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(C) La riproduzione, la distribuzione e qualsiasi altro utilizzo a fini commerciali presentti su queeesto sito sono vietati ai sensi della normativa vigente in materia di tutela del diritto di autore.

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Gli Equilibri di Gestione degli Intermediari Finanziari

Contenuti

(C) La riproduzione, la distribuzione e qualsiasi altro utilizzo a fini commerciali presentti su queeesto sito sono vietati ai sensi della normativa vigente in materia di tutela del diritto di autore.

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Gli Equilibri di Gestione degli Intermediari Finanziari

Contenuti

1. La natura imprenditoriale dellintermediazione finanziaria

Dal punto di vista aziendalistico lo svolgimento dellattivit di intermediazione finanziaria costituisce attivit imprenditoriale. Banche, sim, societ di leasing e tutti gli altri intermediari finanziari si trovano a operare nellambito di modelli societari basati su uno scopo di lucro che impongono loro di rispondere ai propri azionisti in termini di risultati economici di gestione.

Il conseguimento di un utile come obiettivo gestionale vede i manager bancari e quelli delle altre societ finanziarie nella necessit di disporre di strumenti di monitoraggio dei risultati aziendali. A interessare non sono solo i risultati ottenuti (livelli di utile o perdita maturati), ma soprattutto lidentificazione delle aree gestionali che li hanno generati. La consapevolezza di quale sia la provenienza e la composizione dei ricavi, cos come la conoscenza della struttura dei costi, sono elementi imprescindibili per la gestione di un intermediario finanziario.

Le differenze che separano gli intermediari creditizi da quelli mobiliari o le peculiarit dellattivit svolta da diversi intermediari creditizi (banche, societ di credito al consumo, societ di leasing, ecc.) vede ciascuna categoria caratterizzarsi per lo svolgimento di alcune attivit che, rispetto ad altre, possono richiedere logiche di gestione, strutture organizzative e dimensioni profondamente diverse. Loperativit di una banca di credito cooperativo, se confrontata con quella di una banca commerciale, potr risultare profondamente differente, cos come entrambe si differenzieranno per obiettivi, logiche di gestione e target di clientela rispetto ad una banca daffari. La considerazione congiunta delle diversit tra diverse categorie di intermediari finanziari e dellutilit di uno schema di interpretazione della loro performance evidenzia la necessit di disporre di diversi schemi per le diverse categorie di intermediari.

Formalizzare in schemi valutativi omogenei lanalisi della performance di un intermediario consente sia di monitorarne la performance nel tempo sia di confrontare i risultati da esso raggiunti con quelli ottenuti da altri intermediari appartenenti alla medesima categoria.

Prima di analizzare gli equilibri di gestione degli intermediari finanziari opportuno richiamare lattenzione sul ruolo da essi svolto nel sistema finanziario e sulla necessit di conciliare gli obiettivi economici degli intermediari con gli obiettivi di stabilit del sistema. Se il riferimento principale alle banche, considerazioni simili possono essere fatte per gli altri intermediari finanziari. La teoria classica vede nel fallimento di una singola impresa un meccanismo di autoregolamentazione del mercato che risulta in grado di estromettere gli

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operatori non efficienti o che hanno assunto rischi eccessivi. In tale visione le scelte del management volte alla massimizzazione del profitto vedono nella propensione al rischio degli azionisti il vincolo principale. Azionisti che decidessero di lasciare ampia discrezionalit al management accetterebbero i rischi di fallimento a fronte di un rendimento atteso proporzionalmente elevato. Tale teoria non pu trovare unapplicazione diretta nel caso limpresa sia una banca dato che le conseguenze di un suo fallimento non si limiterebbero a interessare gli azionisti. La circostanza che le banche utilizzino prevalentemente denaro dei risparmiatori implica che il fallimento di una banca avrebbe conseguenze su un numero di soggetti tanto pi elevato quanto maggiori sono le dimensioni della banca stessa. La gravit della situazione sarebbe tanto maggiore quanto pi i risparmiatori si sono affidati alla banca per accumulare il proprio risparmio.

