fotografare la natura

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  • Tutti i Diritti Riservati Vietata qualsiasi duplicazione del presente ebook

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    ANDREA INNOCENTI

    Capitolo 1 estratto da:

    FOTOGRAFARE

    LA NATURA

    I Segreti per Catturare le Immagini pi Belle

    della Vita Intorno a Te

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    Titolo

    FOTOGRAFARE LA NATURA

    Autore

    Andrea Innocenti

    Editore

    Bruno Editore

    Sito internet

    www.brunoeditore.it

    ATTENZIONE: questo ebook contiene i dati criptati al finedi un riconoscimento in caso di pirateria. Tutti i diritti sonoriservati a norma di legge. Nessuna parte di questo libro puessere riprodotta con alcun mezzo senza lautorizzazione scrittadellAutore e dellEditore. espressamente vietato

    trasmettere ad altri il presente libro, n in formato cartaceo n elettronico, nper denaro n a titolo gratuito. Le strategie riportate in questo libro sono frutto dianni di studi e specializzazioni, quindi non garantito il raggiungimento deimedesimi risultati di crescita personale o professionale. Il lettore si assume pienaresponsabilit delle proprie scelte, consapevole dei rischi connessi a qualsiasiforma di esercizio. LAutore e lEditore declinano qualsiasi responsabilit inmerito ad eventuali danni economico patrimoniali poich tali consigli sono daconsiderarsi esclusivamente di tipo informativo e divulgativo e non promozionidi prodotti o speculativi. Tutte le leggi e le normative civilistiche e fiscalidovranno essere osservate anche se non espressamente indicate.

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    Sommario

    Introduzione

    Capitolo 1: Come iniziare: basi tecniche

    Capitolo 2: Come scoprire la fotografia naturalistica

    Capitolo 3: Come fotografare il paesaggio

    Capitolo 4: Come fotografare le piante

    Capitolo 5: Come fotografare gli animali a terra

    Capitolo 6: Come fotografare gli animali in aria e acqua

    Capitolo 7: Come elaborare e vendere le foto

    Conclusione

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    Introduzione

    Ciao amico fotografo. Ti sembrer strano un libro del genere

    senza immagini, ma sono fotografo naturalista dal 1976, dalla

    gloriosa camera oscura fino al professionismo, prima con le

    diapositive e poi con il digitale. Sono iscritto allAlbo Nazionale

    Giornalisti dal 1994, centinaia di articoli pubblicati su periodici e

    decine di libri illustrati, enciclopedie, fascicoli, scolastico ecc. Le

    mie foto le puoi vedere su Internet, www.andreainnocenti.it, o

    cercando semplicemente il mio nome. Non serve a niente,

    tuttavia, farti vedere quanto sono bravo, a te servono invece due

    sole cose: la pratica e quella devi fartela da solo e le

    informazioni, che troverai qua sopra. Per vedere delle buone foto

    ti basta acquistare una rivista di natura o turismo. Osservale bene,

    prova a farle uguali, perch un buon modo per imparare.

    La fotografia naturalistica tuttavia diversa dalla fotografia

    classica, ridotta spesso a un fatto collaterale, come il ricordo di

    un viaggio. Il fotografo di natura somiglia pi a un predatore che

    vuole portarsi a casa il bello che vede. Non c nessuna

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    controindicazione etica in questo tipo di predazione, solo che non

    basta pi la nitidezza, o che il soggetto sia ben inquadrato.

    Bisogna catturare anche lemozione che ci d, perch si sta

    fotografando la vita.

    Questa emozione cambia da persona a persona, perch non data

    da quello che si vede ma da quello che il cervello interpreta. Non

    fotografiamo la realt, bens la nostra, personale interpretazione

    della realt. Ecco perch la tecnica s importante, ma in misura

    minore che nella fotografia di architettura o di altra oggettistica

    immobile.

    In natura si interpretano la bellezza e il movimento, pi che le

    forme o le dimensioni. Per riuscirci, devi dimenticare la macchina

    fotografica e concentrarti invece sul suo uso. Leccessivo amore

    per la propria attrezzatura , infatti, il rischio maggiore per ogni

    fotografo naturalista, costretto spesso a tirarla fuori mentre piove,

    tira vento, o mentre attraversa in barca una palude.

    Facci caso, chi ti mostra orgoglioso la macchina fotografica e i

    suoi costosi obiettivi, di solito realizza cattive immagini. Chi ti

    mostra invece le foto, senza dare importanza a cosa ha usato per

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    farle, spesso pu vantare immagini di buona qualit.

    Non perdere mai di vista la rappresentazione della bellezza, che

    il vero scopo della fotografia, in generale, e di quella naturalistica,

    in particolare. Concentrarsi sulle componenti tecniche costringe a

    sempre maggiori spese per avere lultimo modello, il tutto con

    scarsi risultati. Per un fotografo naturalista vale pi una foto un

    po mossa di una rara danza di corteggiamento, piuttosto che

    limmagine ferma e nitidissima dello stesso animale impagliato.

    Stai entrando nel settore pi difficile in assoluto della fotografia,

    dove si alle prese con soggetti che non stanno mai fermi. Per

    riuscire nellimpresa, serviranno impegno, costanza, ma

    soprattutto un grande, immenso amore per tutto quello che ti

    circonda.

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    CAPITOLO 1:

    Come iniziare: basi tecniche

    Lattrezzatura: cosa serve, come si usa

    Tutti i libri di fotografia cominciano cos ed inutile fare gli

    originali. Per fotografare serve la macchina fotografica. Non

    importa di che marca, perch non la racchetta che fa il tennista,

    ma come la sa usare. Se qualcuno poi criticher la tue scelte, non

    dargli troppo peso. Una volta stampate su carta, nemmeno un

    fotografo esperto saprebbe distinguere foto realizzate con Nikon o

    Canon, Pentax, Sony o altro. Nella fotografia naturalistica,

    lattrezzatura pi importante lapproccio al soggetto.

    La borsa

    Oggetto indispensabile. Ce ne sono di pi tipi e potr essere

    necessario, nel tempo, averne pi di una. Devi sceglierla con cura,

    provandola con qualcosa di peso dentro, perch ti star poi sulle

    spalle per anni. Vediamole nei dettagli.

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    La borsa a tracolla

    Si rivela quasi sempre la scelta ideale, ma deve avere alcune

    caratteristiche fondamentali:

    una buona imbottitura. Non solo sotto ma anche sui lati e

    sopra, nel caso dovesse ribaltarsi;

    molte tasche diverse, sia interne sia esterne. Tenere tutto

    mescolato crea confusione e, quando uscirai di casa, sar

    comodo usarla anche per documenti, portafoglio, cellulare.

