Crescere Attraverso Le Crisi

Download Crescere Attraverso Le Crisi

Post on 13-Jun-2015

369 views

Category:

Documents

3 download

Embed Size (px)

TRANSCRIPT

<p>Luciano Manicardi</p> <p>La luce nelle tenebre: crescere attraverso la crisi</p> <p>www.evolutivity.info</p> <p>Luciano Manicardi</p> <p>La luce nelle tenebre: crescere attraverso la crisi1. INTRODUZIONE Vivere: implica un processo di crescita, cio dinamica e abbandono di qualcosa per entrare in qualcosaltro. vita che si sviluppa ma anche qualcosa che si lascia. Crescita molto divenire se stesso, compito inalienabile di ogni uomo, a prescindere dalla fede. Il credente ha un motivo in pi, crede che lunicit addirittura voluta creta e amata da Dio stesso. Forse la vita proprio crescita; di questo processo fanno parte anche le difficolt, crisi, sofferenze. Quando uno dice sono in crisi quale che sia il motivo, che sia grande o minore, prende quella distanza per giudicare appunto lentit di questa crisi; quando ci si dentro si rischia di perdere addirittura la bussola. Essere in crisi vuol dire dover accettare di soffrire, ricordando che questa parte costitutiva dellesistere, non uneccezione sfortunata. Ci che chiamiamo crisi forse sempre crisi di identit: quale che sia il motivo scatenante, nel momento in cui sono in una crisi io non so pi precisamente chi sono, come se venisse incrinata limmagine, la concezione che avevo di me; interviene qualcosa che mi obbliga a ripensarmi, a ridare dei giudizi su di me. Chi sono?, obbliga ad andare a fondo di s stessi, cosa veramente grande. Ogni crisi pi o meno ha a che fare con quella domanda. un po perdere il timone della propria vita, scoprendo di non saper governarla andando alla deriva. come perdere il controllo dellauto. Che fare nel momento della crisi? Lasciarsi andare nella disperazione? Cercare via di fuga e di alienazione, come i pi svariati sballi, fino a voler fuggire la vita? E se invece entrassimo nellordine di idee che la crisi un necessario momento di passaggio, addirittura rendendosi conto che essa anche una via che si apre schiudendo un dopo? Penseremmo che addirittura la crisi un qualcosa che mi aiuta a vivere. Se crescere tendere a diventare se stessi, allora la crisi, che sempre crisi di identit, vitale, perch vuol dire che di fronte a degli eventi della vita che mi hanno disarticolato io devo ripensare me stesso. La sfida della crisi proprio non fuggirla, non rimuoverla perch fa soffrire, anche se questa spontaneamente la prima reazione. Abbiamo ragione che non ci piace la crisi! Perch fa soffrire (ai pi svariati livelli). Ma se pensassimo che necessaria per passare ad uno stadio della vita ad uno pi alto, quindi per crescere ci porremmo il problema non di fuggirla, ma di gestirla. chiaro che bisogna mettere in conto il disarticolamento, lo smarrimento, la sofferenza, ma ha sempre qualcosa da insegnare. Da chi impariamo a vivere? Sono sempre pi rari maestri che aiutino a vivere dando delle chiavi appunto per vivere. Pi spesso la vita stessa che riveste questo ruolo: la crisi mi insegna qualcosa su di me. Spesso il corpo che ci dice qualcosa di noi, ci svela con le sue reazioni qualcosa di molto profondo in noi. Fuggire la crisi o augurarsi di non attraversarla vuol dire restare a un livello superficiale di s, delle cose, della realt e del mondo. Vedremo che cos una crisi, che cosa evoca in noi questa parola, cos nella nostra vita. E ci chiederemo come non lasciarci sommergere e abbattersi dalla crisi, ma vedremo come invece se la attraversiamo ne usciremo rafforzati, fioriti, con una maggiore consapevolezza di chi siamo e delle nostre potenzialit e ricchezze. Farne unesperienza di morte e risurrezione. necessario porsi tre domande: 1)Che cosa evoca in te la parola crisi? A cosa ti fa pensare? Qual la tua reazione emotiva di fronte a questa parola? Infatti se provoca una reazione emotiva perch rievoca il ricordo di una situazione vissuta che ha provocato una certa reazione di sconcerto, sconforto. 