pediglieri Riceve presso il Centro Sacra Famiglia Lunedì – Mercoledì – Sabato: ore 10.00 – 11.30 Per altri giorni e orari chiamare per un appuntamento al 339 2999479

    Tel. 0331.518383 Cell. 339 29 99 479 e-mail: [email protected]

    don Giancarlo Greco Cell. 340 60 85 722 E-mail: [email protected]

    don Alain Youssoufa Cell. 327 26 593 41 E-mail: [email protected]

    Sfefano Pozzati - diacono Cell. 328 88 30 323 E-mail: [email protected] presente ogni venerdì in S.Giovanni dalle 18.00 alle 19.00 con recita dei vespri

    Mons. Sergio Maio corepiscopo Tel. 0331.424924

    Segreteria parrocchiale Per informazione in merito alla vita della parrocchia, per richieste di certificati, per intenzione S. Mes-se

    Presso Centro Sacra Famiglia via Verdi Aperto il Lunedì – Mercoledì – Venerdì dalle ore 9.30 alle 11.30 Tel. 0331.518383 E-mail: [email protected] - Sito internet: parrocchiasanvittoreolona.com

    Segreteria oratorio Per ogni informazione in merito alla vita dell’oratorio e al catechismo

    Aperto da Lunedì al Venerdì dalle ore 16.00 alle 18.30 Tel. 0331.519432

    Orario Sante Messe Vigiliare Ore 18.00 in chiesa parrocchiale Festive Ore 9.00 e 11.00 in chiesa parrocchiale Ore 18.00 in santuario Feriali Lunedì - Martedì - Giovedì - Venerdì Ore 9.00 in chiesa parrocchiale (Nel periodo invernale in chiesa san Gio-vanni)

    Mercoledì Ore 9.30 in San Giovanni con ospiti Casa Famiglia

    Presso la chiesina delle suore: Ore 7.00 da lunedì a venerdì Ore 8.00 sabato Confessioni in chiesa parrocchiale (nel periodo invernale in chiesa san Giovanni) Da lunedì a Venerdì Ore 8.00 - 9.00 Sabato Ore 15.00 – 18.00

    mailto:[email protected]:[email protected]:[email protected]

  • Registrato presso il Tribunale di Milano con autorizzazione n. 265 del 29.07.1974 Direttore Responsabile Bertocchi don Davide – Stampato in proprio

    Natività Vetrata chiesa parrocchiale di San Vittore Martire

    in San Vittore Olona