    Quando il cellulare suona difficile trovarlo fra pile e obiettivi,

    meglio averlo in uno scomparto esterno, dove si sente anche

    meglio;

    tracolla larga e imbottita, che non distrugga le spalle. Deve

    passare completamente sotto la borsa, infatti quelle cucite sui

    lati si strappano subito. Ricorda che lattrezzatura pesa;

    dimensioni adeguate. Se hai molti obiettivi ti servir una borsa

    grande, ma pu capitare che, per fare due passi in citt, te ne

    basti una piccola, e allora non sarebbe gradevole portarsi dietro

    una borsa ingombrante e mezza vuota. preferibile averne

    due, una grande e una piccola, da usare a seconda del caso;

    controindicazioni: una sola, tira di lato. Non va bene per fare

    trekking, perch a lungo andare provoca il mal di schiena.

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    Il marsupio

    Se ne vedono molti nei negozi, ma pochi in giro. Quando li provi

    sembrano eccezionali, le mani sono libere, tutto comodamente a

    portata ecc. Poi, allatto pratico, sbattono sul davanti e sui fianchi

    in modo fastidioso e, dopo un po, provocano un notevole mal di

    reni. Da evitare assolutamente.

    Lo zainetto

    Distribuisce il peso in maniera ottima ed lideale per chi si porta

    dietro unattrezzatura molto pesante per lunghe distanze, come nel

    caso del trekking in montagna. Per essere adatto, per, deve avere

    le tracolle molto ben imbottite e una sagomatura che renda

    confortevole il contatto con la schiena. Provalo sempre, prima di

    acquistarlo, possibilmente con del peso dentro. Controindicazioni:

    se per esempio avvisti un cervo, il tempo di sfilartelo e tirar fuori

    la macchina fotografica e il cervo non c pi. In questo senso, la

    tracolla indubbiamente pi immediata. Lo zainetto per non va

    bene per sciare. Portarsi un oggetto rigido in metallo nello zaino

    dietro la schiena vuol dire rischiare serie lesioni alla spina dorsale

    in caso di caduta. Questo uno dei pochi casi in cui un marsupio

    sul davanti si rivela la soluzione migliore.

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    SEGRETO n. 1: scegli una borsa che, anche dopo averla

    provata con del peso dentro, ti sembra ugualmente comoda.

    Kit di pulizia

    importante averne uno, fosse solo per evitare gli errori che si

    commettono non avendolo. Un alone, unimpronta digitale o una

    goccia dacqua sulla lente non si vedono quasi mai nella foto, ma

    viene istintivo toglierle. Vediamo quindi cosa non va fatto.

    Mai pulire lobiettivo con la maglietta. La polvere contiene

    granelli di quarzo che graffiano la lente, mentre il sudore

    danneggia la protezione superficiale;

    Mai usare la saliva come detergente. Questa sostanza

    prodotta dallorganismo per la predigestione dei cibi, quindi

    altamente aggressiva e riesce a sciogliere perfino coloranti non

    solubili in acqua. Il fazzoletto bagnato con la saliva una delle

    peggiori aggressioni che si possano fare a un obiettivo,

    inferiore solo alle martellate.

    Il liquido contenuto nel kit di pulizia ha invece propriet quasi

    miracolose. Deterge ed evapora senza lasciare tracce n aloni, se

    si usano le cartine al silicone fornite in dotazione. Un flacone di

    questo prodotto, solitamente basta per tutta la vita del fotografo.

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    La peretta con il pennellino serve solo contro la polvere esterna e

    ha valenza pi estetica che funzionale. Se si toglie il pennello, pu

    servire a soffiar via la polvere secca dal sensore, mentre

    inefficace contro pollini, spore e ogni altra particella adesiva.

    Questa operazione, per, deve essere effettuata con estrema

    delicatezza e non sostituisce la pulizia periodica presso il

    laboratorio specializzato. Evita assolutamente di soffiare con la

    bocca su un sensore sporco, dove gli schizzi di saliva avrebbero

    effetti devastanti.

    La macchina fotografica

    Le informazioni che seguono possono apparire scontate per un

    fotografo esperto, ma sono indispensabili per un novizio. Chi le

    trova troppo elementari pu tranquillamente saltarle. Macchina

    fotografica digitale, senzaltro. Ho lavorato per quasi trentanni su

    pellicola e ho sempre sognato le immense possibilit offerte oggi

    dal digitale, decisamente superiore alla pellicola sotto molti

    aspetti. Deve poi essere reflex, cio con possibilit di sostituire gli

    obiettivi e avere la visione attraverso lobiettivo stesso, non

    laterale o tramite display. Nessuna concessione su questo punto.

    Solo inquadrando attraverso lobiettivo si impara veramente a

    fotografare. Loculare deve avere una visione chiara e luminosa.

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    Fotografare disegnare con la luce, e quindi ci si deve vedere

    bene. La marca, invece, non importante.

    Il sensore la parte che cattura la luce. Si divide in pixel, che

    sono le sue minuscole componenti sensibili, quelle mattonelline

    in cui si scompone la foto quando viene ingrandita al computer. Il

    sensore pu avere diverse dimensioni e numero di pixel, che

    hanno a loro volta dimensioni diverse, a seconda della macchina

    fotografica scelta. Il numero dei pixel si descrive in Mp, dove

    M sta per milioni e p per pixel. Se una macchina fotografica

    12 Mp, significa che il suo sensore contiene 12 milioni di pixel.

    Un sensore pi grande solitamente migliore di uno pi piccolo,

    perch limmagine finale dovr essere ingrandita di meno. Il

    singolo pixel, di contro, pi grande, meglio legge la luce e i

    colori. A parit di dimensioni del sensore, pi sono i pixel, pi

    saranno ovviamente piccoli.

    Ci sono opinioni diverse in materia. C chi preferisce un sensore

    con pochi pixel, pur di averli pi luminosi, chi preferisce un

    sensore con molti pixel, per avere un maggiore dettaglio nella

    foto.

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    Suggerisco di cominciare con 10-12 Mp, non di pi. Un numero

    superiore produce file troppo pesanti. Avere tanti pixel non

    significa poi avere altrettante informazioni sulla foto, se non si sa

    come sfruttarli al meglio. Per salire di qualit c sempre tempo e

    i modelli, come i prezzi, cambiano in continuazione.

    Alcuni dati per capirci meglio: la stampa professionale lavora a

    300 Dpi. Questo significa che per stampare una foto a tutta

    pagina, su una rivista, serve un sensore da 10 Mp. Quello che c

    in pi si butta via. Se stampi un poster diverso, ma vedrai la

    differenza solo se lo guardi da vicino. Da oltre un metro di

    distanza non si distingue pi fra 12 o 24 Mp.