2)Hai vissuto eventi o periodi di crisi? Se s prova descriverli e a dire in che cosa essi sono stati critici. 3)Come sei uscito dalla/e crisi vissuta/e? Hai imparato qualcosa dalla crisi, e se s che cosa? Christianne Singer, Sul buon uso delle crisi: Non siamo meschini, abbiamo coraggio, parliamo del buon uso delle catastrofi, dei drammi, dei diversi naufragi in cui possiamo incorrere. Nel corso del cammino della mia vita io ho raggiunto la certezza che le crisi e le catastrofi avvengono per evitarci il peggio. Il peggio, come potrei esprimere cos? Il peggio di aver attraversato la vita senza naufragi, cio di essere sempre restato alla superficie delle cose, di aver danzato al ballo delle ombre, persi nella evanescenza, nellinconsistenza, di avere sguazzato nelle paludi dei si dice, delle apparenze, dei luoghi comuni, di non essere mai precipitato, andato a fondo in una</p> <p>2</p> <p>dimensione altra e profonda di se e delle relazioni. In mancanza di maestri, nella societ in cui viviamo sono le crisi i grandi maestri che hanno qualcosa da insegnarci, che possono aiutarci ad entrare nellaltra dimensione, della profondit che da senso alla vita. Nella nostra societ tutto concorre nel senso di distoglierci da ci che importante e centrale, come se ci fosse un sistema di fili spinati e di interdizioni per non accedere alla propria profondit, unimmensa cospirazione, la pi immensa, di una civilt contro lanima, contro lo spirito. In una societ in cui tutto sbarrato, senza indicazioni di via, ecco che per entrare nella profondit non vi altra via che la crisi per spezzare queste mura che stanno attorno a noi. La crisi un po come lariete che sfonda le porte delle fortezze in cui ci siamo rinchiusi, imprigionati con tutto il nostro arsenale della nostra personalit. Ormai siamo tutti diventati specialisti nellarte dellevitare, dello schivare, del distogliere, quello che Pascal chiamava divertissement, volgersi via da ci che il centro e il fine disperdendosi nella frivolezza e nelle vanit, nelle cose che contano poco. La maggior parte delle persone passano la vita a passare a fianco alla vita senza andarsi a fondo, con tanti meccanismi di cecit su s stessi a punto che esse sono ignorantissime su ci che sta avvenendo in loro, e non lo sanno mai descrivere. Troppo faticoso e doloroso! Meglio disperdersi alla superficie delle cose In fondo dovremmo arrivare a dirci tutto questo che mi imprigiona, che mi stringe, da cui mi sento soffocato, strangolato, sono io. A quel punto ogni crisi crisi di identit, crisi in cui entra in gioco la domanda chi sono? Chi sono in rapporto a questi eventi che mi suscitano tale sofferenza? Chi sono in rapporto a queste persone con cui fino a ieri la relazione era bella e gioiosa mentre oggi un inferno? La crisi di una relazione di coppia, del matrimonio. E i peggiori inferni si vivono proprio in famiglia. Occorre avere il coraggio di lasciarsi interpellare da questa domanda e lasciarsi condurre da essa. La parola Crisi: dal greco krisis, giudizio, separazione, scelta. Il verbo krinein separare, ad esempio il grano dalla paglia, opera di vaglio, passare al setaccio. Proprio ci che fa una crisi: ci testa, ci vaglia mettendoci alla prova. Il disagio proprio lessere messo nudo, inerme. Leggere la Parola di Dio da credente vuol dire accettare che mi metta in crisi, che mi giudichi. Il rischio della crisi che ci costringa guardare dove noi non vogliamo, che ci faccia vedere cose che non vogliamo vedere. Molte persone passano la vita sforzandosi di non vedere nel profondo di s, non passando alla vera vita. Le crisi per