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  • INFORMA DIOCESI TNA ON LINE

    LA CONVERSIONE D’AMORE RENDE PROSSIMI AI

    FRATELLI SPECIE AI PIU’ BISOGNOSI

    “La via dell’amore” è il cammino verso il quale il Vescovo ci richiama a contemplare e a mettere in pratica l’amore di Dio, che è un amore infinito eccessivo senza reciprocità e senza limiti, che richiede una conversione radicale. Un passo verso quella conversione che diventa una prerogativa e una disponibilità a sentire come

    proprio fratello il povero, chi non ha niente, i mezzi morti. Come possiamo amare Dio che non vediamo se non amiamo il fratello che vediamo?

    Il discorso della carità, affrontato dal punto di vista teologico secondo quanto espresso da Benedetto XVI nell’enciclica “Deus caritas est” manifesta ad ogni cristiano che l’amore nasce da Dio, quell’amore che precipita nel cuore dell’uomo che così si apre agli altri e lo rende capace di amare. La carità quindi non è percepita come assistenza sociale, non come delega burocratica. E’ vero che, molto spesso, ci sentiamo anche sensibili verso le problematiche dei poveri, ma indirizziamo alla

    Caritas o ad altre istituzioni adeguate, coloro che sono nel bisogno. Non ci coinvolgiamo e non apriamo la coscienza liberamente e questo è un limite. Le organizzazioni devono essere la punta di diamante di una comunità che accoglie davvero nel suo interno coloro che sono nel bisogno. Bisogna distinguere i piani: c’è un piano legislativo, politico, della giustizia legale e sociale, e ancora quello della testimonianza cristiana che non si colloca direttamente su quegli altri livelli, ma esige di vivere l’amore esattamente come Gesù ha amato. Non è in contrasto con la giustizia, anzi si sostengono a vicenda, ma può certamente contribuire a rigenerare un nuovo umanesimo. Per questo non bisogna dimenticare la novità dell’amore cristiano, non tradiamo questa novità, perché il mondo ne ha bisogno ed è un valore aggiunto nel quale il cristiano è chiamato ad imitare Gesù. L’amore a Cristo ha cambiato la vita di tanti, li ha portati ad aprire il loro cuore nei confronti delle persone bisognose, superando ritrosie e pregiudizi, avendo beneficio personale e familiare. E’ una sfida per tutti noi nel vivere diversamente la nostra fede.

    Stefania Parisi

    Responsabile Commissione Cultura della dicoesi di Terni Narni Amelia

    FOGLIO DI INFORMAZIONE DELLA DIOCESI DI TERNI NARNI AMELIA

    8888 novembrenovembre novembrenovembre 20072007 20072007

    NEL FOGLIO

    VITA DIOCESANA

    Pellegrinaggio a Roma

    La chiesa ortodossa

    Speciale Caritas

    ATTUALITA’

    La stanza delle nonne

    Film festival Popoli e religioni

    DALLE PARROCCHIE

    S.Giuseppe e il nuovo oratorio

    San Cristoforo: convegno su papa Benedetto XVI

    Redazione:

    Ufficio stampa diocesi di Terni Narni Amelia

    Piazza Duomo, 9

    05100 Terni

    ufficiostampa@diocesitna.it

    tel. e fax 0744546525

    Responsabile editoriale

    Elisabetta Lomoro

  • L’AMORE CRISTIANO - Estratto dalla lettera pastorale del Vescovo -

    “Ricercate l’amore”(1Cor 14,1), scrive Paolo ai Corinzi. E’ vero anche per noi. In un mondo sempre più segnato dalla paura e dalla solitudine, dalla violenza e dall’individualismo; in un mondo travolto dalla tragedia delle guerre e dei terrorismi; la scelta di rimettere l’amore al centro della nostra attenzione resta la via più efficace per costruire un futuro nuovo per noi e pere tutti. È quel che i cristiani sono chiamati a vivere e portare come specifico contributo alla vita del mondo, a partire dalle nostre città. Sì, abbiamo la gravissima responsabilità di comunicare al mondo che “Dio è amore”. Benedetto XVI lo ha sentito con incredibile lungimiranza e ne ha fatto il tema della sua prima enciclica. E’ un insegnamento che dobbiamo raccogliere con ben maggiore attenzione di quanto è stato fatto. Si tratta di un orizzonte assolutamente prioritario sia per la nostra vita spirituale che per l’azione pastorale.

