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GLI STRUMENTI PROTAGONISTI Nella storia della musica occidentale degli ultimi secoli due sono gli strumenti che si sono affermati e per i quali i compositori hanno scritto moltissima musica: il violino e il pianoforte. Essi sono diventati nel tempo i principali strumenti solisti, ma anche i veri protagonisti della musica da camera e sinfonica. IL VIOLINO Il violino è il più piccolo nella famiglia degli strumenti a corde ed ha l’estensione più acuta. Le partiture per violino utilizzano la chiave di Sol, detta per questo anche chiave di violino. Dall’epoca barocca, il violino è stato uno degli strumenti musi- cali più importanti: agile, emerge sugli altri strumenti e il suo virtuosismo (che ha rivali solo in quello del pianoforte) affascina il pubblico. Il repertorio per violino spazia dalla musica da camera a quel- la sinfonica, dalla musica da concerto alle sonate solistiche. Strumento estremamente dut- tile, trova spazio da sempre anche nella musica leggera e in quella popolare. Chi suona il violino è chiama- to violinista, mentre chi costruisce e ripara gli stru- menti a corde è definito liutaio. Come è fatto Il violino è lungo circa 60 cm ed è costituito da un manico liscio (cioè senza segni dei tasti) che si inserisce nella cassa armonica. Ha quattro corde comunemente di metallo accordate ad intervalli di quinta (Sol2, Re3, La3 e Mi4) e tese sopra un ponticello arcuato che ha due funzioni: quella di mantenere le corde in una posizione che permette all’ar- chetto di toccarne una sola e quella di tra- smettere le vibrazioni sonore alla cassa armo- nica che le amplifica. Le corde sono assicura- te, in cima al manico, ai piroli inseriti nella cavigliera che solitamente termina con un ric- ciolo, e, sulla cassa, alla cordiera. APPROFONDIMENTO piroli voluta tavola armonica fasce fasce fasce fondo fasce tavola bottone cavigliere la mi sol re manico tavola (faccia interna) ponticello barra di sostegno anima

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GLI STRUMENTI PROTAGONISTI

Nella storia della musica occidentale degliultimi secoli due sono gli strumenti che sisono affermati e per i quali i compositorihanno scritto moltissima musica: il violino eil pianoforte. Essi sono diventati nel tempo i principalistrumenti solisti, ma anche i veri protagonistidella musica da camera e sinfonica.

IL VIOLINOIl violino è il più piccolo nellafamiglia degli strumenti acorde ed ha l’estensione piùacuta. Le partiture per violinoutilizzano la chiave di Sol,detta per questo anche chiavedi violino.Dall’epoca barocca, il violino èstato uno degli strumenti musi-cali più importanti: agile,emerge sugli altri strumenti e ilsuo virtuosismo (che ha rivalisolo in quello del pianoforte)affascina il pubblico.Il repertorio per violino spaziadalla musica da camera a quel-la sinfonica, dalla musica daconcerto alle sonate solistiche.Strumento estremamente dut-tile, trova spazio da sempreanche nella musica leggera e inquella popolare. Chi suona il violino è chiama-to violinista, mentre chicostruisce e ripara gli stru-menti a corde è definito liutaio.

Come è fattoIl violino è lungo circa 60 cm ed è costituitoda un manico liscio (cioè senza segni deitasti) che si inserisce nella cassa armonica.Ha quattro corde comunemente di metalloaccordate ad intervalli di quinta (Sol2, Re3,La3 e Mi4) e tese sopra un ponticello arcuatoche ha due funzioni: quella di mantenere lecorde in una posizione che permette all’ar-chetto di toccarne una sola e quella di tra-smettere le vibrazioni sonore alla cassa armo-nica che le amplifica. Le corde sono assicura-te, in cima al manico, ai piroli inseriti nellacavigliera che solitamente termina con un ric-ciolo, e, sulla cassa, alla cordiera.

