arcidiocesi di torino un bambino è nato per noi, ci è stato … · in ogni famiglia il luogo...

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Un bambino nato per noi, ci stato dato un figlio

Lettera di Natale dellArcivescovo Cesare Nosigliaalle famiglie dellArcidiocesi di Torino

ARCIDIOCESI DI TORINO

Torino, dallArcivescovado, 25 dicembre 2012

Carissimi,

desidero ritornare a trovarvi, con questa lettera diaugurio e di amicizia, perch Natale non una festacome le altre. Un bambino che nasce sempre unespe-rienza forte per ogni mamma e pap: per chi attende consperanza un bambino, per chi ormai anziano e risentein cuore lemozione della vita offerta ai propri figli, perogni figlio che ringrazia i genitori per il dono dellesi-stenza. Ma anche a chi non ha pi i propri cari o vive situazioni di difficolt o di lontananza dalla famigliaa tutti annunciata la gioia, con le parole del profeta:Un bambino nato per noi, ci stato dato un figlio(Isaia 9,5).

Per ciascuno il Natale portatore di speranza e diserenit: abbiamo infatti un Figlio da festeggiare, il donoprezioso di un Bambino da accogliere nel profondo delcuore. Ges, il Figlio di Dio, il Figlio di Maria, nostrofratello, nostro Salvatore. Egli appartiene a tutte le no-stre famiglie: parliamone in casa, davanti al presepe cheracconta la sua nascita nella semplicit e povert di Betlemme, accendendo lalbero con le luci colorate chesimboleggiano il suo essere Luce per ogni persona bisognosa di calore e di affetto.

S, carissimi, vi sono testimone con tutta la comu-nit cristiana che il Natale una buona notizia per ognifamiglia, nessuna esclusa: per chi stato allietato daldono di figli; per le coppie che, pur avendoli desiderati,non ne hanno avuti; per quelle famiglie che si sonoaperte allaccoglienza di un figlio in affidamento o inadozione. Ascolta e guarda, il Signore sta per fare unacosa nuova, proprio ora germoglia nella tua casa: non tene accorgi? (Cfr. Isaia 43,19).

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Matteo Rosselli, Nativit di Cristo (part.)

In copertina: Filippo Lippi, Madonna col Bambino e due angeli (part.)

pu solamente accoglierlo, non ci che lo origina.Del resto, chi tra voi ha stretto tra le mani una

creatura appena nata non ha forse sentito di accogliere il medesimo mistero che va infinitamente oltre se stesso? la vita, dono primo e fondamentale, che nessuno pudarsi da se stesso e che frutto dellamore, quello di DioCreatore e Padre e quello dei genitori resi da lui parte-cipi e responsabili della nascita di un figlio. Guardan-dolo in volto, cari genitori, voi potete ripetere le paroledellApostolo Giovanni: In questo sta lamore: nonsiamo stati noi ad amare Dio, ma lui che ha amatonoi (1Giovanni 4,10). La Chiesa riconosce pertanto in ogni famiglia il luogo santo come la grotta di Betlemme in cui prende carne la parola di Dio, il suoamore, nei cuori e nei volti di coloro che poveramentema in verit si accolgono lun laltro come moglie e marito, madre, padre e figlio, sorella e fratello.

S, cristiani si diventa in famiglia: la mia profonda convinzione. Cos avvenuto agli inizi dellesperienza cristiana. Secondo la tradizione stataMaria che ha narrato a Luca levangelista i racconti piantichi della nascita di Ges, perch Lei serbava tuttequeste cose meditandolenel suo cuore (Luca2,19). I vangeli sononati proprio dai raccontiche nelle case dei cri-stiani e nelle assembleeliturgiche si facevanodei fatti della vita diGes, trasmessi dagliapostoli. Non la stessaesperienza che ognimamma e pap, ogni nonno e nonna fanno, quando raccontano ai figli e ai nipoti le vicende liete o tristi della

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Quel che generato in lei viene dallo Spirito Santo (Matteo 1,20)