quanto siano dolorose in questo hanno una funzione molto positiva. Continua il racconto: Un amico antropologo un giorno mi ha riferito le parole di un africano che diceva Le societ tradizionali sono caratterizzate da iniziazioni che sono vere e proprie crisi, a differenza della nostra societ in cui non c pi alcuna forma d iniziazione. Neanche scuola, istituzioni educative, chiesa propongono un tale cammino di iniziazione, che provoca delle crisi, che fanno fare dei passaggi che sono sempre passaggio dalla morte alla vita. Tanti riti simbolicamente rappresentavano appunto la morte e rinascita: la propria vita viene messa radicalmente in crisi per poter rinascere. L tutta la societ che contribuisce al singolo nel compiere questo passaggio. Oggi invece il tessuto sociale tanto sfilacciato da non permetterlo. Anche liniziazione cristiana assente, ridotta ad ossessione e appiattimento sacramentale per cui bisogna condurre il ragazzino a fare la prima comunione e la cresima, e poi finisce tutto l. interessante notare come il termine crisi sia molto utilizzato in ambito medico, dove indica delle modificazione repentine di uno stato di una malattia, il momento apice di una malattia che pu per avere un esito favorevole di guarigione o un esito negativo. Anche qui c la duplice valenza, non un momento assolutamente negativo. la fase culminante di una malattia che pu evolvere sia male che bene, aprendo uno spiraglio di dimensione positiva. Nellidea di crisi c lidea di cambiamento, trasformazione, passaggio, metamorfosi. Vivere anche cambiare. E se la crisi fosse un invito a cambiare, assecondare la vita operando adeguati cambiamenti, che smuovono certe credenze, modi di pensare che come uno scafandro ci avevano intrappolati?. La crisi in questi aiuta a prendere coscienza della realt. un momento di verit in cui non si pu barare e (a mano che la si fugga) costringe ad aderire alla realt. Allora diventa qualcosa di salvifico, restituendomela ora pienamente sensata, nel senso proprio della vita. Alle volte la crisi interviene perch certe cose che prima andavano bene ora sono cambiate e i nostri assetti devono essere ripensati completamente. A volte i mutamenti sono sia causa che effetto e comunque richiedono cambiamento anche in noi.</p> <p>3</p> <p>Crisi economica ogni rallentamento, caduta della produzione, occupazione Crisi di governo che cade fino alla formazione di un nuovo governo crisi di pianto, convulsa e irrefrenabile nel significato comune la crisi sempre negativa. In crisi si incapaci di risolvere da soli le difficolt, non si sa che pesci pigliare. Nel vocabolario si legge pure: Ogni situazione pi o meno transitoria di malessere o di disagio che in determinati istituti, aspetti o manifestazioni della vita sociale sia sintomo o conseguenza del maturarsi di profondi mutamenti organici o strutturali Nel crescere la crisi implicata per causare grossi cambiamenti che implicano un riassestamento a livello fisico, biologico, psicologico. Cerchiamo di porci in equilibrio tra le due valenze positiva e negativa che il termine ha. Come mi colloco nella condizione di crisi? Per usare la crisi bisogna conoscerla, per conoscerla bisogna darla nome. Provate a dare nome alla/e vostra/e crisi. Lultimo discorso riguarda la nascita come crisi. la prima che abbiamo, e sicuramente non ne abbiamo ricordo. Tutti ne siamo passati ed un passaggio decisivo della vita. Il bambino viene espulso e sfrattato da un grembo in cui abitava e viene gettato nella vita in modo pi o meno doloroso, spesso penosamente doloroso. un momento critico della vita del bambino, ma anche per la madre sospesa tra la vita e la morte profondamente legate. Passa sul volto della donna langoscia della morte, linferno di dolore, ma non appena nato il bambino la donna dimentica questa