APPROFONDIMENTO

pirolivoluta

tavolaarmonica

fasce

fasce

fasce fondo

fasce

tavola

bottone

cavigliere

lami

solre

manico

tavola(facciainterna)

ponticellobarra di sostegnoanima

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Generalmente, la cassa del violino è in abeterosso, leggero e resistente. La parte posterio-re, le coste (cioè i fianchi), il manico, la palet-ta, il riccio e il ponticello sono in legno duro,di solito acero. La tastiera è in ebano. Il tipo di legno, il suospessore, la sua stagionatura, la sua vernicia-tura e le sue proprietà fisiche influisconograndemente sul suono prodotto dal violino.Esso viene generato tramite lo sfregamentosulle corde dei crini di cavallo tesi sull’archet-to. Tali crini sono periodicamente trattati conpece o colofonio che li rendono ruvidi e quin-di in grado di provocare l’attrito necessario amettere in vibrazione le corde. Oltre cheattraverso lo sfregamento delle corde con l’ar-chetto, in particolari casi il violino può esseresuonato anche pizzicando la corda con le ditadella mano destra.

I violini nell’orchestra e nella musica da cameraI violini costituiscono una sezione fon-damentale dell’orchestra sinfonica, evengono normalmente suddivisi in duegruppi: primi e secondi violini. I compositori spesso assegnano lalinea del canto (che è anche la partetecnicamente più difficile) ai violiniprimi, mentre i violini secondi normal-mente suonano una parte secondaria. Nel quartetto d’archi, al primo e alsecondo violino sono affiancati viola evioloncello.Esiste infine una ricca letteratura perviolino e altri strumenti (in particolarepianoforte) e per violino solo (adesempio i Capricci di Paganini).

Il violino nella musicapopolare e leggeraOltre che in ambito classico, il violino èusato anche nella musica popolare e inquella leggera. Più raramente, nel rocke nel jazz che comunque hanno vistograndi virtuosi di questo strumento.

I violini: storia di una famiglia di strumenti

Oggi la musica occidentale ha ridotto a quat-tro gli strumenti ad arco (violino, viola, vio-loncello e contrabbasso), ma molti sono stati iloro progenitori. Nel Medioevo possiamo ricordare la lira (danon confondere con l’omonimo strumento apizzico dell’antichità). In epoca rinascimentaletroviamo invece la ‘viola’, termine generico chedesignava una grande famiglia di strumenti,diversi per dimensioni e sonorità, suddivisa indue grandi sottofamiglie: quella delle ‘viole dagamba’ (appoggiate a terra oppure strette fra leginocchia), e quella delle ‘viole da braccio’(tenute appunto sul braccio). Il violino è pro-prio la più piccola delle ‘viole da braccio’.Solo all’inizio del Seicento Gaspare Bertolotti

APPROFONDIMENTO

Il laboratorio di un liutaio.

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da Salò iniziò a costruire strumenti corri-spondenti a quello moderno, con le quattrocorde (invece di 5 o 6 come nelle viole anti-che) e accordato per quinte. Il violino si perfezionò con la famiglia di liu-tai cremonesi Amati nel corso del Seicento, epoi con Stradivari e Guarneri all’inizio delSettecento. Eccellenti liutai operano ancheoggi, ma gli strumenti antichi possiedono unfascino speciale, molto apprezzato dagli ese-cutori e il loro valore aumenta continuamen-te. Pertanto, gli esemplari migliori sono pos-seduti e custoditi gelosamente dai violinisti,oppure conservati in musei o collezioni.In ogni generazione poi, a partire dall’epocadi Corelli e Vivaldi, vi sono stati grandi violi-nisti: ricordiamo tra essi Paganini,Ysaye,Kreisler, Elman, Heifetz, Milstein e Ojstrach.

GUIDA A L L’ASCOLTO

N� Paganini: Ventiquattro capricci per violino solo:Capriccio n� ��

Nicolò Paganini fu primo grande virtuoso insenso moderno, strabiliante, in grado di stupi-re le folle con la sua bravura e con i sui effet-ti. Per questo divenne un vero e proprio mito. La musica per violino solo non era una novitàe la parola ‘capriccio’ in epoca barocca indica-va un esercizio per imparare un determinatomodello tecnico o una pagina quasi improvvi-sata dove l’esecutore esprimeva la sua assolu-ta libertà. I Ventiquattro capricci (pubblicatida Paganini come op.1 nel 1830) sono uninsieme di queste due concezioni, perché senella sostanza affrontano in maniera assoluta-mente nuova e difficilissima tutti i problemitecnici del violino all’inizio dell’Ottocento,all’ascolto si pongono come modelli di libertàesecutiva, quasi che la musica non sia scritta,ma esca come improvvisata dalle mani delvirtuoso. In particolare l’ultimo è un tema convariazioni, cioè una composizione dove unamelodia viene variata tante volte in manierasempre più difficile. Noi ascoltiamo solo il

