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900222 SERVIZIO PRESTAZIONI GESTIONI SPECIALI 2302 SERVIZIO PRESTAZIONI ASSICURAZIONI GENERALI OBBLIGATORIE 479 FONDI SPECIALI DI PREVIDENZA 17 SERVIZIO PREVIDENZA MARINARA 29 SERVIZIO RISCOSSIONE CONTRIBUTI E VIGILANZA 51013 SERVIZIO ORGANIZZAZIONE 3223 SERVIZIO ELABORAZIONE AUTOMATICA DATI 908 SERVIZIO BILANCI 327 SERVIZIO RAGIONERIA 754 Circolare n. 57 Ai Dirigenti centrali e periferici e, per conoscenza, Ai Consiglieri di amministrazione Ai Presidenti dei Comitati regionali Ai Presidenti dei Comitati provinciali Art. 20 della legge 27 dicembre 1983, n. 730 (legge finanziaria 1984). Cessazione o riduzione della corresponsione degli assegni familiari e degli altri trattamenti di famiglia a decorrere dal periodo di paga in corso al 1' gennaio 1984. Norme contabili. Variazioni al piano dei conti. SERVIZIO PRESTAZIONI GESTIONI SPECIALI 2302 SERVIZIO PRESTAZIONI ASSICURAZIONI GENERALI OBBLIGATORIE 479 FONDI SPECIALI DI PREVIDENZA 17 SERVIZIO PREVIDENZA MARINARA 29 SERVIZIO RISCOSSIONE CONTRIBUTI E VIGILANZA 51013 SERVIZIO ORGANIZZAZIONE 3223 SERVIZIO ELABORAZIONE AUTOMATICA DATI 908 SERVIZIO BILANCI 327 SERVIZIO RAGIONERIA 754 Roma, 13 marzo 1984 Ai Dirigenti centrali e periferici e, per conoscenza, Ai Consiglieri di amministrazione Circolare n. 57 Ai Presidenti dei Comitati regionali Ai Presidenti dei Comitati provinciali Allegati vari OGGETTO: Art. 20 della legge 27 dicembre 1983, n. 730 (legge finanziaria 1984). Cessazione o riduzione della corresponsione degli assegni familiari e degli altri trattamenti di famiglia a decorrere dal periodo di paga in corso al 1' gennaio 1984. Norme contabili. Variazioni al piano dei conti. La legge 27 dicembre 1983, n. 730, concernente disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge finanziaria 1984) ha stabilito all'art. 20 (all. A) che "a decorrere dal periodo di paga in corso al 1' gennaio 1984, le quote di aggiunta di famiglia, nonche' ogni altro trattamento di famiglia comunque denominato" (e, quindi, anche gli assegni familiari) "cessano di essere corrisposti, ad iniziare da quelli di importo piu' elevato, in relazione al reddito familiare ed al numero delle persone a carico dei soggetti percettori secondo la tabella D allegata alla

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presente legge" (1' comma). Per il richiamo esplicito (2' comma dello stesso art. 20) al primo ed al terzo comma dell'art. 6 della legge 25 marzo 1983, n. 79 (1), concernente la maggiorazione degli assegni familiari e degli altri trattamenti di famiglia, il reddito familiare da considerare e' costituito dall'ammontare dei redditi assoggettabili all'imposta sul reddito delle persone fisiche nel periodo di imposta dell'anno immediatamente precedente al periodo di paga in corso al 1' luglio di ciascun anno - conseguiti dai coniugi e dai figli minori ed equiparati a carico nonche' dai figli maggiorenni conviventi; tale determinazione reddituale ha valore per le erogazioni dei trattamenti di famiglia da corrispondere fino al 30 giugno dell'anno successivo. Per l'accertamento del reddito familiare gli interessati debbono produrre annualmente la dichiarazione prevista dall'art. 24 della legge 13 aprile 1977, n. 114 (2). I datori di lavoro, diversi dalle amministrazioni dello Stato, che non applicano la normativa sugli assegni familiari in quanto a cio' autorizzati dalle vigenti disposizioni, sono tenuti a versare, entro il termine stabilito per il pagamento dei contributi di previdenza ed assistenza, gli importi dei trattamenti di famiglia non corrisposti per effetto di quanto in precedenza disposto (3' comma). Per gli enti pubblici, esclusi quelli territoriali e relativi consorzi ed aziende, le economie conseguenti all'applicazione del presente articolo sono recuperate mediante corrispondente riduzione dei contributi comunque ad essi spettanti a carico dello Stato (4' comma). In caso di inadempimento totale o parziale, il datore di lavoro e' tenuto al pagamento di una somma aggiuntiva pari a due volte l'ammontare dovuto, ferme restando le ulteriori sanzioni amministrative e penali (5' comma). Per quanto non previsto dall'art. 20 in questione si osservano, in quanto applicabili, le norme che disciplinano, nell'ambito dei rispettivi ordinamenti, le materie degli assegni familiari, delle quote di aggiunta di famiglia, nonche' di ogni altro trattamento di famiglia comunque denominato (6' comma). La cessazione della corresponsione dei trattamenti di famiglia, per effetto delle disposizioni in discorso, non comporta la cessazione di altri diritti e benefici dipendenti dalla vivenza a carico e/o ad essa connessi (7' comma). La nuova disciplina prevede, dunque, la cessazione ovvero la riduzione della corresponsione dei trattamenti di famiglia in relazione al reddito familiare ed al numero delle persone a carico dei soggetti percettori secondo lo schema, della tabella D allegata al provvedimento (all. 1). In sostanza, deve essere determinato il reddito familiare del percettore (o richiedente) dei trattamenti di famiglia e, sulla base di tale reddito e del numero delle persone a carico, si provvede secondo la tabella D alla eventuale cessazione della corresponsione di parte dei trattamenti di famiglia ad iniziare da quelli di importo piu' elevato, ovvero di tutti i trattamenti di famiglia. Premesso quanto sopra, si forniscono i seguenti chiarimenti ed istruzioni. PARTE PRIMA Assegni familiari. Principi generali. 1) Soggetti La norma si applica ai lavoratori dipendenti (compresi i lavoratori ammalati, in cassa integrazione, i disoccupati, ecc.) ed ai lavoratori autonomi (coltivatori diretti, mezzadri e coloni) cui spettano o sono erogati gli assegni familiari a carico della CUAF; ai pensionati del Fondo pensioni lavoratori dipendenti; ai pensionati dell' E.N.P.A.L.S. ed ai pensionati dei Fondi di previdenza cui spettano o sono erogati gli assegni familiari a carico della C.U.A.F.. 2) Reddito familiare Il reddito familiare deve essere determinato sulla base dei redditi del percettore (o richiedente) degli assegni familiari e delle persone che, alla data iniziale di applicazione della norma in questione (1 gennaio 1984) e, successivamente, alla data dell' 1 luglio di ogni anno (3), si trovino rispetto allo stesso percettore in una delle seguenti posizioni: a) coniuge del percettore, non separato legalmente, anche se non convivente; b) figli ed equiparati maggiorenni conviventi con il percettore; c) figli ed equiparati minori per i quali sono percepiti dal soggetto titolare del diritto gli assegni familiari o che siano con

