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  • COMMISSIONE GROTTE

    EUGENIO BOEGAN

  • SOCIETÀ ALPINA DELLE GIULIE COMMISSIONE GROTTE “EUGENIO BOEGAN”

    GROTTA GIGANTE

    ANNI DI VITA TURISTICA90

    OLTRE

  • 1

    ATTIVITÀ E RIFLESSIONI DELLA COMMISSIONE GROTTE "E. BOEGAN" Supplemento semestrale ad "ATTI E MEMORIE" - Anno XXVII, N. 2 - dicembre 2004

    51 EDITORIALE

    Si riparte da zero, o meglio da Cinquantuno. Il numero riassume di fatto un anno di attività della Commissione, a causa soprattutto del corposo antologico Cinquanta (che non ci ha fatto risparmiare né spazi, né fatiche né denari). Progressione quindi “resiste” - termine tanto caro a Mauro Corona sulle falesie di casa propria - nonostante le difficoltà economiche ed un certo decremento dell’attività esplorativa. Fra i lavori presentati spicca il ritrovamento, compiuto a fine anno durante i lavori di scavo delle gallerie autostradali della grande viabilità triestina, di un enorme vano sotterraneo. Esplorazione portata avanti, in un “piccolo mare di polemiche localistiche”, dai diversi gruppi speleologici provinciali rappresentanti il meglio delle possibilità esplorative di casa nostra. E così, nel modesto panorama esplorativo, dove piantare un fix per staccarsi dal pavimento pare essere una fatica troppo grande ed impensabile (se non sconosciuta ai più), ci è venuto incontro il Comune di Trieste con settecento chili di “pemex” giornalieri, sparati dall’impresa esecutrice dei lavori di scavo dei due tunnel sotterranei. Dopo pochi mesi di lavori a circa mezzo chilometro dall’ingresso il “fronte di penetrazione” trancia un tratto di galleria fossile splendidamente calcificato e di notevoli dimensioni. Immediatamente vengono installate delle doghe d’acciaio avvolte da rete termosaldata ed innaffiate abbondantemente con il spriz-beton cemento, per “quanto prima porre in sicurezza” le pareti del tunnel (ma forse anche per porlo “quanto prima in sicurezza” da occhi speleologicamente indiscreti…). Di fatto comunque gli operai non chiusero veramente per benino tutte le fessure tra acciaio, roccia e beton, ed un giorno dei primi di novembre 2004 passò da quelle parti per vedere un’altra cavità un gruppetto inviato da Franco Cucchi. Fra questi c’era Luciano Filipaz, che introdusse il suo mefitico “antico toscano” in un micro pertugio tra il cemento ancora fresco: quindi corrente d’aria, allargamento, sopralluogo. E nacque così la Grotta Impossibile, non da “chiacchiere e distintivo” come parafrasando un noto film sui gangster degli anni trenta, ma da dal semplice vizio del fumo e dalla smaliziata curiosità di un vecchio grottista. Dai vespai politico-speleologici riguardanti la Grotta Impossibile ci vengono incontro, per risollevandoci gli animi, i lavori svolti sul Picos d’Europa (un meno ottocento in esplorazione se non tutto, molto triestino) e sul nostro Canin sempre ricco e generoso. Vicino alla nota sulla Spagna pubblichiamo molto volentieri dunque il ponderoso contributo dato dagli speleo ungheresi all’interno del progetto “Gortani Team”, un risultato conseguito che è ben più notevole e importante di quello che si potrebbe valutare di primo acchito… Quello che impressiona ed è positivo rilevare in base al lavoro svolto dagli ungheresi è il grado di “maturità esplorativa” in simbiosi con una decisionalità e forza organizzativa rara, che non a caso, e sempre più di frequente, giunge dai gruppi speleo dell’est. Ed a ottobre il team gli ucraini supera la barriera dei meno duemila: meno duemilasettantotto metri all’abisso Korova – Caucaso. Per un profondista, e per quelli come lui, si presenta un dilemma: il raddoppio della fatica e degli impegni in profondità. Con questo avvenimento la speleologia esplorativa “naturalmente” si rinnova, se quelli della mia generazione bramavamo il meno 1000, adesso c’è chi (anche se credo molto pochi) starà pianificando una ripetizione in Asia o riesaminando (molto meglio) le possibilità esplorative dei massicci di casa propria.

  • 2

    Editoriale Louis Torelli 1

    Grottisti, cani sciolti. Ieri, oggi, domani. Pino Guidi 4

    Considerazioni in merito ad alcune problematiche della speleologia CAI Leonardo Busellato 7

    Ancora qualche grotta sul Carso Bosco Natale Bone 10 4678 VG Giuliano Carini 14 Geodi Pino Guidi 15 La Grotta Ombretta compie quarant'anni Umberto Mikolic 18 Cercando il III, trovando il IV... Federico Deponte 20 Una stagione a Gropada ed un ospite inatteso ma gradito... Riccardo Corazzi 23 La Caverna III ad est di Basovizza Umberto Mikolic 24 Grotta Impossibile di Cattinara. L'inizio delle esplorazioni Louis Torelli 26

    Sul Canin... Louis Torelli 35 Esplorazioni speleologiche sul Col delle Erbe Börcsök Péter 35 Una storia che inizia da lontano, Le Casermette ed il suo abisso Andrea Sbisa' 51

    Qualche curiosità sull'abisso Col De La Rizza (Cansiglio) Barbara Grillo 57 Il Ramo dello Scoiattolo nel Bus de Lum Umberto Mikolic 62 Il primo intervento di un aspirante al CNSAS Barbara Grillo - Alberto Gattel 63

