italia oggi - 10.05.2014

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Italia Oggi

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  • QUOTIDIANO ECONOMICO, GIURIDICO E POLITICO

    www.italiaoggi.it

    SOCIET

    Che cosa si dice a Berlino dellItalia?Giardina a pag. 14

    ARTE

    Lucio Fontana spopola a ParigiBianchi a pag. 13

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    Nuova serie - Anno 23 - Numero 110 - Spedizione in A.P. art. 1 c.1 L. 46/04, DCB Milano

    Sabato 10 Maggio 2014 Uk 1,40 - Ch fr. 3,40 Francia 2,50

    a pag. 23

    Delega fiscale - I lavo-ri nel comitato ristretto procedono a singhiozzo mentre spunta lemergen-za accise

    Migliorini a pag. 21

    Cassazione - Professio-nisti non responsabili se manca il mandato del cliente

    Stroppa a pag. 21

    Pmi - Fondo di garanzia, ombrello a richiesta sul credito. A disposizione delle imprese modulistica

    e r e g o l a -mento per listanza di concessione

    De Stefanis a pag. 27

    Inail - Stop al bonus per le aziende insicure: sconto revocato se si violano le norme in materia di pre-venzione

    Cirioli a pag. 28

    su www.italiaoggi.it

    Documenti/1 - Respon-sabilit del professionista, la sentenza della Cassa-zione sul conferimento dellincarico

    Documenti/2 - Concorso alle Dogane, la sentenza del Tar Lazio che stoppa la procedura

    Documenti/3 - La circolare del Medio-credito cen-trale sul fon-do di garan-

    zia per le pmi

    Documenti/4 - Laccordo Abi-Emilia Romagna sul blocco delle rate dei mutui sino a fine anno

    Documenti/5 - Consun-tivi sui finanziamenti dei partiti nelle elezioni co-munali, la delibera della

    Corte dei conti

    Al Bab (staccato e con gli accenti) era sempre rappresentato con i 40 ladroni. Senza accento e tutto attaccato (Aliba-ba) il pi grande siste-ma di e-commerce al mondo. Cinese, ma di fatto ormai americano e giapponese. Non solo perch a possedere le quote pi importanti sono lamericana Yahoo e la banca online giappo-nese SoftBank, rispetti-vamente con il 22,6 e il 34%, ma anche perch, ormai, il collocamento avviato, si quoter al Nasdaq di Wall Street e

    fra le banche che effet-tueranno il collocamento non c neppure una banca cinese o di Hong Kong. Tutte americane (Goldman Sachs, Jp Morgan, Morgan Stan-ley, Citigroup) e solo una tedesca, Deutsche Bank. Si pu pensare che il governo cinese sia contento di queste scelte del fondatore, Jack Ma (nome tutto cinese, Ma Yung) e dei suoi soci? La domanda retorica. A Pechino, sia pure con diplomazia, nelle stanze del potere politico, eco-nomico e bancario, non

    ORSI & TORIDI PAOLO PANERAI

    Bonus 80 euro pronto a entrare nelle buste paga di 785.979 dipen-denti pubblici. Il ministero delleco-nomia e delle finanze ha elaborato le buste paga del mese di maggio per i dipendenti delle amministra-zioni pubbliche, calcolando e attri-buendo ai beneficiari il credito pre-visto dal decreto sulla riduzione del cuneo fiscale. I 785.979 lavoratori avranno un incremento della retri-buzione netta di complessivi 56.407365 euro. Il beneficio pieno di 80 euro netti spetter a 618.523 dipendenti. I restanti saranno inte-ressati solo in parte.

    Il ministero delleconomia ha elaborato i cedolini di maggio di 786 mila dipendenti, dei quali 618 mila avranno laumento pieno

    P.a. pronta a pagare il bonus di 80 euro

    BENESSERE FAMIGLIE

    La trappola delleuro: lItalia andata a fondo dal 2002 a oggi

    LO DICE OCCHETTO

    Grillo la febbre del sistema ma bisogna capire

    qual la malattia

    Esplorare soluzioni meno impe-gnative degli F35, dal punto di vista finanziario, per il rinnova-mento degli aerei a decollo mili-tare. quanto dice il documento del Pd sui jet F35 votato in Com-missione difesa di Montecitorio. Per il generale Vincenzo Campo-rini, gi capo di Stato maggiore della Difesa, invece, con gli F35 si sul mercato per un numero di commesse potenzialmente este-sissimo. Alla fine del programma potremmo avere lavoro per una cifra superiore a quella spesa per acquistare i velivoli. Centri di ricerca indipendenti attribuisco-no alloperazione vantaggi per 15,8 miliardi.

    La balla del taglio agli F35: una spesa che pu far crescere pil e occupazione

    IL Giornale deiprofessionisti

    * * * Processo online azzoppatoDue tribunali su tre non sono ancora pronti a rispettare il termine del 30 giugno per lentrata in vigore del rito civile telematico. In ritardo sequestri e separazioni

    Due tribunali su tre non sono pronti a partire con il processo civile telematico. A poco pi di un mese dallentrata in vigore del Pct, il prossimo 30 giugno, nellambito esecutivo mobiliare in regola uno su dieci, mentre le separazioni consensuali online sono possibili solo nel 15% dei casi. Sono questi alcuni dei dati che emergono da unindagine condotta dallAssocia-zione italiana giovani avvocati, che stata diffusa ieri.

    Gana Cavallo a pag. 9 Pistelli a pag. 7

    Ventura a pag. 22

    LO DICE MARCO COBIANCHI

    Fiat e Fiom per motivi diversi

    devono tenere alta la tensione

    Bucchi a pag. 10

    BIG DELLA PUBBLICIT

    Saltano le nozze doro

    tra Omnicom e Publicis

    Odini a pag. 18

    Cazzola a pag. 12

    continua a pag. 30

    Il senato nellepoca moderna stato defi nito in modo stabile in Inghilterra dove la Corona, vedendosi imporre la camera dei deputati dai partiti che stavano allora prendono for-ma, cerc di evitare di essere circondata dai cittadini eletti dal popolo, riuscendo a riser-vare alla sua categoria uno dei due rami del parlamento. Da qui la camera dei lord, cio di coloro che traevano la loro im-portanza dal lignaggio e non dal suffragio universale. Mat-teo Renzi, nel suo disegno di riforma del senato, prevede stranamente che in esso, oltre ai 21 nominati dal presidente della repubblica (i lord del pre-sidente), siedano pure sindaci e amministratore regionali, gli ultimi lord rimasti in Italia. Coloro cio che, come i lord inglesi con lacca giustamen-te aspirata, sono in grado di spendere anche i soldi che non

    hanno.

    DIRITTO & ROVESCIO

    MARKETING

    Unieuro con 400 negozi

    punta alla quotazione

    Cervini a pag. 15

    - dctd

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    SetteIL PRIMO GIORNALE PER PROFESSIONISTI E IMPRESE

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    350 opportunit in Ovs, Avenade, Banca Mediolanum

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    Avvocati alla sfida del ricambio generazionale

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    AffariAffarLegali

    Il fisco sulla casa - Quindici giorni di tempo per calcolare e versare la prima rata della Tasi: partita la corsa con-tro il tempo, in attesa di conoscere le aliquote

    Barbero da pag. 6

    La manovra Renzi - Appalti, le centrali di committenza non saranno pi di 35. E nei piccoli comuni gli acquisti saranno accorpati. Gli effetti sulla spesa pubblica del dl 66/2014

    Mascolini a pag. 8

    Fisco/1- Reddito forfetiz-zato per lagroenergia e ad-dio alla tassazione fondia-ria. Penalizzate le imprese che producono e cedono biogas

    Poggiani a pag. 11

    Fisco/2 - Diritto di propriet immo-biliare rinunciabile. Operazioni sog-gette, a seconda dei casi, allimposta di donazione o registro

    Pagamici a pag. 14

    Impresa/1 - Carte di pagamento targate Ue. Nel mirino dellarea unica Sepa, dopo bonifici e addebiti, finisce la moneta elettronica

    Cerne a pag. 15

    Impresa/2 - La crisi non raffredda lespan-sione dellimprendito-ria giovanile e immi-grata. La foto scattata da InfoCamere

    De Stefanis a pag. 16

    Impresa/3 - Retribuzioni: due le strade per detassare. Lincentivo fiscale si applica sui premi di produ-zione e sulla flessibilit aziendale

    Cirioli da pag. 18

    Ambiente - La disciplina Seveso d una stretta sui grandi rischi di incidenti industriali, mentre diminu-iscono gli oneri per gli stabilimenti a pericolo contenuto

    Dragani a pag. 20

    Spendere meglio - Rc auto: risparmiare si pu anche adesso. Dal web alle polizze a tempo, riduzioni fino a 720 euro

    Di Palma a pag. 23

    Affari in Piazza - Bond allesame di met anno. Strategie da rivedere nel

    portafoglio

    Lui a pag. 24

    Documenti - La sen-tenza della Ctr Lazio sulla mancata affissione

    dellavviso di deposito

    www.italiaoggi.it/docio7

    por

    Dtsu

    dell

    IN EVIDENZA

    * * *

    NELLINSERTO/2La formazione tecnica superiore crea occupazione. In barba alla laurea a tutti i costi, c unoppor-tunit in pi per i neodiplomati

    e per gli adulti in cerca di una ricolloca-zione, alternativa a quella universitaria, non equivalente ma certo pi spendibile: sei ragazzi su dieci che hanno un diploma conseguito in un istituto tecnico superiore, dice infatti il Censis nellOsservatorio su-gli Its e sulla costituzione dei Poli tecnico-professionali, sono occupati, e spesso pro-prio nelle aziende in cui hanno frequentato il periodo di stage obbligatorio, vero valore aggiunto di questo sistema formativo. Non un caso che queste super scuo-

    le strutturate in Fondazioni, hanno ri-sultati migliori se c una forte presenza imprenditoriale, che conosce le realt del territorio e sa orientare lofferta formativa, in base alle reali esigenze aziendali. Se da un lato il tasso di disoccupazione giova-nile supera il 40%, dallaltro la ricerca delle aziende di tecnici specializzati, che non trovano. Ecco quindi lobiettivo del-la nuova formazione tecnica: rompere un paradosso tutto italiano, visto che tra gli spread quello della distanza tra scuola e mondo del lavoro il meno raccontato.