Allorigine dellesperienza di coppia e di famigliasta laccoglienza di un dono: lamore, che civiene incontro nel volto del coniuge come inquello del figlio. Un dono: non qualcosa che dipende danoi, ma qualcosa che ci raggiunge immeritatamente, nel segno della gratuit. Voi, carissimi, insegnate anchea me vescovo che lunica misura dellamore andareoltre misura, lunico calcolo possibile nelle relazioni familiari di non farne! Il Bambino che nasce a Nataleviene come dono dallalto. A sua madre, la VergineMaria, e a Giuseppe annunciato come frutto delloSpirito Santo: il loro amore sponsale, pur cos grande,

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ACCOGLIERE IL DONO

Solo una societ a misura di bambini davvero amisura di tutti. Ma la tutela sul figlio non pu limitarsi agarantirgli ci che materialmente lo far crescere. Il suopotenziale di intelligenza, di affettivit, di spiritualit, richiede altrettanta e forse pi responsabilit da parte dinoi adulti. Che sar mai questo bambino, se lo si priverdel cibo dellanima? Parlargli del Signore Ges, raccon-targli le storie bibliche, insegnargli a pregare... Non sitratta di cose del passato, riservate ai nonni (benedetti epreziosi); sono esperienze che, attraverso i figli, i geni-tori possono imparare a vivere e a gustare per la lorofede di adulti.

I segni delNatale favorisconola riscoperta di unvangelo familiare,fatto di piccoligesti, ma ricchi diumanit e di gioiaamorosa: costruireil presepio insieme,accendere le lucidellalbero, aprirela Bibbia, benedirela mensa apparecchiata per la festa, prendersi per manoe ripetere la preghiera dei piccoli di cuore: Padre no-stro... Potrebbe essere una forma di nostalgia e rim-pianto, se ladulto lo fa solo per accondiscendere; purivelarsi una grazia, se i segni della fede cristiana ripren-dono a parlare dentro casa nostra. Anzi, potrebbe anchecapitare che linterrogativo ciascuno lo senta rivolto a sestesso: che sar mai questo bambino, chi sono io tra lebraccia di Dio? Io sono tranquillo e sereno come bimbosvezzato in braccio a sua madre, come un bimbo svezzato lanima mia (Salmo 131,2).

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loro storia personale e familiare? Cos la fede passata dibocca in bocca e di cuore in cuore.

In ogni famiglia in cui si narrano e si rivivono ifatti trasmessi dai Vangeli rinasce e abita Ges Cristo: diLui si pu dunque parlare come di una persona di casa,non ospite di passaggio, ma figlio e fratello di ciascuno.

Tutti si stupirono delle cose che dicevano i pastori (Luca 2,18)

Non occorrono i segni straordinari che hanno accompagnato la nascita di Ges per stupirsi einterrogarsi dinanzi ad un bimbo come si interrogata la gente di allora: Chi sar mai questo bambino? Che ne sar di lui?.

La domanda fa emergere il senso di responsabilitproprio del genitore, anzi di ogni adulto, nei confronti di chi viene alla vita ed ha tutto il diritto di viverla al massimo delle sue possibilit. Non cos in tante parti delmondo, dove la vita dei bambini poco considerata, protetta e promossa; ma anche da noi il contesto sociale,le scelte politiche, le logiche economiche, penalizzano lefamiglie che desiderano avere pi figli e non agevolano e incoraggiano le coppie ad accogliere la vita nascente. La Chiesa non cesser di rivendicare che ci sia posto peri piccoli e ogni bambino concepito possa nascere e trovare il calore di una mamma e un pap ad accoglierlonella loro casa. Ges stesso si trovato tra i rifiutati ed nato in una stalla, perch non cera posto per loronellalbergo (Luca 2,7).

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INTERROGARSI SULLE PROPRIERESPONSABILIT

a parere dei pi giovani; anche le realt educative(scuola, sport, parrocchia...) danno talvolta limpres-sione di tirare i remi in barca, con un senso dimpotenza.Ges risponde allangoscia dei genitori riferendosi alPadre suo: Non sapevate che io devo occuparmi dellecose del Padre mio? Ma essi non compresero le sue pa-role (Luca 2,49).