tema che ha proprio un carattere libero e fan-tasioso. Accardo esegue queste battute concalma e rigore, quasi a volere sottolineare ilcontrasto con le successive variazioni.Perlman accentua invece il carattere libero efantasioso di questa parte, mentre Midori,con animo tutto femminile, ne sottolinea ilcarattere espressivo.

Salvatore AccardoNato a Torino nel 1941, vince già giovanissi-mo i più prestigiosi concorsi internazionali epoi inizia una carriera che lo porta in Europae in America. Non si dedica solo al concerti-smo solistico e alla musica da camera (di cuicontribuisce al rinnovamento del repertoriochiedendo nuove opere ai compositori con-temporanei), ma anche alla didattica, perpotere tramandare ai giovani tutta la suaesperienza. Ha anche una attività di direttored’orchestra. Il suo stile si distingue per il rigo-re, la perfezione e la classicità.

Itzhak PerlmanIsareliano, nato nel 1945, la poliomielite con-tratta a quattro anni non gli ha impedito diesprimere il suo talento col violino.

APPROFONDIMENTO

Un prezioso violino Guarneri (1698-1744).

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Si è perfezionato prima in Russia e poi negliStati Uniti coi più grandi violinisti viventi; poiha iniziato a esibirsi nelle sale da concertopiù importanti, coi direttori più noti e neipezzi più famosi del repertorio solistico e conorchestra. Il suo stile, accanto alla perfezioneesprime una libertà e una fantasia che sem-brano portare dentro di sé la carica dei grandiviolinisti della tradizione romantica.

Midori (Goto Mi Dori)Giovane violinista giapponese (è nata nel1971) ha studiato nel suo paese e poi negliStati Uniti. La sua carriera si è sviluppatarapidamente dal 1990, ed è ormai solista rico-nosciuta nel mondo. È anche laureata in psi-cologia e molto dedica della sua attività all’in-segnamento ai bambini. Nel suo stile il virtuo-sismo è messo in secondo piano, quasi ‘datoper scontato’, mentre ciò che conta è l’espres-sività e la musica.

APPROFONDIMENTO

1) Quali suoni producono le quattro cordedel violino?

❑ Mi, La, Re e Sol.❑ Sol, Re, La e Mi.❑ Si, Mi, Sol e Re.❑ Fa, Do, Sol e Re.

2) Come viene generato il suono in uno strumento ad arco?

❑ Attraverso il pizzicato delle dita dell’esecutore.❑ Tramite lo sfregamento sulle corde dei crini di

cavallo tesi sull’archetto.❑ Pizzicando le corde per mezzo di un plettro.

3) Chi per primo iniziò a costruire strumenticorrispondenti a quelli moderni?

❑ Antonio Stradivari da Cremona.❑ Giuseppe Guarneri detto del Gesù.❑ Andrea Amati da Cremona.❑ Gaspare Bertolotti da Salò.

4) Come veniva considerato Paganini nel suotempo?

❑ Un bravo violinista.❑ Un mediocre violinista.❑ Un mito.❑ Un ottimo compositore di musica per violino.

5) Chi dei tre esecutori risulta essere, secondo te, maggiormente espressivo?

❑ Accardo.❑ Perlman.❑ Midori.

Vero o Falso?V F

1) Il violino è il più piccolo nella famiglia degli strumenti a corde. ❑ ❑

2) Chi costruisce e ripara gli strumenti a corde è definito violinista. ❑ ❑

3) Generalmente, la cassa del violinoè in abete rosso, leggero e resistente. ❑ ❑

4) I crini dell’arco sono periodicamentetrattati con pece o colofonio. ❑ ❑

5) In orchestra i violini vengono general-mente divisi in primi e secondi. ❑ ❑

6) I violini moderni sono sempremigliori rispetto a quelli antichi. ❑ ❑

7) Paganini fu il primo grande virtuosoin senso moderno. ❑ ❑

8) I Capricci sono stati scritti da Paganininei primi anni del Novecento. ❑ ❑

RIFLETTIAMO INSIEME

Un violino Stradivari (1644-1737).

