il dialogo interiore

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  • Dialogo interiore

    Redazione My Zine Categoria Lezioni Generiche

    Il dialogo interiore formato dalle parole che diciamo a noi stessi sia mentalmente sia oralmente. Queste parole influenzano le

    nostre reazioni emotive senza che noi ce ne accorgiamo. E la famosa vocina che accompagna continuamente con i suoi

    commenti tutto quello che percepiamo e condiziona i nostri comportamenti o il nostro umore. Nel libro Una realt separata di

    Carlos Castaneda, il personaggio principale, Don Juan, offre una splendida definizione di dialogo interiore: Parli troppo con

    te stesso. Non sei lunico a farlo, tutti noi lo facciamo, portiamo avanti un discorso interiore. [] Ogni qualvolta parliamo di

    noi e del nostro mondo, il mondo rimane sempre come dovrebbe essere. Con questo nostro dialogo lo rinnoviamo, gli

    infondiamo vita, lo puntelliamo. Non solo: mentre parliamo a noi stessi che scegliamo le nostre strade. Ripetiamo quindi le

    stesse scelte fino al giorno della morte, perch fino a quel giorno continuiamo a ripeterci le stesse cose. Un Guerriero

    consapevole di questo atteggiamento e si sforza di fermare il suo dialogo interiore. Questa lultima cosa che devi sapere se

    vuoi vivere come un Guerriero.

    1. Ascolta le parole che dici a te stesso.

    Se sei una di quelle persone che parlano spesso con se stessi, bene che tu ti concentri per individuare le frasi che sei solito

    dirti. Molto spesso, infatti, accade che, per via della velocit dei nostri pensieri, non siamo consapevoli di quello che

    effettivamente ci diciamo (considera che, nel nostro cervello, circolano circa 2 milioni di dati al secondo!). Eppure, il dialogo

    interiore ha una grossa influenza sui nostri stati danimo. Parlando a noi stessi ci possiamo motivare o demotivare, potenziare le

    nostre idee o trovare problemi anche inesistenti, criticare le situazioni o aumentare lautocritica, etc. etc

    2. Individua se ci sono pi parole potenzianti o depotenzianti.

    Quando parli a te stesso, che tipo di parole usi? Ci sono spesso delle negazioni? Sei solito usare frasi che contengono le parole:

    mai, sempre, tutti, ma, per, sebbene? Sono frasi che ti fanno entrare in una specie di loop circolare dal quale non riesci a uscire

    trovando una soluzione? E soprattutto, in che stato danimo ti mettono? Il dialogo interiore pu essere potenziante o

    depotenziante. Ti faccio un esempio: Non ce la far mai anche questa volta andr come tutte le altre a tutti va sempre

    bene tranne che a me . Secondo te, questa frase ti metter in uno stato positivo o negativo? Ti spinger allazione o a

    chiuderti? Fai attenzione a ci che ti dici, perch quello che dici a te stesso determiner il tuo stato danimo e lo stato in cui sei

    determiner le azioni che farai o che non farai.

    Come Ridurre gli Schemi Mentali Distruttivi prima parte

    21 December 2012

    Spesso siamo alle prese con pensieri negativi ed impulsivi, cio che ci sfuggono dal controllo e che ci spingono ad

    agire o comunicare in modi non desiderati. Una delle prime soluzioni nel cammino di crescita personale o

    spirituale cercare di pensare positivo, di coltivare pensieri damore e di perdono. Questa soluzione sembra

    funzionare solamente per un breve periodo di tempo, oppure funziona sempre per piccoli conflitti facilmente

    controllabili, ma anche voi avete notato che alla lunga i vecchi schemi mentali, i pensieri negativi e distruttivi,

    affiorano nella nostra mente e quindi anche nel nostro atteggiamento?

    Quante volte, dopo aver lavorato per anni su dei nostri schemi negativi assorbiti o copiati p.es. da nostra madre, ci

    rendiamo conto che gli schemi sono sempre l? E come se li avessimo coperti con tanta conoscenza, esercizi,

    speranze e credenze, ma alla fine, sotto sotto, siamo sempre la.

    Credo che modificare questi schemi ereditari, oppure acquisiti dopo aver ripetutamente vissuto gli stessi traumi

    nellinfanzia, sia una delle cose pi difficili da compiere. Per molti psicologi questi schemi fanno parte del carattere e

    non possibile eliminarli, ma solamente ridurre il loro effetto dannoso, ed usarli a piccole dosi nelle circostanze

    appropriate. P.es. se ho uno schema di irascibilit che mi rovina le relazioni di coppia e di amicizia, non va bene,

    ma se riesco ad usarlo quando devo difendere chi amo, allora ecco che abbiamo trovato una risorsa nello schema

  • negativo. Anche raggiungere una tale padronanza di s molto difficile, e ci vogliono anni di lavoro interiore per

    trasformare un buco nero della coscienza in una risorsa utile ed efficace.