    Pacelli da pag. 40

    NELLINSERTO/1

    12 Maggio 2014

    PREMESSA

    Le societ non operative o di comodo sono state re-golate pi specificatamente nel nostro ordinamento dallarticolo 30 della legge 23.12.1994 n. 724, e succes-sivamente il legislatore ha posto mano alla fattispecie attraverso numerosi provvedimenti. Ci stato reso necessario in quanto gli articoli 2247 2248 del Codi-ce Civile, che regolano il concetto di societ (il contratto con cui due o pi persone conferiscono beni o servizi per lesercizio in comune di unattivit economica allo sco-po di dividerne gli utili) e di comunione (la comunione costituita o mantenuta allo solo scopo del godimento di una o pi cose regolata dalle norme del titolo VII libro III), non erano pi in grado di esaurire tutte le fattispe-cie societarie che negli anni si erano susseguite. A tal fine il legislatore ha introdotto larticolo 30 della Leg-ge n. 724 del 23.12.1994 generando una penalizzazione verso quelle societ costituite al solo scopo di gestire pa-trimoni non nellinteresse sociale, ma nellinteresse dei soci e non esercitando realmente una vera attivit com-merciale.Con tale norma il legislatore non ha provveduto a iden-

    tificare una vera definizione di societ di comodo, ma ha delimitato lambito soggettivo e oggettivo a mezzo del quale individuare quei soggetti che non svolgono una ve-ra e propria attivit produttiva o di servizi. Ha altres previsto delle situazioni al verificarsi delle quali la so-ciet anche se non operativa secondo dei parametri di calcolo, esce da questa previsione, tornando in bonis. Rispetto alle previsioni iniziali, seppur modificate nel

    tempo, il legislatore ha individuato una ulteriore fat-tispecie di societ di comodo. In realt, questa nuova previsione aderisce a un orientamento giurisprudenziale che stabiliva la possibilit per lAgenzia delle Entrate di operare un accertamento induttivo nei casi in cui la socie-

    t dichiarasse perdite fiscali per pi esercizi consecutivi. Ecco che il legislatore, con lintroduzione dellarticolo 2, ai commi 36/decies e 36/undecies del Dl 138/2011, ha nor-mato una nuova tipologia di societ di comodo. Si tratta di quelle societ che dichiarano una perdita fiscale per pi periodi dimposta consecutivi.In sintesi, dunque possibile individuare le due se-

    guenti fattispecie di societ di comodo:societ non operative, disciplinate dallart. 30 della tlegge n. 724/94, che si realizza in caso di mancato su-peramento del test di operativit, dato dal confronto tra la media triennale dei ricavi e degli altri proventi e quelli minimi presunti calcolati in base ad alcuni coef-ficienti variabili in funzione della tipologia di assets;societ in perdita sistematica, di cui allart. 2, co. t36-decies e seguenti del dl n. 138/2011, che si verifica laddove la societ dichiari per tre periodi dimposta consecutivi una perdita fiscale, ovvero nellambito del triennio dichiari due perdite fiscali e un reddito impo-nibile inferiore al minimo determinato con le regole di cui allart. 30 della legge n. 724/94.E bene osservare sin da subito che mentre nella prima

    fattispecie il presupposto di applicazione della disciplina delle societ di comodo dipende dal mancato superamen-to del test di operativit nellanno stesso, per le societ in perdita sistematica il presupposto deve essere verificato nei tre periodi dimposta antecedenti rispetto a quello di applicazione della disciplina delle societ di comodo. In buona sostanza, mentre una societ considerata non operativa per il periodo dimposta 2013 in caso di man-cato superamento del test di operativit nel 2013 stesso, una societ assume lo status di societ in perdita siste-matica nel 2013 quando nel triennio 2010 2012 ha alternativamente dichiarato tre perdite fiscali consecu-tive, ovvero due perdite e un reddito imponibile inferiore

    Le societ di comodo

    di SANDRO CERATO e GIANFRANCO COSTA

    La riproduzione, anche parziale, riservata per lintero fascicolo

    AGEVOLAZIONI

    1.9

    Sabatini-bis/1Una Pmi che non possiede la firma digitale pu dare la procura a un soggetto terzo

    per la sottoscrizione della domanda per le agevolazioni di cui alla Sabatini-bis e per linvio della stessa a mezzo Pec?

    F.P.

    Risponde Giovanni ZangrilliCertamente. Come al riguardo precisato dal Mise (circolare n. 4567 del 10/02/14, p. 2) possibile conferire una procura speciale a un soggetto terzo per la sottoscrizione con firma digitale della domanda di agevolazione. La domanda pu essere trasmessa dal procuratore attraverso la propria Pec. Linvio via Pec deve contenere una sola domanda. Resta inteso che limpresa tenuta comunque a indicare nel modulo di domanda la propria Pec, come risultante dal Registro delle imprese. Qualunque comunicazione da parte del ministero sar inviata unicamente a

    QUESITARIOA cura di Gilberto Gelosa

    12 Maggio 2014

    19Sommario

    1 Agevolazioni

    2 Contabilit

    3 Diritto

    amministrativo

    4 Diritto

    di famiglia

    4 Diritto

    societario

    6 Imposte

    indirette

    7 Imposte

    sui redditi

    8 Iva

    Gli istituti di formazione superiore (Its e Ifts) sinonimo di occupazione: sei diplomati su dieci trovano subito lavoro

    Specializzazione tecnica vincente

    DI MARINO LONGONI [email protected]

    Il numero dei controlli antiriciclaggio sui professionisti raddoppia ogni anno. Dalle 26 ispezioni del 2010 siamo gi arrivati alle 162 del 2013. Per questanno si prevede di arrivare vicini a quota 300. Altro dato si-gnificativo: si tratta di verifiche che vanno a colpo sicuro, tanto che unispezione porta sempre al rilievo di una violazione penale o amministrativa. E nei prossimi mesi la si-tuazione destinata a diventare ancora pi delicata, perch le norme antiriciclaggio per i professionisti, che sono gi le pi severe dEuropa, saranno potenziate con il recepi-mento degli accordi Gafi 2012, con il recepi-mento della quarta direttiva europea e con lintroduzione del reato di autoriciclaggio, che aumenter gli obblighi di segnalazione: se oggi il professionista deve comunicare allUif la presenza di unipotesi di reato ogni volta che il provento dellevasione passa da un soggetto ad un altro, dopo dovr segnala-re il reato fiscale di per s. In pratica si ap-plicheranno alle violazioni fiscale pi gravi le stesse regole e le stesse sanzioni previste in materia di antiriciclaggio, ben pi incisi-ve. Con il rischio di finire dritti in galera. In realt ci sono un paio di motivi preci-

    si che spiegano la disattenzione del mondo delle professioni su questo tema. Da una parte lobbligo subto come un lavoro spor-co da fare per conto di altri, spesso in con-flitto di interessi con il proprio cliente (che pur sempre lunico che alla fine paga le

    parcelle). Tanto che, dai dati che ItaliaOggi Sette pubblica nelle pagine seguenti, emer-ge chiaramente che nel 2011 i professionisti nemmeno avevano il registro della clientela. Ora ce lhanno ma non lo usano.Il secondo motivo che spiega come le Fiam-

    me gialle vadano cos a colpo sicuro che fi-nora i controlli negli studi professionali non sono stati fatti a caso, o a campione, ma sono partiti da inneschi ben

    precisi come indagini

    di polizia giudiziaria, segnalazioni di auto-rit di vigilanza, attivit di intelligence dei nuclei speciali della Gdf. La stessa Guardia di finanza esclude che per il momento siano in programma controlli a tappeto sui pro-fessionisti. Anche perch la disciplina non ancora consolidata e presenta numerosi

    punti critici che pro-babilmente han-no bisogno an-cora di un po di tempo per essere appia-nati.Per esem-

    pio, in meri-to al collegio

    sindacale lUif (si veda-

    no le risposte fornite a ItaliaOggi lo scorso 11 novembre) ritiene che ogni sindaco deb-ba fare la segnalazione per conto proprio. Se un sindaco fa la segnalazione e il collega non la fa, il secondo pu essere imputabile per omissione; anche se la causa pu esse-re solo una diversa sensibilit, la segnala-zione delluno si trasforma in denuncia nei confronti dellaltro. E secondo il dlgs 231/07 i sindaci non dovrebbero comunicare tra di loro linvio o meno della segnalazione. Anco-ra. Un sindaco che non fa revisione conta-bile (ma solo controlli gestionali) dovrebbe segnalare anche le irregolarit relative al contante, che per non sono di sua compe-tenza.Anche linterpretazione delle norme d i

    suoi problemi. Larticolo 38 comma 4 dlgs 231, consente al professionista che tiene larchivio cartaceo di dilazionarne la con-segna di tre giorni dalla richiesta della Guardia di finanza. Una norma che lascia esplicitamente un termine per sistemare i contenuti dellarchivio. Ma la prassi delle Fiamme gialle di richiedere immediata-mente lo stesso registro e siglarlo pagina per pagina, proprio per impedirne laggior-namento nei tre giorni a disposizione del professionista. Morale: da una parte evi-dente che la Gdf stia facendo le sue verifi-che con una certa prudenza, selezionando con cura i propri obiettivi. Dallaltra per chiaro che in una materia cos delicata non sono previsti sconti per nessuno.

    Riproduzione riservata

    Antiriciclaggio senza scontiIl numero dei controlli sui professionisti raddoppia ogni anno. Gdf a colpo sicuro: ogni ispezione, una sanzione penale o amministrativa. Ecco perch

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  • 2 Sabato 10 Maggio 2014 I C O M M E N T I

    Un conte-statore lo ha accolto urlando Noi lavoratori

    italiani abbiamo un sogno nel cuo-re: Berlusconi a San Vittore. Non a Cesano Boscone nella Fondazione Sacra Famiglia, dove arrivato ieri mattina (puntualissimo) per il pri-mo giorno di assistenza ai malati di Alzheimer ricoverati nella struttu-ra. Il contestatore stato immedia-tamente allontanato dalla polizia, sotto gli occhi di un centinaio di giornalisti accorsi per levento da ogni parte del mondo. Berlusconi rimasto (come prevede il calendario fissato dal Tribuna-le di Vigilanza) per quattro ore allinter-no dellospizio, nel quale si impegnato a darsi da fare con umilt (come gli ha insegnato sua ma-dre). Linteresse dei giornali e delle tv (cerano, fra gli altri, un inviato del New York Times e una troupe di Al Jazeera) il frutto palpabile della globalizzazione, che offre al pettegolezzo una platea mondiale. Come altro pu essere definita la ricerca spasmodica di immagini o di indiscrezioni sullesecuzione di una condanna (per quanto mite) inflitta a un leader politico? Di quale portata pu essere la curio-sit degli americani o degli arabi di

    essere informati sul fatto che lex presi-dente del consiglio

    italiano era vestito di blu, con una maglietta girocollo dello stesso co-lore? Non c dubbio che la senten-za emessa contro lex Cavaliere ha proprio nella mortificazione della sua immagine lobiettivo saliente. chiaro che, da oggi in poi, Ber-lusconi non sar pi percepito nel mondo come un leader credi-bile. Se dovesse tornare in sella (unipotesi al momento del tutto improbabile) sarebbe condannato a subire i Cuc della signora Merkel, gli sberleffi di Hollande

    (lerede del sar-castico Sarkozy), o le battutacce di Obama (Ti trovo pallido. Non sei stato in Sardegna ad abbronzarti?). Questo il segnale

    principale che la giustizia italiana offre allestero. Giocando di squa-dra con i giornali, le toghe nostra-ne sono abituate a distruggere gli indagati nella fase che precede il processo. Le sentenze rappresen-tano solo una formalit successiva, e le condanne (quando arrivano) sono di una mitezza esemplare. Ma la giustizia ha gi fatto il suo corso. Come si suol dire, meglio preve-nire che curare.

    Riproduzione riservata

    Un leader politico umiliato

    in mondovisione

    DI MASSIMO TOSTI

    LANALISI

    La vera pena per B. la rovina dellimmagine

    DI SERGIO SOAVE

    Quello che si svol-to in questi giorni forse il pi inutile dei congressi della

    Cgil, la maggiore organiz-zazione sindacale del paese, che non ha fornito spunti di discussione o prospettive, limitandosi a pestare lac-qua nel mortaio di vecchie polemiche, soprattutto in-terne alla sinistra. Susanna Camusso non ha trovato di meglio che accusare Matteo Renzi di una torsione della democrazia perch non accet-ta il diritto di veto della Cgil sulle politiche del lavoro. La tesi talmente insensata da aver prodotto il miracolo di costringere Massimo DAle-ma a difendere Renzi, che tutto dire. Lantagonista della Camusso, il segretario dei metalmeccanici Maurizio Landini, ha ripreso anche lui la polemica sulla democrazia, ma denunciandone lassenza nella vita interna della Cgil. La Fiom, che si rifiutata di firmare gli accordi che nelle aziende della Fiat erano sta-te approvate nei referendum

    dai lavoratori, non sembra la pi limpida cattedra di demo-crazia.