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IL PIANOFORTE

Le parti del pianoforte

Il pianoforte è costituito da cinque parti prin-cipali:

• la cassa (o tavola armonica)• la struttura portante ed il rivestimento esterno• il blocco tastiera/meccanica• la cordiera• i pedali

Il pianoforte è uno strumento musicale ingrado di produrre un suono grazie alla per-cussione delle corde per mezzo di martellettiazionati da una tastiera. Fa parte, quindi, deicordofoni a corde percosse.

Il nome L’origine della parola è italiana. Quando nac-que, a inizio Settecento, lo strumento si chia-mava “fortepiano”: e anche in questo caso ilnome si riferisce alla possibilità dell’esecutoredi determinare il volume del suono, cioè disuonare le note più o meno forte. Usandomaggiore o minore forza sui tasti, il musicistapuò infatti aumentare la pressione sulle cordee determinare l’effetto che intende realizzare.

L’esecutore di musica al pianoforte si chiamapianista.

APPROFONDIMENTO

Uno splendido pianoforte a coda, costruito tra il 1820 e il 1830 dal tedesco Jakob Veimes (1767-1830). Come sivede, presenta parti decorative particolarmente accurate: quasi un’opera d’arte.

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Come è fattoVi sono due tipi di pianoforte, a coda e verti-cale, diversi nella forma della cassa e dellameccanica: nel primo la cassa è orizzontale ea forma d’arpa, nel secondo è verticale, diforma rettangolare.Dotato di tastiera e di corde, il pianoforte èsimile ai più antichi clavicordo e clavicemba-lo, da cui deriva, ma differisce nel meccani-smo di produzione del suono. Nel pianoforteinfatti, le corde vengono colpite da martellettiche subito rimbalzano indietro; in questomodo le corde vibrano liberamente, fino aquando il pianista non rilascia il tasto, provo-cando l’intervento dello smorzatore.

I tasti sono 88: 52 bianchi e 36 neri (questiultimi a gruppi di due o di tre, alternaticomunque a tasti bianchi). Il Do è il tasto bianco situato prima di ognisuccessione di due tasti neri.

I pedali sono leve poste sotto lo strumento inbasso, al centro, e vengono azionati con ipiedi. A seconda del costruttore e dell’epocadi costruzione, sono due o tre e hanno la fun-zione (quello di destra) di alterare il suono invario modo, per legare i suoni grazie unasorta di alone timbrico e armonico, oppure(quello di sinistra, chiamato anche sordina)per ridurre il suono.

APPROFONDIMENTO

Pianoforte del 1805.

tastiera

pedali

codaleggio per lo spartito

corde

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GUIDA A L L’ASCOLTO

F� Chopin: Dodici studi op� �� per pianoforte Studio n� �

StoriaL’invenzione del pianoforte viene attribuitaall’italiano Bartolomeo Cristofori, che nel1711 volle creare un clavicembalo che avesseil suono controllabile dall’esecutore. Lo stru-mento inizialmente non ebbe molto successoin Italia ma venne ripreso in Germaniada Silbermann, che ne costruì unacopia esatta, sottoponendola adiversi musicisti, tra cui Bach. Nel corso dell’Ottocento il piano-forte si diffuse in tutta Europa.Divenne, insieme al violino, lostrumento preferito dai musicisti,che composero per esso moltissimamusica. I grandi pianisti divenneropresto vere e proprie star, applaudi-te e seguite con passione. Molti diessi, da Beethoven a Brahms, daChopin a Liszt, furono anche straor-dinari compositori di musica per pia-noforte. La diffusione dello strumento fu favo-rita anche dal suo uso ‘sociale’: il pia-noforte era infatti presente in tutte le casenobili o altoborghesi, dove la musica venivapraticata dalle giovani come momento essen-ziale dell’educazione generale. Nell’insegnamento musicale si è affermatocome lo strumento di base, dal quale poi pas-sare a ogni altro.

