cecil beaton

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  • 1. Cerca di osare, essere differente e, soprattutto, di non essere mai pratico. Lotta contro ci che ordinario. Le routine avranno anche i loro fini, ma sono anche le nemiche assolute della grande arte 1

2. Cecil Beaton (1904- 1980), artista inglese, maestro nella ritrattistica e nella fotografia di moda, ha sentito il suo tempo ed stato molto soggettivo. Si forma in Inghilterra fra gli anni 20 e 30, periodo in cui si sviluppa il surrealismo ( ricordiamo che il primo manifesto del movimento artistico di Breton e risale al 1924). 2 3. Egli fu un vero talento impegnato nella arti pi diverse oltre che nella fotografia: pittore, illustratore, scrittore, costumista e scenografo, ha creato anche veri e propri allestimenti scenici per produzioni teatrali; un interesse che si rispecchia anche nei suoi scatti. Rivela una straordinaria freschezza nella scelta delle pose e nelluso di materiali nuovi per creare ambientazioni e per dare risalto al carattere del soggetto. Sicuramente riusc a vivere allaltezza delle sue stesse affermazioni, una volta scrisse che bisognava essere: . Fu proprio questa ambizione e questo sguardo eccentrico che riusc a produrre un vasto corpo di lavori fotografici molto originali, in una carriera di oltre cinquantanni. 3 4. L'interesse di Cecil Beaton per la fotografia emerge gi negli anni della sua infanzia, quando, sotto la guida della sua bambinaia, che si dedica a quest'arte per diletto, incomincia a fotografare la sorella. 4 5. Fin dall'inizio mostra una predilezione per il ritratto artistico e stilizzato, traendo ispirazione da maestri come il barone de Meyer ed Edward Steichen. Beaton fa esperimenti per riflettere la luce: realizza sfondi complessi con materiali d'effetto - specchi o fogli di cellophane - davanti ai quali fa posare i familiari in abiti eleganti. 5 6. Del periodo che parte dagli anni 20, sono alcuni bellissimi scatti con donne che incarnano lo stile liberty con cascate di gioielli e abiti affascinanti e luccicanti. Le sue immagini sono sempre ricche di unatmosfera molto particolare che avvolge i personaggi e che diventa caratteristica peculiare del suo stile. Immortala col suo obiettivo quella generazione di giovani eleganti della buona societ che saranno i suoi temi ricorrenti. Uno snobista spregiudicato, ca pace di cogliere perfettamente l'eccentricit dei personalissimi ritratti, ottenendo fin da subito una critica molto favorevole. 6 7. La nascita della psicologia moderna, grazie a Freud, ha fornito molte suggestioni alla produzione artistica della prima met del Novecento. Soprattutto nei paesi dellEuropa centro settentrionale, le correnti pre-espressionistiche e espressionistiche hanno ampiamente utilizzato il concetto di inconscio per far emergere alcune delle caratteristiche pi profonde dellanimo umano, di solito mascherate dallipocrisia della societ borghese del tempo. Sempre da Freud, i pittori, che dettero vita al Surrealismo, presero un altro elemento che diede loro la possibilit di scandagliare e far emergere linconscio: il sogno. Il sogno quella produzione psichica che ha luogo durante il sonno ed caratterizzata da immagini, percezioni, emozioni che si svolgono in maniera irreale o illogica. O, per meglio dire, possono essere svincolate dalla normale catena logica degli eventi reali, mostrando situazioni che, in genere, nella realt sono impossibili a verificarsi. Il primo studio sistematico sullargomento risale al 1900, quando Freud pubblic : Linterpretazione dei sogni. Secondo lo studioso il sogno la via regia verso la scoperta dellinconscio. Nel sonno, infatti, viene meno il controllo della coscienza sui pensieri delluomo e pu quindi liberamente emergere il suo inconscio, travestendosi in immagini di tipo simbolico. La funzione interpretativa necessaria per capire il messaggio che proviene dallinconscio, in termini di desideri, pulsioni o malesseri e disagi. 7 8. Il sogno propone soprattutto immagini: si svolge, quindi, secondo un linguaggio analogico. Di qui, spesso, la sua difficolt ad essere tradotto in parole, ossia in un linguaggio logico. La produzione figurativa pu, dunque, risultare pi immediata per la rappresentazione diretta ed immediata del sogno. E da qui, nacque la teoria del Surrealismo. Il Surrealismo, come movimento artistico, nacque nel 1924. Alla sua nascita contribuirono in maniera determinante sia il Dadaismo sia la pittura Metafisica. Teorico del gruppo fu soprattutto lo scrittore Andr Breton. Fu egli, nel 1924, a redigere il Manifesto del Surrealismo. Egli mosse da Freud, per chiedersi come mai sul sogno, che rappresenta molta dellattivit di pensiero delluomo, visto che trascorriamo buona parte della nostra vita a dormire, ci si sia interessati cos poco. Secondo Breton, bisogna cercare il modo di giungere ad una realt superiore (appunto una surrealt), in cui conciliare i due momenti fondamentali del pensiero umano: quello della veglia e quello del sogno. Il Surrealismo