Crisi di denari, crisi di valori - 12 gen... · Le “ricette” per la crisi ! ... la crisi è una…

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Crisi di denari, crisi di valori prof. Giorgio Mion Dipartimento di Economia Aziendale Universit di Verona

giorgio.mion@univr.it

Scuola Diocesana di Formazione allImpegno Sociale e Politico sabato 12 gennaio 2013

SFISP - sabato 12 gennaio 2013

Sommario

! Prologo: fenomenologia della crisi

! Le cause della crisi economica ! fattori scatenanti e cause prime

! Le ricette per la crisi ! Unanalisi delle proposte politiche in tema di crisi

SFISP - sabato 12 gennaio 2013

Prologo: fenomenologia della crisi1

! Crisi = dal greco krsis, momento che separa una maniera di essere o una serie di fenomeni da unaltra differente, o anche piega decisiva che prende un affare

[O. Pianigiani, Vocabolario Etimologico della Lingua Italiana]

! non di per s un concetto negativo, ma indica una svolta in un corso regolare/normale di un fenomeno, la cui analisi porta ad una scelta

! La crisi esce dallo schema di interpretazione del fenomeno economico ! non una fase ciclica (congiuntura economica), ma un momento di

rottura rispetto allandamento precedente

SFISP - sabato 12 gennaio 2013

Prologo: fenomenologia della crisi2

! Crisi patologica o fisiologica? ! la crisi una patologia del sistema: il sistema economico ben

progettato/pensato, ma incontra un virus che ne mina la salute (manifestazione di un problema esterno che inceppa la macchina)

! soluzione: rimozione delle cause esterne della crisi

! la crisi fisiologica per il sistema, perch questo non in grado di evolvere progressivamente, ma solo entro determinati confini destinati naturalmente a finire

! soluzione: cambiamento strutturale del sistema

SFISP - sabato 12 gennaio 2013

Prologo: fenomenologia della crisi3

! Fenomenologia della crisi: ! contrazione dei principali indicatori di crescita economica (PIL,

produzione industriale, ecc.) ! stagnazione dei mercati

! mercati finanziari internazionali ! mercati reali (es.: mercato immobiliare)

! diminuzione delloccupazione ! diminuzione della spesa pubblica (servizi e previdenza) ! riduzione della ricchezza disponibile per i consumi (e conseguenze

contrazione dei consumi) e concentrazione dei consumi verso i beni di prima necessit

! Come si misura questa fenomenologia??

SFISP - sabato 12 gennaio 2013

PIL principali paesi europei 2000-2011

SFISP - sabato 12 gennaio 2013

PIL per regioni mondiali 2005-2011

SFISP - sabato 12 gennaio 2013

PIL paesi BRICS vs. Italia e Germania 2005-2011

SFISP - sabato 12 gennaio 2013

Prologo: fenomenologia della crisi4

! La crisi? Finir quando saremo tornati allessenziale. Mi si perdoni subito la provocazione, che ovviamente non intende mancare di rispetto n di attenzione per le tante sofferenze provocate dal disagio economico, sociale e culturale in cui ci troviamo. La mia intende essere una provocazione positiva: abbiamo bisogno tutti di elaborare una riflessione pi ampia sulla crisi, non solo di patirne le conseguenze, e cercare di alleviarne gli effetti.

[Mons. Cesare Nosiglia, Arcivescovo di Torino]

! Quali sono le cause della crisi?

SFISP - sabato 12 gennaio 2013

CAUSE PRIME

FATTORI SCATENANTI

Le cause della crisi economica1

fatti o situazioni (di natura economica, sociale e politica)

che hanno provocato la presente crisi economica,

determinando un malfunzionamento del sistema economico (effetti

diretti e misurabili)

fatti o situazioni che, radicandosi nel sistema economico e sociale, ne

hanno determinato la crisi, anche se non hanno

provocato effetti diretti

SFISP - sabato 12 gennaio 2013

Fattori scatenanti

! elevato debito pubblico e, in generale, mancanza di equilibrio nei conti pubblici ! scarsa efficienza ed efficacia nellutilizzo delle risorse pubbliche

! crescita incontrollata del debito privato non garantito (cfr. mutui subprime)

! diffuse crisi aziendali collegate a comportamenti scorretti/fraudolenti o avventati (es.: ripetuti falsi in bilancio, titoli tossici, ecc.)

! globalizzazione senza regole che favorisce fenomeni di delocalizzazione senza regole, concorrenza sleale, ecc.

