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Diocesi Terni Narni Amelia

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  • NEL FOGLIO

    VITA DIOCESANA

    Speciale Assemblea ecclesiale

    diocesana

    Convegno Famiglie di Maria

    In hoc signo

    Riapre al culto la chiesa di

    San Rocco

    ATTUALITA

    Ottobre missionario

    60 anni dellAvis provinciale

    DALLE PARROCCHIE

    Sacro Cuore Catechesi sui

    Dieci comandamenti

    Redazione:

    Ufficio stampa diocesi di

    Terni Narni Amelia

    Piazza Duomo, 9

    05100 Terni

    ufficiostampa@diocesitna.it

    tel. e fax 0744546525

    Responsabile editoriale

    Elisabetta Lomoro

    INFORMA

    DIOCESI TNA ON LINE

    ASSEMBLEA ECCLESIALE DIOCESANA E ASSEMBLEA ECCLESIALE DIOCESANA E ASSEMBLEA ECCLESIALE DIOCESANA E ASSEMBLEA ECCLESIALE DIOCESANA E

    ANNO DELLA FEDEANNO DELLA FEDEANNO DELLA FEDEANNO DELLA FEDE

    Mons. Paglia: Lanno della Fede una missione per i cristiani

    per essere luce dellamore di Dio

    Nella Cattedrale di Terni gremita da centinaia di fedeli, domenica 14 ottobre, larcivescovo Vincenzo Paglia, ha celebrato il rito di apertura dellAnno della Fede nella diocesi di Terni Narni Amelia, insieme al clero diocesano, ai catechisti e agli operatori pastorali, ai quali stato conferito il mandato di annunciare il Vangelo nelle proprie comunit parrocchiali, nellattuare il dinamismo di una fede annunciata, celebrata, vissuta, pregata.

    Questo anno segna un legame con tutte le chiese del mondo ha detto mons. Paglia e ci chiede di superare quella desertificazione spirituale di cui ha parlato papa Benedetto XVI. Lanno della Fede un inizio per cambiare il mondo, una missione per tutti per divenire ancor pi sale, lievito e luce dellamore di Ges. Se al contrario lasciamo avanzare solo il deserto spirituale in

    pericolo tutta lesistenza, a cominciare dalla societ, ai nostri rapporti personali, dalleconomia, alla famiglia.

    Mons. Paglia a questo proposito ha ricordato anche la particolare situazione che sta vivendo la citt di Terni con la nuova vertenza che interessa lacciaieria: Quello che sta accadendo a Terni ha detto larcivescovo Paglia - non slegato dal deserto spirituale, che poi ci che porta ciascuno a pensare a se stesso e ai propri interessi, magari vestiti anche di giustizia, ma che generano disuguaglianze e conflitti. Non possiamo non continuare con grande tenacia, come fatto in passato, a difendere questo tesoro incalcolabile per la nostra citt.

    Nella sua omelia mons. Paglia ha esortato tutta la comunit diocesana a vivere con pienezza e operosit lAnno della Fede: Un anno in cui i cristiani devono riscoprire la forza della fede. Quando i cuori sono insecchiti, allora la fede deve essere molto pi robusta. C anche bisogno dirrobustire le nostre famiglie in ogni modo, specie in Umbria una terra dove sono molti di pi gli anziani che i giovani. Il futuro dipende da una famiglia che sappia generare speranza e che abbia maggiore audacia nel costruire progetti di vita.

    FOGLIO DI INFORMAZIONE DELLA DIOCESI DI TERNI NARNI AMELIA

    16 ottobre 2012

  • Prima della celebrazione in Cattedrale, nella sala conferenze del Museo diocesano di Terni si tenuta lassemblea ecclesiale: Il popolo di Dio in cammino nella storia che ha dato inizio all'anno pastorale diocesano ricordando i 50 anni dallapertura del Concilio Ecumenico Vaticano II.

    Una riflessione sulla storia di un evento cha ha segnato il mondo contemporaneo, che ha ridato una speranza nuova alla Chiesa e che resta ha detto mons. Paglia - la bussola che ha indirizzato questi ultimi cinquanta anni della Chiesa. Mentre il mondo era lacerato dalla guerra fredda e dal rischio della distruzione atomica, papa Giovanni XXIII radun 2500 vescovi da tutto il mondo. Il Concilio stato per la Chiesa e per il mondo una Pentecoste

    straordinaria. E importante oggi rileggere i documenti conciliari mentre i tempi sono cambiati, il potere si pi parcellizzato, diversi sono i centri di comando, cambiata la cultura e la sensibilit. Tuttavia le ispirazioni del Concilio ci aiutano a capire ancora di pi il mistero della Chiesa. Noi siamo il popolo di Dio, ma corriamo un rischio che quello proprio del cristianesimo contemporaneo di aver costretto la fede allindividualit, di aver piegato la religione al proprio benessere. Dobbiamo riscoprire invece ha aggiunto larcivescovo - lindispensabilit della comunit, della comunione universale dei credenti. Noi siamo un popolo non delimitato dai confini, che non si riconosce per la lingua o i costumi, ma per la celebrazione della domenica. Questo ci che ci distingue, ovunque nel mondo, senza separarci, ma forti dellamore che non conosce confini.