    SEGRETO n. 2: comincia spendendo poco, macchine

    digitali oggi costose saranno meno care fra poco tempo.

    La sensibilit ISO

    Questo valore un tempo indicava la sensibilit della pellicola. Si

    comprava la 50 ISO per fare panorami, oppure la 400 ISO per la

    caccia fotografica, in modo da potersi permettere tempi di scatto

    pi veloci. Se poi, quando eri in giro con una 50 ISO ti capitava

    davanti un cervo in corsa, non potevi certo cambiare rotolino a

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    met e non rimaneva che rassegnarsi al mosso. La possibilit di

    cambiare la sensibilit di ogni singolo scatto stata, davvero, una

    grande innovazione, un pregiato regalo che il digitale ha fatto al

    fotografo naturalista.

    Tutte le digitali hanno questa opzione, ma bene ricordare che la

    resa migliore di una foto, come nitidezza, resa delle sfumature e

    pulizia dellimmagine, si ha sempre e comunque ai valori pi

    bassi, che di solito corrispondono a 100 ISO. Aumentando la

    sensibilit, la qualit scade e aumenta il rumore, cio leffetto

    granuloso tipico delle alte sensibilit.

    E se ti capita un cervo in corsa? Imposti 400-800-1600 ISO senza

    pensarci troppo su. Un poco di granulosit un male accettabile

    in confronto a una foto penosamente mossa.

    Per questa ragione, nella scelta della macchina fotografica

    preferibile dare importanza alla sensibilit e alla qualit delle

    immagini a ISO alti, pi che al numero dei pixel. Infatti, a parit

    di grandezza del sensore, se ha solo 10 Mp, vuol dire che i pixel

    sono grandi il doppio che se avesse 20 Mp. Percepiranno quindi

    meglio la luce e questo, in natura, utilissimo.

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    SEGRETO n. 3: nella fotografia di natura preferibile una

    macchina fotografica molto sensibile che una con tanti

    pixel.

    Obiettivo

    Si tratta della componente pi importante dellattrezzatura.

    Spesso sopravvive al corpo macchina e, se davvero buono, pu

    durare una vita. La foto la fa lobiettivo, non la macchina

    fotografica. La sua caratteristica pi importante la focale,

    fornita in millimetri, che dovrebbe indicare la distanza fra la lente

    anteriore e il sensore. Dico dovrebbe perch la tecnica

    costruttiva, soprattutto negli zoom, che sono obiettivi a focale

    variabile, ha reso questa distanza molto soggettiva.

    Per obiettivo normale si intende quello che ci fa vedere

    attraverso loculare come con gli occhi, quindi non avvicina n

    allontana. Di solito, questo obiettivo rappresentato dal 50 mm.

    Un obiettivo 28 mm chiamato grandangolare, perch allontana

    mostrando molto di pi. Un 200 mm invece un teleobiettivo,

    che avvicina. Un 300 mm avvicina ancora di pi, e cos via.

    Un tempo era facile dare consigli, ma oggi le diverse dimensioni

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    dei sensori in commercio rendono tutto pi complicato. Se il

    sensore full frame, cio grande come la pellicola di una volta,

    allora non cambia niente. Gli stessi obiettivi, montati invece su un

    sensore piccolo, circa la met (rapporto 1:5), cambiano in

    proporzione. Il 28 mm diventa un 42 mm, quasi un normale, e il

    200 mm diventa un 300 mm, un teleobiettivo di discreta potenza.

    Difficile quindi consigliare il valore dellobiettivo, senza sapere

    che sensore avrai. Diciamo che, come corredo iniziale, uno zoom

    che vada da grandangolare a leggero teleobiettivo perfetto,

    qualcosa come un 28-70 mm. Magari insieme a uno zoom pi

    potente. Quasi tutte le marche offrono il 70-300 mm che, nella

    fotografia naturalistica, molto utile.

    Un consiglio: se la differenza di spesa non eccessiva, meglio un

    obiettivo full-frame, cio che vada bene per ogni formato di

    sensore. Almeno fai la spesa una volta per tutte. I modelli

    costruiti apposta per il sensore piccolo, se in seguito passerai a

    una macchina fotografica a sensore grande, li puoi buttare via.

    SEGRETO n. 4: compra solo gli obiettivi che ti servono.

    Non sai ancora che tipo di fotografia realizzerai in futuro.

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    Come funziona un obiettivo

    Inutile addentrarsi nelle tecniche di costruzione di lenti e gruppi

    ottici, sono cose da specialisti. Tuttavia, finch qualcuno non

    riuscir a distendere il mondo su uno scanner, le immagini

    dovranno per forza passare attraverso un obiettivo, prima di

    raggiungere il sensore. Quindi qualcosa bisogna conoscere, a

    cominciare dalla luce. A scuola ci insegnano che viaggia a

    300.000 km/s, ma spesso si dimenticano di dirci che questa

    velocit se la pu permettere solo nello spazio. Intorno a noi

    viaggia a circa 270.000 km/s, perch viene frenata dalla densit

    dellaria. Se raggiunge lacqua, che 800 volte pi densa

    dellaria, la velocit scende a circa 200.000 km/s.

    Chi si tuffato da un trampolino sa che conviene entrare dritti,

    perch lacqua dura, altro che. Tanto dura che, se lanci un sasso

    piatto contro la superficie, il sasso rimbalza. Anche la luce

    rimbalza, ecco perch al tramonto si forma quella striscia rossa

    sul mare, quando langolazione impedisce alla luce del sole basso

    di entrare in acqua e la fa rimbalzare sulla superficie.

    La luce si comporta proprio come il tuffatore o il sasso: risente della

    maggiore densit e subisce una deviazione. La dimostrazione pi

  • Tutti i Diritti Riservati Vietata qualsiasi duplicazione del presente ebook

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    famosa la matita nel bicchiere pieno dacqua. Se la tieni verticale,

    la matita sembra tutta intera, ma se la pieghi appare come spezzata, e

    maggiore langolo, pi evidente la spezzatura. In realt la matita

    sempre intera, la luce che segue percorsi diversi, passando da una

    densit a unaltra. Questo fenomeno si chiama diffrazione.

    Il vetro di un obiettivo molto pi denso dellaria e, per questa

    ragione, la luce che vi entra subisce una brusca deviazione che

    danneggia la qualit dellimmagine. Ecco a cosa servono tutti i

    gruppi di lenti che seguono: a risolvere i problemi creati da queste

    storture. Gli obiettivi con gruppi ottici estremamente complessi

    sono i pi costosi, ma anche i migliori. I grandangolari, dovendo

    catturare le immagini sui lati, hanno la lente anteriore molto

    curva, a cupola, mentre i teleobiettivi ce lhanno quasi piatta. La

    curvatura della lente serve proprio a far entrare il raggio di luce

    laterale il meno obliquo possibile, riducendo cos la diffrazione.