Il fallimento di una banca esporrebbe inoltre lintero sistema ad un rischio di reputazione. I clienti delle altre banche, temendo il fallimento anche della propria, potrebbero chiedere la restituzione di tutti i depositi a vista, generando il fallimento anche degli intermediari sani. Non bisogna dimenticare infatti che le banche operano ponendo in essere una trasformazione delle scadenze in virt della quale erogano finanziamenti a medio-lungo termine a fronte di una raccolta a vista. Se in tal modo le banche riescono a conciliare esigenze altrimenti inconciliabili, allo stesso tempo si espongono ad un rischio di liquidit che, in caso di crollo della fiducia nel sistema bancario, manifesterebbe i suoi effetti. Il crollo complessivo che seguirebbe al fallimento dei singoli operatori arriverebbe a compromettere il funzionamento dellintero sistema economico visto il ruolo svolto dal sistema finanziario come fornitore di strumenti finanziari, tra i quali sono compresi i mezzi di pagamento e strumenti di gestione dei rischi.

Leventualit che il fallimento del singolo operatore venga contenuto attraverso operazioni di salvataggio poste in essere dallautorit di vigilanza o direttamente dal governo non modifica di fatto la sostanza delle cose. La nazionalizzazione di una banca ovvero lacquisto della stessa da parte dello Stato ha leffetto di tutelare il risparmio dei correntisti, evitando in tal modo leffetto panico e il rischio di una crisi sistemica. Non bisogna dimenticare per che limpiego di fondi per il salvataggio di un intermediario finanziario distoglie risorse da altri impieghi, penalizzando altre categorie di beneficiari.

Tali argomentazioni suggeriscono la necessit di utilizzare accorgimenti nellapplicare le logiche di valutazione aziendali agli intermediari finanziari.

2. Gli equilibri di gestione: reddituale, finanziario e patrimoniale

Per equilibrio di gestione si intende la condizione nella quale si trova un intermediario finanziario nel momento in cui in grado di raggiungere i propri obiettivi senza compromettere la sua sopravvivenza nel medio-lungo periodo. In quanto tale, lequilibrio di gestione richiama un concetto unitario che pu essere analizzato considerando tre diverse componenti relative allequilibrio reddituale, allequilibrio finanziario e allequilibrio patrimoniale.

Con equilibrio reddituale detto anche equilibrio economico si intende la situazione nella quale lintermediario in grado di maturare ricavi per un importo tale da garantire almeno la copertura dei costi. Un intermediario in equilibrio finanziario se costantemente in grado di garantire adeguata copertura alle uscite finanziarie derivanti dalla sua attivit

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attraverso le proprie entrate finanziarie. Lequilibrio patrimoniale si verifica quando il valore delle attivit almeno pari a quello delle passivit.

Mentre lequilibrio patrimoniale si determina dallosservazione di variabili di stock (attivit e passivit), gli equilibri economico e finanziario sono verificati confrontando variabili di flusso (costi/ricavi, entrate/uscite finanziarie). Ne deriva che la verifica dellequilibrio patrimoniale va effettuata prendendo come riferimento una determinata data di valutazione, nella quale i valori delle attivit e delle passivit vengono quantificati, mentre gli equilibri reddituale e finanziario sono verificati avendo come riferimento un intervallo temporale, dato che costi e ricavi, cos come entrate ed uscite, tendono a distribuirsi allinterno di un intervallo temporale.

La distinzione fra equilibrio reddituale ed equilibrio finanziario trova giustificazione nella presenza di costi non monetari (es. ammortamenti, accantonamenti, ecc.) e nella non coincidenza tra rilevazione dei costi e maturazione dei ricavi da un lato e loro pagamento/incasso dallaltro. La diversa natura delle voci utilizzate per verificare i diversi equilibri conferisce loro una differente capacit informativa. Va tuttavia ricordato che gli stretti collegamenti fra le performance periodali (siano esse valutate sul piano economico o su quello finanziario) e la situazione patrimoniale rendono i tre equilibri fisiologicamente interdipendenti tra loro.

Lo stretto collegamento fra lo svolgimento dellattivit di intermediazione finanziaria e la gestione di flussi di cassa rende il perseguimento dellequilibrio finanziario cruciale per tutti gli intermediari e in particolar modo per le banche. Sono queste infatti ad avere una struttura dei flussi in entrata e uscita particolarmente articolata in virt della loro attivit caratteristica (attivit bancaria) che le porta a interagire con la clientela sia sul lato della raccolta sia sul lato degli impieghi.

3. Lequilibrio reddituale: il ROE come misura di redditivit dellattivit di intermediazione finanziaria

Gli obiettivi di redditivit di un intermediario finanziario vengono definiti in termini di ROE (Return on Equity). Il Roe un indice di bilancio che rapporta il risultato netto di gestione al capitale proprio.

Il risultato netto di gestione (Utile o Perdita di esercizio) una misura di redd

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