avvento 2013 opuscolo

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  • 2Carissimi amici, ragazzi, giovani, insegnanti, genitori e nonni Eccoci con un altro spicchio di Medioevo! vero! Da un po di tempo in qua abbiamo preso di punta let medievale; non a caso, certamente, poich quella fu lepo-ca tra XII e XIII secolo in cui vissero Francesco e Chiara dAssisi. La stiamo indagando da angolature varie e diverse: la citt, le citt di mare, i castelli, le abba-zie ed i conventi, i pellegrinaggi ed ora le cattedrali. Ne emerge sempre un mondo meno oscuro, capace, intelligente, creativo, operoso ed in movimento pur in mezzo alle sempre tante difficolt di ogni tipo Le cattedrali, in particolare, sono una del-le espressioni pi grandiose ed inventive di tutta la civilt medievale. Un mondo di autorit laiche ed ecclesiastiche, lavoratori, maestranze, cittadini di varie condizioni concorreva alla loro costruzione. Le cattedrali divennero lemblema delle citt; furono in esse centri di vita religiosa, ma anche sociale, politica, culturale. Tra i secoli XII e XIII, proprio il tempo di Francesco e Chiara, infatti, tutte le citt dEuropa ambirono ad avere una loro imponente cattedrale. Accanto al solido stile romanico esplose la novit dello stile gotico con la sua forte tensione verticale, con la sua apertura alla luce. Dio luce: Cristo identificato con la Luce vera, quella che illumina ogni uomo (Gv1, 9) e Cristo stesso si qualifica Io sono la luce del mondo; chi segue me, non cam-miner nelle tenebre, ma avr la luce della vita (Gv 8,12). E di luce, attraverso le am-

    pie vetrate colorate, sinondarono le grandi cattedrali gotiche dEuropa! Fu uninnovazione nei modi di costruire che poggiava su di una diversa

    sensibilit ed una mutata percezione di Dio, attraverso Cristo che la vera Luce del mondo.

    Speriamo di farvi cosa gradita offrendovi questo spaccato di Medioevo che allombra delle cattedrali in qualche modo unific lEuropa. Ancora oggi le cattedrali sono il punto di riferimento delle diocesi cristia-no-cattoliche, le grandi case duomi, appunto aperte a tutti! Pace e Bene,

    Frate Indovino

    miner nelle tenebre, ma avr la luce della vita (Gv 8,12). E di luce, attraverso le am-pie vetrate colorate, sinondarono le grandi cattedrali gotiche dEuropa! Fu uninnovazione nei modi di costruire che poggiava su di una diversa

    sensibilit ed una mutata percezione di Dio, attraverso Cristo che la vera Luce del mondo.

    Speriamo di farvi cosa gradita offrendovi questo spaccato di Medioevo che allombra delle cattedrali in qualche modo unific lEuropa. Ancora oggi le cattedrali sono il punto di riferimento delle diocesi cristia-no-cattoliche, le grandi case duomi, appunto aperte a tutti!

  • 3IL MEDIOEVODELLE CATTEDRALI

    La disposizione della chiesa materiale rappresenta la forma del corpo umano, visto che la balaustra o il luogo dove si trova laltare rappresenta la testa,

    e la croce delluna e dellaltra parte, le braccia e le mani; infine, laltra parte che si estende dopo Occidente, tutto il resto del corpo [cio in pratica: l abside

    la testa, il transetto le braccia, la/le navata/e sono il resto del corpo]. (Durand1, I, 14).Le chiese a forma di croce mostrano che noi dobbiamo essere crocifissi al mondo,

    o seguire il Cristo messo in croce per noi (I, 17).

    Una delle espressioni pi splendi-de, magnifiche e grandiose della fede e della creativa operosit degli uomini nel Medioevo sono le cat-tedrali di cui disseminata tutta

    lEuropa cristiana.Non certo per caso che il pontefice Benedetto XVI abbia dedicato attenzione a questa monu-mentale manifestazione artistica come via della bellezza che conduce a Dio [catechesi novembre 2009]. E non neppure un caso che un romanzo di successo come I pilastri della terra di Ken Fol-let sia ambientato nel XII secolo e ruoti attorno alla costruzione di una cattedrale. Limponenza di questi edifici a tuttoggi domina e caratterizza le citt. Ad esempio. Nonostante tra-sformazioni e nuove e moderne emergenze mo-numentali, come la Torre Eiffel, la grande Parigi si distingue ancora per la sua cattedrale di No-tre Dame, sfondo del celebre romanzo di Victor Hugo.

    Il termine cattedrale indica una realt architet-tonica ben precisa: designa la chiesa della diocesi ecclesiastica, la sede del vescovo. Il latino cathe-dra, allepoca del riconoscimento del Cristiane-simo nel IV secolo, sta a segnalare il seggio del vescovo, generalmente situato in fondo allabsi-de, di fronte allaltare ed ai fedeli. Laltro termine usato per denotare la chiesa episcopale duo-mo che deriva dal latino domus, cio casa, intendendo per non tanto la casa del vescovo, quanto la casa di Dio, aperta a tutti.A seguito della svolta costantiniana (Editto di Mi-lano del 313), ogni citt (civitas) ha un proprio vescovo (episcopus) che a capo della comunit cristiana. Egli investito di un triplice potere: di giurisdizione, di insegnamento, di ministero (cre-sime ed ordinazioni) e questo potere viene eserci-tato sullintera diocesi (citt e territorio). Dal IV secolo in poi le citt si dotano di chiese cattedrali i cui stili e le cui forme varieranno se-condo le epoche ed i tempi.

    _1. Guglielmo Durand 1230-1296, canonico, prelato attivo, fatto vescovo di Mende (Francia) nel 1285; mor a Roma e fu sepolto nella chiesa domenicana della Minerva. Il suo titolo di gloria di aver scritto il Razionale o Manuale dei divini offici. Lidea centrale del Manuale che nelluniverso del sacro, nel mondo delle cattedrali, tutto ha un senso, tutto deve essere decifrato per lelevazione ad una realt di ordine spirituale. [Lantico nome di Urbania era Casteldurante perch il Durand vi costru un proprio castello].

    U

  • 4Ed una cattedrale non solo la chiesa, ma un pi articolato insieme di edifici. Se per cattedrale intendiamo ledificio-chiesa in quanto tale, non va dimenticato che nella sua area potevano sor-gere altri edifici con diverse funzioni: la domus episcopi, cio la casa di residenza del vescovo; il battistero spesso separato dalledificio di culto [Pisa, Firenze]; il complesso abitativo dei cano-

    nici [o dei monaci]; le strutture di un eventuale ospedaleSovente visibile da lontano, la cattedrale lem-blema della citt, centro di un insieme di mol-teplici funzioni religiose, intellettuali, econo-miche, caritative, artistiche: una sorta di citt sacra e simbolica, dentro la citt.

    Lanno Mille fu una linea di de-marcazione che progressivamente segn la ripresa di tutti gli aspetti della vita: economici, commer-ciali, produttivi, culturali, sociali,

    politici, religiosi Il monaco Rodolfo il Glabro (980ca.-1047ca.) nella sua Crona-ca scrive:Si era gi quasi allanno terzo dopo il Mille quando nel mondo intero, ma specialmente nellItalia e nelle Gallie, si ebbe un rinnovamento delle chiese basilicali: sebbene molte fossero ben sistemate e non ne avessero bisogno, tuttavia ogni popolo del-la cristianit faceva a gara con gli altri per averne una pi bella. Pareva che la terra stessa, come scrollan-dosi e liberandosi della vecchiaia, si rivestisse tutta di un candido manto di chiese. In quel tempo i fedeli sostituirono con edifici migliori quasi tutte le chiese delle sedi episcopali, tutti i monasteri dedicati ai vari santi e anche i pi piccoli oratori di campagna (Storie dellanno Mille, III, 13). La cultura e la civilt europea, infatti, subirono

    unaccelerazione dopo lanno Mille, grazie ad una serie di innovazioni tecnologiche, prima di tutto in agricoltura, che permisero di aumenta-re la produzione di generi alimentari, sollevan-do la popolazione dallendemica scarsit di cibo. Ci innesc un circolo virtuoso che permise un incremento demografico, la ripresa dei com-merci e lo sviluppo di villaggi e citt quali sedi di mercati; la crescita delle zone urbane gra-dualmente permise laffermazione di un nuovo ceto sociale, quello borghese dedito alle atti-vit manifatturiere e commerciali ed interme-dio tra la massa dei lavoratori della terra e gli

    aristocratici ed ecclesiastici. Tutti questi fattori presto innescaro-

    no una notevole domanda di nuovi edifi-ci, soprattutto

    r e l i g i o s i . A ci va aggiunta latt ivit delle ab-bazie ri-

    formate (come Cluny nellXI secolo e Citeaux nel XII secolo), il si-stema di pievi nelle campagne, la diffusione dei pellegrinaggi con la conseguente necessit di grandi chiese, ospedali e alloggi per i pellegrini.Tanto fervore di attivit edilizia coincise nei se-coli XI e XII con la rinascita delle citt europee che trov nelle cattedrali e nei loro vasti e a vol-te plurisecolari cantieri uno dei suoi segni pi significativi.

    LSi era gi quasi allan-no terzo dopo il Mille quando nel mondo in-tero, ma specialmente nellItalia e nelle Gal-lie, si ebbe un rinno-vamento delle chiese basilicali: sebbene molte fossero ben sistemate e non ne avessero bisogno, tuttavia ogni

    con gli altri per averne una pi

    incremento demografico, la ripresa dei commerci e lo sviluppo di villaggi e citt quali sedi di mercati; la crescita delle zone urbane gradualmente permise laffermazione di un nuovo ceto sociale, quello borghese dedito alle attivit manifatturiere e commerciali ed intermedio tra la massa dei lavoratori della terra e gli

    aristocratici ed ecclesiastici. Tutti questi fattori presto innescaro

    no una notevole domanda di nuovi edifici, soprattutto

    r e l i g i o s i .

    formate (come Cluny

  • 5E questo il tempo delle cattedraliLa pietra si fa

    Statua, musica e poesiaE tutto sale su verso le stelle

    Su mura e vetrateLa scrittura architettura

    [Notre Dame de Paris, Musical].

    In esse risiede il vescovo e la cattedrale la chie-sa principale, detta anche chiesa madre, chie-sa maggiore. La pi antica cattedrale europea la basilica di S. Giovanni in Laterano a Roma, detta mater et caput di tutte le chiese del mondo. mater et caput di tutte le chiese del mondo. mater et caputTra tardo-antico e primo Medioevo le cattedrali cominciarono ad essere presenti in tutte le citt

    Lo stile gotico, praticamente una vera rivoluzione nella storia dellarchitettura, prese avvio in Francia, e si ricon-duce a Sugerio, abate di Saint Denis (1080/1081-1151). Personaggio di rilievo e autore di tre opere, dalle quali si evince il suo spiccato interesse per la luce [cfr. fine-stra 8]. La Francia si popol di cattedrali improntate alla nuova maniera: Sens, Noyon, Laon, Soissons, Parigi-Notre Dame, Bourges, Chartres, Reims, Amiens, Beau-vais, Troyes, Tours, Auxerre. Le novit si diffusero con modi e tempi diversi in Inghilterra, Germania, Spagna, Italia, Austria, Boemia, Ungheria, Scandinavia, Polonia, Transilvania, Moldavia, diversificandosi ed adattandosi ad un grande numero di committenze e scopi diversi. Tra le cattedrali significative in Europa si ricordano, ad esempio, Canterbury e Colonia. Se il Gotico si dif-ad esempio, Canterbury e Colonia. Se il Gotico si dif-ad esempio, Canterbury e Colonia. Se il Gotico si diffuse pi o meno rapidamente in Europa, anche vero che non mancarono zone di resistenza come prova, ad esempio, Monreale.A causa della sua provenienza francese, in et medie-vale larchitettura gotica era chiamata opus francige-num. A Venezia, invece, venne conosciuta come modo di costruire alla todesca. Il termine gotico, in senso dispregiativo, fu invece coniato da Giorgio Vasari nel XVI secolo come sinonimo di nordico, barbarico, ca-priccioso, contrapposto alla ripresa del linguaggio clas-sico greco-romano del Rinascimento. La perdita della connotazione negativa del termine risale alla seconda met del Settecento quando, prima in Inghilterra e Ger-mania, si ebbe una rivalutazione di questo periodo della storia dellarte che si tradusse anche in un vero e proprio revival (il Neogotico), che attecch gradualmente pure revival (il Neogotico), che attecch gradualmente pure revivalin Francia e in Italia.