    In ogni caso evidente che lorizzonte in cui si mosso il congresso quello della cro-naca politica settimanale. Tra qualche giorno il decreto sul

    lavoro sar approvato, la vita interna della Cgil riprender il suo tran tran burocratico, e gli argomenti messi al centro di unassise che ha impegna-to per molti giorni migliaia di delegati saranno gi diventa-ti carta straccia.

    Quando si discute del ruolo dei sindacati e del loro discu-tibile diritto a concertare le decisioni con il governo, biso-gnerebbe tener conto anche della capacit di proposta e della concretezza di ana-lisi e di visione di cui sono portatori, e che nella Cgil di questo congresso sono parsi particolarmente offuscati, al

    punto da far apparire alcune impostazioni pi autonome della Cisl e persino della Uil come un lampo di luce nella notte nera del sindacalismo italiano. Un congresso sinda-cale, oltre che a confermare gruppi dirigenti che in realt sono stati defi niti prima del-la riunione e in altre sedi, dovrebbe servire a indicare le prospettive del quadrien-nio successivo. Sarebbe sta-to importante capire in che modo il mondo del lavoro si accinge ad affrontare le mo-

    deste potenzialit di ripresa che si affacciano dopo un pe-riodo di crisi nera, capire che cosa cambiato nella perce-zione dei rapporti di lavoro, quali idee nascono per dare voce alle esigenze di chi non inserito nel tessuto centrale e protetto del mercato del la-voro. Purtroppo di tutto que-sto hanno parlato, anche con elementi interessanti e nuo-vi, alcuni sindacalisti e molti delegati nella pi assoluta di-sattenzione, perch il centro della scena era tenuto dalla replica di un noioso porta a porta.

    Riproduzione riservata

    IL PUNTO

    Cgil, un congresso utile come pestare lacqua nel mortaio

    DI MARCO BERTONCINI

    Una spinta a Beppe Gril-lo. Tale il giudizio espresso un po da tutti: dirigenti di partito impegnati nella campagna elettorale, opi-nionisti, parlamentari. Il gioved giudiziario si pu tradurre in una spinta, len-nesima, a favore del M5S, quasi che la vita politica gi non esprimesse episo-di a iosa tali da generare disgusto negli elettori.

    Ad aiutare i grillini non il singolo evento in s, ben-s il susseguirsi di fatti che destano sdegno nella gen-te, uno sdegno che potrebbe perfi no mutarsi in rivolta. La mancata diminuzione del numero dei parlamen-tari; la sopravvivenza delle province; il permanere del fi nanziamento pubblico ai partiti: sono alcuni grani nel lungo rosario di motivi di doglianza. La mini tan-gentopoli di questi giorni un altro grano.

    Nel 93 gli elettori pre-miarono i partiti ritenuti non compromessi con la tangentopoli storica, so-

    prattutto Lega e Msi. Oggi potrebbero o astenersi o votare M5S. Il movimento grillino presenta una carat-teristica simile a leghisti e missini di venti e passa anni addietro: estraneo allandazzo, non ha re-sponsabilit nel dissesto pubblico, non pu essere accusato dincrementare i costi della politica, la cor-ruzione, lo spreco. Inoltre, presenta una caratteristi-ca che non avevano n la Lega n il Msi: non un partito. Anche questa pe-culiare natura contribuisce a premiarlo.

    Una mano a Grillo la danno pure tutti i politi-ci che fanno polemica con lui. Pi laccusano, pi gli fanno pubblicit. Lelettore medio ricava limpressione che davvero il M5S sia di-verso dagli altri e che quin-di meriti ricevere il voto, voto che di protesta, non di programma. Allelettore non importa che Grillo pre-dichi liberista o comunista: importa solo che sia contro. Contro tutti.

    Riproduzione riservata

    LA NOTA POLITICA

    Vento in poppa per Grillo e M5S

    Sterili polemiche invece di progettie proposte concrete

    A demonstrator welcomed him shouting: The Ita-lian workers have a dream in their hearts:

    Berlusconi in San Vittore. Not in Cesano Boscone at the Sacra Famiglia Foundation, where he arrived yesterday morning (ti-mely) for his first day of assi-stance to Alzheimers patients hospitalized in the facility. The protester was immediately ou-sted by the police, under the eyes of a hundred journalists who came to join the event from all over the world. Mr. Berlusco-ni has remained (as scheduled by the Surveillan-ce Court) for four hours in the ho-spice, in which he committed to help out cap in hand (as his mother has taught him). Me-dia interest (there was, among others, a New York Times cor-respondent and an Al Jazeera troupe) is the tangible outco-me of globalization, offering a world-wide audience to gossip. How could otherwise be defined the spasmodic search for images or unconfirmed reports on the serving of a sentence (light as it is) inflicted to a political leader? How far can Americans or Arabs be interested in being informed

    that former Italian prime mini-ster was dressed in blue, with a round-necked t-shirt of the same color?

    There is no doubt that the ver-dict against former Knight has as its main target the chagrin of his image.

    It is clear that, from today on, Mr. Berlusconi wont be anymore perceived worldwide as a credible leader. Should he return to power (a completely unlikely hypothesis at present) he would be condemned to stand Mrs. Merkels hide and seek, Hollandes grimaces (the heir

    of sarcastic Sar-kozy), president Obamas jokes (You look pale. Didnt to you go to Sardinia to tan?).

    This is the main idea Italian justice conveys abro-ad. Along with newspapers, our judges are used to destructing those under investigation before the proceedings start.

    Verdicts are only a further formality and convictions (when they arrive) are exemplary light. But justice has already run its course. Prevention is better than a cure, as they say.

    Riproduzione riservata

    Traduzione di Silvia De Prisco

    IMPROVE YOUR AMERICAN ENGLISH

    The real pain for B. is ruining his image

    A political leader humiliated

    on TV worldwide

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  • 3Sabato 10 Maggio 2014Sabato 10 MaggiP R I M O P I A N O

    La seconda carica dello Stato prova a salire lultimo gradino in difesa del Senato e contro il premier

    Grasso sfida Renzi per il ColleTutte le tv del mondo per la telenovela del Cav in ospizio

    DI FRANCO ADRIANO

    Il presidente del Senato Pietro Grasso ha deciso: il presidente del consiglio Matteo Renzi nella sua

    foga riformatrice non pu permettersi di sbeffeggiare la seconda Camera manco si trattasse delle Province. Il pretesto fornito da alcune reiterate affermazioni irri-guardose di Renzi nei confron-ti degli uffici del Servizio del bilancio dello Stato di palazzo Madama che in attesa dellunifica-zione con quelli della Camera nella nuova Authority sui conti pubblici, sono anco-ra chiamati a fare le pulci ai provvedimen-ti del governo sulle coperture finanziarie. Tra questi il decreto legge sullIrpef che dovrebbe assegnare i famosi 80 euro a dieci milioni di italiani. Boc-ciato puntigliosamen-te. Tuttavia, chiaro che non si tratti solo di una questione di correttezza istituzio-nale. Lex sindaco di Firenze sta facendo campagna elettorale e la sparata sui burocra-ti del Senato era una tentazione troppo forte per lui. Tuttavia, si pu dire che abbia fatto ben di peggio che andare in tv a dire che un organismo che fra pochi giorni non ci sar pi ha detto del-le cose false. Per esempio, il giorno del voto di fiducia per il varo del governo, ha detto in faccia ai senatori in Aula, pre-sente Grasso, che devono mo-rire (politicamente parlando) insieme al Palazzo che occu-pano. Allora il presidente non disse nulla. Adesso, invece, il presidente del Senato si erge in difesa delle istituzioni e dei suoi uffici, in aperta polemica con Renzi che sembra metter-le seriamente a rischio.

    Grasso fa le prove da supremo garante

    Insomma la seconda cari-ca dello Stato sembra fare le prove da supremo garante e chiss che un giorno non po-tr salire lultimo gradino ri-masto da percorrere. Di certo troverebbe terreno fertile in questo parlamento e tra i rap-presentanti delle regioni ben pi di Renzi, nel caso tuttal-tro che remoto in cui le vec-chie Camere fossero chiamate a eleggere il nuovo inquilino del Colle. Un ulteriore sfi da per Renzi gi impegnato sul fronte elettorale con Beppe Grillo. Sulla vicenda speci-fi ca della bocciatura degli 80 euro Grasso ha replicato: Mi faccio assolutamente garante dellautonomia e dellindipen-

    denza degli uffi ci di palazzo Madama. In particolare del Servizio del bilancio che da 25 anni, nei confronti di tut-ti i governi, fornisce analisi finanziarie approfondendo con attenzione i dati che ac-compagnano tutti i provvedi-menti legislativi, analisi che possono suscitare dibattiti sul piano tecnico e reazioni sul piano politico, ma mai accuse di falsit n sospetti di interessi corporativi o ad-

    dirittura vendette personali. Ma proprio questultimo il nodo irrisolto con Renzi. Ba-sti leggere la controreplica dellex sindaco di Firenze. Dopo aver detto con laria da simpatico sbruffone che non vuole chiedere permes-so ai burocrati del Senato per dare gli 85 euro perch preferisce chiedere scusa dopo agli italiani se non ri-esce a darglieli, dopo aver pubblicato su twitter i primi modelli dei cedolini con gli 85 euro, il premier si fatto serio (era in tv su Rai2 ospite di Nicola Porro): Non mi si dica che non ci sono copertu-re. Il presidente Grasso tende a difendere listituzione che presiede, lo comprendo, ca-pisco il suo ruolo. Io non sto attaccando il Senato, dico che il Senato va superato, che il bicameralismo perfetto ha combinato danni allItalia. Io sono per ridurre i posti e i costi dei politici, poi i ma-nager, le strutture pubbliche, i sindacati, tutti devono fare un po di lavoro di cinghia. Tanti mi dicono: giusto, per inizia tu. Io inizio: dai politi-ci. Io ho ridotto, dimezzato le spese di palazzo Chigi. Un jaccuse pesante a Grasso, il quale in occasione della com-memorazione per Aldo Moro non aveva perso occasione per ritagliarsi il ruolo di paladi-no delle istituzioni contro i personalismi. Ha detto ine-quivocabilmente rivolto a chi

    sulla riforma del Senato ha voluto metterci la faccia e ad-dirittura giocarsi il prosieguo della carriera politica: Non possiamo pi sottrarci al compito di rendere le nostre istituzioni pi effi cienti ed in grado di affrontare le grandi sfi de che si pongono davan-ti a noi. Questo ineludibile impegno non pu e non deve essere materia di campagna elettorale, di rivendicazioni di parte, di personalismi.

    Anche la citazione di Moro stat ben calibrata: Dico che se nellatto di costruire una casa nella quale dobbiamo ritrovarci tutti ad abitare in-sieme, non troviamo un punto di contatto, un punto di con-fl uenza, veramente la nostra opera pu dirsi fallita.