    La stessa questione di Dio va posta oggi in questo orizzonte. L’amore è la via che di più di ogni altra avvicina a Dio, anche perché è la via attraverso la quale Dio è sceso sino a noi. Non di rado si hanno immagini sbagliate di Dio: molti pensano a un Giudice severo e implacabile, altri ad un Essere lontano e altri ancora a un’Entità impassibile o che insidia la nostra libertà, o magari che ci ruba la felicità, oppure che interferisce “troppo”nella vita degli uomini, al punto che ci vien detto che dobbiamo metterlo da parte se vogliamo essere bravi cittadini, e così oltre. Ma come possiamo mettere da parte Dio? Se chi non crede, comprendesse che il Dio che Gesù ci mostra “è” l’amore, ci chiederebbe di renderlo ancor più presente. Certo, abbiamo la grave responsabilità mostrare un Dio che ama, che è esperto di amore, che sa amare gli uomini sino a morire. La verità e l’amore, in questo campo, sono inscindibili. La fede cristiana non è la semplice adesione a verità rivelate, quanto la risposta appassionata all’amore di Dio. Un caro amico non credente mi diceva che l’esistenza di un Creatore fa parte dell’evidenza delle cose, così come è evidente che questo libro è stato scritto da qualcuno. “Ma - aggiungeva - il problema per me è che non mi sono innamorato di Lui, non lo sento legato profondamente alla mia vita”. E’ esattamente qui il nodo della fede. Del resto anche la Lettera di Giacomo avverte: “Tu credi che c’è un solo Dio? Fai bene; anche i demoni lo credono e tremano!”(Gc 2,19). Ma, potremmo aggiungere noi, non possiamo certo dire che il diavolo sia un bravo credente!

    In tal senso oserei dire che l’amore viene “prima” della fede. Viene prima anzitutto perché Dio, che è amore, sta all’origine della nostra fede. Ma aggiungerei che l’amore viene prima della fede anche da un punto di vista esistenziale. L’amore infatti ci spinge ad abbandonarci a Dio, ad affidarci a Lui. L’amore porta più facilmente a Dio. Gesù stesso dice ai discepoli: “Da come vi amerete vi riconosceranno che siete miei discepoli”? In ogni caso, il crollo delle ideologie e l’astrattezza di un certo pensiero razionale, suggeriscono di percorrere con maggiore decisione la via dell’amore che deve riscaldare quella della verità. E’ necessario che le due vie si intreccino in maniera ancor più forte. E’ urgente percorrere la via della verità dell’amore. A casa, a scuola, nei luoghi di lavoro, nelle strade, anche nelle nostre parrocchie, nelle nostre comunità, tutti dobbiamo parlare di più di Dio che ci ama, che ci protegge, che ci sostiene, che non ci abbandona, che ci libera dal male. E dobbiamo farlo con le parole e con i fatti, in maniera che tocchi il cuore della gente. Non possiamo affidare il messaggio evangelico a ragionamenti astratti e ancor meno ai programmi e alle strategie. La via del Vangelo è quella della verità dell’amore. Su questa via giungeremo più facilmente al cuore di un uomo, come quello di oggi, che è sovrastato dalla solitudine e dalla paura. Questa Lettera è un invito ad accogliere anche noi l’esortazione di Paolo: “Ricercate l’amore!”.

    + Vincenzo Paglia - Vescovo di Terni Narni Amelia

    L’assemblea ecclesiale a Villa Spirito Santo

  • INFORMA DIOCESI TNA

    IN QUATTROMILA DAL PAPA PER IL PELLEGRINAGGIO DIOCESANO

    Una piazza

    San Pietro tutta

    colorata dalle

    migliaia di cappelli e bandiere, arancioni

    e bianche, dei quattromila pellegrini ternani, soprattutto ragazze e ragazzi, studenti della scuole e dei gruppi parrocchiali, che numerosi si sono riversati in piazza S.Pietro per l’udienza con Benedetto XVI. Il Pontefice ha avuto parole di vivissimo riconoscimento pubblico per la grande folla di ternani presenti: "Avete portato tutta la Diocesi" - ha detto rivolto al Vescovo Vincenzo Paglia. Dopo l'udienza il Santo Padre, accompagnato da monsignor Paglia e dal vescovo emerito Franco Gualdrini, ha salutato personalmente gli ospiti ternani presenti nella prima fila dell'udienza: il Sindaco di Terni Paolo Raffaelli, gli amministratori degli altri Comuni della Diocesi, il Vicario generale della diocesi mons. Antonio Maniero, mons. Giorgio Brodoloni, vicario episcopale per la pastorale. A due anni dal primo incontro con papa Benedetto XVI, la diocesi è tornata pellegrina a S.Pietro, per condividere, un’intera comunità unita, un importante momento di comunione con la chiesa universale e con il Papa. Un’udienza molto speciale, nel corso della quale il vescovo Paglia ha donato a papa

    Benedetto un trittico in argento sbalzato e bronzo dorato,

    appositamente realizzato dallo scultore Paolo Borghi, che racchiude le tre

    rappresentazioni dell’Eucaristia, della

    Parola di Dio e della carità cuore della chiesa, nell’iconografia di tre brani del Vangelo quello dei discepoli di Emmaus, del Buon Samaritano e del Padre Nostro. Temi che sono stati al centro della riflessione e dell’impegno pastorale di questi anni, a cominciare dalla prima lettera pastorale del vescovo “L’Eucarestia salva il mondo” per passare a “La Bibbia ridona il cuore” e all’ultima prospettiva della carità contenuta nella lettera “La via dell’amore” e che hanno segnato le tappe di un unico cammino sinodale.

    VITA DIOCESANA

    Il Gruppo dell’Un