    Nei microscopi, quando la potenza raggiunge livelli elevati, si

    usano gli obiettivi a immersione. Il soggetto da osservare, ad

    esempio un paramecio, chiuso fra due vetrini di forma piatta e,

    pochi millimetri sopra, si trova un obiettivo con la lente quasi

    sferica. Le due forme non sono per niente allineate e il risultato

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    infatti pessimo, non si vede quasi niente.

    Allora si usa lolio di cedro, che ha colore neutro, buona

    trasparenza e una densit simile al vetro. Se ne mette una goccia

    sul vetrino e vi si immerge lobiettivo (si chiama a immersione

    per questo). Dimprovviso il paramecio si vede molto meglio.

    Cos accaduto? Semplice, stata eliminata buona parte della

    diffrazione. Limmagine del paramecio passa attraverso il vetrino,

    poi attraverso lolio di cedro e infine raggiunge lobiettivo senza

    sensibili cambi di densit, quindi con minori perdite di dettaglio e

    nitidezza.

    Nellobiettivo fotografico, il fenomeno compensato anche dalla

    qualit delle lenti. Non per niente le case costruttrici vantano con

    orgoglio i loro vetri speciali. Il problema del vetro sta tutto nelle

    impurit, che non alterano la trasparenza ma rendono irregolare la

    densit. Quando il vetro fuso si raffredda, infatti, le componenti

    leggere migrano verso lalto, quelle pi pesanti verso il basso,

    rendendo disomogeneo il materiale di cui fatta la lente. Non per

    niente, quando si sente parlare del progetto di stazioni spaziali che

    rimarrebbero stabilmente in orbita, fra le possibilit che

  • Tutti i Diritti Riservati Vietata qualsiasi duplicazione del presente ebook

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    offrirebbero, c anche la realizzazione di obiettivi fantastici, con

    il vetro che si raffredda in assenza di gravit, quindi perfettamente

    omogeneo.

    Per capire quali problemi comporta la disomogeneit del vetro, fai

    un esperimento: fotografa una pagina di giornale e poi ingrandisci

    limmagine al computer. Dove il nero dei caratteri confina con il

    bianco della carta, a dividere i due colori c una fascia grigia. In

    quella zona di confine accade che la luce proveniente dalla zona

    bianca, oscillando, sconfina nella zona del nero e si fonde con il

    raggio di luce scuro, anchesso sconfinante. Ecco come nasce

    quella fascia grigia, tanto pi larga quanto peggiore lobiettivo.

    Se la luce viaggiasse diritta, si passerebbe dal bianco al nero

    senza grigi intermedi, com appunto nella realt.

    Certo, ci sono obiettivi ottimi che riducono questa fascia di

    confusione al minimo, ma sono costosi e non la annullano mai

    del tutto. Per questa ragione, non ti conviene acquistare una

    macchina fotografica con un numero troppo alto di pixel, se poi

    non sei disposto ad acquistare anche obiettivi molto cari e a

    lavorare sempre a livello professionale. Aumentando i pixel ma

    non la nitidezza dei tuoi obiettivi otterresti soltanto un maggior

  • Tutti i Diritti Riservati Vietata qualsiasi duplicazione del presente ebook

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    numero di punti grigi nella fascia di confusione, mentre le

    informazioni presenti nella foto sarebbero le stesse. File pi

    pesanti, senza alcun vantaggio. Se bastasse solo avere tanti pixel,

    allora sarebbe sufficiente un programma di ritocco con cui si

    possono tranquillamente aumentare, senza limiti. Ma la foto

    rimane la stessa.

    Fai una prova per testare la tua attrezzatura: prendi le foto

    migliori che hai e osservale sullo schermo, aumentando

    lingrandimento fino a trovarne i limiti. Se cominciano tutte a

    perdere definizione, prima di vedere i pixel, vuol dire che

    lobiettivo inferiore al sensore e potrebbe valere la pena di

    procurartene uno migliore. Se invece limmagine ancora nitida

    quando comincia a scomporsi in tante mattonelle, vuol dire che

    lobiettivo buono e che potrebbe meritare, in futuro, un sensore

    con pi pixel.

    Il fenomeno della diffrazione diventa gravoso quando si usano i

    filtri. Non questione di qualit ma di forma e spessore. Sono

    oggetti piatti che non seguono la forma della lente sottostante. I

    raggi provenienti dal davanti non ne risentono, ma quelli laterali

    subiscono una deviazione, che prosegue per tutto lo spessore del

  • Tutti i Diritti Riservati Vietata qualsiasi duplicazione del presente ebook

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    filtro per poi tornare a dirigersi verso la lente dellobiettivo.

    Limmagine diventer cos scadente ai bordi, proprio a causa

    dello spessore del filtro, che ovviamente non pu essere zero.

    Alcuni fotografi acquistano obiettivi costosissimi e poi ci mettono

    davanti un filtro neutro di protezione. Il risultato una qualit

    paragonabile a un obiettivo modesto, e allora tanto valeva

    spendere poco. Questo uno dei tanti risvolti negativi di un

    eccessivo amore per lattrezzatura. Lo scopo di una macchina da

    caff non quello di essere bella e lucida, ma di fare un buon

    caff. Lo scopo di una macchina fotografica di fare buone foto,

    tutto il resto secondario.

    Lunico filtro che pu avere ancora un senso il polarizzatore,

    che elimina i riflessi e produce un buon risultato se fotografi, da

    uno scoglio o dalla barca, il fondale marino.

    Il diaframma

    Lobiettivo si apre e si chiude tramite una serie di lamelle che

    formano un cerchio spezzato. Se le lamelle sono sei, il foro un

    esagono, se sono otto un ottagono, e cos via. Fin qui tutto chiaro,

    sennonch la forma perfetta un cerchio, da cui si evince che pi

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    lamelle ci sono e meglio . Le lamelle si chiamano diaframma e si

    misurano in frazioni del diametro di apertura, un numero che

    viene convenzionalmente preceduto dalla lettera F.

    F16 indica quindi un foro pi piccolo di F11, che a sua volta pi

    piccolo di F8. Ovviamente, pi piccolo il foro, meno luce passa.

    Gli obiettivi pi luminosi sono quelli che hanno il numero di

    apertura massima pi basso. Un obiettivo F2, ad esempio, pi

    luminoso e quindi preferibile di un F4. Purtroppo, proprio per

    questa ragione di solito anche pi costoso. La massima chiusura,

    che pu arrivare fino a F32 e oltre, meno importante.