SFISP - sabato 12 gennaio 2013

Cause prime1 ! Modello antropologico e sociale di riferimento

! Limpulso determinante dato da un individualismo autoreferenziale che spinge chi coinvolto a sempre maggiori acquisti, innovazioni, guadagni ed il motore, il principio attivo; non persegue un obiettivo sostanziale dato, che pone una misura e dei limiti, ma un illimitato ampliamento di se stesso, di crescita e arricchimento. Ecco perch occorre abolire o rimuovere ogni ostacolo e regolamento non necessari per le suddette premesse: il libero mercato deve essere lunico principio regolativo. Il soddisfacimento dei bisogni degli uomini e il loro maggiore benessere non sono il punto di partenza e la base di costruzione: scaturiscono dal processo e dal suo progresso; sono, in un certo senso, una conseguenza secondaria del funzionamento del sistema

! un invadente individualismo proprietario, che assume come punto di partenza e principio strutturante linteresse acquisitivo dei singoli potenzialmente illimitato, dichiarato diritto naturale non sottoposto ad alcun orientamento sostanziale

[W-E. Bckenfrde, Di cosa soffre il capitalismo]

SFISP - sabato 12 gennaio 2013

Cause prime2 ! Crescenti diseguaglianze economiche e sociali

! Se preoccupa lindice differenziale tra i tassi finanziari, dovrebbero destare sgomento le crescenti differenze fra pochi, sempre pi ricchi, e molti, irrimediabilmente pi poveri. Si tratta, insomma, di non rassegnarsi allo spread del benessere sociale, mentre si combatte quello della finanza. [Benedetto XVI, Discorso in occasione della presentazione degli auguri dei membri del corpo

diplomatico accreditato presso la Santa Sede, gennaio 2013]

! In realt, perch economia di mercato in senso proprio si possa dare, necessario anche che si diano fin dallinizio e lungo tutto il processo e non solo al termine di esso o marginalmente le condizioni di una certa uguaglianza o di accettabili diseguaglianze tra i soggetti agenti.

[M. Nicoletti, Introduzione a Chiesa e capitalismo]

SFISP - sabato 12 gennaio 2013

Cause prime3 ! Impoverimento (culturale e morale) del modello di sviluppo

! Labbassamento del livello di tutela dei diritti dei lavoratori o la rinuncia a meccanismi di ridistribuzione del reddito per far acquisire al Paese maggiore competitivit internazionale impediscono laffermarsi di uno sviluppo di lunga durata. Vanno, allora, attentamente valutate le conseguenze sulle persone delle tendenze attuali verso uneconomia del breve, talvolta brevissimo termine. Ci richiede una nuova e approfondita riflessione sul senso dell'economia e dei suoi fini, nonch una revisione profonda e lungimirante del modello di sviluppo, per correggerne le disfunzioni e le distorsioni. Lo esige, in realt, lo stato di salute ecologica del pianeta; soprattutto lo richiede la crisi culturale e morale delluomo, i cui sintomi da tempo sono evidenti in ogni parte del mondo.

[Benedetto XVI, Lett. Enc. Caritas in Veritate]

SFISP - sabato 12 gennaio 2013

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Cause prime4 ! Mancanza di una governance globale orientata al bene comune

! Lo stesso Benedetto XVI, nel solco tracciato dalla Pacem in terris, ha espresso la necessit di costituire unAutorit politica mondiale. Tale necessit appare del resto evidente, se si pensa al fatto che lagenda delle questioni da trattare a livello globale diventa costantemente pi ampia. Si pensi, ad esempio, alla pace e alla sicurezza; al disarmo e al controllo degli armamenti; alla promozione e alla tutela dei diritti fondamentali delluomo; al governo delleconomia e alle politiche di sviluppo; alla gestione dei flussi migratori e alla sicurezza alimentare; alla tutela dellambiente. In tutti questi ambiti risulta sempre pi evidente la crescente interdipendenza tra Stati e regioni del mondo e la necessit di risposte, non solo settoriali e isolate, ma sistematiche e integrate, ispirate dalla solidariet e dalla sussidiariet e orientate al bene comune universale

! Secondo la logica della sussidiariet, lAutorit superiore offre il suo subsidium, ovvero il suo aiuto, quando la persona e gli attori sociali e finanziari sono intrinsecamente inadeguati o non riescono a fare da s quanto loro richiesto. Grazie al principio di solidariet, si costruisce un rapporto durevole e fecondo tra la societ civile planetaria e unAutorit pubblica mondiale, quando gli Stati, i corpi intermedi, le varie istituzioni comprese quelle economiche e finanziarie e i cittadini prendono le loro decisioni entro la prospettiva del bene comune mondiale, che trascende quello nazionale. [Pontificio Consiglio Giustizia e Pace, Per una riforma del sistema finanziario e monetario nella

prospettiva internazionale di unautorit pubblica a competenza universale]