    Caratteristiche del gotico La caratteristica principale dellarchitettura gotica il verticalismo, essendo le cattedrali pi esili, eleganti ed allungate, ricche di decori che si protendono verso lal-

    to, dando quasi limpressione di voler toccare il cielo per ricongiungersi a Dio.Il gotico un fenome-no di portata europea dalle caratteristiche molto complesse e variegate; fu uno dei grandi sistemi forma-li della storia cultura-le europea, espressio-ne di un momento in cui lEuropa aveva trovato una propria identit ed una profonda originalit. Esso interess tutti i settori della produzione artistica, portando grandi sviluppi anche nelle cosiddette arti minori: oreficeria, miniatura, inta-glio di avorio, vetrate, tessuti, e via dicendo.La novit pi originale dellarchitettura gotica la scomparsa delle spesse masse murarie tipiche del ro-manico: il peso della struttura non veniva pi assorbi-to dalle pareti, ma distribuito su pilastri e su una serie di strutture secondarie poste allesterno degli edifici. Nacquero cos le pareti di luce, coperte da magnifi-che vetrate. Gli archi rampanti [cfr. finestra 5], i pin-nacoli [cfr. finestra 6], gli archi di scarico sono tutti elementi strutturali, che contengono e indirizzano al suolo le spinte laterali della copertura, mentre le mu-rature di tamponamento si alleggeriscono, sostituite dalle vetrate: gli edifici, liberati dal limite delle pareti in muratura, si sviluppano con slancio verticale, arri-vando a toccare altezze ai limiti delle possibilit della statica. Elementi strutturali caratteristici e propri del gotico sono, oltre agli archi rampanti, i pilastri com-positi [cfr. finestra 10], larco acuto/ogivale che crea la dimensione della verticalit, la volta a crociera con costoloni [cfr. finestra 12].

    Il goticoto, dando quasi limpres-sione di voler toccare il cielo per ricongiungersi

    -no di portata europea dalle caratteristiche molto complesse e variegate; fu uno dei

    ---

  • 6Si potrebbe quasi dire che ogni cattedrale, e quella gotica in particolare, pu considerarsi come uno strumento di predicazione della Verit che proclama lonnipotenza di Dio trino ed uno, di Dio creatore, di Dio fatto uomo, di Dio salvatore.La Chiesa trasmette i suoi contenuti e i suoi messaggi attraverso la parola (orale o scritta) e limmagine. Quanto alle immagini le sculture hanno un ruolo rilevante proprio nelle cattedrali gotiche, ne sono testimonianza i portali di Chartres e di altre cattedrali francesi. Le statue prendono corpo, liberate dal muro, si muovono, acquista

    no espressione. Esse raffigurano verit della fede e personaggi ed episodi biblici. Luomo gotico compare nella sua plasticit corporea, nella sua individualit. Si raffigura Cristo sovrano, maestro, giudice, ma anche il Cristo incar-nato con scene della Passione. Si rappresenta

    la Vergine che mediatrice sovrana e stru-mento dellIncarnazione. Si moltiplicano le

    sue rappresentazioni e le cattedrali sinti-tolano spesso a Maria. Nel gotico si ha

    il trionfo dellIncarnazione e lacquisi-zione della dimensione divina perce-pita come Luce.

    come la Chiesa trasmetteil suo messaggio

    Ha scritto qualcuno, parafrasando il grande scrittore francese Victor Hugo: La cattedrale un libro fatto di pietra e vetro istoriato destinato a tutti; la cattedrale , infatti, percepita da Hugo come libro architettonico e, non solo, egli scrive Il genere umano ha due libri, due registri, due testamenti: larchitettura e la stampa, la bibbia di pietra e la bibbia di carta (Notre Dame de Paris,V,2).

    gotica in particolare, pu considerarsi come uno strumento di predicazione della Verit che pro-clama lonnipotenza di Dio trino ed uno, di Dio creatore, di Dio fatto uomo, di Dio salvatore.La Chiesa trasmette i suoi contenuti e i suoi messaggi attraverso la parola (orale o scritta) e limmagine. Quanto alle immagini le scultu-re hanno un ruolo rilevante proprio nelle cattedrali gotiche, ne sono testimonianza i portali di Chartres e di altre cattedrali francesi. Le statue prendono corpo, li-berate dal muro, si muovono, acquista-

    e personaggi ed episodi biblici. Luomo gotico compare nella sua plasticit corporea, nella sua individualit. Si raffigura Cristo sovrano, maestro, giudice, ma anche il Cristo incarnato con scene della Passione. Si rappresenta

    la Vergine che mediatrice sovrana e strumento dellIncarnazione. Si moltiplicano le

    sue rappresentazioni e le cattedrali sintitolano spesso a Maria. Nel gotico si ha

    il trionfo dellIncarnazione e lacquisizione della dimensione divina percepita come Luce.

    LEuropa delle cattedrali! Si par-la tanto di Europa, se ne cerca la comune identit, ma non davve-ro difficile trovarla; pur in mezzo alle tante diversit, non v dubbio

    che la fede cristiana e la sua capacit di darsi unorganizzazione istituzionale duratura han-

    no conferito ad essa una quantit di elementi identici. Si parlato, ad esempio, dei mona-steri [cfr. Calendario dellAvvento 2011], questi si diffusero in tutta Europa in modo capillare e la Regola di S. Benedetto divenne linsegna allombra della quale fiorirono varie forme di vita monastica. Quando, nel XIII secolo, fecero

    L

    Victor Hugo esaltava: limmensa quantit di cattedrali che hanno ricoperta lEuropa, in numero cos prodigioso da non riuscire a crederlo neppure dopo averlo constatato.

    (Notre Dame de Paris, V,2).

    sedi vescovili: talvolta in un primo tempo fuori le mura e poi allinterno di esse; talaltra fin dalle origini, subito, allinterno.Certo che laffermazione del Cristianesimo coincise con la graduale conquista dellarea

    principale della citt da parte della sede vesco-vile e della sua chiesa che divengono punto di raccordo amministrativo e religioso dellintera collettivit.

  • 7Laggettivo romanico la traduzione italiana di roman, vocabolo creato agli inizi dellOttocento in Francia per indicare le lingue e le letterature romanze o neolatine.Larchitettura romanica si diffuse in Europa nell XI e XII secolo, fino allaffermazione dellarte gotica, cio verso la met del XII secolo in Francia e con persi-stenze maggiori negli altri Paesi europei.

    Caratteristiche del romanico Lo stile romanico chiaro e razionale, infatti le cat-tedrali si presentano tozze e robuste, con muri spessi e non altissimi, dando cos il senso della massa e del volume. Le chiese romaniche presentano ununica fonte di luce principale, derivante dal rosone frontale. Esso veniva progettato in modo tale che la luce filtrasse fino ad illuminare esattamente laltare. La volta a botte lelemento simbolo dellarchitettura roma-nica, infatti larco a tutto sesto distingue il Romanico dal successivo periodo dellarchitettura gotica.Le navate sono internamente scandite da colonne o pilastri,

    talvolta cruciformi. Le colonne potevano essere ma-teriale di spoglio, cio proveniente da edifici preesi-stenti classici e potevano presentare capitelli scolpiti con forme vegetali o fantastiche.La parete della navata generalmente articolata con elementi plastici ed aperture sopra le arcate ed mol-to spesso organizzata su vari livelli: matroneo o tri-buna che in origine accoglieva le donne (matrone), ma che nelle chiese medievali perse tale funzione e divenne elemento architettonico con funzione di

    contenimento della spinta della nava-ta centrale; triforio [cfr. finestra 14], claristorio [cfr. finestra 15]. Levolu-zione di questi elementi architettoni-ci avr ampio sviluppo nellarchitet-tura gotica.Abbastanza frequente la presenza di una cripta e di un presbiterio ri-alzato, che rendono la chiesa strut-turata su tre livelli (considerando la navata). Tra i pi significativi esempi di cat-tedrali romaniche si ricordano: per lEuropa quelle di Spira, Durham e San Giacomo di Compostella e per lItalia quelle di Pisa e Modena.

    Il ROMANICO

    Lo stile romanico chiaro e razionale, infatti le cattedrali si presentano tozze e robuste, con muri spessi e non altissimi, dando cos il senso della massa e del volume. Le chiese romaniche pre-sentano ununica fonte di luce principale, derivante dal rosone frontale. Esso ve-niva progettato in modo tale che la luce filtrasse fino ad illuminare

    La volta a botte lelemento -

    nica, infatti larco a tutto sesto di-stingue il Romanico dal successivo

    Le navate sono internamente scandite da colonne o pilastri,

    contenimento della spinta della navata centrale; triforio [cfr. finestra 14],

    la loro comparsa gli ordini Mendicanti, tutte le regioni europee si popolarono di conventi [cfr. lo stesso Calendario]. Con leditto dellimpera-tore Teodosio del 380 il Cristianesimo diven-ne religione ufficiale dellImpero Romano e le istituzioni ecclesiastiche si diedero strutture pi stabili e coese. Cos le varie comunit locali di fedeli ebbero un vescovo con il compito di governarli, ammaestrarli nella fede e di ammi-nistrare i sacramenti a cominciare dallordina-zione dei preti e dalla cresima; ebbero i pretiper la cura delle anime e per lamministrazione quotidiana dei sacramenti; ebbero i diaconi che assistevano sacerdoti e vescovi. Si formarono le diocesi, termine con il quale allinizio sinten-deva linsieme dei fedeli facenti capo ad un ve-scovo, ma che con il tempo venne a significare

    un preciso ambito territoriale, designato a par-tire dalla citt in cui il presule risiedeva. In mol-ti casi i confini delle diocesi ricalcavano quelli delle circoscrizioni pubbliche di epoca romana, incardinate sulle citt che erano centri politici, economici e dei servizi. I vescovi, come i magi-strati del potere laico-civile, posero le loro sedi nelle citt, dove, per altro, i cristiani nei primi tempi erano pi numerosi. In Occidente, con il progressivo sgretolarsi dellapparato imperiale e con le incursioni dei popoli barbari, i presuli divennero punti di riferimento non solo sotto il profilo religioso, ma anche sotto quello civile. Molti di loro, infatti, nel primo e alto Medioevo furono venerati come santi patroni, protettori delle citt. Il trinomio citt-vescovi-diocesi si assomma e si esprime nella chiesa cattedrale di