Lo studio è un esercizio attraverso il qualel’allievo può apprendere tutti i segreti dellatecnica e dell’espressione musicale. Cosìanche Chopin, all’inizio della carriera, compo-ne una raccolta di Studi (op. 10, nel 1830) perfornire agli interpreti gli strumenti tecnici piùadatti ad eseguire le sue musiche.

Ciascuno deglistudi affronta, comenella migliore tradizio-ne, un problema parti-colare della tecnica pia-nistica. Tuttavia essisuperano il fine tecnicoperché sono brani digrande livello musicale eartistico. Ne è un esempiolo Studio n. 3 che in parti-colare vuole abituare l’ese-cutore alla cantabilità.Tuttavia vediamo come tre interpreti, distantinel tempo e di cultura differente, abbianoaffrontato il problema dell’espressività. SeCortot sottolinea la melodia, Backhaus predili-ge il rigore tecnico e ritmico, senza concedersilibertà e Pollini, assai più modernamente, lasciache la parte melodica emerga da sola mettendoinvece in risalto tutte le parti che polifonica-mente costituiscono l’accompagnamento.

Alfred CortotPianista francese nato nel 1877 e morto nel1962, aveva studiato con un allievo di Chopine quindi poté avere di prima mano informa-zioni sullo stile del grande pianista polacco.Dopo avere vinto i più importanti concorsiinternazionali cominciò ad interpretareChopin, rivoluzionando completamente l’ese-cuzione di una musica che aveva risentito delgusto decadente. Egli invece ne riscoprì ilvalore eroico e la perfezione di scrittura.

APPROFONDIMENTO

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1) Quale forma presenta la cassa di un pianoforte a coda?

❑ La forma ad “elle”.❑ La forma d’arpa.❑ La forma di un’ala di uccello.❑ La classica forma a pera.

2) Il pianoforte creato in Italia fu ripreso inun altro paese europeo. Quale?

❑ La Francia.❑ La Russia.❑ La Germania.❑ L’Austria.

3) Quale funzione svolge il pianoforte nell’ambito dell’insegnamento musicale?

❑ È uno strumento di base.❑ È propedeutico per tutti gli altri strumenti.❑ Serve per l’accompagnamento del canto.❑ È del tutto irrilevante.

4) In che cosa consiste l’originalità deglistudi di Chopin?

❑ Sono composizioni molto lunghe ed elaborate.❑ Superano il fine tecnico e raggiungono un

grande livello musicale e artistico.❑ Sono brani che presentano notevoli difficoltà

tecniche.❑ La forma utilizzata è del tutto nuova.

5) Secondo te, come risultano essere le interpretazioni dei tre artisti?

❑ Non sono molto differenti fra loro.❑ Ciascun esecutore offre la sua versione,

differente dalle altre due.❑ Si sente che i brani sono perfettamente uguali.

Vero o Falso?V F

1) Il pianoforte è un cordofono a corde percosse. ❑ ❑

2) I tasti che formano la tastiera sono 188. ❑ ❑

3) A inizio Settecento il pianofortesi chiamava “fortepiano”. ❑ ❑

4) Il Do nel pianoforte è il tasto biancosituato prima di ogni successione di tre tasti neri. ❑ ❑

5) L’invenzione del pianoforte è attribuita all’italiano Bartolomeo Cristofori. ❑ ❑

6) Nel corso dell’Ottocento il pianofortesi diffuse in tutta Europa. ❑ ❑

7) Gli Studi op. 10 sono stati compostida Chopin verso la fine della carriera. ❑ ❑

8) Ciascuno degli Studi op. 10 affronta un problema particolare della tecnica pianistica. ❑ ❑

RIFLETTIAMO INSIEME

Wilhelm BackhausNato nel 1884 emorto nel 1969, ilsuo repertorio spa-ziava da Bach alNovecento, con unaparticolare predile-zione per gli autoritedeschi (soprattut-to Beethoven) di cuipropose una nuovavisione musicale.Egli era infattinemico degli eccessi del romanticismo chespesso facevano travisare il vero significatodelle composizioni. Così anche in Chopin lasua esecuzione, pur orientata verso il senti-mentalismo, non supera mai la moderazioneespressiva.

