Diseguaglianze di salute e crisi economica: la risposta dei sistemi sanitari Gavino Maciocco gavino.maciocco@unifi.it www.saluteinternazionale.info

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<ul><li> Slide 1 </li> <li> Diseguaglianze di salute e crisi economica: la risposta dei sistemi sanitari Gavino Maciocco gavino.maciocco@unifi.it www.saluteinternazionale.info </li> <li> Slide 2 </li> <li> LA SALUTE COME DIRITTO LA SALUTE COME MERCE PER TUTTIPER POCHI World Bank </li> <li> Slide 3 </li> <li> Slide 4 </li> <li> Slide 5 </li> <li> Figura 3. Popolazione mondiale che vive con meno di 1 $ pro-capite al giorno. 1981 - 2004. </li> <li> Slide 6 </li> <li> Slide 7 </li> <li> Slide 8 </li> <li> Slide 9 </li> <li> Slide 10 </li> <li> Leconomia di mercato, in mancanza del ruolo regolatore dello stato, produce quello che sotto gli occhi di tutti: la terribile crescita delle diseguaglianze sociali espressa dallo slogan che campeggiava nelle manifestazioni di Occupy Wall Street: We are the 99%. We are the 99% </li> <li> Slide 11 </li> <li> Il 99% la stragrande maggioranza della popolazione che soffre le conseguenza della crisi con la diminuzione del reddito, spesso con la perdita del posto di lavoro, dellassicurazione sanitaria e anche della casa e il restante 1% che vive in unaltra realt, aumentando la propria ricchezza e il proprio benessere.L1% della popolazione americana oggi detiene il 20% del reddito nazionale. All interno dell1%, c poi una frazione che concentra una ricchezza smisurata: lo 0,1% delle famiglie americane hanno infatti un reddito 220 volte pi grande della media del reddito del 90% meno ricco. </li> <li> Slide 12 </li> <li> Slide 13 </li> <li> Per capire quanto siamo caduti in basso, prima dobbiamo renderci conto della portata del cambiamento avvenuto. Dalla fine del XIX secolo agli anni Settanta del Novecento, le societ avanzate dellOccidente sono diventate tutte, progressivamente, meno diseguali. Grazie alla tassazione progressiva, ai sussidi pubblici per i poveri, ai servizi sociali e alle tutele contro i colpi della sorte, le democrazie moderne si stavano liberando dal problema degli eccessi di ricchezza e povert. Certo, restavano grandi differenze. I paesi scandinavi, essenzialmente egualitari, e le societ dellEuropa meridionale notevolmente pi variegate, mantenevano le loro peculiarit, e le contrade anglofone dellAtlantico e dellimpero britannico continuavano a riflettere differenze di classe di vecchia data. Ma tutti, a loro modo, subivano gli effetti di unintolleranza sempre pi forte verso gli eccessi di diseguaglianza, mettendo in piedi programmi pubblici per compensare linadeguatezza del settore privato </li> <li> Slide 14 </li> <li> Negli ultimi trentanni abbiamo gettato al vento tutto ci. Certo, questo abbiamo varia da paese a paese. Negli Stati Uniti e in Gran Bretagna, gli epicentri dellentusiasmo per il capitalismo senza regole, sono riaffiorate manifestazioni sfrenate di privilegio privato e indifferenza pubblica. Le conseguenze sono evidenti. C stato un tracollo della mobilit intergenerazionale al contrario dei loro genitori e nonni, in Gran Bretagna e negli Stati Uniti i bambini hanno oggi speranze molto contenute di poter migliorare la loro condizione di partenza. I poveri rimangono poveri. Lo svantaggio economico per la stragrande maggioranza delle persone si traduce in problemi di salute, opportunit scolastiche mancate e (sempre pi spesso) nei sintomi tipici della depressione: alcolismo, obesit, gioco dazzardo e piccola criminalit. I disoccupati o sottoccupati perdono le competenze che hanno acquisito e entrano in uno stato di ridondanza cronica per leconomia. La conseguenza spesso ansia e stress, per non parlare di malattie e decessi prematuri. </li> <li> Slide 15 </li> <li> Slide 16 </li> <li> Changes to GDPs in selected countries, 200812 </li> <li> Slide 17 </li> <li> La disoccupazione il fenomeno pi preoccupante della crisi, a cui si attribuiscono effetti particolarmente deleteri per la salute. La disoccupazione infatti associata a un forte aumento dei disturbi mentali e psicosomatici, dei comportamenti insalubri (es: alcolismo) e, in conclusione, a un aumento della mortalit, dovuto in parte anche allincremento del numero dei suicidi. </li> <li> Slide 18 </li> <li> Suicide rates before and after 2007 in