    Renzi: i cedolini ci sono

    Oggi Padoan mi ha portato a vedere i primi cedolini degli #80euro. Le coperture dunque ci sono. Gli #80euro pure, ha scritto Renzi ieri sera, in un

    tweet corredato da apposita foto. Il ministero dellEcono-mia ha emesso una nota di stampo classico: La predi-sposizione di quasi 800mila buste paga con il benefi cio fi -scale testimonia la fattibilit e leffi cacia del provvedimento, che potr essere implementa-to tempestivamente tanto nel settore pubblico quanto nel settore privato. Ma in questo momento diffi cile spegnere il fuoco delle polemiche. Il vice-

    presidente del Senato, Roberto Calderoli, far i pi strenui difen-sori di palazzo Madama ha minacciato: La mi-sura colma. Chiedo al presidente del Senato e alluffi cio di presidenza di palazzo Madama di presentare formale querela nei confronti del premier Matteo Renzi, differentemente lo far io stesso in qua-lit di senatore e vice presidente del Senato. Fa sentire la sua voce anche Forza Italia, che con i due capigruppo, Renato Brunetta e Paolo Romani, defi-nisce le parole di Renzi come un fallo di reazio-ne e di disperazione, invitando il premier a rispettare il ruolo, le professionalit e la vo-

    lont del parlamento. Critiche al premier sono giunte anche dagli oppositori interni al suo stesso partito. Il Pd Stefano Fassina ha giudicato gravi i continui attacchi del presiden-te del Consiglio a una istituzio-ne decisiva per lautonomia del Parlamento.

    Folla di reporter da tuttoil mondo a Cesano Boscone

    Non posso parlare, ma andato tutto bene, ha risposto Silvio Berlusconi alluscita della casa di cura di Cesano

    Boscone dove si preso cura dei malati di Alzheimer. Tap-parelle abbassate per evitare che il centinaio di operatori tv e giornalisti provenienti tar laltro da Giappone, Gran Bretagna, Germania, potesse-ro riprendere ci che faceva. ma prima o poi il colpo di sce-na come in ogni telenovela che si rispetti, arriver.

    Ricorso anche controla legge per le elezioni europee

    Dopo il 25 maggio potreb-bero esserci dei parlamentari europei eletti nellincertezza di restare tali fino alla fine del loro mandato (posto che uneventuale decisione della Consulta possa avere conse-guenze, ma in Italia non si sa mai). Il tribunale di Vene-zia, infatti, ha rinviato alla Corte costituzionale la legge elettorale per le Europee, accogliendo il ricorso pre-sentato dallavvocato Felice Besostri. Lo ha fatto sapere lo stesso legale, riferendo che i dubbi sollevati riguardano la soglia di sbarramento del 4%, che contrasterebbe con il voto libero sancito dallar-ticolo 48 della Costituzione. Besostri non uno sprovve-duto: insieme ai colleghi Aldo Bozzi e Claudio Tani, aveva gi fi rmato il ricorso contro il Porcellum che ha portato alla bocciatura della legge elet-torale sempre da parte della Consulta. Il Tribunale di Ve-nezia, ha spiegato, il primo a pronunciarsi nel merito dei sei (Napoli, Milano, Cagliari, Roma e Trieste gli altri, ndr) ai quali avevamo presentato il ricorso. Quattro i motivi dellimpugnazione: La soglia di sbarramento del 4%, quello ritenuto principale dal Tribu-nale di Venezia, la disparit di trattamento delle minoranze linguistiche, il mancato ri-equilibrio di genere e la de-roga alla raccolta di fi rme di presentazione delle liste. In Italia non c legge elettorale che tenga.

    Attesa per la sentenza DellUtri. Scajola non parla

    Sono entrati in camera di consiglio poco dopo le 17 i giu-dici della prima sezione penale della Cassazione per decidere se confermare o meno la con-danna a sette anni di reclu-sione per concorso esterno in associazione mafi osa infl itta a Marcello DellUtri. Lex mi-nistro dellInterno, Claudio Scajola, dopo la prima not-te trascorsa da detenuto nel carcere di Regina Coeli non ha risposto alle domande del gip, ma secondo il suo legale se-reno e chiarir tutto in merito allaccusa di aver favorito la latitanza dellex parlamentare FI Amedeo Matacena.

    Riproduzione riservata

    Vignetta di Claudio Cadei

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  • 4 Sabato 10 Maggio 2014 P R I M O P I A N O

    Fra i quotidiani il pi scatenato contro i giudici il Giornale. Il pi cauto il Foglio

    Gli ammanettati visti da destraIl Tempo irride Scajola. Per Libero le manette sono grilline

    DI CESARE MAFFI

    La retata di associati alle carceri, come un tempo si diceva in linguaggio poliziesco,

    era tale da comprendere pure esponenti di sinistra (come lex compagno G), pro-prio mentre alla Camera la giunta per le autorizzazioni votava per larresto del de-putato democratico Fran-cantonio Genovese. Tutta-via prevalevano, fra i nomi tirati in ballo, personaggi legati, oggi o in passato, al centro-destra. Appaga quin-di una curiosit sia politica sia mediatica rilevare come i giornali di centro-destra abbiano reagito.

    Ci si sarebbe attesi una robusta operazione di difesa. quella tentata dal Giornale, impegnato a eti-chettare Assalto giudizia-rio addirittura una dozzi-na di pagine, dalla prima in avanti. Secondo linterpre-tazione fornita dallo stesso direttore Alessandro Sal-lusti nelleditoriale e rei-terata un po ovunque nei titoli, loperazione una se-rie di Manette a gog, una manovra diversiva attuata per fermare lasse Renzi-Berlusconi. Gli attacchi al partito dei magistrati sono

    incessanti, agevola-ti dalle liti interne alla procura milane-se e alle polemiche emerse dalla pubbli-cazione di deposizio-ni davanti al Csm. La sintesi sta in un titolo: Solita in-chiesta sotto elezio-ni. Sarebbe quindi unoperazione con effetti dimmagine sicuri, ma di consi-stenza dubbia. Non a caso Vittorio Fel-tri in prima si sofferma su un episodio di criminalit a Crema, sotto il titolo Pron-ti al solito ergastolo senza prove?. Quel senza prove evoca nei lettori dubbi altre-s sulle indagini milanese e reggina.

    Pi sfumata, invece, la scelta del Tempo, che pre-ferisce intitolare la prima pagina A volte ritornano. A nostra insaputa, ove la se-conda battuta denota scar-sa simpatia verso Claudio Scajola. Infatti un ritratto dellex ministro intitolato Sciaboletta, una vita tra gli scandali. Semmai, se Stefania Craxi nelledito-riale collega laccelerazione dellindagine milanese tanto ai confl itti interni alla procu-ra quanto alla competizione

    elettorale, il direttore Gian Marco Chiocci insiste sul-le gogne mediatiche. In ef-fetti, linfi lzata di riprese e

    fotografi e a Scajola (hanno ricolmato la rete) a molti ri-corda le manette a Enzo Tortora in mondovisione o quasi. Pure il Se-colo dItalia si sof-ferma sullo show delle manette in tv.

    Libero punta sugli effetti elet-torali, intitolando la prima pagina

    Manette grilline, col vi-gnettone di Benny raffi gu-rante Beppe Grillo in toga. Il succo sia delleditoriale del

    direttore Maurizio Belpie-tro, sia di numerosi servizi e commenti, quello delle manette elettorali. Come il Giornale, anche Libero ricor-re allespressione a gog, piazzandola per accanto alle intercettazioni che hanno colpito Scajola. Non manca una pagina sullo Scontro in Procura.

    Sotto tono e sommesso, invece, Il Foglio. Ai fat-tacci giudiziari dedica sol-tanto una colonna, sia pure in apertura, con un invito allamato rottamatore: Ren-zi sulla Giustizia che fa?. Senza dimenticare il grande scontro ambrosiano fra pm, il quotidiano di Giuliano Ferrara considera dubbio il reato contestato a Scajola e ancor pi inconsistenti le ragioni della custodia cau-telare.

    Pur con tutto limpegno che la stampa vicina al Cav ci mette, non va taciuto che la difesa in concreto impossibile. Scajola non personaggio che attiri com-prensioni e simpatie, nem-meno a destra. Quanto agli indagati milanesi, nulla pu togliere loro la pesante cap-pa di colpevolezza presunti-va che si porteranno addosso fi no al processo.

    Riproduzione riservataVignetta di Claudio Cadei

    DI DOMENICO CACOPARDO

    Da Greganti a Greganti, dagli anni 80 del mora-lismo di Berlinguer, nel cui seno si organizzava

    la partecipazione del Pci agli af-fari nazionali, agli anni 2010 del-la fine della Seconda repubblica. Trentanni in cui si riproducono i vizi di una democrazia, senza al-ternanza prima, con il bipolarismo alternativo poi.

    Nellaula della Camera dei de-putati nessuno replic al discor-so di Bettino Craxi del 3 luglio 1992. Il leader dei socialisti disse, tra laltro: I partiti, specie quelli che contano su apparati grandi, medi o piccoli, giornali, attivit propagandistiche, promozionali e associative, e con essi molte e va-rie strutture politiche operative, hanno ricorso e ricorrono alluso di risorse aggiuntive in forma ir-regolare od illegale. Se gran par-te di questa materia deve essere considerata materia puramente criminale allora gran parte del sistema sarebbe un sistema crimi-nale. Non credo che ci sia nessuno in questaula, responsabile poli-tico di organizzazioni importanti

    che possa alzarsi e pronunciare un giuramento in senso contrario a quanto affermo: presto o tardi i fatti si incaricherebbero di dichia-rarlo spergiuro.

    Berlinguer, nel cui regno serano svolti fatti di corruttela a opera di addetti al fi nanziamento del Pci, era morto otto anni prima. Erano rimasti in campo gli altri e, per i comunisti, Occhetto. Nes-suno ebbe il coraggio di alzarsi e di contestare il discorso di Craxi. Un silenzio peggiore di una con-fessione.

    La reazione del Paese risultata sterile. Gli effetti di Tangentopoli caduchi. Il costume , in genere, peggiorato. Sembrava che il feno-meno si fosse trasferito ai livelli inferiori, quelli burocratici. Poi, abbiamo saputo che si comprano e vendono deputati e senatori. In-somma, il fenomeno, le cui stime appaiono basate su assunti indimo-strabili e, perci, largamente esa-gerate, rimane di una gravit as-soluta anche perch il matrimonio tra exdemocristiani ed excomunisti ha creato una famiglia a dominio exdemocristiano con abitudini ti-piche della Prima repubblica. Va ricordato che il segretario dei Ds,

    Veltroni impose come segreta-rio della regione Sicilia, unarea ad alto rischio criminale, un tale Francantonio Genovese, ormai noto a tutti per la richiesta di ar-resto formulata dal Gip di Messina, ma prima mal noto nelle sue zone per lintollerabile modo di gestire la cosa pubblica oltre che per il cospicuo patrimonio pervenuto-gli dallo zio Nino Gullotti e dal padre senatore, gerente generale dellAgip in Sicilia. Sulle origini del patrimonio medesimo si favo-leggia nelle piazze di Messina e provincia.

    Ora, gli ultimi arresti dimo-strano che, sotto la superficie, continuano a intrecciarsi rapporti illegali per la gestione degli appalti pubblici, in particolare per lExpo milanese. Qui, a Milano, occorre approfondire procedure e benefi -ciari evidenziando, se ci sono sta-ti, accordi criminali. necessario anche sapere che ruolo stanno svol-gendo le cooperative, il cui massi-mo esponente, persona a ragione considerata stimabile, diventato ministro del lavoro.

    Nelle scorse settimane, su queste colonne, avevamo chiesto al gover-no una due diligence sullattivit

    del Consorzio Venezia Nuova, al-tra incredibile privativa di opere pubbliche non ad alcun controllo (dei prezzi). Il ministro Lupi non ci ha risposto e, sbagliando, non ci risponder. Presto, per, dovr rispondere di ogni atteggiamento omissivo.

    Visto che lautorit giudizia-ria, nonostante ogni tentativo, non potr mai sostituire la politi-ca, il giovane Renzi deve imporre unoperazione trasparenza che ben pi e meglio dei giudici cambi le modalit di gestione della cosa pubblica a partire da Milano. La citt non deve perdere, a questo punto, lExpo, ma i traffi canti che si sono pasciuti di essa.