    Il tempo di esposizione

    Fra lapertura e la chiusura del diaframma c il tempo di

    esposizione del sensore alla luce. Ovviamente, pi lungo questo

    tempo, pi luce passa. Anche il tempo espresso in frazioni, in

    questo caso di secondo: 60 vuol dire che il diaframma rimane

    aperto per un sessantesimo di secondo. Con 250 passa la met

    della luce che passa invece con 125 e cos via.

    La luce che arriva al sensore della macchina fotografica quindi

    data dalla combinazione fra lapertura del diaframma con il tempo

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    25

    di esposizione. Il rapporto fra i due valori costante. Facciamo un

    esempio, immaginiamo che lesposimetro indichi come luce

    giusta i seguenti valori: diaframma F8 a 1/250 di secondo.

    Puoi ottenere la medesima illuminazione nei seguenti modi:

    diaframma F5,6 a 1/500 di secondo: ottenuto aprendo di pi il

    diaframma e riducendo il tempo;

    diaframma F11 a 1/125 di secondo: ottenuto chiudendo

    maggiormente il diaframma e allungando di conseguenza il

    tempo.

    In entrambi i casi hai prodotto la medesima illuminazione, cio la

    luce giusta per quella foto. Ma, allora, a che servono tutte queste

    combinazioni? Servono eccome, perch da esse dipendono la

    profondit di campo e la stabilit dellimmagine, cio il rischio di

    mosso.

    La profondit di campo

    Quando metti a fuoco un soggetto, solo una parte dellinsieme

    risulta nitida, mentre quello che c davanti e dietro solitamente

    fuori fuoco. Questa fascia in cui tutto a fuoco si chiama

    profondit di campo e varia a seconda del diaframma usato. In

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    26

    breve, pi il diaframma chiuso, pi profonda la zona in cui

    tutto a fuoco. Facciamo lesempio di un fiore. A F4 solo una parte

    del fiore a fuoco. A F8 lo tutto, ma il dietro non si distingue. A

    F16 si distingue bene anche lo sfondo.

    Cos meglio? Dipende, in molti casi uno sfondo sfuocato rende

    pi gradevole il primo piano. Se vuoi fotografare un fiore e

    vedere anche la montagna sullo sfondo ci vorr un diaframma

    molto chiuso. Se per il soggetto un animale che corre, servono

    tempi veloci e per averli bisogna aprire di pi il diaframma perch

    diversamente la luce non basta. In questo caso la profondit di

    campo poca, ma non c altra scelta. Ci sono inoltre alcune

    regole fisse da ricordare:

    Maggiore la focale, minore la profondit di campo. Se

    utilizzi un grandangolare (focale corta) avrai una grande

    profondit di campo, che naturale in questo obiettivo. Se

    invece usi un teleobiettivo (focale lunga), la profondit di

    campo sar molto pi ridotta e potrai avere a fuoco solo una

    piccola parte, mentre il resto una nebbia indistinta, anche se

    chiudi molto il diaframma. Esempio: F8 su un 24 mm da pi

    profondit di campo di F16 con un 500 mm.

    Maggiore la distanza dal soggetto, maggiore la profondit

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    27

    di campo, a parit di diaframma. Immagina di fotografare da

    dieci metri di distanza due camosci, uno dei quali due metri

    dietro laltro. Se metti a fuoco il primo, con un diaframma F8,

    avrai a fuoco anche il secondo. Se per riesci ad avvicinarti

    fino a un metro dal primo, non riuscirai ad avere a fuoco il

    secondo nemmeno con un diaframma F16. La distanza fra i

    due sempre di due metri ma, mettendo a fuoco un primo

    piano, hai ridotto di molto la profondit di campo disponibile.

    In pratica, la profondit di campo cambia a seconda di dove

    metti a fuoco.

    La profondit di campo maggiore oltre il punto di messa a

    fuoco, piuttosto che prima. Rispetto al punto che hai messo a

    fuoco, la profondit di campo si estende per circa 3/4 oltre

    questo punto e per solo 1/4 prima. Facciamo un esempio:

    cinque anatre sono posate in fila su un tronco galleggiante e tu

    sei di lato. Se metti a fuoco la prima della fila, lultima verr

    fuori fuoco. Se metti a fuoco la terza, cio quella di mezzo, la

    prima verr fuori fuoco. Se metti a fuoco la seconda, saranno a

    fuoco tutte e cinque.

    Alcune macchine fotografiche hanno un pulsante che chiude

    manualmente il diaframma, per controllare visivamente la

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    28

    profondit di campo, ma serve a poco, perch diventa tutto buio.

    Lideale effettuare pi scatti con diaframmi diversi, quando si

    lavora con soggetti che non scappano, e poi tenere solo i migliori.

    Con la pratica, ti riuscir sempre pi facile capire al volo quale

    diaframma conviene. Il sistema digitale ha il vantaggio di

    memorizzare questi dati, per cui puoi confrontare i risultati una

    volta a casa, ragionandoci sopra con calma. Tenere sempre il

    diaframma pi chiuso possibile non una soluzione, perch ti

    costringe a tempi lunghi e al rischio del mosso.

    Il mosso

    A volte confuso con il fuori fuoco, tanto leffetto simile, pu

    essere provocato da un movimento del soggetto o da un tempo di

    scatto troppo lento. La differenza si vede osservando il resto della

    foto. Se tutto il resto fermo, allora il soggetto che si mosso.

    Se tutta la foto mossa, allora il tempo a essere troppo lento. In

    ogni caso, lunica cura usare un tempo pi veloce, la prossima

    volta. Ci sono comunque alcune regole da tenere docchio.

    Il tempo di scatto deve essere superiore alla focale. Non

    rigidissima, come regola, ma nemmeno sbagliata del tutto.

    Loscillazione di un obiettivo aumenta, o diminuisce,

    relativamente al campo inquadrato. Cos, ad esempio, con un

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    29

    grandangolare 24 mm pu bastare 1/30 di secondo, mentre con

    un teleobiettivo 200 mm serve almeno 1/250 di secondo.

    Stabilizzatore e cavalletto possono migliorare la situazione,

    ma solo se il soggetto fermo. Situazione che, in natura,

    quasi impossibile da ottenere.

    Il mosso non sempre un male. Noi vogliamo rendere

    unemozione e, in questo caso, ci sono situazioni in cui il

    mosso lideale. Il gatto muove la zampa per prendere una

    pallina? Se scatti a 1/1000 di secondo, la zampa immobile e

    il gatto sembra una statua. Se scatti a 1/125 di secondo, il gatto

    viene fermo ma la sua zampa mossa, dando lidea del gesto.