  • 8La costruzione di una cattedrale era impegnativa; richiedeva un forte sforzo economico per far fronte al quale ci voleva il sostegno di chi poteva ed aveva. Erano necessari veri e propri sponsor! Ci sono cattedrali volute da imperatori come quella romanica di Spira (Germania) dove molti sovrani germanici trovarono sepoltura dando vita ad una sorta di Pantheon Imperiale. Ci sono cattedrali so-stenute da re come quelle francesi o come quella di Monreale costruita nel 1174 per volere del sovrano normanno Guglielmo II dAltavilla2. Ci sono cattedrali volute da vescovi-conti: quella di Durham sorse tra XI e XII secolo per volont di ve-scovi francesi, legati ai Normanni che avevano con-quistato lInghilterra, ed investiti di potere comitale.Ci sono cattedrali incoraggiate da pontefici come quella di Orvieto, la cui costruzione fu avviata nel 1290 per volont di papa Niccol IV, allo scopo di dare degna collocazione al Corporale del miracolo di Bolsena.Ci sono cattedrali promosse da principi come quella, tarda, di Milano, patrocinata da Gian Galeazzo Visconti per simboleggiare le ambizioni del suo Stato, che, nei suoi pia

    ni, sarebbe dovuto diventare il centro di una monar-chia nazionale italiana come era successo in Francia e in Inghilterra, inserendosi cos tra le grandi poten-ze del continente.Ci sono cattedrali, come il romanico duomo di Mo-dena, la cui edificazione fu decisa dal popolo ed indicativa di quellaspirazione allautogoverno che cominciava a circolare nelle citt italiane e che port alla formazione dei Comuni.Ci sono cattedrali deliberatamente sostenute dal Comune come quelle di Siena e di Pisa.Sintende che la cattedrale era in genere unopera collettiva per la quale interveniva un concorso di forze e di energie. Ad esempio nella costruzione di Notre Dame di Parigi concorsero le risorse fornite

    cantieri - fabbriche - opere

    8

    Ci sono cattedrali incorag-giate da pontefici come quella di Orvieto, la cui costruzione fu avviata nel 1290 per volont di papa Niccol IV, allo scopo di dare de-gna collocazione al Corporale del mira-colo di Bolsena.Ci sono cattedrali promosse da prin-cipi come quella, tarda, di Milano, patrocinata da Gian Galeazzo Visconti per simboleggiare le ambizioni del suo Stato, che, nei suoi pia-

    Notre Dame di Parigi concorsero le risorse fornite dal vescovo e dal sovrano, ma non manc laiuto dei cittadini che lavoravano come fabbri, muratori e carpentieri. A Chartres vescovo e canonici rinun-

    cui tutti gli agglomerati urbani di una certa en-tit si dotarono. Il termine cattedrale indica un edificio-chiesa che non si identifica con un preciso, determi-nato e tanto meno unico stile architettonico, tuttavia nei secoli intorno a Francesco e Chiara dAssisi, cio tra XII e XIII secolo, due stili sim-

    pongono in tutta lEuropa occidentale: quelli ben noti come romanico e gotico. Questi, pur nelle diversificate varianti locali, si configuraro-no come una sorta di tono unitario poich si diffusero ovunque caratterizzando non solo le cattedrali, ma, ad esempio, anche le chiese mo-nastiche e conventuali.

    8

  • 9ciarono per tre anni alle loro entrate, inoltre, dopo un incendio del 1194, il vescovo chiese al popolo di raddoppiare gli sforzi per riedificare la chiesa; la richiesta fu ascoltata e ciascuno donava quello che poteva: alcuni vendettero oggetti doro per pagare gli operai, altri devolsero somme di denaro. Anche la cattedrale di Reims fu costruita ricorrendo alle offerte dei fedeli che aspiravano al riscatto dei propri peccati ed alla salvezza dellanima. Tra le energie impegnate nelledificazione della cattedrale occupano un posto di primo piano le stesse corporazioni di mestiere. A Chartres queste raccolsero fondi per finanziare le vetrate. Tutte le vetrate sono anonime, ma sono raffigurati i vari mestieri.

    Le cifre per la realizzazione di una cattedrale erano sicuramente ingenti anche se non possibile rapportarle ai nostri giorni. Gli importi variarono secondo lepoca, lampiezza della costruzione, il costo della manodopera e delle maestranze e dei materiali. Tanto per fare un esempio una cattedrale del livello di Chartres cost allincirca 83.000 libbre pari agli attuali 50 milioni di dollari.Simili costruzioni richiedevano listituzione di una macchina organizzativa che prendeva il nome di opera o fabbrica ed aveva personalit giuridica e amministrazione propria; poteva essere un ente lai-co e/o ecclesiastico.I tempi della costruzione di una cattedrale erano vari: alcune furono erette in tempi rapidi, almeno per quanto attiene la struttura portante (Chartres dal 1194 al 1226; Reims dal 1211 al 1241), alcune in tempi lunghi, alcune non son mai finite (San Petro-nio a Bologna).Per costruire edifici cos grandi e complessi servi-vano una vastit di competenze e una pluralit di uomini di mestiere [cfr. inserto Architetti - mastri costruttori - maestranze varie]. I numerosi termini che qualificavano professional-mente le manovalanze interessate rivestivano il pi delle volte significati ambigui. Il canonico Ugo di San Vittore (met sec. XII) e il

    teria. La prima era esercitata da scalpellini e muratori, la seconda praticata da carpentieri e fa-legnami. Gli architetti ed i capomastri costituivano una minoranza, mentre i manovali erano la maggio-ranza. Niente posti fissi! Se vero che alcuni lavoratori continuavano a prestar opera per diversi anni nello stesso cantiere, altrettanto vero che vi erano casi in cui cambiavano di continuo. I lavori erano condizionati dal ciclo stagionale: al-cuni cantieri chiudevano nelle stagioni pi fredde, ma questo non vuol dire che non si lavorasse At-torno alla costruenda cattedrale fervevano labora-tori dove, al riparo, si procedeva allelaborazione di elementi prefabbricati. In un cantiere si lavorava normalmente dallalba al tramonto con una pausa per il pranzo.

    _2. A proposito di questo re normanno e della costruzione della cattedrale non manca una leggenda. Si narra che Guglielmo, suc-ceduto al padre sul trono di Sicilia, si fosse addormentato sotto un carrubo, colto da stanchezza, mentre era a caccia nei boschi di Monreale. In sogno gli apparve la Madonna, a cui era molto devoto, che gli rivel il segreto di una truvatura con queste parole: Nel luogo dove stai dormendo nascosto il pi grande tesoro del mondo: dissotterralo e costruiscici un tempio in mio onore. Dette que-ste parole, la Vergine scomparve e Guglielmo, fiducioso della rivelazione in sogno, ordin che si sradicasse il carrubo e gli si scavasse intorno. Con grande stupore venne scoperto un tesoro in monete doro che furono subito destinate alla costruzione del Duomo.

    ciarono per tre anni alle loro entrate, inoltre, dopo un incendio del 1194, il vescovo chiese al popolo di raddoppiare gli sforzi per riedificare la chiesa; la richiesta fu ascoltata e ciascuno donava quello che poteva: alcuni vendettero oggetti doro per pagare gli operai, altri devolsero somme di denaro. Anche la cattedrale di Reims fu costruita ricorrendo alle offerte dei fedeli che aspiravano al riscatto dei pro-pri peccati ed alla salvezza dellanima. Tra le energie impegnate nelledificazione della cattedrale occupa-no un posto di primo piano le stesse corporazioni di mestiere. A Chartres queste raccolsero fondi per finanziare le vetrate. Tutte le vetrate sono anonime,

    Le cifre per la realizzazione di una cattedrale era-no sicuramente ingenti anche se non possibile rapportarle ai nostri giorni. Gli importi variarono secondo lepoca, lampiezza della costruzione, il co-sto della manodopera e delle maestranze e dei ma-teriali. Tanto per fare un esempio una cattedrale del livello di Chartres cost allincirca 83.000 libbre pari

    Simili costruzioni richiedevano listituzione di una macchina organizzativa che prendeva il nome di

    domenicano Vincenzo di Be-auvais (sec. XIII) distingue-vano larchitettura in due branche, elencando-ne i vari mestieri. Essi individua-vano lar-te della

    muratura e la carpen-teria. La prima era

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    PortaliLa porta della chiesa Cristo. Ed ecco perch si legge nel Vangelo:

    Io sono la porta, dice il Signore (Gv 10) (Durand, I, 26).

    La facciata, orientata verso occiden-te, di una cattedrale gotica simpone per elementi funzionali e decorativi di grande significato. Ad essa si acce-de in genere attraverso tre portali (il

    numero tre simbolo della Trinit): uno pi grande al centro e due pi piccoli ai lati. I portali segnano il passaggio dallo spazio profano esterno a quello sa-cro interno; essi sono sovente fortemente strombati, cio tagliati obliquamente (svasati) verso linterno, a suggerire limmissione di chi entra in un altra di-mensione. Si comincia proprio da questi a trasmet-tere il messaggio della fede cristiana. Essi sono parti-colarmente ornati e resi solenni. Proprio la scultura gotica potenzi la volont di ornare larchitettura e istruire i fedeli creando le cosiddette Bibbie di pietra. Gradualmente la disposizione delle sculture nella costruzione architettonica divenne pi complessa e scenografica. Gli episodi pi importanti di scul-tura furono, come in et romanica, i portali delle cattedrali, dove vengono rappresentati solitamente i personaggi dellAntico e del Nuovo Testamento. Nel periodo gotico le sculture acquistano plasticit, cio prendono corpo ed assumono forme tridimensionali, qualit espressive e fisionomie individuali che negli esempi migliori (come nel portale della Cattedrale di Reims, del 1250 circa, o nelle opere di Nicola Pisano) sono accostabili alla ritrattistica romana.Nella scultura gotica trovia-mo rappresentazioni non solo di personaggi ed epi-sodi della Bibbia ma anche dei Mesi e delle Stagioni, dei Mestieri (lavori agricoli e artigianali), dei segni dello Zodiaco. Va altres ricor-dato che nella letteratura medievale sono presenti molte figure mitologiche ed

    animali che sono allegorie di peccati, vizi e virt (si pensi alla Commedia di Dante). Troviamo cos anche nellarte le rappresentazioni delle virt cardinali (sa-pienza, giustizia, fortezza, temperanza) e virt teolo-gali (fede, speranza, carit), ma anche delle sette Arti liberali cio le arti del Trivio (grammatica, dialettica, retorica) e le arti del Quadrivio (aritmetica, geome-tria, astronomia, musica). Sono altres presenti figu-re fantastiche spesso da interpretarsi allegoricamen-te. Le fonti di queste fantastiche sculture sono varie e vanno dalla mitologia greca e romana ai bestiari, cio libri che raccoglievano brevi descrizioni di animali reali e immaginari interpretate in chiave simbolica. Spesso appare limmagine del pavone che simbolo di immortalit. In base alla credenza secondo la qua-le il pavone perde ogni anno in autunno le penne che rinascono in primavera, lanimale diventato simbo-lo della rinascita spirituale e quindi della resurrezio-ne. Il leone, ampiamente raffigurato nel Medioevo, ha una valenza simbolica ambivalente; ad esempio, se nellAlto Medio Evo un animale diabolico (fero-ce, violento, tirannico, la cui forza posta al servizio del male), con lavanzare del tempo viene investito

    di una dimensione cristologica (simbolo di Cristo stesso e della resurrezione). Mol-

    to frequenti sono rappresentazioni di creature mostruose formate dalla

    fusione di teste e membra umane e animali: ad esempio i diavoli con ali di pipistrello sono deri-vati dai draghi cinesi. Le statue addossate alle co-lonne delle strombature, e che accompagnano lingresso dei fedeli, raffigurano in ge-nere Apostoli, Profeti, Mar-tiri, Confessori, personaggi biblici.Una cattedrale una strut-tura cos complessa che ha anche accessi secondari e quindi altri portali.