    La politica italiana sembra voler lavorare per Grillo, per le sue menzogne, per i suoi piccoli bugiardi alla Di Maio, specialisti in mistifi cazioni. Se Renzi un vero leader deve, col consenso democra-tico e, abbandonando dilettanti e dilettantismo, trovare toni e stru-menti per impedire ai fascistelli del comico genovese di impadronir-si dellItalia.

    www.cacopardo.it Riproduzione riservata

    E PASSANDO DA GREGANTI A GREGANTI SI CONFERMA LINCONSISTENZA DEL MORALISMO BERLINGUERIANO

    Il matrimonio fra ex Dc ed ex Pci ha finito per creare una famiglia a dominio ex Dc con abitudini che sono tipiche della prima repubblica

    Claudio Scajola

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  • 5Sabato 10 Maggio 2014Sabato 10 MaggiP R I M O P I A N O

    Frigerio (ex Dc) e Greganti (ex Pci) brigavano assieme per favorire Manutecoop di Laborato

    Grandi intese per delinquereObiettivo: mettere le mani sui lavori per la citt della Salute

    DI GIORGIO PONZIANO

    Presentano ogni anno, in pompa magna, il bilancio etico. Poi, per, si scopre che per

    vincere un appalto non vanno troppo per il sottile. Le coop rosse si sono ritrovate coinvol-te in pi occasioni in inchieste giudiziarie. Ma ora finisce nel mirino dei magistrati un uomo-simbolo della cooperazione tar-gata Pd, Claudio Levorato, comunista della primora, poi passato attraverso tutte le si-gle post-Pci fino a quella Pd, ma anche abile capo dimpre-sa poich ha trasformato una piccola coop di facchini in un colosso, la Manutencoop, da un miliardo di euro di fatturato (e 14 milioni di utile), 18 mila dipendenti, il 21 % delle quote sociali appartengono a fondi di private equity che Levorato ha fatto entrare in Manutencoop per rafforzarne la patrimonia-lizzazione.

    Un suo gesto, nel mondo coop, segna il destino di un presidente. Quando si mise di traverso nella vicenda Unipol, il tycoon Giovanni Consorte (che pur aveva fatto grande lassicurazione e che era stato a un passo dallimpossessarsi della Banca nazionale del la-voro, seppur con lausilio dei furbetti del quartierino) fu co-

    stretto a fare le valigie e usc distrutto dalla vicenda. Ades-so proprio lui a essere fi nito sul registro degli indagati per concorso in turbativa dasta e utilizzazione di segreti duffi cio. Ha scampato le manette per un soffi o. I pm della procura di Mi-lano avevano chiesto larresto ma il giudice per le indagini preliminari ha rigettato la ri-chiesta.

    Lappalto che ha sgam-bettato il mitico manager co-operativo quello per la Citt della Salute e della Ricerca, da costruirsi a Sesto San Gio-vanni, nella ex area Falck. Manutencoop ha costituito una cordata con altre impre-se, in particolare limpresa di costruzioni vicentina di Enri-co Maltauro (limprenditore agli arresti), che avrebbero, diciamo cos, interagito con una serie di personaggi, il pi importante Giulio Antonio Rognoni (ai domiciliari), ex di-rettore generale di Infrastrut-ture lombarde, per vincere lap-palto che valendo 323 milioni di euro faceva gola.

    Quanto a Cefl a (343 milio-ni di fatturato, specializzata in impiantistica e arredi per supermercati e studi dentisti-ci) laccusa di aver taroccato, assieme ad altri, lappalto per lArchitettura servizi Expo, cio ristorazione, servizi igienici,

    spazi commerciali, per un va-lore di 67 milioni in cambio di una stecca da 600mila euro.

    Del giro di questi appalti faceva parte, secondo i magi-strati, anche Primo Gregan-ti, il pi noto procacciatore Pci fi nito a suo tempo nell inchie-sta milanese di Mani Pulite, e siccome il lupo perde il pelo ma non il vizio ecco che nellinchie-sta il nome di Greganti vie-ne intrecciato con quello del-le coop rosse. A chiudere il cerchio vi sono esponenti di Forza Italia, Udc e vicini a Comunione e Liberazione perch, si sa, le larghe inte-se promuovo buoni affari.

    Il mondo coop sotto choc. Proprio in un momento che sembrava felice, col suo ex-presidente nazionale, Giuliano Poletti, diventato ministro del lavoro, e con lemiliano Mauro Lusetti eletto, dopo non poche diatribe interne, nuovo presidente. Una bella grana quella che i due si ritrovano sulle rispettive scri-vanie. Per ora, non fiatano.

    Lunica reazione uffi ciale arri-va con un comunicato della Ma-nutencoop: La coop si ritiene del tutto estranea alle ipotesi di reato per cui sta proceden-do la procura milanese avendo sempre operato con la massima trasparenza nel settore degli appalti pubblici e confi da nella pi rapida defi nizione delle po-

    sizioni proces-suali coinvolte nellindagine.

    Negli atti ci sono per regi-strazioni piut-tosto esplicite. Gianstefano Frigerio, ex segretario mi-lanese della Dc e ora in Forza Italia, arresta-to con laccusa di associazione a delinquere per avere pilo-tato gli appalti dellExpo 2015

    e di Infrastrutture Lombarde, si incontra con Danilo Ber-nardi, dirigente di Manutenco-op. La cimice degli investigatori registra. Frigerio: Dica a Levo-rato... ho cominciato a mettere il naso sulla Citt della Salute.Bernardi: Certo. Frige-rio: Ci vuole un grande pool voi potreste esserci. Bernardi: Bisogna partire. Frigerio: Io ho trovato qualche collegamento anche con un mio vecchio amico della segreteria... che Greganti e gli ho detto: io spingo per Manutencoop. E lui fa: S s va bene.

    Dopo il dirigente Manu-tencoop tocca al presidente, cio Levorato a incontrare Frigerio e la conversazione trascritta nelle carte proces-suali. Frigerio: Sulla Citt della Salute comincia la fase delicata degli esami, dei pro-getti e cos via... Bisogna che io da parte mia e lei da parte sua facciamo ogni sforzo di collegamento. Levorato: Si lavora per questo, non per stare a guardare gli altri.Frigerio: Un elemento impor-tante indubbiamente Rognoni (lex dg di Infrastrutture Lom-barde). Rognoni ha un buon rapporto con me, non tanto politicamente... anche umana-mente, anche culturalmente... Rognoni ha un problema nel-

    la sua vita... Lui come ottimo manager vorrebbe trasferirsi a Roma, io gli ho detto che una mano gliela do, per quello che posso fare io, con la parte di go-verno con cui ho rapporti io... Questa una carta che pu servire anche a lei perch un pezzo di governo ce lha anche lei.. forse anche di pi.. Le-vorato: Lui ha qualche interes-se specifi co?. Frigerio: Io gli avevo suggerito come tema... nel settore delle infrastruttu-re, ad esempio lAnas potrebbe andare bene, anche come di-rettore, non necessariamente come presidente.

    Frigerio sarebbe poi riu-scito a favorire anche un ramo di Manutencoop, la controlla-ta Servizi Ospedalieri, sede a Ferrara. Nellinchiesta sono entrati infatti con laccusa di corruzione e turbativa dasta il presidente di Servizi Ospe-dalieri, Paolo Leonardelli, e il suo vice. Due gli appalti, uno nellazienda ospedaliera del-la provincia di Lecco e laltro allazienda Icp di Milano. Se-condo la ricostruzione dei ma-gistrati, Leonardelli in segno di riconoscenza per laiuto avuto da Frigerio avrebbe messo a disposizione una somma di 100 mila euro quale corrispettivo dellattivit di turbativa me-diante collusioni con pubblici ufficiali, da corrispondere in caso di effettiva aggiudicazione dellappalto. Gli appalti furono vinti e il denaro pagato.

    Laccusa produce anche la registrazione di questa telefonata di Frigerio a un di-rettore sanitario: Ti mander il capo delle coop, che ho gi mandato a Simona (dellAsl di Cremona) e ci costruisci quella roba l (cio la gara, ndr). Tieni conto che questo qui vuol dire un accordo complessivo di co-pertura, s copriamoci perch sono le coop rosse e corrono meno incidenti, e prendeteveli perch son rossi. La Guardia di fi nanza ha intanto perqui-sito le sedi di Manutencoop e Cefla. Sono stati prelevati documenti che andranno a rimpolpare le 600 pagine gi depositate dellinchiesta che ha per ora 7 arrestati e una trentina di indagati.

    Twitter: @gponziano Riproduzione riservata

    DI PUCCIO DANIELLO

    Il presidente della commissione Europea Jos Manuel Duro Barroso ieri mattina ha visi-tato la mostra Pontormo e Rosso Fiorentino allestita nel fiorentino palazzo Strozzi, durante una pausa da-gli impegni del convegno The State of the Union, promosso dallIstituto Universitario Eu-ropeo, con protagonisti esper-ti tra politici, accademici ed esponenti della societ civile a confronto sull'Europa. Ac-compagnato dal direttore degli Uffizi Antonio Natali, Barro-so si soffermato davanti alle opere dei due artisti di cui ha approfondito la conoscenza in questa occasione

    * * *

    Ad un anno dalla scomparsa di Antonio Mac-canico, protagonista della storia politica italia-na, lassociazione Civita render omaggio alla sua figura organizzando un evento incentrato su un racconto della sua figura, istituzionale e privata, realizzato da Antonello Piroso. Lap-puntamento, dal titolo Antonio Maccanico: un uomo di Stato, al teatro Quirino di Roma il prossimo luned promeriggio, alla presenza del capo dello Stato Giorgio Napolitano, di personalit del mondo delle istituzioni e della cultura e dei rappresentanti delle oltre cen-tosessanta realt associate a Civita. Per oltre venticinque anni Maccanico stato alla guida dellassociazione Civita con la convinzione che limpegno nei confronti della cultura dovesse costituire uno dei presupposti della vita isti-tuzionale e politica nazionale.

    Marinella, bottega napoletana famosa in tutto il mondo, compie cent'anni. La grande festa si terr nell'arco di due giorni, il 26 e 27 giugno tra palazzo Reale e teatro San Carlo, a Napoli. Il tributo al 're delle cravatte' arri-

    ver dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano: sar lui il pri-mo a prendere la parola quando, sul palco del San Carlo, saranno aperte le celebrazioni la sera del 26 giugno. E sar grande festa nei giardini del palazzo Reale di Napoli, dove si terr una cena per mille persone tra capi di stato, ambasciatori, ministri, vip e fornitori dello storico marchio napo-letano.

    * * *

    Inizieranno nel prossimo mese di giugno nella pugliese Bisceglie le riprese del prossimo fi lm di Michele Placido, La scel-ta. Un cast importante per il ritorno dietro la macchina da presa del regista, tra le altre cose, di Un eroe borghese, Romanzo criminale, Vallanzasca e Il grande sogno. Scritto dallo stesso Placido e da Giulia Calenda, il fi lm prodotto da Charlot e Goldenart Production e sar distribuito da Lucky Red. Protagonisti Raoul Bova e Ambra Angiolini nei panni di una coppia di fronte ad una decisione dolo-rosa. Con loro, il regista e Valeria Solarino. Potrebbe essere una storia di normale felicit quotidiana, se un evento drammatico e improv-viso come una violenza non sconvolgesse lequi-librio di Laura e Giorgio, portando alla luce le loro diversit caratteriali. Il destino mette alla prova il loro amore, seminando il dubbio sulla paternit del bimbo in arrivo. Con grande forza, i due coniugi dovranno affrontare ogni paura e fare alla fi ne una scelta.