afflizione, per la gioia che deriva dalla nuova vita umana. (Gv 16,21) Questa quanto mai una crisi, ed dolorosissima. L il corpo del bambino ancora legato a quello della madre, e il passaggio quanto mai carnale, implica dolore fisico e sangue. Ma alle spalle della nascita gi c un cammino di evoluzione segnato da tappe: il cuore che inizia a battere indipendentemente da quella della madre, la formazione dei primi rivestimenti muscolari fino a permettere i movimenti che sono avvertiti anche dalla madre, iniziano a attivarsi gli apparati respiratorio, digestivo. Il bambino vive in simbiosi con la madre di cui ne condivide fortemente gioia o sofferenza. Venire al modo una crisi importante, ma mette anche molto in crisi, squilibrando li equilibri di una famiglia. Ma le crisi che viviamo, appunto non possono essere occasione di rinascita? 2. LE ETA DELLA VITA Normalmente la crisi avvengono nella relazione con gli altri. Un momento iniziale quello dellattaccamento, ad esempio quello veramente fisico del bambino nei confronti della mamma, condizione vitale, paradisiaca. Al tempo stesso questo attaccamento vitale un ambito in cui anche le sofferenze vengono condivise. La nascita proprio una crisi, in cui avviene il distacco, passaggio necessario per arrivare a creare dei legami. Per arrivare a vivere delle relazioni necessario rompere quella simbiosi originaria, e da l parte il cammino per apprendere lalterit e la relazionalit. Gi in questa fase si manifestano situazioni di crisi vitale, come ad esempio lautismo che colpisce anche bambini molto piccoli, come conseguenza di sofferenze patite gi in fase prenatale a causa di quella simbiosi. Questo schema si pu applicare a tante altre situazioni che si vive in varie fasi della vita: bisogna staccarsi per arrivare a creare dei legami ed esserne soggetti. Quando viviamo dei legami scopriamo che questi possono finire, che c la realt della separazione (per le pi varie cause). La separazione (fine dellamore, amicizia, matrimonio; morte di una persona cara) necessita il lutto, assunzione che qualcosa veramente finito. Il lutto ancora presenta lunione di elementi di morte e di vita, di dolore e vitalit. essenziale per poter ricreare nuovi attaccamenti e nuovi legami. Il problema che da quando siamo al mondo viviamo una condizione dolorosa, e cio che abbiamo sete di legami ma ne abbiamo anche grande paura, temiamo la loro fine. Proprio per questo motivo in vari momenti della vita possono innestarsi delle vie di fuga in cui per paura della delusione, della sofferenza che possono derivare dal legame con qualcuno cerco di evitare la sofferenza astenendomi dalla relazione, oppure tale la paura che possa finire che prevengo e anticipo la separazione. Ad esempio la storia di una coppia anziana che aveva vissuto da sempre il matrimonio nella bellezza e nellamore, ma dopo i 50 anni insieme cominciava ad essere tale la paura della morte di uno dei coniugi che cominciarono a venire fuori discorsi di morte, per niente causati da depressione, che portarono a desiderare il suicidio insieme. Che lo si riconosca o no, tutti abbiamo costantemente paura della separazione e del termine delle relazioni. Spesso troppo doloroso questo lutto, il riconoscere che una persona che dava senso alla mia vita adesso non c pi, e si rimuove il dolore senza andare a fondo della crisi, impedendo ad essa di operare il suo</p> <p>4</p> <p>rinnovamento in noi. Quando invece si assume il lutto, quando si traversa questo dolore, non senso e disperazione, poi c una rifioritura, un rinnovamento della propria vita. Il discorso della nascita allora vuole essere quasi una dimostrazione che la crisi, intensissima, costitutiva della vita, ed sempre aperta alla vita. Legame fondamentale con la madre, la vita...</p>

Recommended

View more >