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    prendono corpo ed assumono forme tridi-mensionali, qualit espressive e fisio-nomie individuali che negli esempi migliori (come nel portale della Cattedrale di Reims, del 1250 circa, o nelle opere di Nicola Pisano) sono accostabili alla

    mo rappresentazioni non -

    di una dimensione cristologica (simbolo di Cristo stesso e della resurrezione). Mol

    to frequenti sono rappresentazioni di creature mostruose formate dalla

    fusione di teste e membra umane e animali: ad esempio i diavoli con ali di pipistrello sono derivati dai draghi cinesi. Le statue addossate alle colonne delle strombature, e che accompagnano lingresso dei fedeli, raffigurano in genere Apostoli, Profeti, Martiri, Confessori, personaggi biblici.

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    TimpanoIl timpano un pannello scolpito posto allinterno dellarco che sovra-sta il portale.In esso venivano raffigurate le prin-cipali verit della fede cristiana. Cri-

    sto il grande protagonista delle scene raffigurate perch Egli la porta (Gv 7, 10); sovente rappresentato allatto del Giudizio Universale come mostrano numerosi timpani delle grandi cattedrali gotiche francesi. Nel tempo si d spazio alla rappresentazione della Vergine il cui culto sincrementa tra XII e XIII secolo e la sua figura particolarmente venerata poich si situa tra naturale e soprannaturale, tra il popolo degli uomini e il Cielo dove

    si entrer attraverso gli insegnamenti della Chiesa.Proprio i tre portali di Notre Dame di Parigi sono un significativo esempio di quanto detto. Difatti nel timpano del portale centrale raffigurato il Giudi-zio Universale; in quelli dei portali di sinistra e di destra trionfa la Vergine (Incoronazione, Annun-

    ciazione ecc.). Se nel grande gotico francese i porta-

    li con i loro timpani trasmettono fondamentali contenuti della

    fede, in altri contesti come nel Duomo di Orvieto

    essi sono illustrati nei bassorilievi che deco-rano i quattro piloni della parte inferiore della facciata. Essi descrivono il destino delluomo dalla Cre-azione al Giudizio finale.

    si entrer attraverso gli insegnamenti della Chiesa.

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    Iperch Egli la porta (Gv 7, 10); sovente rap-presentato allatto del Giudizio Universa-le come mostrano numerosi timpa-ni delle grandi cattedrali gotiche francesi. Nel tempo si d spa-zio alla rappresentazione della Vergine il cui culto sincrementa tra XII e XIII secolo e la sua fi-gura particolarmen-te venerata poich si situa tra naturale e soprannaturale, tra il popolo degli uo-mini e il Cielo dove

    ciazione ecc.). Se nel grande gotico francese i porta

    li con i loro timpani trasmettono fondamentali contenuti della

    fede, in altri contesti come nel Duomo di Orvieto

    essi sono illustrati nei bassorilievi che decorano i quattro piloni della parte inferiore della facciata. Essi descrivono il destino delluomo dalla Creazione al Giudizio finale.

    RosoneMotivo decorativo a forma di rosa stilizzata, una vetrata circolare dal cui centro si dipartono, con disposi-zione a raggiera, elementi decorativi; pre

    sente sulle facciate delle chiese romaniche e gotiche; esso rappresenta il cerchio della perfezione; simbolo della rotazione cosmica e sta a significare lirradiazione creatrice. Solitamente inserito in corrisponden-za della navata centrale, talvolta anche di quelle laterali.Tutte le grandi cattedrali

    gotiche francesi ne sono dotate; in taluni casi raggiungono anche notevoli dimensioni; per lItalia si segnalano, ad esempio, i rosoni del Duomo di Mo-

    dena, Parma, Verona, Siena, Orvieto e cos via via essi compaiono in quasi

    tutte le cattedrali romaniche e gotiche italiane. Ad Assisi la

    chiesa di S. Rufino, la catte-drale del tempo di France-sco e di Chiara, ne vanta tre, sia pure di contenute dimensioni. I muratori montavano i vari pezzi del rosone ed i vetrai li riempivano con centinaia di pezzi di vetro colorato.

    gotiche francesi ne sono dotate; in taluni casi rag-

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    Mzione a raggiera, elemen-ti decorativi; pre-

    sente sulle facciate delle chiese romaniche e gotiche; esso rappresenta il cerchio della perfezione; simbolo della rotazione cosmica e sta a significare lirradiazione creatrice. Solitamente

    -za della navata centrale, talvolta anche di quelle

    dena, Parma, Verona, Siena, Orvieto e cos via via essi compaiono in quasi

    tutte le cattedrali romaniche e gotiche italiane. Ad Assisi la

    chiesa di S. Rufino, la cattedrale del tempo di Francesco e di Chiara, ne vanta tre, sia pure di contenute dimensioni. I muratori montavano i vari pezzi del rosone ed i vetrai li riempivano con

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    Torri e campane

    Di solito due imponenti torri alle cui basi si aprono i portali laterali caratterizzano le facciate delle cat-tedrali dOltralpe. Le due torri par-tecipano di un simbolismo diverso

    e assai complesso. Rappresentano i guardiani del luogo santo; esse sono associate ai lati destro e si-nistro di Dio: il lato della misericordia e il lato della giustizia e del rigore, sono quindi le due forme in cui appare lazione divina nei confronti delluomo. Esse per possono essere anche simbolo della natu-ra umana e divina del Cristo.Esse potevano avere anche funzioni squisitamente pratiche: fungere da torri di avvistamento; rispon-dere ad esigenze statiche e allog-giare le campane. Per costruire una campana era necessario approntare un mo-dello in gesso e argilla. Esso veniva coperto con uno stra-to di cera dello stesso spesso-re che avrebbe dovuto avere la campana. Tra la cera ed il gesso erano infilate un certo numero di grappe di bronzo. Ricoper-ta quindi la cera, con un misto di gesso e di stucco, si poneva a scaldare il tutto affinch essa si liquefacesse lasciando una ca-vit tra linvolucro esterno e la parte interna che erano tenuti

    insieme dalle grappe di bronzo; questo era lo stam-po nel quale veniva colato e lasciato raffreddare il bronzo fuso. Non mancano cattedrali che hanno campanili a se stanti, cio separati dalledificio; ci vale per Firen-ze, Pisa, Venezia. Il Duomo di Siena presenta, in-vece, unalta e svettante torre campanaria legata al corpo della chiesa. Ma non solo torri di facciata! Al-cune cattedrali ne vantano anche delle altre come, ad esempio, Laon (Spagna). In taluni casi laltezza di esse superava i 100 m. e poteva raggiungere i 150 m. come in quelle di Strasburgo e Rouen. Il numero dei campanili e delle torri era simbolo della forza e della potenza dei vescovi.

    4Le torri della chiesa sono i predicatori e prelati della Chiesa che formano

    il suo baluardo e la difendono (Durand, I, 21).

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    Per costruire una campana era

    dello in gesso e argilla. Esso

    ta quindi la cera, con un misto

    scaldare il tutto affinch essa si

    vit tra linvolucro esterno e la parte interna che erano tenuti

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    Campanaro chiunque lavori con le campane, fonditore o suonatore che sia. Campanaro famoso come suonatore quel Quasimodo personaggio del romanzo Notre Dame di Parigi di Victor Hugo, la cui vicenda ha dato vita anche ad un cartone ani-mato dal titolo Il gobbo di Notre Dame. Nella cultura Occidentale la campana ha avuto un

    ruolo fondamentale come simbolo di cristianit. La campana della chiesa, oltre a radunare i fedeli, destinata ad allontanare il maligno e ad attirare lattenzione e la protezione di Dio. Ad essa attri-buita una ricca e suggestiva simbologia. La durezza del metallo rappresenta la forza del predicatore, il battaglio in ferro la lingua del predicatore, il colpo

    campanari

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    della campana il richiamo al predicatore a farsi esempio di correttezza. La catena con cui il battaglio sta appeso o sospeso rappresenta la meditazione, e la mano che stringe il battaglio la moderazione della lingua. Il legno dellarmatura che sorregge la campana rappresenta il legno della croce di Cristo; infine il ferro che unisce la campana al legno rappresenta la carit del predicatore. Lusanza di apporre simboli

    ed iscrizioni in rilievo si sviluppa durante il Me-dioevo, sempre come elemento medianico e

    Durante questo periodo la campana svolse funzioni di raduno e di incitamento alla battaglia, assumendo un chiaro signifi-cato di forza e potere, sia per la natu-ra metallica, sia per il suono prodotto. Questo risalta dallusanza di legare le campane durante la settimana santa, sostituendole con strumenti di legno.

    della campana il richiamo al predicatore a farsi

    La catena con cui il battaglio sta appeso o sospeso rappresenta la meditazione, e la mano che stringe il battaglio la mo-derazione della lingua. Il legno dellar-matura che sorregge la campana rap-presenta il legno della croce di Cristo; infine il ferro che unisce la campana al legno rappresenta la carit del pre-dicatore. Lusanza di apporre simboli

    ed iscrizioni in rilievo si sviluppa durante il Medioevo, sempre come elemento medianico e

    protettivo. Durante questo periodo la campana svols

    funzioni di raduno e di incitamento alla battaglia, assumendo un chiaro significato di forza e potere, sia per la natura metallica, sia per il suono prodotto. Questo risalta dallusanza di legare le campane durante la settimana santa, sostituendole con strumenti di legno.

    Archi rampantie contrafforti

    Larco rampante un e l e m e n t o architettonico asim

    metrico somigliante a un semiarco. Esso utilizzato per contenere e scaricare al suolo spinte laterali e verso lesterno delle parti superiori delledificio (archi, volte), frazionando gradualmente le spinte orizzontali fino ad annullarle. Esso favorisce cos lelevazione della struttura contenendo lenergia di spinta, e permette in tal modo alla costruzione di innalzarsi in uno slancio verticale altrimenti impossibile da realizzare in un edificio semplice in muratura. Larco rampante apparve per la prima volta nel coro della cattedrale di Durham intorno al 1100. In seguito larco rampante partecip prepotentemente alla definizione estetico-formale dellarchitettura gotica. La nuova immagine estetica

    che ne risult, derivata dalla ricerca di puntare tutto sulla struttura portante, riducen-dola al suo scheletro proget-

    tuale, consent una profonda diversificazione dalla solida architettura romanica che laveva preceduta.Per costruire gli archi rampanti si dovevano per prima cosa predisporre sagome di legno dette cntine; queste serviva-no a sopportare il peso delle pietre ed a mante-nere la forma dellarco fino a che la malta si fosse indurita.Le cntine venivano assemblate a terra dai carpentieri e poi in-nalzate al loro posto e fissate da una parte al pilastro e dallaltra al contrafforte.