    Sambuca di Sicilia Roberto Prelli 65

    Picos D'Europa 2004: Cueva di Vega Huerta Elisabetta Stenner 68

    Dryopteris Carthusiana (Vill.) H.P. Fucks nella "Kauzka dolina" (79/413 VG) di Sistiana (Carso Triestino) Elio Polli 72 Le "Vaschette di Dissoluzione" nella zona dei grandi "Campi Solcati" di Borgo Grotta Gigante Fabio Forti 79

    PROGRESSIONE N. 51, DICEMBRE 2004

    S O M M

    A R I O

    RIFLESSIONI

    CARSO

    ITALIA

    ESTERO

    RICERCA

    FRIULI

    TRIBUNA

    CANIN

    EDITORIALE

    La Grotta Impossibile Cattinara (Trieste) La galleria alta (Foto U.Tognolli)

  • 3

    Disegni: Archivio CGEB Fulvio Gasparo Pino Guidi Umberto Mikolic Maria Grazia Polli

    Ricerche biospeleologiche nelle isole Ionie meridionali Fulvio Gasparo 82

    E' stato bello, è' stato duro. La mostra sui 120 anni di speleologia dell'Alpina Pino Guidi 85 La riunione dei Gruppi Grotte CAI Pino Guidi 87 Assemblea dei soci della SSI Libero Boschini 87 Speleoraduno a Frasassi (Radicio) Barbara Grillo 88 Il fenomeno carsico delle Alpi Carniche Libero Boschini 89

    Conferenza: Le caverne di guerra del Monte Sabotino Riccardo Corazzi 89 Mostra Archaeopteryx Animali alla conquista dell'aria Deborah Arbulla 90 Proteo Libero Boschini 91 Torna di attualità il Monte Hermada Flavio Vidonis 91 Donazione Marini Gianni Scrigna 92 Donazione Cosmini Pino Guidi 92 Una nuova grotta Riccardo Corazzi 92

    Non si può vivere di ricordi... Maria Pia Zay 93 Agosto in Grotta Gigante Libero Boschini 95 Grotta Gigante Roberto Prelli 96

    Il Nonno racconta Bosco Natale Bone 103

    Carta del Carso per escursionisti Fabio Forti 105 Carta del Carso Belletti Pino Guidi 106 Mondo Sotterraneo anno 27° Fabio Forti 107 Il Cansiglio sotterraneo Nuovo CD-ROM Multimediale Riccardo Corazzi 108 Storiografia delle Terme di Sciacca Louis Torelli 109

    a cura di Serena Senes 110

    Fotografie: Archivio CGEB Gianni Cergol Riccardo Corazzi Davide Crevatin Paolo Bruno de Curtis Gortani Team Barbara Grillo Umberto Mikolic Elio Polli Roberto Prelli Umberto Tognolli Louis Torelli Maria Pia Zay

    PROGRESSIONE: Attivi- tà e riflessioni della Com- missione Grotte “Eugenio Boegan” - Società Alpina delle Giulie, Sezione di Tri- este del Club Alpino Italia- no Supplemento seme- strale ad “Atti e Memorie”

    Direttore responsabile Franco Cucchi Anno XXVI, n. 2 - dicembre 2003

    Direttore: Louis Torelli Segreteria di redazione:

    Franco Chermaz, Mario Prete Redazione: Libe- ro Boschini, Riccardo Co- razzi, Barbara Grillo, Sere- na Senes, Mauro Sironich

    Direzione, Redazione, Corrispondenza: Commis- sione Grotte “Eugenio Bo- egan” - Società Alpina delle Giulie, Via di Dono- ta, 2 - 34121 Trieste - Te- lefono: 040 630464 - Fax: 040 368550 Sito Iternet: www.boegan.it - e-mail: [email protected] Pubbli- cazione stampata a cura della Direzione della Grotta Gigante

    CONVEGNI

    NOTIZIE IN BREVE

    BIBLIOTECA

    NOVITÀ EDITORIALI

    GROTTA GIGANTE

    NARRATIVA

  • 4

    RIFLESSIONI

    GROTTISTI, CANI SCIOLTI. IERI, OGGI E DOMANI

    L’appassionata ricerca dell’uomo non conosce mai un limite. Noi siamo degli esseri che non indagano soltanto sulle cose del mondo,

    ma anche su se stessi e sul tutto. (Karl Jaspers, Ragione ed esistenza)

    L’essere umano è uso soffermarsi a riflettere sulle cose che più colpiscono la sua immaginazione: è una affezione che colpisce un po’ tutti, chi più chi meno, a seconda della sensibilità e dell’indole ricevuti in dono. Sono pensieri che nascono e muoiono nel cuore di ognuno, avendo come unico prodotto un accrescimento – in positivo o in negativo – della personalità.

    Talvolta, però, queste meditazioni pur di natura privata, intima, affrontano aspetti della vita di interesse generale e vengono sottoposte all’attenzione di tutti, provocan- do ulteriori riflessioni e nuove prese di coscienza. È questo il caso di Cane sciolto, il libro di memorie dello speleologo e alpinista Tony Klingendrath, volume in cui l’A. non solo racconta sue avventure e disavventure in grotta e in montagna, ma presenta anche delle considerazioni in margine alle stesse. La lettura di queste ultime mi ha portato ad una serie di riflessioni sul nostro “andare in grotta”, riflessioni che l’ultimo libro di Andrea Gobetti, L’ombra del tempo, uscito nello stesso periodo, allarga geo- graficamente ad un’area più vasta.

    Tony, oggi uomo maturo, appartiene alla generazione di grottisti del Sess