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lui conviventi. Non concorrono a formare il reddito familiare i redditi dei figli ed equiparati conviventi coniugati salvo che per i medesimi il soggetto titolare del diritto percepisca gli assegni familiari. Ai fini della determinazione del reddito familiare sono equiparati ai figli i soggetti indicati dall'art. 38 del D.P.R. 26 aprile 1957, n. 818 e, quindi, soltanto i figli adottivi e gli affiliati, quelli naturali legalmente riconosciuti o giudizialmente dichiarati, quelli nati da precedente matrimonio dell'altro coniuge nonche' i minori regolarmente affidati dagli organi competenti a norma di legge. Non sono, pertanto, da considerare tra gli equiparati ai figli i fratelli, le sorelle ed i nipoti del titolare del diritto anche se per essi a quel'ultimo spettino gli assegni familiari. Sono altresi' esclusi, sempre ai fini della determinazione del reddito familiare, i genitori e gli altri ascendenti del titolare del diritto anche se per essi a quest'ultimo spettino gli assegni familiari. In caso di pensione ai superstiti sulla quale sono percepiti gli assegni familiari ai sensi dell'art. 5 della legge 11 agosto 1972, n. 485 (4), il reddito familiare e' composto dalla somma dei redditi delle seguenti persone: a) genitore superstite convivente con almeno uno dei minori titolari o contitolari della pensione ai superstiti o, se non convivente, che sia contitolare della pensione stessa; b) fratelli ed equiparati minori e maggiorenni non coniugati conviventi con almeno uno dei minori titolari o contitolari della pensione ai superstiti; c) minori titolari o contitolari della pensione ai superstiti. 3) Redditi che concorrono a formare il reddito familiare Come per il riconoscimento del diritto alla maggiorazione degli assegni familiari, i redditi da considerare sono quelli assoggettabili all' IRPEF, relativi al periodo d'imposta dell'anno precedente al periodo di paga in corso al 1' luglio di ciascun anno e precisamente: - i redditi dichiarati con il mod. 740 o 740/S, al loro degli oneri deducibili e senza valutare le detrazioni di imposta, ovvero i redditi indicati sui modd. 101 e 201 senza valutare le detrazioni di imposta; i redditi soggetti a tassazione separata (arretrati e indennita' di fine rapporto di lavoro dipendente, ecc.) compresi nella dichiarazione dei redditi di mod. 740 o 740/S ovvero nei modd. 101 e 201; - i redditi per i quali non e' prescritta la dichiarazione di mod. 740 o 740/S in quanto di importo non superiore al limite stabilito dalla normativa fiscale. 4) Accertamento della composizione della famiglia Ai fini dell'individuazione dei soggetti i cui redditi concorrono a formare il reddito familiare deve essere presentato, in allegato alle dichiarazioni reddituali del percettore degli assegni familiari (o richiedente) e dei familiari (v. successivo paragrafo 6), il certificato di stato di famiglia attestante la composizione familiare (5). Poiche' l'art. 6, pr

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