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    Le contrafforti

    Larco ram-pante un e l e m e n t o architetto-nico asim-

    metrico somigliante a un semiarco. Esso uti-lizzato per contenere e scaricare al suolo spinte laterali e verso lester-no delle parti superiori delledificio (archi, volte), frazionando gradualmen-te le spinte orizzontali fino ad annullarle. Esso favorisce

    della struttura contenendo lenergia di spinta, e permette in tal modo alla costruzio-ne di innalzarsi in uno slancio vertica-le altrimenti impossibile da realizzare in un edificio semplice in muratura. Larco rampante apparve per la pri-ma volta nel coro della cattedrale di Durham intorno al 1100. In seguito larco rampante parteci-p prepotentemente alla definizio-ne estetico-formale dellarchitettura gotica. La nuova immagine estetica

    che ne risult, derivata dalla ricerca di puntare tutto sulla struttura portante, riducendola al suo scheletro proget

    tuale, consent una profonda diversificazione dalla solida architettura romanica che laveva preceduta.Per costruire gli archi rampanti si dovevano per prima cosa predisporre sagome di legno dette cntine; queste servivano a sopportare il peso delle pietre ed a mante

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    Pinnacoli e guglie Il pinnacolo un elemento archi-tettonico verticale a forma pira-midale. Si tratta in genere di una guglia posizionata in particolari punti dove gli archi scaricano il

    peso: contribuisce infatti alla statica delledificio perch, aggiungendo peso, raddrizza la spinta obliqua che proviene dagli archi e dagli archi rampanti rispettivamente ai piloni e ai contraf-rampanti rispettivamente ai piloni e ai contraf-rampanti rispettivamente ai piloni e ai contrafforti sui quali solitamente posto. La guglia differisce dal pinnacolo per funzione, locazione e dimensione: una guglia una strut-tura sottile e slanciata di forma conica che ter-mina la parte di un campanile o di una torre; raggiunge anche altezze ragguardevoli.

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    Grondoni/gargolleNel Medioevo le grondaie delle catte-drali erano popolate da esseri fanta-stici come le strigi con corpo umano, teste di capro alate, come gli angeli, o gargolle contratte in una smorfia.

    La loro funzione era di far defluire lacqua piovana. In italiano sono chiama-te gronda o sporgente, in tedesco sputa-acqua, in spagnolo e in francese gargole o gargouille, dal latino gargula che si-gnifica gola; in inglese questo nome ha dato il termine gargoyle. Po-tevano raffigurare pesci, rettili, uccelli, bestie ibri-de con corpi di animali e teste umane o infine esseri

    puramente immaginari come sirene, draghi ecc. Le gargolle, oltre al loro ruolo funzionale, hanno un significato particolare e un simbolismo specifico: quello di protezione della chiesa e di segni che scac-ciano il diavolo o esse stesse potevano simboleggia-re le forze del male o le anime condannate dai loro

    peccati a cui proibito entrare nella chiesa, ma strappate alla dannazio-ne eterna e trasformate in pietra. Le gargolle erano opere affidate alle mani di scalpellini e scultori e venivano sistemate sui contrafforti e collegate alle grondaie del tetto per mezzo di una canale di scolo posto in cima allar-co rampante.

    puramente immaginari come sirene, draghi ecc. Le

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    de con corpi di animali e teste umane o infine esseri

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    vetrate

    Tutto cominci con labate Sugerio che nelle sue opere si gloria di aver conferito nuova luminosit allanti-ca chiesa di Saint Denis, attraverso l a l l e g ge r i -

    mento delle pareti, traforate da ampie finestre abbellite con vetrate che inondavano la chiesa di luce colorata. E la luce sar uno degli ele-menti dominanti delle chie-se gotiche in generale e delle cattedrali in particolare. La nuova sensibilit percepi-sce che Dio luce: la luce del mondo pu portare alla conoscenza di Cristo come vera luce, anche se invisibi-le. Si schiude cos una sorta di teologia dellarchitettura ecclesiastica che in defini-tiva una teologia della luce. Nel Prologo del Vangelo di Giovanni, Cristo identifi-cato con la luce vera, quel-la che illumina ogni uomo (Gv 1,9); e Cristo stesso cos si qualifica Io sono la luce del mondo; chi segue me, non camminer nelle tene-bre, ma avr la luce della vita (Gv 8,12). Le vetrate erano ricche di raffigurazioni e splendeva-no di colori! Esse costitui-scono uno dei prodotti pi originali e caratteriz-zanti di tutta larte gotica.Poich nel Medioevo non si potevano ottenere

    lastre di grandi dimensioni, ogni vetrata doveva essere composta da pi pezzi messi insieme. Per questo motivo si pens di utilizzare dei vetri co-lorati uniti tra loro mediante delle cornici formate

    da listelli di piombo a forma di H. Per prima cosa i vetri venivano tagliati con delle punte metalliche arroventa-te seguendo i disegni fatti in precedenza, poi i vari pezzi si incastravano tra le due ali del listello di piombo. Ogni listello veniva saldato a quello contiguo in modo da ricomporre il disegno previ-sto dal cartone. Il tutto veni-va infine inserito in un tela-io di ferro e murato. Questa tecnica consentiva di otte-nere figurazioni di grande effetto. Per poter dipingere delle figure era necessario disporre di colori che potes-sero far presa direttamente sul vetro. In Francia venne sperimentata la grisaille, una sostanza ottenuta da miscuglio di polveri di vetro e di ossidi ferrosi macinati e impastati con acqua e colle animali. Luso della grisailleera assai semplice. Essa ve-niva spalmata sui vari pezzi di vetro da decorare e, una volta secca, aveva la partico-

    larit di renderli opachi. Poi, mediante uno stilo di legno, si graffiava la grisaille riportando alla luce la trasparenza del vetro sottostante. Per fissa-

    8Le finestre esprimono lospitalit accordata con gioia,

    e la misericordia accompagnata dalla prodigalit (Durand, I, 17).Le finestre della chiesa, che sono fatte di un vetro trasparente, sono le divine Scritture che

    respingono il vento e la pioggia, che cio impediscono lingresso nella chiesa di ci che potrebbe nuocere alledificio e ai fedeli che vi sono riuniti (I, 24).

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    re il dipinto era necessario ricuocere i singoli vetri in modo che la grisaille finisse di fondersi e amal-gamarsi nella pasta stessa del vetro. Cos facendo i contorni tracciati diventavano opachi, mentre le parti graffiate conservavano la trasparenza del ve-tro colorato.Il modo di trattare i temi della pittura risente della mutata situazione storica, sociale ed economica. La borghesia cittadina ormai animata da uno spirito di sempre maggiore concretezza e anche la sua visione del mondo e della vita cambia in modo radicale.Si assiste a una progressiva attualizzazione delle narrazioni sacre, nelle quali i personaggi delle Sa-cre Scritture appaiono vestiti con indumenti del tempo e le ambientazioni sono pi realistiche. La luce lo spirito di Dio e la finestra simbolo di Maria che brilla di luce divina. Spesso il numero delle vetrate ha una valenza simbolico-religiosa: sono a gruppi di tre (la Trinit), di quattro (gli Evangelisti), a spicchi di sette (i sette sacramenti, i sette doni dello Spirito Santo, i sette giorni della Creazione secondo la Genesi).La cattedrale di Chartres possiede ad oggi le ve-trate pi importanti risalenti al XIII secolo, che presentano un colore blu inimitabile. Il Duomo di Siena vanta una vetrata policroma realizzata da Duccio di Boninsegna: si tratta della pi antica vetrata istoriata conosciuta di manifat-tura italiana. Le vetrate potevano essere offerte da associazioni di lavoratori, gente di mestiere, arti-giani, commercianti, mercanti che tenevano alla raffigurazione della propria arte.

    La lavorazione dei vetri era affidata a specifici artigiani anchessi organizzati in corporazioni.In particolare i mastri vetrai che lavoravano ad una cattedrale non dipendevano dal capomastro o dallarchitetto, come invece accadeva ai tagliatori di pietre, e quasi sempre erano diversi dal disegnatore delle stesse vetrate.Il vetro veniva fabbricato con un impasto di cenere di faggio e felci, che era un ottimo fon-dente, e di sabbia lavata, fusa ad altissima tempera-tura. Dopo aver aggiunto diversi metalli allimpasto

    per colorarlo, i vetrai raccoglievano una palla di vetro fuso allestremit di una canna vuota e cominciavano a soffiarla come un pallone. A

    questo punto facevano ruotare rapidamente la palla fino a che assumeva una forma ci-

    lindrica, quindi la staccavano dalla canna, ne toglievano le due estremit e laprivano al cen-

    tro. In fine la scaldavano di nuovo nel fuoco e lappiattivano. Quando il vetro era freddo veniva

    tagliato per mezzo di una bacchetta di acciaio con punta acuminata.

    Vetrai e vetroLa lavorazione dei vetri era affidata a specifici arti-

    In particolare i mastri vetrai che lavoravano ad una cattedrale non dipendevano dal capomastro o dallarchitetto, come invece accadeva ai taglia-tori di pietre, e quasi sempre erano diversi dal

    Il vetro veniva fabbricato con un impasto di cenere di faggio e felci, che era un ottimo fon-

    per colorarlo, i vetrai raccoglievano una palla di vetro fuso allestremit di una canna vuota e cominciavano a soffiarla come un pallone. A

    questo punto facevano ruotare rapidamente la palla fino a che assumeva una forma ci

    lindrica, quindi la staccavano dalla canna, ne toglievano le due estremit e laprivano al cen

    tro. In fine la scaldavano di nuovo nel fuoco e lappiattivano. Quando il vetro era freddo veniva

    tagliato per mezzo di una bacchetta di acciaio con

    Il calzolaioe la luce

    Tra le leggende nate per descrivere limpatto emotivo che la vista delle cattedrali suscitava, si racconta che un calzolaio si rec a Parigi per ve-dere la meraviglia di cui tanto si parlava. Entr in Notre Dame tutto emozionato; dapprima nel-la penombra vide poco o nulla; poi cominci ad osservare la luce colorata delle vetrate cercan-do di ravvisarne il disegno. Allimprovviso gli venne incontro una figura di evangelista lasciandolo sorpreso e terrorizzato e gli disse: La luce e il colore che puoi vedere sono le espressioni della tua anima. Dopo questa esperienza il calzolaio divenne eremita.

    do di ravvisarne il disegno. Allimprovviso gli venne incontro una figura di evan-gelista lascian-dolo sorpreso e terrorizzato e gli disse: La luce e il colore che puoi ve-dere sono le espres-sioni della tua anima. Dopo que-sta esperien-za il calzola-io divenne

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    pareti

    Tutte le strutture portanti di una cattedrale erano (e sono) in pietra; il materiale proveniva da cave pi o meno lontane dal luogo di co-struzione. I tagliapietra estraevano

    grossi blocchi di pietra che venivano successiva-mente tagliati, scalpellati e martellati in modo da corrispondere ai modelli ed alle sagome forniti dal capomastro. I blocchi venivano marcati per indicare la loro futura collocazione nelledificio, talvolta la cava di provenienza e an-che il nome dello spaccapietre per la retribuzione. Le pietre squa-drate dai lapicidi, venivano rifinite dagli scalpellini. Una volta sul po-sto, i muratori collocavano le pietre una sullal-tra; poi stendeva-no con la cazzuo-la uno strato di malta tra pietra e pietra e tra fila e fila. Il capomastro controllava con la

    livella che le pietre fossero orizzontali e con il filo a piombo che il muro fosse verticale. Le pareti erano costituite da tratti lineari di muro intercalati da pilastri e colonne, elementi portanti che avevano funzione di sostegno della volta e del tetto. Man mano che si elevavano le mura era necessa-rio approntare delle impalcature di legno. Lim-palcatura era formata da pali legati insieme da funi cui erano attaccati dei montacarichi che

    p er mette vano il sollevamento della malta e del-le pietre. Essa era anche provvista di piattaforme di lavoro per i muratori fatte di stuoie intreccia-te chiamate gra-ticci, facilmente movibili. Il co-sto elevato delle lunghe travi in legno e il loro difficile reperi-mento fece s che le impalcature non giungessero fino a terra, ma

    9Le quattro mura laterali sono le quattro principali virt della Religione: la Giustizia, la Forza, la Prudenza e la Temperanza (Durand, I, 17).