    La foto risulta migliore, pi viva. Poi c lo zapping, come lo

    chiamano gli anglosassoni, che consiste nel seguire un

    soggetto in movimento, come una lepre in corsa, cercando di

    sincronizzarsi con lui. Se ti va bene, e ci vuole sia pratica sia

    fortuna, la lepre verr nitida e lo sfondo mosso, in uno

    splendido effetto di velocit. La medesima immagine,

    congelata con un tempo veloce, d limpressione di un animale

    impagliato a mezzaria.

    Il mosso diventa pi evidente con laumento della qualit

    dellimmagine. Le leggere vibrazioni della mano sono sempre

    le stesse, con 6 Mp o con 24 Mp, ma sono pi evidenti nel

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    30

    secondo caso. Adottando sensori evoluti e obiettivi ad alta

    risoluzione, ecco che quelle microvibrazioni, prima invisibili,

    diventano un problema e costringono a tempi pi rapidi o

    alluso sistematico del cavalletto. Se un giorno passerai a una

    macchina fotografica di qualit superiore, scoprirai tanti

    piccoli problemi che, in un primo tempo, non pensavi

    nemmeno che esistessero. Si tratta del prezzo da pagare per la

    qualit e, per questo, conviene cominciare lentamente e salire

    solo quando si pronti per farlo.

    La fotografia naturalistica comunque diversa dalla foto in

    studio, dove si lavora in situazioni controllate, abbondanza di luce

    artificiale e soggetti immobili. Noi invece dobbiamo accettare la

    luce cos com e i soggetti non collaborano, perci il mosso sar

    sempre il nostro cruccio maggiore. Questo spiega come mai

    fotografi naturalisti, anche famosi, usano spesso macchine

    fotografiche con un numero non molto alto di pixel.

    SEGRETO n. 5: scatta usando diverse combinazioni

    diaframma-tempo, poi verifica con attenzione le differenze:

    si tratta del metodo pi efficace per imparare.

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    31

    I programmi di lavoro

    Per semplificare la vita ai principianti, i costruttori hanno

    inventato i programmi di lavoro, che ragionano al posto tuo. Se

    imposti il programma sportivo, adottano una combinazione con

    tempi veloci. Se imposti il programma panorama, il diaframma

    sar pi chiuso e cos via. La cosa migliore disattivarli subito,

    perch servono solo a non imparare mai a fotografare. Nessun

    programma potr mai sostituire la vera padronanza della tua

    attrezzatura. Ci sono per anche programmi semi-automatici, a

    priorit di diaframma o di tempi.

    Priorit di diaframma: se lo imposti, scegli tu il diaframma e

    la macchina fotografica sceglie di conseguenza il tempo di

    scatto, in base alla luce disponibile.

    Priorit di tempi: tu scegli il tempo di scatto e la macchina

    sceglie il diaframma, di conseguenza.

    In caso di priorit di diaframma, rischi il mosso. In caso di

    priorit di tempi, siccome il diaframma non pu aprirsi pi di

    tanto, rischi che la foto venga buia.

    Personalmente suggerisco priorit di diaframma, che imposterai

    in base alla profondit di campo che vuoi avere, tenendo docchio

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    32

    il tempo di scatto, comunque visibile sul display. Se ti sembra

    troppo lento, prima di rischiare il mosso imposta una sensibilit

    ISO pi elevata. La scelta del diaframma ti permette, infine, di

    ottenere la migliore nitidezza possibile, perch anche questa una

    conseguenza di quel forellino di apertura.

    La nitidezza in base al diaframma

    La nitidezza di un obiettivo espressa in linee-millimetro. Si

    usano dei cartoncini su cui impressa una serie di linee, man

    mano sempre pi fitte, che si fotografano da circa due metri di

    distanza. Osservando la foto, le linee saranno distinguibili solo

    fino a un certo punto, poi tutto diventa grigio uniforme. Lultimo

    valore leggibile la risolvenza in linee millimetro di

    quellobiettivo. Tutto chiaro, sennonch il risultato del test varia,

    e di parecchio, a seconda del diaframma usato.

    Il diaframma di maggiore risoluzione , solitamente, F8. Facendo

    una serie di prove, scoprirai che a tutta apertura la qualit media,

    raggiunger leccellenza allincirca fra F5,6 e F11, per poi scadere

    vistosamente verso F22. Sono leggi fisiche, non ci si pu fare niente.

    Questo spiega alcune apparenti contraddizioni, come persone che

    comprano un obiettivo a basso prezzo e rimangono sorprese dalla

  • Tutti i Diritti Riservati Vietata qualsiasi duplicazione del presente ebook

    33

    sua buona qualit. In seguito per la foto, senza alcuna ragione

    apparente, risulta scadente. Il fatto che tutti gli obiettivi in

    commercio, con un diaframma F8, al centro dellimmagine

    ottengono buoni risultati. La differenza fra un obiettivo

    economico e uno costoso , fra le altre, che questultimo scade

    meno ai diaframmi estremi e ai bordi dellimmagine.

    Sintetizzando si pu dire che:

    un obiettivo di qualit caro, ma ha la sua ragion dessere;

    un obiettivo economico pu dare lo stesso soddisfazione, basta

    mantenersi fra F5,6 e F11 e tenere il soggetto al centro

    dellimmagine, senza pretendere troppo dai bordi o dalla

    luminosit.

    La polvere sul sensore

    Se il digitale stato una benedizione su molti fronti, con la polvere

    sul sensore si portato dietro un problema nuovo e imprevisto. Dopo

    aver cambiato lobiettivo una decina di volte allaperto, magari con il

    vento, sulle foto cominciano ad apparire alcuni punti neri.

    Queste macchioline non si presentano quasi mai uguali, perch

    anche su questo influisce la profondit di campo. La polvere pu

  • Tutti i Diritti Riservati Vietata qualsiasi duplicazione del presente ebook

    34

    essere visibilissima a F22 e quasi invisibile a F5,6. Saperlo pu

    essere utile. Se ti accorgi che il sensore sporco ma non puoi

    pulirlo immediatamente, ti basta rassegnarti a usare i diaframmi

    pi aperti, non oltre F8, limitando cos il danno. Poi, appena

    pulito il sensore, ritroverai il gusto del diaframma chiuso.

    Fai un piccolo test, ogni tanto, per verificare le condizioni del tuo

    sensore. Chiudi il diaframma al massimo, metti a fuoco alla

    distanza minima e scatta una foto in direzione del cielo. In questa

    condizione la polvere perfettamente visibile e puoi scegliere

    come comportarti, se aspettare o portare durgenza la macchina

    fotografica in un laboratorio specializzato per la pulizia.

    Il cavalletto

    La fotografia con il cavalletto stata, per decenni, un passo avanti

    rispetto alla fotografia a mano libera. Non tanto di notte, quanto

    di giorno. Eliminando le vibrazioni della mano, il cavalletto

    aumenta di circa il 30% la nitidezza di qualunque obiettivo.