Ogni figlio ha davanti a s una via tracciata da Dioed chiamato a scoprirla e a seguirla. I genitori possonoaiutarlo, rispettando la sua libert e misurando le pro-prie attese e aspettative sulla volont di Dio. Mi capi-tato sovente di trovarmi di fronte a genitori che allarichiesta del figlio di entrare in Seminario, di farsi reli-gioso o suora, entrano in crisi; pur essendo credenti, non riescono ad accettare una scelta cos radicalmentediversa da quella che si attendevano. E cos avviene peraltre scelte decisive, che investono la vita dei figli.

Perch non fidarsi invece di quel Padre che vuolela felicit dei suoi figli e ha cura di ciascuno con laffettodi una Madre, come ci ricorda il profeta: Si dimenticaforse una donna del suo bambino, cos da non commuo-versi per il figlio delle sue viscere? Anche se si dimenti-casse, io invece non ti dimenticher mai. Ti hodisegnato sulle palme delle mie mani (Isaia 49,15-16).Perch non trasformare la preoccupazione per il futurodei figli, affidando noi stessi e loro alla materna pater-nit di Dio? Non si tratta di lavarci le mani della nostraresponsabilit con lalibi che ci pensa il Signore ma piuttosto di credere che Lui con noi sempre: il primoe insostituibile educatore dei genitori e dei figli.

Fare il genitore il mestiere pi difficile che ci sia comporta tante notti sottratte al sonno, quando i figlisono piccoli per un motivo e quando sono grandi per unaltro. Il dono della fede non risparmia queste appren-sioni, che possono trasformarsi in vere e proprie ango-

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Caro pap e mamma, nonno e nonna che mi staileggendo, quando tuo figlio o nipote ti domander: Perchfacciamo il presepe e che cosa significano queste statuine?Perch prepariamo lalbero con tante luci colorate, perchci facciamo gli auguri?, tu risponderai raccontandogli ituoi giorni di Natale: quelli della tua infanzia, quelli deimomenti lieti o tristi, con le persone care o accanto ad unposto vuoto. Tanti giorni di Natale quanto estesa la tuavita; tutti sempre nuovi, ricchi di ricordi incancellabili, diemozioni intense. Ecco perch la comunit cristiana rac-conta e rivive ogni anno lesperienza del Natale di Ges: il Natale di ciascun uomo, amato da Dio come figlio.

Tuo padre e io, angosciati, ti cercavamo (Luca 2,48)

Forse state pensando che abbia unidea un potroppo idilliaca della vita familiare; talvolta vieneda dire, di noi preti: si vede che non hanno fami-glia! In realt basta dialogare con i genitori, ascoltarlicon disponibilit, farsi prossimo a loro, e le difficoltemergono sia attraverso parole accorate, sia attraversosilenzi delusi. Come non sentire propria langoscia cheanche due genitori straordinari Maria e Giuseppe hanno provato, nel momento in cui il figlio adolescentecomincia ad esprimere le sue scelte non comprese o addirittura non condivise? Il mondo adulto spessosmarrito di fronte alle giovani generazioni, disorientatepure loro nel vortice delle proposte contraddittorie dellasociet, dei mass-media, della cultura dominante. I geni-tori pi giovani appaiono agli anziani troppo permissivi,quelli anziani faticano a stare al passo con i tempi,

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CONSEGNARSI ALLA FIDUCIA

vi stato ricordato: Chiedendo il battesimo per il vostro figlio, vi impegnate ad educarlo nella fede, perchnellosservanza dei comandamenti impari ad amare Dio e il prossimo, come Cristo ci ha insegnato. Educarenella fede significa accompagnare i figli a scoprire la vivapresenza di Ges, testimoniare nella propria casa la suaParola. Ogni pap e mamma sono in grado di farlo, perch il Signore d ad essi la grazia e suggerisce le paroleadatte per svolgere questo servizio.