    E come la Chiesa materiale costruita di pietre congiunte insieme, cos la Chiesa spirituale forma un tutto composito di un grande numero di uomini differenti per et e rango (I, 1).

    la chiesa materiale nella quale si raduna il popolo per lodare Dio rappresenta la santa Chiesa che costruita in cielo, con pietre vive La casa del Signore costruita solidamente, e il suo

    fondamento il Cristo che la pietra angolare Le pietre pi grandi delle altre, e quelle che sono levigate o unite e che si piazzano al di fuori delledificio, e tra le quali vengono inserite le pietre pi piccole, rappresentano gli uomini pi perfetti che, grazie ai propri meriti

    e alle proprie preghiere trattengono i loro fratelli pi deboli nella santa Chiesa (I, 9).

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    indicare la loro futura collocazione nelledificio,

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    fossero incastrate nel muro e spostate verso lalto di mano in mano che avanzava la costruzione. La mancanza di protezioni comportava il veri-ficarsi di vari incidenti. Un caso celebre quel-

    lo di Guglielmo di Sens, impegnato a dirigere i lavori della cattedrale di Canterbury (1174), che vittima del crollo di una impalcatura, rimase per sempre invalido.

    navate

    Tutte le grandi cattedrali hanno lo spazio interno diviso in tre navate: una centrale e due laterali, in alcu-ni casi di uguale altezza.La centrale accoglieva lassemblea

    dei fedeli. Le laterali si prolungavano intorno al coro ed allabside con funzione di deambulatori. Ritmate e scandite da colonne e/o pilastri sono esse che immettono nella dimensione verticale tipica del gotico: si tratta di uno spazio immenso che sottolinea la fragilit delluomo al cospetto di Dio e la cui tensione verso lalto manifesta il desi-derio di avvicinarsi allinfinit divina.I pilastri sono elementi architettonici verticali con funzione portante. Possono avere una forma quadrangolare o poligonale.Tra i pilastri poligonali distinguiamo il pilastro cruciforme ed il pilastro a fascio o polstilo. Il pi-lastro cruciforme, usuale nellarchitettura romani-ca, ha una base quadrangolare cui sono addossate quattro semicolonne. Il pilastro a fascio o polsti-lo, caratteristico del periodo gotico, ha un nucleo circondato da semicolonne che proseguono fino a congiungersi con le nervature della volta.

    10laltezza della navata la speranza della ricompensa a venire che le fa disprezzare

    la felicit e il dolore di questo mondo, fino a quando essa veda i beni del Signore nella terra dei viventi (Durand, I, 15).

    Le colonne della chiesa sono i vescovi e i dottori che sostengono il tempio di Dio con la dottrina cattolica, come gli evangelisti sostengono spiritualmente il trono di Dio

    (Durand, I, 27).I capitelli sono le parole della santa Scrittura che la Chiesa ci impone di meditare e alle quali

    dobbiamo conformare le nostre azioni osservandole (Ivi).

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    TransettoIl transetto unarea simile alla navata, ma pi piccola e taglia questultima perpendicolarmen-te, formando uno spazio chia-mato crociera del transetto, che

    nelle cattedrali spesso quadrato e pu rice-vere una volta differente da quella dei bracci. La crociera del transetto talvolta sormontata allesterno da un campanile che pu essere una torre-lanterna (Bayeux) o una guglia pi o meno alta (Parigi, Rouen, Amiens). Il transetto era un tempo uno spazio riservato ai chierici ed ai canonici.

    Lo strano caso di Siena. Questa citt, al massimo del suo splendore, riteneva che il duomo fosse troppo piccolo: la popolazione e la ricchezza erano aumentate, espandendosi la vita comu-nale e maturando anche il desiderio di emulare Firenze e la sua nuova, gigantesca cattedrale. Si pens quindi di ampliarlo in modo tale che lat-tuale cattedrale diventasse solo il transetto del nuovo edificio. I lavori erano gi in atto nel 1340, ma a causa della peste del 1348 e di alcuni crol-li strutturali, nel 1357 si decise di interrompere i lavori, lasciando nellattuale piazza i segni del falli-

    mento: basamenti per le colonne e incastonamenti di queste nelledificio dellattuale Museo dellOpera Metropolitana del Duomo, oltre alla facciata in-compiuta (il cosiddetto facciatone).

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    Ivere una volta differente da quella dei bracci.

    era un tempo uno spazio riservato ai chierici ed

    Lo strano caso di Siena. Questa citt, al massimo del suo splendore, riteneva che il duomo fosse troppo piccolo: la popolazione e la ricchezza

    Firenze e la sua nuova, gigantesca cattedrale. Si

    tuale cattedrale diventasse solo il transetto del

    Copertura a volta

    La volta a crociera un tipo di co-pertura architettonica formata in origine dallunione longitudinale di due volte a botte. La sua superficie costituita quindi, nella forma pi

    semplice, da unossatura di quattro archi perimetra-li e due archi diagonali. Questi ultimi passano per il centro della volta e sono pi grandi di quelli pe-rimetrali. Il centro chiuso da una pietra a forma di cuneo o tronco di piramide, detta chiave di vol-

    12Il tetto rappresenta la carit che ricopre la moltitudine dei peccati (Durand, I, 16).

    La travatura della chiesa rappresenta i predicatori che la innalzano e la sostengono spiritualmente. Gli archi e le loro nervature sono ancora i predicatori,

    perch ornano e fortificano la casa di Dio (Durand, I, 31).

    L

  • 2020

    ta: dopo il posizionamento della chiave di volta, la struttura si autosorregge, scaricando il proprio peso sui sostegni (colonne, pilastri o altro). Gli spazi tra gli archi diagonali e quelli perimetrali sono detti spicchi o vele e, talvolta, sono separati da nervature che evidenziano le superfici architettoniche, det-te costoloni. La volta a crociera non ebbe un largo utilizzo nell architettura romana, venne introdotta nellarte romanica dall XI al XII sec. per poi avere un momento di grande sviluppo e applicazione du-rante il gotico.In Inghilterra si ebbe un ulteriore sviluppo della volta a crociera con la volta a sei spicchi e poi a raggiera o a ventaglio: soluzioni che permetteva-no unancora mi-gliore distribuzio-ne del peso.Per costruire la volta era necessario erige-re una impalcatura di legno sulla quale venivano sistemate delle cntine simili a quelle utilizzate per gli archi rampanti. Esse avrebbero do-vuto sostenere i co-stoloni di pietra in attesa che la malta fosse ben asciutta. Solo allora i costolo-ni avrebbero potuto reggere lintelaiatura che costituiva il tet-to vero e proprio. Le volte venivano co-struite una campata

    dopo laltra: la campata era (ed ) lo spazio rettango-lare compreso tra quattro pilastri. Il sistema a volte permetteva di creare uno spazio chiuso dallaspetto altamente simbolico: la volta diventava una sorta di immagine di quella celeste.

    I cantieri delle cattedrali furono il teatro pi rappre-sentativo della tecnica edilizia e delle macchine. La complessit spaziale e strutturale, laltezza delle cat-tedrali comportarono unorganizzazione importan-te del lavoro a pi dopera e delle macchine in quota sulledificio stesso in costruzione: le illustrazioni co-eve di quei cantieri restano in vetrate, mosaici, codi-ci e in quelle immagini cogliamo immediatamente

    alcune differenze rispetto al cantiere antico. Le fasi di lavorazio-ne della pietra fino alla scultura erano compiute a terra: i pezzi gi finiti ve-nivano collocati in opera; invece nei cantieri dellantichi-t i blocchi erano scolpiti in opera, sia i bassorilievi che le scanalature delle colonne. I pezzi di pietra da montare erano pi piccoli rispetto al cantiere antico, grandi meno di un singolo scal-pellino.Per tirar su le pietre

    Le pietre tagliate dei costoloni dette cunei o conci venivano inserite in cntine e sistemate con malta. I costoloni venivano bloccati al loro incrocio dalla chiave di volta. Lo spazio tra due cntine veniva rico-perto da tavolati, usati per sostenere i conci di pietra fino a quando la malta non fosse ben indurita. Dopo

    di che si procedeva a stendere uno strato di calce-struzzo sopra lintera volta per evitare la sconnessio-ne tra le pietre. Solidificato il calcestruzzo, i tavolati venivano rimossi e le cntine tolte per sistemarle sulle impalcature della campata seguente. E cos si andava avanti fino allultimazione dellintera volta.

    Come si costruivaNo le voltE

  • 21

    e il calcestruzzo fino al tetto, e quindi costruire la volta, si faceva ricorso a due strumenti: largano e la grande ruota.Largano, noto fin da V secolo a.C., uno strumento formato da un palo di legno alla cui estremit sinse-risce una ruota con una scanalatura su cui si avvol-ge una fune che, azionata manualmente, permette il sollevamento di pesi. Usato per tirare su lacqua

    dai pozzi, fu poi impiegato nelledilizia per sollevare i materiali pi vari: una sorta di antenato della gru!Per issare carichi ancora pi pesanti era necessaria la ruota. Al centro di essa cera un asse cui era legata una fune: la forza motrice della ruota era costituita da uomini che vi camminavano dentro e di mano in mano che questi camminavano la fune si avvolgeva sollevando i carichi.

    ArcateOsservando una cattedrale dallinterno in elevazione, ovvero esaminandola dal basso verso lalto, si distin-guono come primo elemento

    le grandi arcate o campate che ritma-no le navate e separano la navata centra-le da quelle laterali. Nello stile gotico esse sono costituite da un arco a sesto acuto.

    13

    O

    PROSPETTO DI UNA PARETEPROSPETTO DI UNA PARETEVOLTATRAFORO

    CAPITELLO

    PILASTRO

    PAVIMENTO

    CLARISTORIO

    TRIFORIO

    ARCATA

  • 22

    Come i teologi edificano i fedeli, cio la Chiesa riuni-ta, gli architetti edificano la chiesa di pietra. Architet-ti: dottori in pietra.Dal XII secolo larchitetto comincia ad avere un ruolo rilevante come esperto della costruzione, ma anche come organizzatore del lavoro, progettista, capomastro, uomo di polivalenti capacit; disegna la pianta, trova le soluzioni per lelevazione, ne prevede le conseguenze, coordina il lavoro di scultori, pittori, vetrai Tra i pi antichi documentati, brilla la figura di Lanfranco (tra XI e XII secolo) artefice del duomo di Modena.Il mastro costruttore proveniva di solito dalle fila degli operai impegnati nel lavoro di costruzione; egli stesso sapeva svolgere la maggior parte del lavoro, di cui conosceva a fondo non solo gli aspetti progettuali, ma anche i problemi tecnici implicati nella costruzione pratica; godeva del rispetto di tutti. Alcuni dei mastri costrut-tori erano cos famosi ai loro tempi che i loro nomi venivano incisi su parti peculiari della cattedrale.