the 12 post-2004 (EU12) and 15 pre-2004 (EU15) countries of the European Union </li> <li> Slide 19 </li> <li> Nei momenti di crisi economica dovrebbero essere rafforzate le reti di protezione sociale per mitigare gli effetti negativi sulla salute. L incremento di 100 dollari pro-capite in spesa sociale rileva uno studio dellOCSE associato alla riduzione della mortalit dell1,19%. Invece le politiche di austerit attuate dagli stati in crisi hanno tagliato le spese sociali e reso pi difficile laccesso ai servizi sanitari, con la riduzione dellofferta sanitaria pubblica e con laumento dei ticket, rendendo la crisi ancora pi dolorosa e dilatando le diseguaglianze sociali. </li> <li> Slide 20 </li> <li> Finally, public health voices have been largely absent from the debate about how to respond. Many health ministries have been silent. The Directorate-General for Health and Consumer Protection of the European Commission, despite its legal obligation to assess the health effects of EU policies, has not assessed the effects of the troikas drive for austerity, and has instead limited EU commentary to advice about how health ministries can cut their budgets. </li> <li> Slide 21 </li> <li> LASSALTO ALLUNIVERSALISMO La crisi economica ha offerto al governo lopportunit che capita una sola volta nella vita. Come Naomi Klein ha descritto in molte differenti situazioni, quelli che si oppongono al welfare state non sprecano mai una buona crisi. McKee M, Stuckler D. The assault on universalism. BMJ 2011; 343:1314-17 </li> <li> Slide 22 </li> <li> Slide 23 </li> <li> 1948 1991 1997 2000 2003 2005 Health Sector Reforms 2012 </li> <li> Slide 24 </li> <li> Slide 25 </li> <li> Slide 26 </li> <li> Slide 27 </li> <li> Slide 28 </li> <li> Slide 29 </li> <li> Slide 30 </li> <li> Slide 31 </li> <li> La mortalit infantile aumentata del 53% dal 2008 al 2011. </li> <li> Slide 32 </li> <li> Il budget della sanit stato duramente tagliato del 40%. 26 mila dipendenti pubblici del servizio sanitario, di cui 9.100 medici, hanno perso il lavoro. A causa degli altissimi livelli di disoccupazione milioni di cittadini hanno perso la copertura assicurativa mutualistica e questo rende ancora pi elevata la quota di persone che sono costrette a pagare direttamente le prestazioni (quando possono) e ad aggravare le condizioni di povert. Mancano i farmaci, anche quelli salvavita come i farmaci contro il cancro. Lo stato non paga i conti, i privati non hanno i soldi e migliaia di farmacie sono costrette alla chiusura. Le infezioni da Hiv sono cresciute +52% nel 2011, a causa dei tagli ai servizi contro le tossicodipendenze (luso di eroina cresciuto del 20%) e alla crescita della prostituzione e dei rapporti non protetti. Dal giugno 2011 sono ricomparsi casi di malaria in persone che non hanno viaggiato allestero, e che hanno contratto la malattia in patria a causa dellallentamento delle misure di profilassi ambientale. Nonostante la Grecia fosse il paese in Europeo con il pi basso tasso di suicidi, questi sono aumentati negli ultimi anni del 40%. </li> <li> Slide 33 </li> <li> Slide 34 </li> <li> Slide 35 </li> <li> Slide 36 </li> <li> Slide 37 </li> <li> Slide 38 </li> <li> Il governo svolger un maggiore ruolo nella sanit pubblica, con lobiettivo di garantire a tutti i servizi sanitari essenziali per migliorare la loro salute e il loro benessere Per fare questo il governo ha preso l impegno di aumentare del 1-1,5% la percentuale del PIL dedicato alla sanit pubblica e gi tra il 2006 e il 2007 il governo centrale ha aumentato dell 87% il budget destinato alla sanit . Hu Jintao </li> <li> Slide 39 </li> <li> 21 marzo 2010 "Questa non una riforma radicale, ma una grande riforma. Questa legge non aggiusta tutto ci che non funziona nel nostro sistema sanitario, ma si muove nella direzione giusta. Per la prima volta nella storia della nostra Nazione il Congresso ha approvato una riforma complessiva del sistema sanitario. L'America aveva aspettato per cento anni questo momento. Questa notte, grazie a voi, lo abbiamo finalmente raggiunto". </li> <li> Slide 40 </li> <li> Gini Coefficient in Argentina, Brazil and Mexico; c.1990c.2010. Source: Based on data from SEDLAC (CEDLAS and The World Bank)SEDLAC </li> <li> Slide 41 </li> <li> Slide 42 </li> </ul>

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