Nessuno pu supplire a questa responsabilit, fondata su un dono particolare, n i genitori possono delegarla. Quello che in casa si trasmette non infattipremessa o supplenza di ci che altri potranno fare meglio in seguito. Lautorevolezza dellannuncio di fedeche un genitore convinto del suo compito manifesta nel parlare di Ges ai figli porta un frutto che va oltrelet evolutiva e rimane anche nei figli adulti. Posso testimoniare che mia madre, che viveva con me e che recentemente mancata allet di novantaquattro anni,nonostante io sia vescovo e guida per tante persone, miesortava e mi rimproverava se necessario, indicandomi lavia da seguire: rester per sempre mia maestra di fede e divita. Troppi genitori da tempo hanno abbandonato lideadi poter ancora insegnare ai figli e troppi figli, ormaiadulti, non tengono pi in considerazione gli insegnamentidei genitori anziani. Si perde cos una ricchezza immensadi esperienza e di ascolto prezioso per la vita.

Sono certo che anche i genitori indifferenti ai problemi della fede, o che vivono situazioni di gravi divisioni, sono preoccupati di offrire uneducazione aifigli e si interrogano su quali vie indirizzarli.

A voi, ragazzi e giovani, dico: comprendo la vostravoglia di crescere in autonomia, di sperimentare stradenuove, di prendere in mano la vostra vita. Ho fiducia di

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sce, ma le vive consegnandole a Chi tiene tutti nel palmodelle sue mani.

Laugurio che vi faccio, pertanto, di rinsaldare lafede nella presenza amorevole del Signore nellintimitdella vostra casa, di far leva sulla sincerit e semplicitdel dialogo e delle relazioni con i figli e di ritrovare ilgusto di parlare con loro di Dio e di Ges, che offronorisposte ai loro problemi e attese.

Part con loro e torn a Nazaret e stava loro sottomesso (Luca 2,51)

Sento la voce dimolti di voi, cheobietta: non questo il compito deipreti e dei catechisti?Chi pu ritenersi preparato a trasmetterela fede e la morale cristiana? La Chiesascommette su voi genitori, vi incoraggia ausufruire del dono che il Signore vi ha dato: essere i primi catechistidei figli.

Il giorno del Battesimo di vostro figlio

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FARE DELLA PROPRIA CASALA PRIMA CHIESA

Cresceva in sapienza, et e grazia davanti a Dio e agliuomini (Luca 2,52)

So che in ogni famiglia ci sono difficolt e fatiche, pic-cole o grandi. So che le relazioni sono sempre a ri-schio e vanno continuamente sostenute anche consacrificio; so che ci sono famiglie che vivono il Natalesenza riferimenti alla fede o alla Chiesa che lo celebra. De-sidero dirvi con sincerit che non sono venuto a casa vo-stra per convincervi o giudicarvi, ma per farvi gli auguri edesprimere la sollecitudine della Chiesa verso la vostra fa-miglia, il riconoscimento che essa un autentico vangeloper tutti, la buona notizia dellamore non astratto n idea-lizzato ma concreto e vivo nei suoi limiti e nelle sue fatiche.

Il terreno sul quale Chiesa e famiglia possono in-contrarsi e collaborare quello dellimpegno educativo,dellattenzione alle generazioni che crescono, della responsabilit che tutti gli adulti hanno nei confronti diquanti si affacciano alla vita. La famiglia non pu e nondeve sentirsi sola nelleducare; le famiglie tra loro sonochiamate a stringere alleanze educative, uscendo dallisolamento che le confina nella propria casa e rendea volte insopportabili i pesi da portare e i problemi sempre pi grandi da affrontare.

La comunit cristiana, famiglia di famiglie, non vuolesostituirsi a voi cari genitori, n chiamarvi in causa in modostrumentale, quando si tratta dei sacramenti dei figli. Vi si affianca come compagna di strada, testimone dellapresenza di Ges Cristo nel vostro cammino, pronta non a colpevolizzarvi ma ad annunciarvi speranza.