    INDISCREZIONARIO

    Giorgio Napolitano

    Giuliano Poletti

    DiaSorin S.p.A.

    Via Crescentino, snc - 13040 Saluggia (VC)

    Capitale Sociale Euro 55.948.257 i.v.

    Reg. delle Imprese di Vercelli n. 13144290155

    RESOCONTO INTERMEDIO DI GESTIONE AL 31 MARZO 2014

    Ai sensi della delibera Consob del 14 maggio 1999, n. 11971, come successivamente

    modificata ed integrata, si rende noto che il Resoconto Intermedio di Gestione

    relativo al primo trimestre dellesercizio in corso, approvato dal Consiglio di

    Amministrazione della Societ in data 9 maggio 2014, a disposizione del pubblico

    presso la sede sociale e sul sito Internet www.diasorin.com.

    Saluggia, 10 maggio 2014

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  • 6 Sabato 10 Maggio 2014gg LA S ETT IMANA D I CADE I

    Layout Alessandra Superti

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  • 7Sabato 10 Maggio 2014Sabato 10 MaggiP R I M O P I A N O

    Bisogna capire qual la malattia, dice lultimo segretario del Pci e fondatore del Pds

    Grillo la febbre del sistemaNon so se Renzi mi piace. Ce lho sotto osservazione

    DI GOFFREDO PISTELLI

    Achel non molla: luo-mo della Bolognina, che super il comuni-smo in Italia, che im-

    presse alla sinistra la svolta, non ci sta alloblio e alla disin-formatjia alimentata da certi suoi ex-compagni che, negli anni, ne hanno fatto il capro espiatorio della sconfitta del 1994 contro Silvio Berlusco-ni. Achille Occhetto, classe 1936, torinese, segretario di quel Pci che divenne Pds nel 1989, continua a girare lIta-lia a presentare il libro che ha scritto per Editori riuniti, La gioiosa macchina da guerra, con qui ricostruisce quegli anni, a partire proprio da quella battuta sullo schiera-mento progressista, cui si vol-le dare una connotazione di rivendicato orgoglio mentre, a suo dire, era solo autoiro-nica: Fu per non chiamarla Armata brancaleone, tanto era unalleanza litigiosa.

    Domanda: Alle presenta-

    zioni del suo libro c sem-pre una grande partecipa-zione, che cosa cercano queste persone? La verit storica su quei fatti?

    Risposta. Quello che vedo il desiderio di un dibattito politico reale. Chi partecipa, che si tratti di un elettore o militante del Pd o anche di Sel, o siano persone non slegate dai partiti, chiedono questo. Gli uni e gli altri non hanno pi un partito, non c una sede in cui discutere, non c dibatto.

    D. C una voglia di sini-stra inespressa?

    R. C chi vuol conosce-re i motivi di una damnatio memoriae, vuol sapere cosa successe, cosa resta delle spe-ranze della Bolognina e della svolta, legate alla ricerca di una sinistra diversa, al fatto cio che non si pottesse usci-re dalla crisi del comunismo verso un riformismo pallido o, peggio, verso il moderati-smo.

    D. Beh allora intuisco che abbia sciolto la riser-va su Matteo Renzi, come aveva detto in qualche in-tervista, quando ne elogia-va lidea di rottamazione. Forse perch accantonava chi ostracizz lei.

    R. No, il giudizio resta per me sempre sospeso. Anzi, ha avuto due fasi diverse. La pri-ma stata quando ha parlato di mandare a casa i dirigenti che han distrutto la sinistra: non essendo un ipocrita, dico che ho stappato bottiglie di vino. Non mi sono ubriacato, ma ammetto di averlo fatto.

    D. La seconda?R. La seconda dura tutto-

    ra. E richiede unavvertenza metapolitica che riguarda le giovani generazioni, come

    quella di Renzi, che fan-no politica e a cui do un consiglio.

    D. E qual ?R. che quando si

    vuole veramente il cambiamento, si devono indicare con chiarezza i punti politici sbagliati e non sparare generi-camente. Il limite che vedo anche di quella rottamazione appun-to lincertezza del cam-mino da percorrere. Per cui, non sciolgo la riserva.

    D. Ma qualcosa di sinistra, come di-ceva Nanni Moretti a Massimo DAlema nella famosa scena del fi lm Aprile, qual-cosa di sinistra, dice-vo, Renzi lha fatto? Gli 80 euro come li considera? Persino a uno che spara sul turbocapitalismo, come il governatore toscano Enrico Rossi, la misura piaciuta

    R. Naturalmente anche io sono daccordo sugli 80 e credo sia diffi cile negare che si debba incominciare anche timidamente con un proces-so di redistribuzione. Anche io plaudo alla scelta. Questo per, mi permetta, non chiu-de il problema di un progetto complessivo di sinistra o di centrosinistra al governo del Paese.

    D. Vale a dire?R. Bisognerebbe tematiz-

    zare il tema delluguaglian-za. Proprio oggi che abbiamo schiere di economisti neoli-beristi, premi Nobel addirit-tura, che ci dicono che con la redistribuzione si rianimano i consumi, quindi la produzio-ne e loccupazione. questo spostamento di risorse che bi-sogna realizzare la battaglia politico-sociale. Bene gli 80 euro ma aggiungo anche che non possiamo fermarci qui.

    D. Senta, nel giorno in cui Silvio Berlusconi va ai servizi sociali, le devo chiedere di riandare a quel 1994. Lei dice che lerrore vero fu lincomprensione di quel fenomeno ma che fu fatta soprattutto dopo, quando con B. si provaro-no a fare accordi.

    R. Il fenomeno Berlusco-ni fu, sulle prime, un mistero per tutti: basterebbe un po di onest intellettuale per am-metterlo. Ma del resto suf-fi ciente rileggere le cronache di allora: non sapevamo cosa stesse sorgendo. Nasceva un fenomeno nuovo: uno che sa-peva metter insieme il peggio della prima repubblica, con i dettrattori della stessa. Un capolavoro. Lincantesimo si rotto anche perch il contesto internazionale, quello del ne-oliberismo vincente su scala

    mondiale, entrato in crisi e quellimmagine si offuscata. Per la fi ne di B. non mi fa escludere che ci sia una pos-sibilit di vittoria del centro-destra. Dipende da cosa far il centrosinistra.

    D. Per c anche un li-vello personale in questa vicenda: lei fu il primo ad affrontare il Cavaliere in un duello televisivo. Cosa prova dinnanzi a questo crepuscolo?

    R. Ho un solo atteggia-mento psicologico davanti a qualsiasi pena, anche se la considero giusta e anche se riguarda un mio avversario, ed la tristezza. Il crepusco-lo sempre qualcosa di triste e non sul crepuscolo che si possono fondare le attese.

    D. Oggi anche il gior-no dopo larresto di Primo Greganti, il compagno G., per le vicende legate a Expo. La Procura parla come luomo delle coope-rative...

    R. No, non mi chieda di commentare questa vicen-da...

    D. Va bene, per spesso nel rievocare la sua vi-cenda nel Pds, lei non ha nascosto il ruolo del mon-do cooperativo che, a un certo punto, cominci a non amarla, diciamolo. Fu quando lei chiese di sepa-rare nettamente il partito dagli interessi economici, la cosiddetta Bolognina 2.

    R. S posso dire di avere avuto pi diffi colt per quella Bolognina che per laltra. Tor-nai in quel luogo a chiedere scusa ai militanti per alcuni dirigenti del Pci che erano in-cappati in vicende giudiziarie a Milano. Rilanciai lappello di Enrico Berlinguer a ri-vedere il ruolo dei partiti e ripresi, forse con pi forza, il problema della loro gestio-

    ne e del rapporto con leconomia. Dissi che si doveva uscire dai consi-gli di amministrazione e dai sistemi di potere che si erano realizzati anche intorno alle coo-perative.

    D. E che accadde?R. La sera, in Piazza

    Maggiore, dove tenni un comizio, fui accolto con freddezza sul palco, dai dirigenti di allora. Cominci quel giorno unondata di ritorno che poi, mano a mano, si rivers su di me, per-ch si inizi a credere che rappresentassi un pericolo.

    D. Oggi nelle piaz-ze ci va molto Beppe Grillo. Che pensa di quel movimento? C chi ci vede istanze ti-piche della sinistra, come il reddito mi-

    nimo. Che gliene pare?R. Quel movimento la

    febbre del sistema, dovrem-mo capire qual la malattia. la rivolta contro le vecchie politiche che contiene, ovvia-mente, anche domande di sinistra, come quella che lei ha citato, ma anche quelle dei diritti civili. Misura del fatto che esiste una sinistra diffu-sa, a volte inconsapevole, che non ha trovato rappresentan-za compiuta. Per

    D. Per?R. Fra la seriet con cui

    certi deputati del M5s, so-prattutto le donne, studiano le questioni, e certe sparate di Grillo c un abisso.

    D. Non mancano istanze anche di destra e populi-ste

    R. Essendo un movimento che nasce dal malessere, inevitabile. Ce nerano anche quando il vecchio e imbelle stato liberale croll, conte-stato da destra e da sinistra. E scoppi il fascismo.

    D. Senta, ma allora il 25 maggio, voter Tsipras, mi par di capire

    R. Mi spiace ma non dichia-ro il mio voto fi no alla fi ne.

    D. Per mi pu dire che cosa pensa di quel tenta-tivo

    R. Il problema di oggi non fare una correzione dentro la vecchia Europa, ma recupe-rare leuropeismo di Altiero Spinelli, andar verso gli Sta-ti uniti dEuropa, facendo una revisione profonda dei tratta-ti, superando radicalmente lausterit. Se c qualcuno che vuol fare questa politica, ben venga.

    D. Un giovane filosofo neomarxista, Diego Fusa-ro, ha recentemente criti-cato proprio la correzione che Alexis Tsipras in per-sona ha fatto e cio che leuro possa restare.

    R. Guardi, sono favorevole

    alla fi ne della politica di fi -nanziarizzazione dellEuropa, al predominio delle banche sulla politica, ma non so se Marx sarebbe stato contrario allunificazione monetaria. Marx critic il capitalismo senza chiedere un freno allo sviluppo.

    D. E quindi euro s?R. Queste critiche vanno

    superate ma in avanti. Spero la faccia il Pse di cui sono sta-to fondatore ma che, in questi tre anni, ha avuto una posi-zione debole su questi temi, sulla soggezione della politi-ca alleconomia e alla fi nanza. Forse Tsipras potrebbe essere lo stimolo giusto. Anche per-ch credo che voterebbe per Martin Schulz presidente della Commissione, che co-nosco e che apprezzo.

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    Achille Occhetto

    di Pierre de Nolac

    Una via Crucis per Scajola

    Con lultima Matacena.

    * * *

    Vendola: La rete corruttivav peggiorata.

    Bisogna ripararla?

    * * *

    Di Pietro a Renzi: Fai un Daspo della politica.

    Le carogne non mancano.

    * * *

    Sciame di api su terrazzo comune di Milano.

    Hanno saputo che c miele allExpo.

    * * *

    Il caldo frena la produ-zione industriale

    Per questo chiudono le acciaierie?

    * * *

    Di Pietro: Nessuna invidia nei confronti di Grillo

    Non lo potr mai raggiun-gere

    * * *

    Boldrini: La democra-zia esposta a conti-nue minacce.

    Per altri si tratta di semplici comizi.