dunque il processo mediante il quale si giunge a questa surrealt. Sempre Breton cos definisce il Surrealismo: Automatismo psichico puro col quale ci si propone di esprimere, sia verbalmente, sia per iscritto, sia in qualsiasi altro modo, il funzionamento reale del pensiero. Dettato dal pensiero, in assenza di qualsiasi controllo esercitato dalla ragione, al di fuori di ogni preoccupazione estetica o morale. Lautomatismo psichico significa quindi liberare la mente dai freni inibitori, razionali, morali, eccetera, cos che il pensiero libero di vagare secondo libere associazioni di immagini e di idee. In tal modo si riesce a portare in superficie quellinconscio che altrimenti appare solo nel sogno. Al Surrealismo aderirono diversi pittori europei, tra i quali Max Ernst, Juan Mir, Ren Magritte e Salvador Dal. 8 9. Il sogno: oltre la vita Reale ci che tocchiamo, ci che vediamo, ci che in qualche modo tangibile nella razionalit umana. Ma avete mai sognato, avete mai creduto di cadere in un fossato o di volare? Una realt diversa, il sogno, che in qualche modo ci fa vivere sensazioni, emozioni forti e vere quanto vera lesistenza del nostro corpo, che nel sonno sente il tatto, le musiche e le voci, i sapori amari e quegli dolci, che vede i colori e gli spazi senza mura n confini. Il sogno svela la vita dei sensi, oltre lumana realt dei nostri occhi, oltre la vita del corpo, la vita dello spirito. 9 10. 10 11. Osservando questimmagine viene in mente lidea dellarte come una sorta di specchio della vita, di quella vissuta, o di quella che si sogna o si vorrebbe vivere (come asseriscono le avanguardie). Metaforicamente il sogno assimilabile ad un o specchio della vita, soprattutto se consideriamo la nostra voglia razionale di conoscerci o riconoscerci, sin dallinfanzia, nellimmagine nostra generata dallo specchio. Luomo deve constatare se ci che vede nello specchio gradevole per se e se, allo stesso tempo, e in una sorta di conflittualit latente, tale corpo , aspetto, corrispondano alle aspettative altrui, se in linea con la convinzione dominante della bellezza, non certamente interiore. Limmagine fotografica, il cinema, il video, il web, non sono altro che specchi: ma, mentre nel cinema possibile proiettare tutto , c una cosa che non vi si riflette mai e cio il corpo dello spettatore. Questo specchiarsi del corpo , per Lacan, un punto fondamentale perch proprio in quel momento che luomo prende coscienza della concretezza del proprio corpo tramite la sua proiezione dellimmagine nello specchio. La fotografia invece un mezzo iperreale, ossia pi vero del vero; come dice Brassai il surrealismo delle mie immagini non altro che il reale reso fantastico dalla visione. Cercavo solo di esprimere la realt, in quanto niente pi surreale 11 12. Pur non essendo mai stato considerato come un fotografo altamente specializzato nella tecnica, si distinto per l'impostazione della scena e per la tempestivit nello scegliere il momento pi adatto allo scatto; utilizza anche una serie di trucchi e l'accusa di artificio mossa dai critici alla sua fotografia non proprio ingiustificata. D'altronde negli anni venti, negli studi fotografici di tutto il mondo, per la realizzazione dei ritratti, si fa largo uso di sfondi dipinti, di effetti di luce e del fotoritocco. La sua prima mostra fotografica, allestita in una galleria poco conosciuta di Londra nel 1926, riscuote un grande successo che gli vale un contratto con la rivista Vogue per la quale, oltre che per "Harper's Bazaar", continua a lavorare come fotografo di moda fino alla met degli anni '5o. Negli anni '30, a Hollywood, ritrae le dive dei cinema negli ambienti di sapore surreale creati con quinte inutilizzate. 12 13. In questi allestimenti, il fotografo inglese pone l'accento non tanto sulla persona o sull'abbigliamento, q uanto sui valori estetici dell'atmosfera compositiva rivelando in ci la sua seconda vocazione: quella di scenografo e di costumista che svilupper appieno dal 1940 al 1970. 13 14. La tensione compositiva dellinquadratura, le quilibrio delle forme, lattenzione per le linee e i volumi, il piacere barocco dellallestimento scenico sono elementi che in alcuni casi raggiungono livelli di perfezione quasi inquietanti. 14 15. Nel 1937 viene nominato fotografo di corte dalla famiglia reale 15 16. Durante la seconda guerra mondiale lavora come fotografo di guerra per il Ministero dell'Informazione britannico. Le esperienze di questi anni modificano lo stile dei suoi ritratti, che, nel dopoguerra, da ricercato e prezioso si fa pi diretto e chiaro. 16 17. Si dedica anche a disegnare costumi e scenografie per la televisione e per il cinema: nel 1956, a New York, realizza il suo primo lavoro per Harper's Bazaar, l'anno successivo vince l'Oscar per le scene e i costumi di Gigi. Nel 1964 vince un secondo Oscar per le scene e i costumi di My Fair Lady. Nel 1968 le sue foto vengono esposte alla National Portrait Gallery. Ricordiamo tra i personaggi

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