Maurizio PolliniNato a Milano nel1942, Pollini hainiziato la propriacarriera vincendonel 1960 il celebreconcorso interna-zionale “Chopin”di Varsavia. Il suoamore per la musi-ca contemporanea(molti sono i com-positori che scrivo-no musica per lui) influenza anche la suainterpretazione della musica del Polacco:Pollini è riuscito infatti a togliere dalla musi-ca di Chopin le incrostazioni del tempo,mostrandone la modernità e facendone capi-re la grandezza.

APPROFONDIMENTO

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IL CLAVICEMBALOLe origini di quello che è considerato l’ante-nato del pianoforte si perdono nel Medioevo.Il clavicembalo è probabilmente stato inventa-to nel Trecento, in un periodo di grandi pro-gressi nella costruzione meccanica artigiana-le, e dal punto di vista costruttivo è un’evolu-zione del salterio, antico strumento a cordepizzicate. Nel clavicembalo le corde vengonopizzicate da un plettro: non si può quindiagire sulla quantità del suono come invece nelpianoforte.

La diffusione dello strumento era enorme,tanto che nel Settecento non vi era casa nobi-liare in cui non fosse presente. Era anche unbell’oggetto, di fattura preziosa, spesso riccodi straordinarie decorazioni. Il pianoforteperò decretò la fine del clavicembalo: solorecentemente, grazie a un paziente lavoro diricerca da parte di studiosi appassionati, chehanno restaurato i pochi esemplari antichirimasti, è ripreso il suo uso per l’esecuzionedella musica antica.

APPROFONDIMENTO

Un superbo clavicembalo del XVIII secolo, riccamente decorato. Il clavicembalo era un ‘mobile’ presente in tutte lecase dei ricchi nobili. La consuetudine della decorazione si conserva anche nei primi pianoforti.

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1) Da quale altro strumento deriva probabilmente il clavicembalo?

❑ L’organo.❑ Il clavicordo.❑ L’arpa.❑ Il salterio.

2) Nel Settecento spesso il clavicembalo era presente:

❑ nei Teatri pubblici;❑ nelle case nobiliari;❑ nelle chiese;❑ nelle case popolari.

3) Attorno al 1580 avvenne una vera e propria rivoluzione nella costruzione delclavicembalo. Dove?

❑ Nei Paesi Baschi.❑ In Italia.❑ Nelle Fiandre.❑ In Germania.

Vero o Falso?V F

1) Il clavicembalo è probabilmentestato inventato nel Trecento. ❑ ❑

2) Nel clavicembalo le corde vengono percosse da un plettro. ❑ ❑

3) Il pianoforte decretòla fine del clavicembalo. ❑ ❑

4) Il clavicembalo italiano più anticodi cui si ha notizia è del 1721. ❑ ❑

5) I clavicembali dei Ruckers avevanocorde più corte rispetto a quelli tradizionali. ❑ ❑

RIFLETTIAMO INSIEME

La storia Il clavicembalo italiano più antico di cuisi ha notizia è del 1521. I clavicembaliitaliani erano caratterizzati da cordepoco tese e da un suono gradevole, adat-to all’accompagnamento del canto o dialtri strumenti.Una vera e propria rivoluzione nellacostruzione del clavicembalo avvennenelle Fiandre intorno al 1580, grazie allavoro di Hans Ruckers e dei suoi discen-denti, tra cui Johannes Couchet. I clavi-cembali dei Ruckers avevano corde piùlunghe, più tese e una tavola acustica inlegno di abete rosso. Queste modifichediedero allo strumento una sonorità piùpotente e nobile rispetto a quella del cla-vicembalo italiano e furono utilizzateanche dai costruttori di clavicembali dialtre nazioni (Francia e Germania).

APPROFONDIMENTO

La figura mostra il sistema di corde del pianoforte a coda.

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L’ORGANOL’organo è uno strumento che presenta una opiù tastiere (dette manuali), una pedaliera(vera e propria ‘tastiera per i piedi’ che serve asuonare le note di registro più grave) e unsistema di canne. Il suono viene prodotto dal-l’aria introdotta da un mantice in una (o più)canne, metalliche o di legno, dicalibro e di lunghezza diffe-rente, ciascuna delle qualiha una determinataaltezza e uno specifi-co timbro. Adogni canna,quindi, corri-sponde unanota.Spesso impo-nente e digrandi dimen-sioni, l’organoè in grado diprodurre unagrande varietàdi suoni, anchecombinati tra diloro, grazie ai diversiregistri che vengonoassociati alle tastiere e allapedaliera.