    PILLOLE

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  • 8 Sabato 10 Maggio 2014 P R I M O P I A N O

    Quando mancano i numeri, la cavalleria azzurra pronta ad arrivare in soccorso del premier

    Tiene il patto tra il Cav e RenziMa non chiaro quale sia linteresse per Berlusconi

    DI MARCO BERTONCINI

    Il patto tiene. uno dei pochi punti fi nora sicuri nella po-litica italiana dellera Renzi. Il bello che nessuno cono-

    sce con esattezza i contenuti dellintesa raggiunta fra Mat-teo Renzi e Silvio Berlusco-ni. Di tanto in tanto qualcuno, da ultimo Roberto Calderoli, sprona i due contraenti a chiari-re laccordo; senza per ricevere soddisfazione. Non solo: il Cav ricorda sovente che la grande coalizione in Germania stata sancita da un programma di molte decine di pagine, frutto di settimane di trattative, cio lesatto opposto dei colloqui a largo del Nazareno.

    Eppure si visto con chiarezza che, quando il pre-sidente del Consiglio stava per andare sotto, a palazzo Mada-ma, nella commissione Affari costituzionali presieduta da una sua nemica storica quale

    Anna Finocchiaro, il soccorso azzurro arrivato, permetten-do di votare il documento del governo come testo base per la discussione sulla riforma costituzionale. Non va taciuto neppure il ritiro delle fi rme dei tre senatori forzisti nella giunta per il regolamento: erano state apposte alla richiesta di convo-cazione dellorgano, per venire incontro alla manovra di Calde-roli mirante a invalidare il voto che aveva appunto consentito di adottare il testo governativo.

    Non sono chiare le previ-sioni del patto sulla riforma del Senato, sulle autonomie, sulla legge elettorale. Tuttavia sono emerse due circostan-ze innegabili: Renzi confida nellintesa come essenziale strumento di salvezza politica e soprattutto parlamentare in caso di bisogno; Berlusconi, quando richiamato al rispetto dellaccordo o anche di propria volont, concede un sostegno

    al presidente del Consiglio. Il tutto, fra lincomprensione o lostilit si potrebbe dire della maggioranza dei parlamentari democratici e forse della mag-gioranza degli esponenti berlu-sconiani.

    Solo lesito elettorale dir se il patto giovi alluno o allaltro o a entrambi. Popolare, laccordo del Nazareno non . A Renzi pi che utile, perch gli consente (o gli ha fi nora consen-tito) di contare su una maggio-ranza Pd-Fi per quelle riforme che altrimenti non saprebbe come sorreggere. A B., franca-mente non si sa. Le incertezze che lo stesso Cav mostra e le diffi colt che incontra nel mo-tivare il rispetto del patto non sono soltanto frutto dei consue-ti cambi dumore. Rispondono a un dubbio fondamentale: se Berlusconi aiuta Renzi, non fi -nisce col fare il gioco di Renzi e non di Berlusconi?

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    DI DIEGO GABUTTI

    Genny a Carogna, uno che a sua volta litiga sovente (diciamo cos) con gli ultras delle squadre avversarie,

    di unaltra razza rispetto al povero Fassino, che tifa per la Juventus, ma con moderazione, come ha dichiarato marted, dopo il fattaccio del dito me-dio, al Corriere della sera. Per comin-ciare, Genny a Carogna ha laria di chi, se solo vuole, pu tranquillamente vivere di prepotenza, mentre il sindaco sabaudo si regge a malapena in piedi ( alto un metro e 90 e pesa 60 chili, scrivono Vittorio Feltri e Stefano Lorenzetto in Buoni e cattivi, Mar-silio 2014). Mentre Genny a Carogna, con un pugno, pu sfondare una parete o fermare un tram, Fassino ha giusto il fiato per arrivare dallascensore in ufficio, percorrendo un breve corridoio, senza svenire per strada. Anche sol-tanto sollevare il dito medio devessere stata una faticaccia. Dopo, probabil-mente, gli hanno somministrato los-sigeno, come agli asfissiati.

    Non sar stato bello, da parte del sindaco di Torino, lex mamma-santissima della sinistra postcomuni-sta, mostrare il dito medio a un grup-po di tifosi del Torino, che lo stavano ingiuriando senza piet, ma defi nirlo per questo un teppista, come fa il Giornale della famiglia caimana, un po eccessivo. cos che il leader di Forza Italia stato condannato, col perep perep delle procure, ai lavori sociali forzati: da una causa da niente (il bunga bunga, levasione fi scale a cui si crede come in Dio, perch altrimenti si va allinferno) conseguenze apoca-littiche.

    Genny magari proprio la ca-rogna che dicono, non so, ma Daniele Gastone De non era poi cos cattivo

    come lhanno dipinto i giornali, sempre ansiosi di sbattere il mostro eccetera. Accusato daver sparato quattro colpi di pistola contro la tifoseria napole-tana, che saccingeva a sprangarlo, e in particolare davere ridotto quasi in fi n di vita lultr Ciro Esposito, ora salta fuori che Gastone non avrebbe sparato. Come nei romanzi di Agatha Christie, quando il giovane curato o la vecchia duchessa sono sul punto dessere arrestati perch tutti glin-dizi sono contro di loro, a scagionare il ras della fossa romanista la prova del guanto di paraffi na. E adesso?

    Un esercizio istrut-tivo consiste nellandare a cercare su Internet una nuova teoria del complot-to, per vedere se riuscite (voi che non siete esperti dellargomento) a trovare le pecche, prima di cer-care su altri siti web le confutazioni degli esperti. Quando coni lespres-sione, Brenner non stava parlando di creazionismo n di teorie del complotto; stava facendo notare che, nella foga della battaglia, anche gli scienziati seri a volte non sanno trattener-si dal trascurare alcuni dati che minano grave-mente la teoria che predi-ligono. una tentazione a cui si deve resistere, a qualunque costo (Daniel C. Dennett, Strumenti per pensare, Raffaello Cortina 2014).

    Ecco una buona abi-tudine che vi consiglio di prendere: provate, ogni

    volta che incontrate una domanda retorica, a formulare mentalmente una risposta non ovvia. Se ne trova-te una buona, sorprendete il vostro in-terlocutore rispondendo alla domanda! Ricordo una vignetta dei Peanuts di tanto tempo fa che illustra bene que-sta tattica. Charlie Brown domanda-va, retoricamente: Chi pu dire cosa giusto e cosa sbagliato in questo caso?. E Lucy rispondeva: Io (Da-niel C. Dennett, Strumenti per pensare,

    Raffaello Cortina 2014).S, davvero, e adesso che si fa?

    De Santis innocente: non ha spara-to. Anzi, una vittima: si preso una grandinata di botte. Idem il sindaco Fassino, qualche confi ne regionale su a nord: ha sollevato il dito medio, poi ha negato daverlo fatto, quindi lo ha am-messo, ma in fondo roba venial, il tep-pismo unaltra cosa, qualunque cosa ne pensi il Giornale caimano. Sapremo mai chi ha sparato ai tifosi partenopei?

    Cera qualche maggiordo-mo in giro? Un piduista? E Papi dovera? Gli agenti deviati dei servizi segreti hanno tutti un alibi?

    I neuroscienziati, gli psicologi e i fi losofi devono prendere sul serio il proprio obbligo morale di rifl ettere sui presup-posti e sulle implicazioni delle proprie dichiarazio-ni pubbliche con la stessa attenzione che richiesta a tutti coloro che pontifi -cano sul riscaldamento globale o sugli imminen-ti impatti di asteroidi. Un esempio il messag-gio che lo scrittore Tom Wolfe, astuto critico e osservatore della societ, legge nelle dichiarazioni dalcuni neuroscienzia-ti: La conclusione a cui stanno giungendo le per-sone fuori dai laboratori : tutto prestabilito! Siamo tutti cablati! E in pi: Non date la colpa a me! Sono cablato male! (Daniel C. Dennett, Stru-menti per pensare, Raffa-ello Cortina 2014).

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    IN CONTROLUCE

    Fassino alto un metro e 90 e pesa 60 chili. una bella differenza con Genny a Carogna che, con un solo pugno, pu fermare un tram

    Angelino Alfano, secondo il suo ex lea-der, Silvio Berlusconi da Arcore, non ha il quid della gratitudine. Aggiunge-rei che non ha nemmeno molti capelli. Morale: lex braccio destro dellex Cava-liere un uomo pieno di difetti. Per, dice sempre il suo vecchio leader, che gli fece da padrino in politica, non un traditore. Lui, Papi, non ha mai usato questa paro-la, a differenza dei falchi del suo partito, che talvolta sono presi da ira funesta, come pu sempre capitare quando si calca il palcoscenico del teatrino famoso. Alfano, dunque, non ha il quid del tradimento, anche se c chi lo ha paragonato, esagerando, a Giuda e Maramaldo. Angelino non tradisce ma prima guarda in bocca al caval donato e poi sputa nel piatto come i cuochi delle leggende metropolitane. Cos meglio, allora? Tradire o essere ingrati? Be, tradire non bello, ma sputare nel piatto, diciamolo, non sembra meglio.

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    IL CORSIVO

    Per il Cavaliere, Angelinonon ha il quid del traditore

    Silvio Berlusconi

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    gdidpdnaacgtUgWoldtssSpm(me

    Serrata di Riccardo Ruggeri

    Dopo 48 ore di serrata per protesta contro il gestaccio di Digitus Impudicus al Filadelfi a, riprendo a twittare.

    Mostri

    Stiamo diventando un Paese di mostri. Quello di Roma, quello di Napoli, quello di Firenze, quello di

    Salone del Libro

    Franceschini: ... con la cultura si pu mangiare .... Mi sa che se lo pappa Farinetti.

    Festival della complessit al Maxxi

    Si rifl ette su complesso o complicato. Renzi e Gril- lo dove li collochiamo?

    DNA

    Creato artifi cialmente il DNA-espanso. Pare che il vecchio polimero destrorso sia ora sinistrorso. Tsipras esulta, Bacchiddu si riveste.

    Friuli

    Bravo Renzi a scegliere gli Alpini piuttosto che la solita mar- chetta con Cazzullo. Certo, deve beccarsi la Serracchiani.

    Finalmente

    Truppe speciali occidentali e cinesi per liberare le stu- dentesse nigeriane.

    TV

    Anno Uno. Interesse Zero

    BRIOCHE E CAPPUCCINO

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  • 9Sabato 10 Maggio 2014Sabato 10 MaggiP R I M O P I A N O

    Rispetto al 2009, il balzo dell8,7%. Gli euroscettici potrebbero ottenere 218 seggi su 751

    Europee, il non voto sale al 43%Finisce male il sogno di Jean Monnet e Altiero Spinelli

    DI TINO OLDANI

    Il voto del 25 maggio per il Parlamento europeo sta assumendo in Italia le ca-ratteristiche di un doppio

    referendum: pro o contro lEu-ropa, pro o contro il governo di Matteo Renzi. Lo fanno nota-re i sondaggi degli ultimi giorni in modo concorde. Lattenzione maggiore si concentrata fi -nora sul referendum politico interno, quello pro o contro Renzi: un tema fi n troppo ara-to, sul quale non vi nulla da aggiungere. Per questo vorrei concentrarmi sul referendum pro o contro lEuropa, analiz-zando i dati emersi fi nora sul probabile astensionismo.

    Il sondaggio Lorien Con-sulting esclusivo per Italia Oggi, pubblicato ieri, ha rile-vato il 24% di indecisi, il 18% di astensionisti dichiarati e stimato una probabile affl uen-za del 58%. Questo significa che il 42% degli aventi diritto in Italia non andr a votare. Rilevazione non dissimile quella del sondaggista Nando Pagnoncelli, che sul Corriere della sera di ieri ha previsto unastensione del 43,7%, di cui l11,2 di indecisi e il 32,5 di elettori che gi ora dicono che non andranno a votare. Ri-spetto alle precedenti elezioni europee del 2009 si registra un balzo in avanti di 8,7 punti dei non votanti, che passano dal 35 al 43,7%. Si tratta di un pac-

    chetto di voti di tutto rispetto, superiore a quello che viene ac-creditato, per esempio, al Ncd di Angelino Alfano (tra il 6 e il 7%).