    Ad illustrare il senso comunitario posto come elemento fondante del Concilio stato don Gianni Colzani che nel suo intervento ha ricordato la necessit di riconquistare una visione relazionale della vita e ritrovare una comunione che abitui a pensare e vivere secondo una prospettiva comunitaria. L'individualismo una concentrazione su se stessi e sulla propria affermazione, incapace di vivere e gioire dei momenti comunitari se non per quel tanto che si riflettono sul proprio vantaggio. Contraria alla comunit cristiana, questa interpretazione della vita contraria alla storia della salvezza come ricordano i primi cristiani quando sostenevano che nessun credente pu vivere una individuale comunione con Dio, fine a se stessa: unus christianus - amavano dire nullus christianus. La Chiesa popolo di Dio e lo nella pienezza di una vita e di una missione comunitaria. Questo nostro tempo un tempo impegnativo ma importante per chiunque voglia vivere il vangelo. Questo un tempo che, dai cristiani, non accetta apparenze o mediocrit, ma esige profondit, responsabilit del servizio che sono chiamati a svolgere nella storia di oggi.

    Al termine della celebrazione l'arcivescovo ha consegnato a tutti i presenti una raccolta dei documenti conciliari.

    IL POPOLO DI DIO IN CAMMINO NELLA STORIA

    - Estratto dalla relazione di don Gianni Colzani -

    La Chiesa popolo di Dio

    A livello empirico, non esiste nessun popolo di Dio; pensare che indichi una discendenza o un dato sociologico sarebbe una grossolanit se non addirittura una bestemmia. Israele popolo di Dio perch la sua storia e la sua vita sono rivolte al Signore e non ripiegate su se stesso, sui suoi problemi. Popolo di Dio indica una identit relazionale, un rivolgersi a Dio e, in Dio, un superare se stesso per rivolgersi verso l'intera umanit. Dio non propriet di nessuno; Israele popolo di Dio in quanto entra nel disegno di Dio, si inserisce in esso e lo vive. I cristiani diventano popolo di Dio solo inserendosi in Cristo e nella sua vita. Lumen Gentium dedica i primi due capitoli a precisare questa nozione. Il primo ricerca il disegno di Dio sull'umanit (nn. 2-4); per questo presenta la Chiesa come sacramento, cio segno e strumento dell'intima unione con Dio e dell'unit di tutto il genere umano (n. 1), espone poi le molte immagini bibliche che la illuminano (nn. 5-6) per fermarsi su due delle pi belle - la Chiesa come corpo mistico e come sposa (n. 7) -

  • e termina precisando il mistero umano e soprannaturale, visibile e spirituale della Chiesa. Il secondo totalmente dedicato alla nozione di popolo di Dio: il n. 9 ne chiarisce l'identit mentre i nn.10-13 ne precisano le caratteristiche: la Chiesa un popolo sacerdotale, profetico, carismatico e cattolico. I nn.14-16 sviluppano il modo con cui la Catholica rispettivamente in rapporto con i cristiani cattolici, con i cristiani non-cattolici, con i noncristiani. Il n. 17, infine, dedicato alla tematica della missione: la Chiesa prega e lavora affinch la pienezza del mondo intero passi nel popolo di Dio. In modo particolare la Chiesa quindi popolo di Dio. LG 9 lo descrive attorno a quattro caratteristiche: questo popolo messianico ha per capo Cristo "che stato dato a morte per i nostri peccati ed risuscitato per la nostra giustificazione" e che ora, dopo essersi acquistato un nome che al di sopra di ogni altro nome, regna glorioso in cielo. Questo popolo ha per condizione la dignit e la libert dei figli di Dio, nel cuore dei quali dimora lo Spirito Santo come nel suo tempio. Ha per legge il nuovo precetto di amare come lo stesso Cristo ci ha amati. E finalmente, ha per fine il regno di Dio, incominciato in terra dallo stesso Dio e che deve essere ulteriormente dilatato, finch alla fine dei secoli sia da Lui portato a compimento, quando comparir Cristo, vita nostra. Il popolo di Dio non una realt sociologica ma la trasformazione delle dinamiche umane sotto la spinta di un rapporto di elezione e di grazia con il Signore Ges.. La Lumen Gentium 14-16 presenta tre diverse maniere di far parte della Chiesa e di avere rapporti con essa: quelle proprie dei cattolici (n. 14), quelle dei cristiani non cattolici (n. 15) e le vie possibili anche per i non-cristiani (n. 16). Per il Concilio quelli che non hanno ancora ricevuto il Vangelo, in vari modi sono ordinati al popolo di Dio.

    Va da s che la nostra attenzione si fermi sul n. 14 secondo il quale sono pienamente incorporati nella societ della Chiesa quelli che, avendo ricevuto lo Spirito di Cristo, accettano integra la sua struttura e tutti i mezzi di salvezza in essa istituiti e nel suo organismo visibile sono uniti con Cristo - che la dirige mediante il Sommo Pontefice e i Vescovi - dai vincoli della professione di fede, dei sacramenti, del governo ecclesiastico e della comunione. Se questa la nostra dignit, non manca un monito per chi non persevera nella carit e non vive intimamente ed esteriormente questa responsabilit affidatagli da Dio. Essere popolo di Dio la nostra identit e la nostra responsabilit.

    Va perci detto che la Ch