I vissuti delle differenti famiglie sono davvero tantied ognuno importante agli occhi di Dio anche se c

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voi; il mondo adulto ha bisogno della vostra energia,creativit, apertura al futuro. Ma anche voi non abbiatepaura di affidarvi, di farvi guidare segno di intelli-genza, non di debolezza e di confrontarvi con chi vivuole bene. Soprattutto non abbiate paura di Cristo, alquale le porte vanno spalancate. Lo ripete instancabil-mente un giovane di pi di 85 anni, Benedetto XVI,testimoniando che solo Cristo sa cosa c nel cuoredelluomo: su di Lui potete contare per vivere con gioia egenerosit la vostra vita, la ricerca sincera dellamore,limpegno per un mondo di giustizia e di pace. Per questo Egli venuto e viene, in ogni Natale, Bambino di fronte al quale bello ritornare bambini, afferratidallo stupore e dalla fiducia pi forte di ogni angoscia.

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EDUCARE CON PERSEVERANZA

Al vedere la stella provarono una grandissima gioia(Matteo 2,10)

Alla fine della mia visita, dopo che ci siamo guardatinegli occhi e ascoltati, posso dirvi che anche sopra casavostra si accesa una stella come quella che ha guidato iMagi alla casa di Betlemme. una stella che d gioia a me e a voi perch vi annunciala presenza di quel Bambino divino e di sua Madre.

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esperienza di fragilit, di peccato, di fallimento , per cuiritengo di dovervi incoraggiare da amico, fratello, ve-scovo. A partire dalla vostra esistenza concreta di ognigiorno, ci si pu aprire o riaprire al vangelo, se mai lo avessimo lasciato da parte perch immersi nelle preoccupazioni della vita. Ogni famiglia lo pu fare anchecoinvolgendosi nella iniziazione cristiana dei figli, che nonsignifica semplicemente celebrare i vari sacramenti a co-minciare dal Battesimo, quando arriva lora, ma intro-durre noi adulti insieme ai bambini e ragazzi nella vitastessa di Cristo. questo infatti un tempo ricco di graziache il Signore offre per ripensare e forse riprendere un di-scorso sulla fede. Va affrontato con responsabilit, la-sciandosi interrogare sul significato della fede che nutre lapropria vita di sposi, di genitori e di famiglia, perch il fi-glio possa, via via che cresce, conoscere e vivere con gioianella propria casa la buona notizia di Ges salvatore.

Diventa decisivo, in questo tempo, il dialogo dei ge-nitori tra loro e con i catechisti della parrocchia, facendociascuno la propria parte senza sovrapposizioni o estra-neit. Momento insostituibile per vivere con intensitumana e spirituale tutto ci che la celebrazione dellEu-caristia domenicale, che rappresenta il cuore della comu-nione con Ges risorto e cementa lunit di ogni famigliacon la famiglia di Dio, la Chiesa. Tappa settimanale chesostiene il cammino di ogni famiglia sulla via della fede edellamore, il Giorno del Signore offre ai figli la testimo-nianza viva di quanto conti lincontro con Ges per viverepoi a casa i rapporti reciproci di accoglienza, ascolto, ri-conciliazione, servizio. In questa avventura lavventuradella fede che d senso alla vita famiglie e parrocchiepossono ritrovare il gusto dellincontro: la comunit parrocchiale uscendo di chiesa per condividere nelle caselesistenza concreta delle persone; le famiglie uscendo dicasa per sentirsi Chiesa di Dio con tutte le altre famiglie.

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ACCENDERE LA SPERANZA

Carissimi,

alzate lo sguardo al cielo: quella splendidaluce, che apparsa sulla terra quando nato Ges, oggi accesa anche per ciascuno di noi. I Magi, al vedere la stella, provarono grandissima gioia. la stessa gioia che auguro alla vostra famiglia inquesto Natale.

A chi vive un tempo doloroso di provaper le gravi difficolt che riguardano il lavoro perduto o incerto o la sofferenza di qualche persona cara, voglio ricordare paternamente cheGes il Dio vicino, capace di raccogliere ogniproblema e ogni pena che ci assilla con il suoamore di fratello e di Salvatore.

A chi piange la perdita di qualche congiunto, figlio, genitore o amico, annuncio che Ges venuto per vincere la morte e dare lasperanza di una vita per sempre.

A chi vive situazioni di divisione e di gravirotture familiari, annuncio che Ges Principedella Pace ed offre la forza del perdono, che leniscele ferite e ricolma di serenit interiore.