L’organo ha un posto di primo piano nellaliturgia e, in generale, nella musica sacra. Èquindi presente tradizionalmente nelle chiese,dove ancora oggi è possibile ascoltare in con-certo la musica per questo strumento.

Chi suona l’organo si chiama organista.

La storiaSi conoscono esempi di strumenti forniti ditastiera, canne e registri già nel mondo greco,romano e bizantino: allora l’aria era immessanelle canne da un sistema di pressione adacqua. Da qui il nome di “hydraulos” (organoidraulico). Nel 757 l’imperatore di Bisanzio,Costantino Copronimo, ne donò un esemplareal re di Francia Pipino il Breve, che lo fece

collocare nella chiesa di San Cornelio aCompiègne. Iniziò allora la diffusione dell’or-gano nei luoghi di culto cristiani e il suo uti-lizzo nella liturgia.

L’evoluzione dello strumento fu notevole: nelTrecento e nel Quattrocento troviamo giàesemplari dotati di pedaliera, con una tastiera

simile a quella moderna e registridistinti. L’aria era sospinta da

un mantice azionato amano da un ‘servente’.

Tuttavia nelle variezone d’Italia e

d’Europa esiste-vano già signifi-cative differen-ze tra gli stru-menti.

In ambito pro-fano si diffusel’organo porta-tivo (cioè che sipuò trasporta-re), di piccole

dimensioni; l’ese-cutore suonava con

la mano destra e con-temporaneamente, con la

mano sinistra, azionava ilmantice.

La meccanica e le parti dell’organo Il suono viene prodotto facendo passare del-l’aria nelle canne, tramite un mantice (oggiazionato da un motore elettrico), un tempoazionato a mano.

CanneLe canne, in metallo e più raramente in legno,sono raggruppate in serie e suddivise in duegrandi famiglie: ‘ad anima’ che funzionano colprincipio del flauto dolce (cioè ad insufflazio-ne diretta), e ‘ad ancia’ che funzionano invececol principio della fisarmonica (cioè l’aria favibrare una lamina che produce suono). Ilmateriale con cui la canna è costruita (come

APPROFONDIMENTO

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APPROFONDIMENTO

Organo boemo del 1587.

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GUIDA A L L’ASCOLTO

J� S� Bach: Toccata e fuga BWV ���

abbiamo detto, legno o metallo) determina iltimbro della nota, mentre la sua grandezza nedetermina l’altezza. Tutto questo meccanismo (come gran partedel canneggio) non è visibile; ciò che si vede èinfatti solo la parte più monumentale dell’or-gano, detta prospetto o facciata.Ogni organo presenta un suo proprio numeroe tipo di registri (cioè file di canne di altezze,diametri e forme differenti) impiegati dall’or-ganista per variare il suono, in parte secondole indicazioni della partitura, in parte secondola sua personale sensibilità.

ConsolleLa consolle è tutto l’insieme di tastiera, pedalie tasti per azionare i vari registri direttamenteaccessibili sullo strumento da parte dell’orga-nista. Oggi la trasmissione dei comandi dallaconsolle allo strumento è così potente e sofisti-cata da permettere che essa sia anche a gran-de distanza (da una parte all’altra di una chie-sa, ad esempio) dal meccanismo di produzio-ne del suono, cioè dal canneggio.

La Toccata e fuga BWV 565 (1708) è uno deibrani più noti e diffusi della storia dellamusica.La toccata era in epoca barocca un branodagli effetti ricchi ed esuberanti; di solito era