    Villard de Honnecourt (XIII secolo) stato un archi-tetto francese, noto soprattutto per il Livre de portrai-ture, una raccolta di disegni, corredati da annotazio-ni, fondamentale per la conoscenza dellarchitettura gotica. La precisione degli schemi, la qualit degli schizzi, la perfetta corrispondenza delle piante sono straordinarie. La costruzione di una cattedrale era unimpresa tale che si protraeva nel tempo e vedeva quindi il succedersi di pi architetti. Un esempio per tutti quello della cattedrale di Parigi: Jean de Chelles vi fu attivo dal 1258 al 1265; a lui succedette Pier-re de Montreuil, gi architetto della Sainte-Chapelle. Gli archi furono completati da Jean Ravy, che estese

    lopera di rafforzamento allintero coro ed alle facciate laterali. Altri ancora vi lavorarono come Jean Ravho-

    ey e Raymond du Temple.In Italia celebre Giovanni Pisano che fu ca-

    pomastro del duomo di Siena dal 1285 al 1296; questi raggiunse tale presti-

    gio da ottenere vari riconoscimen-ti e benefici dalla cittadinanza

    senese, tra i quali il condono di una pesante condanna; egli celebre anche per la realizza-

    zione del pulpito del duomo di Pisa [cfr. finestra 20].

    Noto anche Lorenzo Maita-ni capomastro del duomo di

    Orvieto dal 1310 al 1330.

    Non sempre i nomi degli architetti sono noti e celebri,

    talvolta rimangono ignoti. Cu-rioso e simpatico il caso di Vene-

    zia dove allinterno del grande arcone della porta cen-trale rappresentato il cosiddetto architetto ignoto. Egli raffigurato nelle vesti di un saggio orientale con il turbante: greci, infatti, erano gli architetti chiamati a costruire la Basilica dal doge Contarini. Esso appare seduto per sottolinearne il livello di dignit, e porta anche una stampella, segno di infermit fisica. In ci accomunato alla grande tradizione mitica greca e nordica che consentiva allhomo faber di raggiungere homo faber di raggiungere homo faberaltissimi livelli ma lo obbligava a pagarne in qualche modo lo scotto con linfermit. Larchitetto poi rap-presentato nellatto di mangiarsi un dito: la leggenda attribuisce questa espressione di disappunto alla pu-nizione che il doge gli avrebbe dato dopo che, alle sue congratulazioni per la grande opera realizzata, lar-chitetto aveva risposto: Avrei potuto farla meglio; per questo atto di orgoglio era stato punito.Nel Medioevo la distinzione tra capomastro (capo dei maestri) ed architetto non era necessariamente

    architetti - mastri costruttori - maestranze varie

    Larchitetto, poeta e capomastro, riassumeva nella sua persona la scultura che gli cesellava le facciate, la pittura che gli miniava le vetrate, la musica che metteva in moto le campane

    (Victor Hugo, Notre Dame de Paris, Libro V, cap. II)

    ta, gli architetti edificano la chiesa di pietra. Architet

    Dal XII secolo larchitetto comincia ad avere un ruolo rilevante come esperto della costruzione, ma anche come organizzatore del lavoro, progettista, capoma-stro, uomo di polivalenti capacit; disegna la pianta, trova le soluzioni per lelevazione, ne pre-vede le conseguenze, coordina il lavoro di scultori, pittori, vetrai Tra i pi antichi docu-mentati, brilla la figura di Lanfranco (tra XI e XII secolo) artefice del duo-

    Il mastro costruttore pro-veniva di solito dalle fila degli operai impegnati nel lavoro di costruzione; egli stesso sapeva svolgere

    laterali. Altri ancora vi lavorarono come Jean Ravhoey e Raymond du Temple.

    In Italia celebre Giovanni Pisano che fu capomastro del duomo di Siena dal 1285

    al 1296; questi raggiunse tale prestigio da ottenere vari riconoscimenti e benefici dalla cittadinanza

    senese, tra i quali il condono di una pesante condanna; egli celebre anche per la realizza

    zione del pulpito del duomo di Pisa [cfr. finestra 20].

    Noto anche Lorenzo Maitani capomastro del duomo di

    architetti sono noti e celebri, talvolta rimangono ignoti. Cu

  • 23

    TriforioIn architettura il triforio una galleria ricavata nello spessore murario, posta sotto le finestre del claristorio e situata sopra le nava-te laterali di una chiesa mediante

    una successione di loggette. presente in alcune

    chiese romaniche (il duomo di Modena uno degli esempi di maggior rilievo) e soprattutto nelle cattedrali gotiche dOltralpe, abbinato o in sostituzione alla struttura affine del matroneo, dove per la galleria aveva dimensioni pi am-pie e correva per tutta la larghezza della navata

    laterale. Generalmente il triforio precede una piccola galleria percorribile, che invece pu venire a mancare nel caso del triforio cieco. Letimologia del termine scono-sciuta, ma probabilmente deriva dal termine thoroughfarum, che veniva usato per indicare il pas-saggio da unestremit allaltra delledificio. Letimologia dal latino tres (tre) e foris (porta, entra-ta), risulta meno accreditata.

    chiese romaniche (il duomo di Modena uno

    14

    I

    23

    cos netta. Molte erano le maestranze impiegate per la realizzazione di un edificio cos imponente come una cattedrale.

    MAESTRANZE VARIECalcinai: addetti alla preparazione della malta.Carpentieri: responsabili di tutte le fasi che prevedevano limpiego del legno (dalle cntine alle coperture e cos via).Fabbri: addetti alla fonditura ed alla forgiatura dei materiali in ferro.Intonacatori: rivestivano le superfici dei muri con lintonaco.Imbianchini: stendevano sulle superfici intonacate uno strato di pittura bianca.Muratori: addetti alla posa dei blocchi di pietra o dei mattoni.Piastrellisti: detti pavimentari perch si occupavano della zona di calpestio.

    Pittori: addetti alla realizzazione delle decorazioni allinterno degli edifici religiosi.Portatori: addetti al trasporto dei vari materiali da una parte allaltra.Scalpellini: addetti alla lavorazione delle pietre.Vetrai: [cfr. finestra 8].

    Impegnati nel processo di edificazio-ne erano anche i cavapietra, i sab-bionieri, i fornaciai che producevano

    la calce, fabbricanti di tegole e mat-toni, carrettieri ecc. Le maestranze erano retribuite secondo il loro gra-do di specializzazione ed il salario

    poteva comprendere o meno il pasto quotidiano. In linea di

    massima i compen-si non erano elevati

    e le condizioni di lavoro erano dure e sog-gette a pre-

    addetti alla preparazione della malta.responsabili di tutte le fasi che preve-

    devano limpiego del legno (dalle cntine alle coper-

    addetti alla fonditura ed alla forgiatu-ra dei materiali in ferro.

    rivestivano le superfi-ci dei muri con lintonaco.

    stendevano sulle superfici intonacate uno strato di pittura bianca.

    addetti alla posa dei blocchi di pietra o dei

    pavi- perch si occupa-

    vano della zona di calpestio.

    [cfr. finestra 8].

    Impegnati nel processo di edificazione erano anche i cavapietra, i sabbionieri, i fornaciai che producevano

    la calce, fabbricanti di tegole e mattoni, carrettieri ecc. Le maestranze erano retribuite secondo il loro grado di specializzazione ed il salario

    poteva comprendere o meno il pasto quotidiano. In linea di

    massima i compensi non erano elevati

    e le condizioni di lavoro erano dure e soggette a pre

    cariet.

  • 24

    Traforo Le grandi finestre del claristorio culmi-navano nel traforo, ornamento geome-trizzante, mosso ed

    articolato in aperture lobate, cio in archi di cerchio di uguale diametro. A seconda del numero di tali archi si parla di aperture bilobate, triloba-te, quadrilobate, plurilobate.

    L

    claristorio Il cleristorio o claristorio, in ar-chitettura, il livello pi alto della navata in una basilica romana o in una chiesa romanica o gotica. Il suo nome

    si deve al fatto che la sua traforazio-ne di finestre permette al chiarore della luce di illuminare linterno delledificio. Era gi stato usato dai Romani, in ci probabilmente in-fluenzati dallarchitettura ellenisti-ca, nelle basiliche, nelle terme o nei palazzi. A volte le finestre sono piccole, semplici tondi, quadrilobi o trian-goli sferici. Nei grandi edifici, tutta-via, il claristorio una struttura im-portante. In ambito gotico le volte a

    crociera concentrano il peso e la spinta del tetto, liberando spazio sui muri per una finestrazione pi ampia del claristorio. I

    24

    ovvio che le tante, infinite cattedrali dEuropa hanno ciascuna una propria storia; nellimpossibi-lit di seguirle tutte, ci limitiamo a qualche signifi-cativo esempio. Un caso del tutto particolare quello della basilica di San Marco a Venezia, dove confluirono elementi

    romanici, bizantini e, successivamente, gotici. Sino alla caduta della Repubblica Serenissima stata la chiesa palatina dellattiguo palazzo Ducale. Ha assunto il titolo di cattedrale a partire dal 1807, quando fu qui trasferito dallantica cattedrale di San Pietro di Castello. La chiesa fu edificata per acco-

    TANTE CATTEDRALI TANTE STORIE

    24

    crociera concentrano il peso e la spinta del tetto,

    15

    16

  • 25

    gliere le reliquie di san Marco trafugate, secondo la tradizione, da Alessandria dEgitto nell827. La basilica attuale risale ad una ricostruzione iniziata dal doge Domenico Contarini nel 1063. Essa fu ed la concretizzazione identitaria della citt, nel tempo sempre pi autonoma, ricca e potente repubblica marinara [cfr. Calendario dellAvvento 2007]. In quanto chiesa di Stato, la basilica era retta dal doge e non dipendeva dal patriar-ca, e ci fino a quando divenne ufficialmente cattedrale. La basilica-cattedrale si distingue anche per la sua simbologia numerica. Dio, la Tri-nit sono identificati con il numero tre o, geome-tricamente, con un triangolo. Il mondo, in antico, si identificava invece con il numero quattro, con i quattro punti cardinali. La figura che si racchiude in quattro punti deformabile: si possono ottenere, in-fatti, un rettangolo, un rombo, un trapezio. E ci che deformabile anche instabile, mentre il triangolo resta sempre tale. La basilica di San Marco si identi-fica con il cinque, le cinque cupole. Quella centrale del Cristo storico. Esiste un significato simbolico di ci: larrivo di Cristo divinizza il creato cos come la cupola centrale divide in quattro triangoli il quadrato dato dalle quattro cupole esterne. E in questo modo anche il quadrato-creato diventa indeformabile. S. Giacomo di Compostella un caso tipico di cattedrale-santuario; una cattedrale fatta apposta per la custodia delle reliquie del Santo e per accogliere pellegrini. Ad essa si accede attraverso il Portico della Gloriac a p o l avoro della scultura romanica, costruito per volere di re Ferdinando II di Len tra il 1168 e il 1188, ad opera del

    Maestro Mateo. Tutto il portale ispirato alle Sacre Scritture trasmette con plasti-ca qualit rappresentativa il percorso che conduce luomo a partecipare della gloria di Cristo, rappresentato in Maest nella

    lunetta, attorniato dai Quattro Evangelisti, con i popoli nel-lo sfondo, e da personaggi che mostrano gli strumenti della