A chi soffre la solitudine o la lontananzadalla famiglia o dalla patria, annuncio che Gesapre vie di solidariet e di condivisione tra tutti gli uomini, dando vita ad una grande famiglia dove nessuno estraneo o straniero, ma tutti si riconoscono figli dello stesso Padre.

A chi ha subto ingiustizie e violenze ed tentato di rispondere al male con il male, annuncioche Ges ha distrutto le radici del peccato e d la forza di vincere il male con il perdono.

A chi ha perso la speranza di cambiaree non ha il coraggio di ricominciare un domani diverso e migliore, annuncio, con la Chiesa, che Oggi Cristo nato e in Lui c la certezzache tutto possibile.

Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.Amen

Questo il giorno che ha fatto il Signore, alleluia.Rallegriamoci ed esultiamo, alleluia.

Preghiamo.

Benedici, Signore Noi e questi doniche stiamo per riceveredalla tua bont.Grazie dellamore che ci dai.Grazie del cibo che stato preparato per noi.Grazie per coloro che ci amano.Donaci occhi e cuore per vederti e servirti nei poveri.Amen.

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FACCIAMO NOSTRA LA BELLA PREGHIERA DI SANTAMBROGIO

Tutto per noi Cristo.Se desideri medicare le tue ferite, egli medico.

Se bruci di febbre, egli la sorgente consolatrice.Se sei oppresso dalla colpa, egli la giustizia.

Se hai bisogno di aiuto, egli la forza.Se temi la morte, egli la vita.Se desideri il cielo, egli la via.

Se fuggi le tenebre, egli la luce.Se cerchi il cibo, egli il nutrimento.

Gustate dunque e vedete quanto buono il Signore.Felice luomo che spera in lui.

Buon Natale e la benedizione del Signore raggiunga ognifamiglia insieme alla mia amicizia di Padre e Vescovo.

Torino, 25 dicembre 2012

Cesare Nosiglia

BENEDIZIONE DELLA MENSAA NATALE E IN OGNI DOMENICA

Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.Amen.

Ascoltiamo la lettura del vangelo secondo Matteo (cfr. 2,1-12):

I Magi, dopo lincontro con il re Erode, partirono da Gerusalemme ed ecco la stella che avevano visto nel suosorgere li precedeva, finch giunse e si ferm sopra il luogo dove si trovava il bambino. Al vedere la stellaprovarono una grandissima gioia.Entrati in casa videro il bambino con Maria sua madre e prostratisi lo adorarono. Poi aprirono i loro scrigni e gli offrirono in dono oro, incenso e mirra.

Preghiamo.

La tua luce ci accompagni sempre, Signore.In ogni luogo, in casa, sul lavoro, a scuola, nella buonasalute e nella gioia, nelle difficolt e nelle sofferenze.Noi ti lodiamo, ti adoriamo e portiamo i nostri doni perch Tu sei con noi e ci ami.Proteggi la nostra famiglia e fa risplendere la luce dellatua verit e del tuo amore su ciascuno dei suoi membri,genitori e figli, parenti ed amici.Ora e per sempre.Amen.

(si conclude con un canto di Natale)

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PREGHIERA DAVANTI AL PRESEPE

Preghiamo.

Signore Padre onnipotente e creatore di ogni cosa, Tu che ci hai fatti partecipi del dono di dare la vita, benedici (si dice il nome del figlio o della figlia)...nel giorno del suo compleanno.Fa che la sua vita sia sempre ricca di ogni bene secondoil tuo volere e possa crescere in sapienza, et e graziadavanti a te e agli uomini.Per Cristo nostro Signore. Amen.

(i genitori tracciano un segno di croce sulla fronte del figlio)

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BENEDIZIONE DEI FIGLINEL GIORNO DEL COMPLEANNO

Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.Amen

Ascoltiamo il vangelo secondo Luca (2,21):

Quando furono passati gli otto giorni prescritti per la circoncisione, gli fu messo nome Ges, come era statochiamato dallangelo prima di essere concepito nelgrembo della madre.

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