    Con lavvento del digitale questo ingombrante e pesante oggetto

    ha per perso molta della sua importanza. Basta aumentare la

    sensibilit del valore ISO e si pu scattare a mano libera anche

  • Tutti i Diritti Riservati Vietata qualsiasi duplicazione del presente ebook

    35

    nella penombra, con spesso un rumore contenuto.

    Rimane invece indispensabile nella fotografia notturna ma, anche

    in quel caso, deve essere pesante almeno qualche chilo. Non

    volendo faticare troppo, preferibile un cavalletto tascabile, corto,

    da appoggiare sopra un muretto, piuttosto che uno alto e leggero,

    traballante e quindi inutile. Se lobiettivo ha lo stabilizzatore,

    usando il cavalletto va disinserito, altrimenti leffetto combinato

    dei due sistemi di stabilizzazione sar pessimo.

    I filtri

    Utili accessori con la pellicola, spesso indispensabili per molti

    professionisti, i filtri sono caduti in disuso. Si possono ottenere

    effetti simili, e anche superiori, con il computer.

    Il computer

    Se possiedi una macchina fotografica digitale, allora hai bisogno

    anche di un computer per vedere, ingrandire e ritoccare le tue

    foto. Dovrai installare il software fornito in dotazione con la

    macchina fotografica, per la conversione del RAW in TIF o JPG,

    di cui parleremo in seguito.

  • Tutti i Diritti Riservati Vietata qualsiasi duplicazione del presente ebook

    36

    Il computer pu essere portatile o fisso. Se portatile hai il

    vantaggio di poter controllare subito cosa hai fatto e archiviare le

    immagini, liberando cos la scheda di memoria. Se fisso, hai il

    vantaggio di poter disporre di uno schermo di qualit, che

    raramente i portatili hanno. Dovr, in ogni caso, disporre di una

    buona scheda video, altrimenti lapertura di ogni nuova immagine

    si tradurr in una snervante attesa.

    Lo schermo

    Lacquisto dello schermo, in un computer fisso, necessita di una

    certa attenzione, anche perch questo oggetto, se buono, pu

    durare molto pi dello stesso computer. Nellacquisto devi tener

    conto di due caratteristiche: la latenza e il contrasto.

    La latenza il tempo necessario a ogni singolo punto dello schermo

    per il cambio di colore. Per film o videogiochi servono schermi

    veloci, cio con latenza bassa, ottenibile riducendo il contrasto. Il

    contrasto , invece, la gamma di sfumature di colore che uno

    schermo pu riprodurre, quindi proprio quello che ci serve per

    ritoccare le foto. Per averlo alto bisogna accettare una latenza

    maggiore, ma non un problema, visto che la foto non si muove.

    Al momento dellacquisto, pertanto, punta su uno schermo dal

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    37

    contrasto alto, gli schermi cosiddetti veloci non servono.

    SEGRETO n. 6: lo schermo adatto a ritoccare le foto deve

    avere un contrasto alto.

    Le memorie e il salvataggio

    Con lavvento del digitale scomparsa la spesa per la pellicola e

    lo sviluppo, vero, ma questo non significa che non ci siano altre

    spese in sostituzione. Se fai un viaggio, ti occorrono memorie e

    gruppi di backup in cui salvare le foto. Il sistema digitale consente

    di scattare quasi senza limiti e quindi vale la pena approfittarne.

    Non ha senso comprare una macchina fotografica costosa e poi

    limitarsi nelluso per risparmiare pochi euro di memoria. Devi

    poter scattare senza chiederti se ne hai abbastanza.

    C poi il problema del salvataggio. Un negativo, una stampa, una

    diapositiva, sono soggetti fisici. Un file consiste invece soltanto in

    numeri, non esiste nella realt e basta un niente, come un graffio

    sul CD, un guasto al computer o un banale virus, per perdere

    tutto. Un tempo bastava fare una stampa delle nostre foto. Oggi

    no, sono dati effimeri di cui servono minimo due copie, se non di

    pi, magari riposte in punti diversi della casa, o si rischia

  • Tutti i Diritti Riservati Vietata qualsiasi duplicazione del presente ebook

    38

    seriamente di perdere tutto. Le foto che facciamo sono attimi della

    nostra vita, ci ricordano momenti che non si ripeteranno pi. Deve

    esserci anche uno spazio dedicato alla protezione. Questa spesa va

    pianificata subito, i rimpianti successivi non servono a niente.

    SEGRETO n. 7: fai sempre pi copie di backup delle tue

    immagini.

    La qualit dellimmagine

    Spazziamo subito via un modo sbagliato di pensare:

    accontentarsi. La qualit di unimmagine non data

    dallattrezzatura ma dallimpegno e dallapplicazione del

    fotografo. Non esiste lattrezzatura professionale, esiste solo la

    mentalit professionale, senza la quale non si va da nessuna parte.

    Il bravo fotografo si riconosce perch non quasi mai soddisfatto,

    vorrebbe sempre di pi da se stesso. La macchina fotografica va

    quindi impostata al massimo della sua capacit. Non ha senso

    utilizzare met pixel per risparmiare memoria, senn tanto valeva

    comprarla pi economica. Le immagini digitali si dividono in

    diversi formati, i pi usati sono: TIF, JPG, GIF e RAW.

    TIF la vera immagine, ogni pixel corrisponde a un determinato

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    39

    colore e tutti insieme formano la fotografia. Come sistema il pi

    pesante in assoluto, ma a parit di sensore avr sempre la stessa

    dimensione. La qualit la massima ottenibile e, in caso di

    ritocco e nuovo salvataggio, non subisce alcun decadimento.

    JPG un algoritmo che permette la riduzione dei dati, per

    prendere meno spazio. Per esempio: se nella foto c un cielo

    uniforme, in cui 20 pixel di fila hanno lo stesso colore, in TIF

    saranno comunque 20 dati memorizzati, uno per ogni pixel. Si

    pu per anche dire: quel colore va ripetuto venti volte. I dati

    sono diventati solo due, il colore e il numero delle sue ripetizioni.

    Si capisce cos come mai la riduzione non produce mai file

    uguali, perch dipende molto dal contenuto delle immagini. Un

    campo fiorito peser sempre pi di unimmagine che ha tinte

    piatte, perch meno comprimibile.

    JPG pu essere prodotto con diversi livelli di compressione e

    quindi di qualit dellimmagine. Per qualit non si deve intendere

    solo la nitidezza ma anche la gamma cromatica, cio

    labbondanza di sfumature di colore. Con una compressione alta

    si diminuisce il numero dei colori ed ecco che, automaticamente,

    le zone a tinta unita sono maggiori, quindi si pu comprimere di

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    40

    pi. A prima vista la qualit non sembra molto minore, ma lo .