accoppiata a una fuga di struttura rigorosa,che conferiva serietà a tutta la composizione,e anche unità poiché spesso conteneva riferi-menti tematici alla toccata.Anche la Toccata e fuga di Bach è costruita inquesto modo. La Toccata è divisa in tre parti. L’inizio, digrande presa sull’ascoltatore, ha carattereimprovvisativo e stile grandioso. La parte cen-trale, dopo un decrescendo impressionante,mette in gioco tutte le possibilità dello stru-mento, con effetti virtuosistici che spazianosulle tastiere. La terza parte ripropone lo stileepico e conclude l’opera accentuando i con-trasti e il cambio continuo delle indicazioni divelocità.La Fuga, di quasi 100 battute, è invece unarigorosa struttura la cui serietà fa risaltareancora di più nel contrasto la fantasia di tuttol’insieme.Con questa pagina si sono cimentati gli orga-nisti più famosi, ma proprio il suo caratterelibero ha consentito a ciascuno di manifestarela propria individualità. Ascoltate, infatti,come il celebre inizio cambi proprio aspettonelle mani di tre grandi. Richter è rigorosissi-mo e fedele al testo, Litaize quasi asettico eKoopman, secondo le idee della prassi esecu-tiva antica, assai fantasioso.

Karl RichterNato nel 1926 e morto nel 1981 in Germania,non fu solo un organista, ma anche un diret-tore d’orchestra. Studioso attento della musi-ca barocca, il suo nome è però rimasto legatoall’interpretazione della musica sacra (vocalee strumentale) di Bach, poiché le sue magi-strali esecuzioni furono le prime in cui si eli-minava ogni influsso romantico dalla musicadel grande compositore.

APPROFONDIMENTO

Toccata e fugain re minore: l’inizio dellaToccata.

Page 14: IL VIOLINO - edizionialice.it F_musica/Mus_app1.pdf · violoncello. Esiste infine una ricca letteratura per violino e altri strumenti (in particolare pianoforte) e per violino solo

1) Grazie a quale elemento tecnico l’organoè in grado di produrre una grande varietàdi suoni?

❑ Grazie alle numerose tastiere.❑ Grazie ai diversi registri.❑ Grazie alla pedaliera.❑ Grazie ai manuali.

2) In quale genere musicale l’organo ha un posto di primo piano?

❑ Nella musica romantica.❑ Nella musica profana.❑ Nella musica sacra.❑ Nella musica popolare.

3) Quale elemento della canna determinail timbro di una nota dell’organo?

❑ La lunghezza.❑ Il materiale.❑ Il diametro.❑ Lo spessore.

4) La Toccata e fuga in re minore:❑ è un brano per orchestra;❑ è un brano per organo;❑ è un brano per pianoforte;❑ è un brano per quartetto.

5) Qual è la parte che conferisce serietà atutta la composizione?

❑ La toccata.❑ La fuga.

6) Dei tre interpreti chi esegue più liberamente la parte iniziale?

❑ Richter.❑ Litaize.❑ Koopman.

Vero o Falso?V F

1) Chi suona l’organo si chiama organaro. ❑ ❑

2) L’organo portativo è di grandi dimensioni. ❑ ❑

3) Il suono dell’organo viene prodottofacendo passare dell’aria nelle cannetramite un mantice. ❑ ❑

4) Uno degli organi più antichi è l’hydraulos. ❑ ❑

5) Le canne dell’organo sono costruite in metallo e più raramente in legno. ❑ ❑

6) La Toccata e fuga in re minore è un brano di un musicista vecchio ed esperto. ❑ ❑

RIFLETTIAMO INSIEME

Gaston LitaizeNato e morto in Francia (1909-1991) ha stu-diato con uno dei più prestigiosi organistifrancesi e appartiene a una tradizione checonsidera l’organo non solo uno strumento‘da chiesa’, ma anche uno strumento ‘da con-certo’. Era cieco, ma ciò non gli ha impeditodi svolgere una intensissima attività concerti-stica e didattica. Esperto di musica barocca eromantica porta nelle sue esecuzioni la gran-diosità sonora dei grandi organi francesi.

Ton KoopmanOlandese, nato nel 1944, Koopman fa partedi un gruppo di esecutori dei Paesi Bassi chedagli anni Settanta del Novecento hanno rivo-luzionato l’esecuzione della musica antica.Fino a quel momento la musica rinascimenta-le e barocca era eseguita con strumenti

moderni e secondo il gusto di oggi, invece gli‘olandesi’ utilizzavano gli strumenti e la prassiesecutiva antica, riscoperta attraverso gli anti-chi trattati e dandoci quasi la possibilità diascoltare il suono del passato.

APPROFONDIMENTO

Il maestro Ton Koopman.