    Questo articolo desidera condividere un esercizio semplice nella spiegazione, ma impegnativo nella pratica, che

    propone un metodo avanzato per identificare lo schema distruttivo e per

    allontanarlo o per trasformarlo in una risorsa. Lesercizio si ispira da una delle tante pratiche iniziatiche del

    MaestroMikhael Aivanhov. Prima di passarvi la parte pratica, proviamo a spiegare come dovrebbe funzionare a

    livello teorico.

    Molte volte abbiamo sentito che quando si nasce si come una pagina bianca di un libro, liberi da schemi ed

    innocenti e puri come gli angeli. Da una parte vero, perch il nostro ricordo delle vite passate non pi cosciente,

    e perch il nostro ego ancora praticamente inesistente, ma dallaltra, secondo molti Maestri e psicoterapeuti,

    siamo pieni di influssi, sia positivi che negativi dei nostri antenati. Se nellepoca moderna abbiamo appurato tramite

    numerosi scienziati, che tutto energia e che nulla si crea e nulla si distrugge, significa che anche dopo la nostra

    morte qualcosa di energetico rimane.

    Questa energia (o anima) secondo Roberto Zamperini (e molti altri) ricca di informazioni, che verranno

    tramandate alle future generazioni. Ecco come si spiega come possa un bambino di 5 anni suonare il pianoforte

    come un insegnante con decenni di pratica ed esperienza alle spalle: gli antenati ci donano la loro ricchezza di

    talenti, risorse, passioni, ma purtroppo allo stesso tempo riceviamo anche qualche malattia o schema interiore

    distruttivo, o almeno limitante. Ovviamente non tutti gli schemi negativi sono stati ereditati dai nostri antenati,

    perch tutti noi abbiamo il potere di scegliere di pensare ed agire diversamente nella vita, ma sicuramente gli

    antenati ci portano ad avere una certa predisposizione verso un problema, soprattutto se stato vissuto in pi di

    una generazione (p.es. hanno sofferto di cancro alla mammella sia la nostra nonna, che la nostra mamma).

    Allora, eccoci finalmente cresciuti, siamo degli adulti, e spesso ci troviamo a combattere con delle forze sconosiute,

    per di cui soffriamo le conseguenze. Esistono moltissime terapie per affrontare e risolvere questi blocchi, ma

    lesercizio di Aivanhov porta secondo me il lavoro di trasformazione ad un livello diverso. Ognuno di noi ha un

    carattere (ego) con certe caratteristiche croniche: qualcuno vuole essere a tutti i costi accettato dag li altri, unaltro

    vuole essere bravo, il terzo vuole avere sempre ragione, un altro ancora vuole essere sempre profondo e vero nella

    comunicazione, poi ci sono i controllori, i manipolatori, le vittime, ecc. Laspetto che ci interessa maggiormente

    che ogni volta che siamo identificati in una di queste parti del carattere, lo stiamo alimentando con la

    nostra energia.

    In generale le terapie cercano di identificare e guarire il trauma emotivo sottostante, oppure cercano di vedere il

    problema sotto unaltra angolazione, altre tecniche cercano di sviluppare risorse interne per gestire meglio il

    conflitto, ma Aivanhov lo vede anche nel seguente modo (prima di proseguire vorrei aggiungere che le spiegazioni

    di Aivanhov sono interpretate da me , dove a volte aggiungo qualcosa di mio, quindi prego i sostenitori di Aivanhov

    di non volermene, grazie) : il nostro pensiero crea e se alimentiamo troppo un pensiero negativo, si pu creare una

    forma pensiero con una propria energia indipendente, che ripete cronicamente e senza sosta lo schema negativo (

    il discorso spiegato da Vadim Zeland in termini di pendoli). Dallaltra parte, possono esserci anche antenati

    disincarnati, ma sempre connessi con noi, e che ci tramandano pensieri negativi. Non basta: esiste anche la

    possibilit che con i nostri pensieri negativi abbiamo attirato ed alimentato entit negative, che godono e

    prosperano delle nostre emozioni negative, create dallo stato mentale, appunto, distruttivo (questo il punto

    principale a cui fa riferimento Aivanhov).

  • E possibile affrontare questo bel casino con unesercizio che ora andiamo a spiegare. Il problema secondo

    Aivanhov che non siamo consapevoli dello schema, nel senso che non lo vediamo. Lo percepiamo, lo sentiamo,

    ma come se si lavorasse costantemente nel buio, e anche se ci esercitiamo a beccarlo in anticipo tramite lauto-

    osservazione, troppo spesso ci sfugge dal controllo, ed ecco che ci ritroviamo a dire:Noooo, sono sempre la con lo

    stesso palloso problema!

    Aivanhov suggerisce di visualizzare una forte e grande luce che illumina il nostro mondo interno ed allo stesso

    tempo ci consiglia di farlo con amore. In questo modo chiunque stia lavorando al buio, dietro le quinte, a nostro

    sfavore, verr VISTO da noi ( un vedere intuitivo o di immaginazione spontanea). La luce cos scaccia le tenebre,

    quindi la copertura, e cos la negativit non pu pi operare liberamente perch stato colto con le mani nel sacco!

    Essere consapevoli (vedendo) = portare luce dove c buio.

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