    Prova a ingrandire una roccia illuminata dal sole in un JPG, sia in

    versione alta che bassa. In alta si vedono le sfumature della pietra,

    in bassa solo una macchia di luce accecante.

    JPG ha un difetto, deve ricostruire limmagine a ogni salvataggio,

    con un ulteriore calo dei dettagli. Molti professionisti usano il

    JPG alla massima qualit, ma per ritoccare le immagini lo

    convertono prima in TIF e lo riportano in JPG solo a lavoro finito.

    GIF un formato dedicato alla rete Internet. Usa pochi colori,

    tinte piatte quasi come i cartoni animati, cos limmagine non

    pesa niente e pu essere scaricata velocemente. Quasi tutta la

    pubblicit che ci assilla sul web in GIF. A schermo sembrano

    immagini buone, ma prova a scaricarle e a stamparle e ti

    accorgerai che sono appena leggibili.

    RAW il formato usato dai professionisti e dai fotoamatori

    evoluti, per cui importante capirlo bene. Il termine, in inglese,

    significa grezzo e infatti proprio limmagine grezza prodotta

    dal sensore, prima della sua elaborazione.

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    41

    La macchina fotografica digitale funziona cos: la luce colpisce il

    sensore che legge limmagine e la trasforma in impulsi numerici,

    che sono sempre di massima qualit, perch il sensore un

    elemento immutabile. Questi dati raggiungono poi il programma

    della macchina fotografica, che solo in questo momento li elabora

    usando le impostazioni che tu gli hai dato. Ad esempio, se hai

    settato il contrasto pi alto, la contraster di pi.

    Non tutte queste informazioni vengono applicate dopo. La parte

    relativa allobiettivo, cio diaframma e tempo di esposizione,

    condizionano la luce in arrivo prima che colpisca il sensore. Per

    questi dati non c pi niente da fare. Ma tutto il resto: contrasto,

    tonalit del colore, nitidezza, saturazione, eventuale compressione

    in bassa qualit vengono applicati in seguito, per trasformare

    questi impulsi grezzi in unimmagine finita.

    Se hai scelto JPG e hai sbagliato qualcosa, non ti rimane che fare

    atto di pentimento e cercare di recuperare con il programma di

    ritocco. Sarebbe bello, a questo punto, poter tornare indietro,

    come con una macchina del tempo, cambiando quel settaggio

    che ha rovinato la foto. Se per hai scattato in RAW, la cosa

    davvero possibile, come se fosse una sorta di magia.

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    42

    Il RAW proprio limmagine prodotta dal sensore, ancora grezza,

    su cui sono stati provvisoriamente appoggiati (qui sta il bello) i dati

    di settaggio della macchina fotografica. Limmagine che si vede a

    schermo, aprendola con il suo programma, solo unanteprima,

    unimmagine di prova. Se qualcosa non va bene, il software del

    costruttore ti permette, anche dopo anni, di decidere come volevi

    impostare la macchina fotografica quel lontano giorno. Le

    possibilit sono notevoli e un errore non mai definitivo. La qualit

    del RAW sempre la massima possibile, perch tutto quello che

    il sensore ha rilevato il giorno che hai scattato. Se ad esempio in

    un panorama ci sono forti contrasti e sulla foto una zona

    illuminata dal sole venuta bruciata, questo non significa che,

    in origine, il sensore non lavesse letta bene. I dati di lettura sono

    rimasti integri. Devi solo cercare il settaggio giusto, che ti

    permetta di recuperarli completamente. Contrariamente al JPG o

    al TIF, dove i dati persi lo sono per sempre, nel RAW, se cerano

    in origine, si possono sempre recuperare.

    Ogni casa costruttrice, purtroppo, ha il suo RAW, che pu essere

    aperto solo con il suo software. Al contrario di JPG e TIF che,

    invece, sono sistemi universali e leggibili con tutti i programmi.

    Lideale impostare la macchina fotografica su RAW+JPG, se ha

  • Tutti i Diritti Riservati Vietata qualsiasi duplicazione del presente ebook

    43

    questa opzione ormai molto diffusa. Si usa limmagine JPG per

    una visione veloce e leggera, ma si apre il RAW quando ci servir

    unimmagine della massima qualit.

    Anche dopo uneventuale conversione in TIF, non conviene mai

    cancellare il RAW. Pu arrivare, in futuro, un programma capace

    di estrarre da quel file dati che oggi sono impensabili. Ricorda

    sempre: il RAW tutto quello che ha visto davvero il sensore

    quel giorno. Ogni volta che lo apri come se tornassi indietro nel

    tempo e scattassi di nuovo la fotografia.

    Un ultimo vantaggio del RAW il diritto dautore. Oggi il

    copyright pi vulnerabile perch, se duplichi un file, ottieni di

    fatto un originale e nessuno pu dimostrare quale dei due viene

    prima. Il RAW, invece, non ottenibile da un TIF o da un JPG,

    per cui come il negativo di una volta, il vero originale. Se una

    tua immagine venisse sfruttata commercialmente, avendo ancora

    il RAW potrai dimostrarne la paternit, senza alcun dubbio. In

    caso contrario, ti sar quasi impossibile.

    SEGRETO n. 8: non cancellare mail il RAW, garantisce la

    paternit delle tue foto.

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    44

    RIEPILOGO DEL CAPITOLO 1:

    SEGRETO n. 1: scegli una borsa che, anche dopo averla

    provata con del peso dentro, ti sembra ugualmente comoda.

    SEGRETO n. 2: comincia spendendo poco, macchine digitali

    oggi costose saranno meno care fra poco tempo.

    SEGRETO n. 3: nella fotografia di natura preferibile una

    macchina fotografica molto sensibile che una con tanti pixel.

    SEGRETO n. 4: compra solo gli obiettivi che ti servono. Non

    sai ancora che tipo di fotografia realizzerai in futuro.

    SEGRETO n. 5: scatta usando diverse combinazioni

    diaframma-tempo, poi verifica con attenzione le differenze: si

    tratta del metodo pi efficace per imparare.

    SEGRETO n. 6: lo schermo adatto a ritoccare le foto deve

    avere un contrasto alto.

    SEGRETO n. 7: fai sempre pi copie di backup delle tue

    immagini.

    SEGRETO n. 8: non cancellare mail il RAW, garantisce la

    paternit delle tue foto.

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    ANDREA INNOCENTI

    Capitolo 1 estratto da:

    FOTOGRAFARE

    LA NATURA

    I Segreti per Catturare le Immagini pi Belle

    della Vita Intorno a Te