SFISP - sabato 12 gennaio 2013

Le ricette per la crisi1 ! La prognosi dipende dallanamnesi

! Possiamo sostenere uno sviluppo che non si faccia carico delle esigenze del pianeta: dei popoli poveri ed esclusi dalla mensa imbandita dai Paesi ricchi, dellambiente, del risparmio delle risorse naturali? Questo non significa fermare il progresso economico, ma ri-orientarlo, significa chiedersi dove stiamo andando e correggere la rotta per raggiungere approdi migliori. Porsi la domanda sul modello di sviluppo e sul tasso di crescita, sulla distribuzione delle risorse ha realmente a che vedere con il progresso e con il benessere di tutti. Non latteggiamento di chi vuol tornare indietro, ma di chi vuole proseguire con assennatezza [] C una sobriet sociale da rimettere a tema [] sotto il profilo sociale, la sobriet luso sapiente dei beni per il mondo, per quello di oggi e per quello di domani, per noi e per i nostri figli, per i nostri nipoti e per le future generazioni.

[Card. D. Tettamanzi, La sobriet dimenticata. Incontro con gli amministratori locali]

SFISP - sabato 12 gennaio 2013

Le ricette per la crisi2 ! Soluzioni di matrice liberista

! discendono da unanalisi della crisi di tipo patologico ! prevedono di ristabilire le condizioni per laffidamento al mercato dellequilibrio del

sistema economico ! puntano sulla crescita economica (indicatori tradizionali)

! Soluzioni che transitano dallintervento statale ! anchesse discendono da unanalisi patologica, ma sono senza dubbio minoritarie ! riconsiderano il ruolo dello Stato nelleconomia come elemento di riequilibrio del

sistema economico (e non solo sociale)

! Soluzioni della decrescita (felice) ! ritengono fisiologico il fallimento del sistema economico ! prevedono una riconsiderazione critica del paradigma della crescita, considerata un

limite e non unesigenza (i tradizionali indicatori economici devono essere invertiti al fine di rendere sostenibile il sistema economico)

SFISP - sabato 12 gennaio 2013

Le ricette per la crisi3 i principi cardine DSC

! Non esiste una ricetta della DSC in tema di crisi economica, ma esistono alcuni capisaldi che dovrebbero costituire il fondamento della politica economica e sociale per uno sviluppo pienamente umano ! Lo sviluppo non si riduce alla semplice crescita economica. Per essere

sviluppo autentico, dev'essere integrale, il che vuol dire volto alla promozione di ogni uomo e di tutto l'uomo. Com' stato giustamente sottolineato da un eminente esperto: noi non accettiamo di separare l'economico dall'umano, lo sviluppo dalla civilt dove si inserisce. Ci che conta per noi l'uomo, ogni uomo, ogni gruppo duomini, fino a comprendere l'umanit intera

[Paolo VI, Lett. Enc. Populorum Progressio]

SFISP - sabato 12 gennaio 2013

Le ricette per la crisi4 i principi cardine DSC

! Principio guida del bene comune ! Cos il fine della societ non un bene individuale n la collezione dei beni individuali

di ognuna delle persone che la costituiscono. Una simile formula dissolverebbe la societ come tale a beneficio delle sue parti: essa ritornerebbe o ad una concezione apertamente anarchica, o alla vecchia concezione anarchica-larvata del materialismo individualista, secondo la quale tutto il dovere della citt di vegliare al rispetto della libert di ognuno, mediante cui i forti opprimono liberamente i deboli. Il fine della societ il bene della comunit, il bene del corpo sociale. Ma se non si capisse che questo bene del corpo sociale un bene comune di persone umane, come il corpo sociale stesso un tutto di persone umane, questa formula, a sua volta, condurrebbe ad altri errori, di tipo totalitario

[J. Maritain, La persona e il bene comune]

SFISP - sabato 12 gennaio 2013

Le ricette per la crisi5 i principi cardine DSC

! Destinazione (vocazione) universale dei beni ! propriet privata e libert di intrapresa come elemento di promozione della

vocazione universale

! Sussidiariet ! pluralismo istituzionale, anche in campo economico

! Solidariet ! responsabilit sociale delliniziativa economica

! Gratuit come elemento umanizzante del mercato

SFISP - sabato 12 gennaio 2013

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