    Passione. In tutto il com-plesso raffigurativo del Portico si pu leggere la storia dellumanit, sal-vata da Cristo, articolata in quattro livelli. 1) Le basi delle colonne

    descrivono il dramma dellesistenza umana ricor-rendo a simboli propri della cultura medievale che utilizzava raffigurazioni animalesche caricate di vari significati; 2) si vuole che le colonne rappresentino le vie che conducono luomo alla conoscenza del Mistero; 3) sono raffigurati gli araldi e i messaggeri di Cristo, cio profeti ed apostoli; 4) la vita eterna, cio il regno di Cristo. Unaltra cattedrale che fu ambita meta di pelle-grinaggi quella di Canterbury [cfr. Calendario dellAvvento 2012], prima cattedrale gotica dInghil-terra. Colonia e Chartres sono tra laltro celebri per

    la conservazione di reliquie peculiari: la prima conserva larca con i re-sti dei Re Magi portati da Milano dallimperatore Federico Barba-rossa; la seconda custodisce il velo

    della Vergine offerto nell876 alla cattedrale dallimperatore Carlo

    il Calvo [cfr. Calen-dario dellAvvento 2012]. La Spagna

    che vide per lungo tem-po la com-

    presenza d e l l a

    religione mussulmana e

    di quella cristiana presenta casi di trasformazione

    di moschee in cattedrali come accadde

    gliere le reliquie di san Marco trafugate, se-condo la tradizione, da Alessandria dEgitto nell827. La basilica attuale risale ad una ricostruzione iniziata dal doge Domenico Contarini nel 1063. Essa fu ed la con-cretizzazione identitaria della citt, nel tempo sempre pi autonoma, ricca e po-tente repubblica marinara [cfr. Calen-dario dellAvvento 2007]. In quanto

    Maestro Mateo. Tutto il portale ispirato alle Sacre Scritture trasmette con plastica qualit rappresentativa il percorso che conduce luomo a partecipare della gloria di Cristo, rappresentato in Maest nella

    lunetta, attorniato dai Quattro Evangelisti, con i popoli nello sfondo, e da personaggi che mostrano gli strumenti della

    la cupola centrale divide in quattro triangoli il qua-drato dato dalle quattro cupole esterne. E in questo modo anche il quadrato-creato diventa indeformabile. S. Giacomo di Compostel-la un caso tipico di catte-drale-santuario; una cat-tedrale fatta apposta per la custodia delle reliquie del Santo e per accoglie-re pellegrini. Ad essa si accede attraver-

    Portico del-la Gloria,

    -voro della scultura roma-nica, costruito per vo-lere di re Ferdinando II di Len tra il 1168 e il 1188, ad opera del

    la conservazione di reliquie peculiari: la prima conserva larca con i resti dei Re Magi portati da Milano dallimperatore Federico Barbarossa; la seconda custodisce il velo

    della Vergine offerto nell876 alla cattedrale dallimperatore Carlo

    il Calvo [cfr. Calendario dellAvvento 2012]. La Spagna

    che vide per lungo tempo la com

    presenza

    religione mussulmana e

    di quella cristiana presenta casi di trasformazione

    di moschee in cattedrali come accadde a Siviglia e Cordova.

  • 26

    Abside ecattedra vescovile

    Labside la parte semicircolare talvolta poligonale della chiesa ove originariamente sedeva il vesco-vo e dove poi fu generalmente posto laltare. Poteva essere contornata da

    cappelle radiali e/o dal deambulatorio. Labside si colloca al termine del percorso che dalla facciata oc-cidentale conduce allaltare. Essa rappresenta il cielo ed in genere situata in direzione sud-est, cio verso quelloriente che il luogo di nascita di Ges. Lorien-tamento della cattedrale nello spazio, infatti, non casuale, ma uno degli elementi pi ricchi di signi-ficato simbolico: entrare in una cattedrale significa il passaggio dal mondo delle tenebre (ovest-tramon-to) al mondo della luce (est-sorgere del sole).

    La figura del vescovo fu ed il perno della diocesi. Il termine deriva dal latino pus che a sua volta deriva dal greco pus che a sua volta deriva dal greco pusepiscopos che significa superviepiscopos che significa superviepiscopossore, sorvegliante. Nei primi secoli del Cristianesimo il suo ruolo inizi a delinearsi come quello di guida delle chiese lo-cali: nel III secolo si ha la pre-senza di importanti comunit cristiane di fondazione aposto-lica guidate da vescovi (come a Lione o ad Antiochia). Nel IV secolo sono vescovi molti dei padri della Chiesa come, ad

    esempio, Ambrogio a Milano e Agostino a Ippona. Il vescovo, attraverso la consacrazione, aveva ed ha la pienezza del sacerdozio: solo lui pu amministra-re la cresima e conferire gli ordini sacri; a lui com-petono il governo e lamministrazione della diocesi. Nella Chiesa primitiva era nominato dallassemblea del popolo e del clero; col tempo acquist un ruolo sempre pi importante il capitolo della cattedrale, cio il collegio dei canonici; nella complessit della storia non mancarono imperatori che avocarono a s la nomina di vescovi, il che, nellambito della ri-forma della Chiesa dei secoli XI e XII, dette luogo alla cosiddetta lotta delle investiture3. Ma successi-vamente, in epoche diverse per ogni diocesi, i diritti di elezione dei vescovi furono esercitati direttamen-te dalla Santa Sede. NellAlto Medioevo (secoli VI/VII-XI), in taluni casi, i vescovi esercitarono anche

    poteri civili, specie quando questi erano indebo-liti e/o latitanti, e, comunque, la loro

    presenza nelle citt ne fece sem-pre unautorit di riferimento. I vescovati fruivano di vaste pro-

    priet ed avevano dipenden-ze in termini di pievi4, chiese e monasteri5, il che ne faceva delle vere potenze economi-che (e politiche) ed i vescovi tra alto e pieno Medioevo si configurarono sovente come veri e propri signori al pari di quelli laici.

    17

    Labside della chiesa sar rivolta verso lalzarsi equinoziale del sole, per significare che la Chiesa, che combatte sulla terra,

    si deve comportare con moderazione e giustizia nella gioia come nelle afflizioni (Durand, I,8).

    L

    to) al mondo della luce (est-sorgere del sole).

    La figura del vescovo fu ed il perno della diocesi. Il termine deriva dal latino episco-

    che a sua volta deriva dal greco che significa supervi-

    sore, sorvegliante. Nei primi secoli del Cristianesimo il suo ruolo inizi a delinearsi come

    --

    senza di importanti comunit -

    lica guidate da vescovi (come a Lione o ad Antiochia). Nel IV secolo sono vescovi molti dei padri della Chiesa come, ad

    di elezione dei vescovi furono esercitati direttamente dalla Santa Sede. NellAlto Medioevo (secoli VI/VII-XI), in taluni casi, i vescovi esercitarono anche

    poteri civili, specie quando questi erano indeboliti e/o latitanti, e, comunque, la loro

    presenza nelle citt ne fece sempre unautorit di riferimento. I vescovati fruivano di vaste pro

    priet ed avevano dipenden

    _3. Papato e Impero si contrapposero a motivo dellelezione dei vescovi (e non solo); era invalsa la prassi per cui i poteri laici assegna-vano le cariche ecclesiastiche fomentando cos la corruzione del clero; la Chiesa con in testa il Papato reag dando vita ad un movimento di riforma teso a svincolare le suddette cariche dallingerenza dei potentati laici. 4. Allinterno del territorio diocesano, per meglio far penetrare il messaggio cristiano nelle zone rurali, si formarono le pievi (dal latino plebs), chiese dotate di fonte battesimale, cui facevano riferimento i fedeli di una certa zona circonvicina. Con lavanzare del pieno Medioevo, per meglio seguire i fedeli, comparvero anche le parrocchie sia urbane che rurali, cio disseminate sul territorio. 5. Se vero che i monasteri erano in genere indipendenti ed esenti dallautorit vescovile, non mancavano entit monastiche sulle quali il vescovo della diocesi ambiva esercitare la propria giurisdizione.

  • 27

    Coro E canonici

    Il coro cos detto perch in ori-gine era destinato ai cantori e al clero durante le funzioni liturgiche formato da una parte quadran-golare e termina con una parte a

    semicerchio, cio labside; il tutto d vita allarea del presbiterio, in genere separata dal resto della chiesa da una sorta di muro trasversale. Ci bene rifletteva la separazione tra chierici e laici che era propria della concezione ecclesiale dellet medie-vale. A poco a poco i canonici ottennero il diritto di sedersi nel coro, da ci deriva la presenza degli scranni/stalli in cui essi prendevano posto per la liturgia da celebrare in comune e per la recita delle ore canoniche.Fra i pi celebri si ricordano in Italia quelli del duomo di Orvieto, del duomo di Siena e nellOl-tralpe quello della cattedrale di Colonia. Quando ci si riferisce alluniverso degli ec-clesiastici e dei religiosi nel Medioevo si pensa a papi, cardinali, vesco-vi, prelati vari, monaci, frati ma forse meno ci si ricorda dei cano-nici, che furono invece anchessi unistituzione di rilievo a met strada tra monaci e frati.Il ruolo trainante del monachesimo nell XI secolo fece s che la vita comunitaria divenisse un modello anche tra il clero secolare. Per esso lo stile di vita comu-ne aveva conosciuto le prime codificazioni tra VIII e IX secolo, cio in et carolingia. Le

    esigenze ed istanze di riforma della Chiesa dei se-coli XI e XII dettero incremento al moltiplicarsi delle canoniche regolari, in specie presso le cat-tedrali. Queste, infatti, si trovarono provviste di collegi di canonici, cio di comunit di preti che risiedevano in comune, con appositi dormitori e refettori. Il loro impegno era pastorale, liturgico, caritativo ed educativo; a loro competeva la cura dei fedeli con attivit di predicazione e cateche-si, ci che necessitava di preparazione culturale, non sempre, invece, adeguatamente posseduta dai sacerdoti. Non a caso presso le cattedrali sorsero scuole destinate non solo ai canonici; esse furono le istituzioni immediatamente precedenti le uni-versit. Il termine cattedratico deriva da queste scuole, legate appunto alla chiesa cattedrale. Al mantenimento e sostentamento dei collegi dei canonici (capitoli) si provvide con misure che portarono alla divisione dei beni della diocesi tra il vescovo ed i canonici. In entrambi i casi non si trattava solo di beni in termini di vaste proprie-

    t terriere o di case, ma di pievi e chiese che rientravano nella giurisdizione o del

    vescovo o del capitolo. Non sempre i rapporti tra ve-scovi e canonici furono privi di tensioni, ma senza dubbio il vescovo per un verso ed i canonici per un altro sim-

    posero come le istituzioni por-tanti della cattedrale. Attenzio-

    ne! Talune cattedrali furono affiancate non da

    canonici, ma da comunit di monaci, ad

    esempio a Durham, a Canterbu-

    ry, a Mon-reale.

    18Il coro dei chierici il luogo dove essi si riuniscono per cantare insieme (Durand, I, 18).

    Le balaustre, per mezzo delle quali laltare separato dal coro, rappresentano la separazioneche ci deve essere fra le cose della terra e quelle del cielo (Ivi, 31).

    I

    Quando ci si riferisce -

    clesiastici e dei religiosi nel Medioevo si pensa

    -vi, prelati var