    Da quando il parlamen-to europeo stato istituito, il calo dei votanti in Italia stato continuo: 85,7% nel 1979; 82,5 nel 1984; 81 nel 1989; 73,6 nel 1994; 69,8 nel 1999; 71,7 nel 2004 e 65 nel 2009. LItalia non fa eccezione. Il parlamento europeo viene percepito nei 28 Paesi dellUe come unistitu-zione lontana e sempre meno coinvolgente, ina-datta a risolvere i problemi che af-fl iggono le fami-glie e le imprese. E i candidati che per la prima volta sono stati messi in campo per guidare la Commissione euro-pea ( a cominciare dal popolare Jean Claude Juncker e dal socialista Martin Schultz) si stanno rivelando fi gure piut-tosto scialbe, prive dellappeal necessario per alimentare una qualsiasi speranza di migliora-re le cose, una speranza anche minima, non gi il sogno eu-ropeo di cui parlavano Jean Monnet e Altiero Spinelli. An-che per questo lastensionismo in forte crescita il dato che pi

    caratterizza i sondaggi eletto-rali in tutti i Paesi europei, e minaccia di incrinarne il valore democratico.

    Lastensionismo del 2009, che raggiunse il record negati-vo del 43% come media euro-pea, quasi certamente sar superato. In Franca prevista unaffl uenza al voto del 38,5%, la pi bassa di sempre. In calo

    anche quella di altri Paesi: 40% di affluenza in Germania; 34,6 in Gran Bre-tagna; 41,6 in Spagna; 39 in Portogallo; 38 in Finlandia; 36 in Polonia; addi-rittura il 19,6 in Slovacchia. Sol-tanto in Belgio e in Lussemburgo si prevedono af-fluenze elevate (90,8 e 90,4 per

    cento rispettivamente), ma ci si deve al fatto che in questi due Paesi obbligatorio vota-re, e chi non lo fa si prende una multa.

    Il forte astensionismo, se-condo i vari sondaggi, potrebbe premiare i partiti euroscettici, ai quali vengono accreditati nel complesso 218 seggi su 751 (29%) dal think thank inglese Open Europe, in base alle pro-iezioni di Vote Watch Europe. Se ci fosse confermato dai

    risultati, verrebbero messe in discussione le precedenti lea-dership del Ppe (Partito popo-lare europeo) e dei Socialisti & Democratici, quotati rispettiva-mente con 217 e 208 seggi. Tra gli euroscettici sono per con-teggiate formazioni politiche come quella di Marine Le Pen e di Beppe Grillo, che - tranne lantieuropeismo - non hanno nulla in comune, e diffi cilmente potranno allearsi.

    Domanda inevitabile: un parlamento eletto da meno del 43 per cento degli eletto-ri europei, un terzo dei quali sono dichiaratamente contro l Europa e contro leuro, con quale credibilit potr porta-re avanti il processo di inte-grazione e chiedere maggiori poteri? Come potr insistere nella politica di austerit, di cui si reso fi nora partecipe, assecondando la Commissione guidata da Manuel Barroso, a sua volta sottomessa ai diktat di Berlino?

    Certo, di fronte alla reces-sione economica e a 26 milio-ni di disoccupati nei 28 Paesi Ue, pi facile fare opposizione e gridare slogan anti-europei, come fanno la Le Pen e Gril-lo. Ma se i progetti di rilancio sono quelli indicati nel loro primo confronto televisivo dai quattro candidati a prendere il posto di Barroso, cascano le braccia anche a chi, in linea di principio, non contro lEuropa. Il confronto tv che il 28 aprile

    ha visto in scena per unora e mezza a Maastricht il popolare Juncker, il socialista Schultz, il liberale Guy Verhostadt e la verde Ska Keller stato di una delusione preoccupante.

    La parola austerit non stata mai pronunciata, e tutti hanno preferito promet-tere un impegno per rilancia-re la crescita e creare nuovi posti di lavoro, ma senza mai entrare nei dettagli. Juncker non ha fatto altro che ripetere alcuni concetti cari ad Angela Merkel: maggior controllo di Bruxelles sui bilanci naziona-li, niente eurobond, e divieto assoluto per i Paesi in crisi di spendere di pi per uscire dalla recessione. Schultz vorrebbe un credito pi facile per le piccole e medie imprese, ma guai a non rispettare i vincoli europei sul bilancio (dunque, avanti con il Fiscal compact), e nessuna pos-sibilit di varare gli eurobond nei prossimi cinque anni (si-gnifi cherebbe mettere insieme i debiti, e questo in Germania non lo accetta nessuno, sociali-sti compresi).

    Insomma, tutti concordi nellarchiviare al pi presto i dieci anni della deludente gestione Barroso, ma niente sogni. LEuropa del futuro non promette pi sogni, ma solo au-sterit. Ma regger sul piano democratico? I risultati del 26 maggio ci daranno una prima risposta.

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    DI SERENA GANA CAVALLO

    A proposito delleuro e dei suoi vantaggi, in questo clima festoso di elezioni europee pu essere suggestivo dare

    unocchiata a questo grafico, che deriva da un sondaggio (dati 2012) svolto a livello europeo per definire lo stato di benessere o malessere economico delle famiglie. Si tratta di un indicatore rilevato mensil-mente su un campione rappresen-tativo dei residenti in ogni paese nellUnione Europea, cui vengono poste queste domande: Quale delle seguenti definizioni meglio descrive lattuale situazione finanziaria della sua famiglia?

    1) Stiamo risparmiando molto 2) Stiamo risparmiando un po 3) Arri-viamo giusto a fi ne mese col nostro reddito 4) Stiamo usando i nostri risparmi 5) Stiamo facendo debiti 6) Non sa.

    Come evidente, la situazio-ne delle famiglie italiane comin-cia letteralmente a precipitare dal 2002, anno in cui, il 10 gennaio, entra in circolazione la nuova mo-neta. La Germania, che aveva su-

    bito una certa recessione negli anni precedenti, da cui inizi a risalire con le riforme attuate da Schroeder nel 1997, a partire dal 2002 realiz-za una sua irresistibile ascesa. La Grecia, che, come ormai tutti sanno, nel 2001 imbrogli un po sui conti

    per entrare nelleuro, galleggia pi o meno sulle condizioni standard an-tecedenti alla recessione tra il 1998 e il 2001, fi no ad arrivare al collo del bluff e delleconomia nel 2010, con una posizione, nel grafi co, cui si or-mai molto avvicinata quella delle fa-

    miglie italiane che, dal 2012 ad oggi, sono andate ancor pi a fondo.

    Purtroppo, pi che uscire dalleuro era forse meglio non en-trarci? Fermo restando che da noi uno Schroeder non ha mai trovato asilo e le riforme restano un corpus mitologico su cui tutti si esercitano generosamente, con le invenzioni pi ardite (21 senatori di nomina presidenziale e nessuno si domanda cosa abbiano bevuto o fumato i pro-ponenti) e le abolizioni pi inutili (le province) che equivalgono pi o meno ad un trasferimento di funzioni (e di spese), mentre lunica riforma mai attuata, quella del Titolo V, di cui la sinistra men vanto e che la destra non contrast perch era appetitosa per tutti, ha condotto allaberrazione delle spese di giunte, consigli, rim-borsi, intrallazzi, prebende e privile-gi di cui ogni giorno possiamo vedere un fl orilegio su tutti i media.

    Ma naturalmente, come tutti si affannano a dire, la ripresa dietro langolo, un angolo che deve essere di 360 gradi, per quanto lungo a girarlo.

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    QUANTO RISULTA DAL SONDAGGIO SULLO STATO DI BENESSERE DELLE FAMIGLIE

    La trappola delleuro: lItalia andata a fondo dal 2002 a oggiSITUAZIONE ECONOMICA DELLE FAMIGLIE

    Scala positiva = pi risparmiatori; Scala negativa pi consumatori

    Fonte: Indagine mensile sui consumatori della Commissione Europea* 1 semestreGRAFICA MF-MILANO FINANZA

    1985

    1986

    1987

    1988

    1989

    1990

    1991

    1992

    1993

    1994

    1995

    1996

    1997

    1998

    1999

    2000

    2001

    2002

    2003

    2004

    2005

    2006

    2007

    2008

    2009

    2010

    2011

    2012*

    -30

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    40 GermaniaItaliaGrecia

    RISPARMI

    CONSUMI

    Jos Manuel Barroso

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  • 10 Sabato 10 Maggio 2014 P R I MO P I A NO

    Lo dice il saggista Marco Cobianchi, autore del libro American dream su Sergio Marchionne

    Fiat e Fiom, lo stesso spartitoEntrambe, per motivi diversi, debbono tenere alta la tensione

    DI GIOVANNI BUCCHI

    Sono i troppi annunci fatti in pompa ma-gna da Sergio Mar-chionne poi disatte-

    si a non averlo convinto. Ha mantenuto circa il 50 per cento delle promesse fatte nei suoi otto piani industriali e delle 64 nuove auto che vo-leva lanciare ne ha realizzate 33. Voleva produrre 6 milioni di vetture nel mondo, ma nel 2012 ne ha costruite, calco-lando anche Chrysler e i ca-mion Iveco, solo 4,4 milioni. Chi parla Marco Cobian-chi, giornalista di Panorama, che dopo linchiesta Mani Pulite sul fiume di contri-buti statali alle imprese, tornato da ieri nelle librerie sempre per Chiarelettere con American Dream, 160 pagine di analisi spietata de-gli ultimi dieci anni di Fiat a guida Marchionne.

    D.Come le venuto in mente di scrivere questo libro?

    R. Odio i luogocomunismi, e la Fiat sempre stata trat-tata in Italia come una mo-nade che dispensava consigli e direttive al Paese. Se aveva difficolt era sempre colpa di qualcun altro. In un pae-se come il nostro, dove aver successo una colpa, la Fiat sempre stata un ente so-prannaturale. Di fronte alla Fiat noi italiani siamo tutti Fantozzi: ne parliamo male, ma mai in pubblico. Franca-mente rivoltante.

    D. Marchionne nel 2007, per il lancio della nuova

    500, disse che la Fiat sa-rebbe diventata la Apple dellauto, e che la 500 era liPod. Ma lIpad e liPho-ne della Fiat che fi ne han-no fatto?

    R. Non sono arrivati, per-ch la Fiat rimasta sostan-zialmente ferma. Il problema che Marchionne ha dovuto fare con ci che aveva, ossia azionisti che non volevano scucire un soldo perci si rivolto allo Stato senza il quale la Fiat sarebbe gi fallita. Ma questo lui non lo riconoscer mai.

    D. Quindi fuori dItalia la Fiat oggi non esistereb-be?

    R.Marchionne gli aiuti di Stato li ha chiesti. Anzi, pre-tesi. E tutti i governi glieli hanno dati ma con una par-ticolarit: il rapporto con i governi di sinistra sempre stato molto pi stretto. Fau-sto Bertinotti lha defi nito

    un borghese buono, Piero Fassino un vero socialdemo-cratico. Le rottamazioni pi importanti la Fiat le ha fatte con i ministri Cesare Da-miano e Alfonso Pecora-ro Scanio nei governi Prodi il quale aveva detto che da presidente del consiglio non sarebbe andato a lucidare le maniglie di casa Agnelli. Prodi non solo ha lucidato le maniglie degli Agnelli, ma ha pure dato laspirapolvere. Solo un politico ha provato a resistergli: Roberto Maro-ni che, nel 2005, d