approfondimento ermacora

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  1. 1. Quali competenze l'insegnante trasmette ai bambini per promuovere la sicurezza domestica Antonella Ermacora
  2. 2. Il rischio esiste, fa parte della vita fin dalla nascita. La nostra specie esposta ai pericoli e la nostra sopravvivenza dipende anche dalla capacit di imparare a proteggerci daldalla capacit di imparare a proteggerci dal pericolo. Lintento della societ non devessere eliminare il rischio...
  3. 3. Come trasmettere la cultura della sicurezza domestica attraverso i percorsi curricolari nella scuola dellinfanzia? Questo progetto offre agli insegnanti la possibilit di occuparsi di sicurezza domestica, utilizzando conoscenze, metodi e strumenti didattici per modificare le abitudini ed incidere sui comportamenti riferiti alla sicurezza a casa e a scuola.alla sicurezza a casa e a scuola. La cultura della sicurezza trasmessa a scuola, former dei piccoli cittadini attenti alle loro scelte. La salute individuale e della comunit comincia da piccoli!
  4. 4. il gruppo dice.
  5. 5. Il pensiero di J.Piaget (1896-1980) Il bambino fin dalla nascita, fondamentalmente un esploratore, un soggetto attivo di ricerca che si rapporta con lambiente. Piaget ha suddiviso lo sviluppo cognitivo del bambino in cinque livelli (periodi o fasi), caratterizzando ogni periodo sulla base dell'apprendimento(periodi o fasi), caratterizzando ogni periodo sulla base dell'apprendimento di modalit specifiche, ben definite. Stadio senso-motorio (0-2 anni) Stadio pre-concettuale (2-4 anni) Stadio pensiero intuitivo (4-7 anni) Stadio operazioni concrete (7-11 anni) Stadio operazioni formali (da 11 a 14 anni)
  6. 6. Il bambino alla nascita non in grado di riconoscere il mondo esterno da quello interno, lio bambino al centro della realt. Per il bambino la percezione esterna composta da immagini e suoni che appaiono e scompaiono senza una ragione obiettiva. Stadio senso-motorio (0-2 anni) Tra i tre mesi e i due anni il bambino comincia ad afferrare ci che vede, ad esplorare il luogo in cui loggetto sparito anche se lontano dal proprio campo visivo, diventa consapevole della mani e pian piano del proprio corpo, impara a camminare, ad imitare, comincia ad acquisire il concetto di causalit progressivamente diventa indipendente dallio.
  7. 7. Stadio pre-concettuale (2-4 anni) Con lapparire del linguaggio, la vita affettiva del bambino ed il suo pensiero, si modificano profondamente. Egli ora capace di raccontare le azioni passate. Tra i due e i sei anni, il linguaggio non ha come obiettivo primario la comunicazione, in quanto ancora egocentrico. Non vi nessun tentativo da parte del bambino di assumere il ruolo di ascoltatore. Si tratta di conversazioni rudimentali, legate all azioneascoltatore. Si tratta di conversazioni rudimentali, legate all azione concreta in se stessa. Attraverso luso del linguaggio il bambino pu ora comunicare la sua vita interiore. Compaiono i primi perch. Il suo ragionamento non n deduttivo (dal generale al particolare), n induttivo (dal particolare al generale), ma transduttivo o analogico (dal particolare al particolare). Ad es. se un insetto gli fa paura perch l'ha molestato, facile che molti altri insetti che non l'hanno molestato gli facciano ugualmente paura.
  8. 8. Aumenta la partecipazione e la socializzazione nella vita di ogni giorno, in maniera creativa, autonoma, adeguata alle diverse circostanze. Entrando nella scuola materna, il bambino sperimenta l'esistenza di altre autorit diverse dai genitori. Questo lo obbliga a rivedere le conoscenze acquisite nelle fasi precedenti, mediante dei processi cognitivi di generalizzazione: ovvero, le conoscenze possedute, relative ad Stadio pensiero intuitivo (4-7 anni) generalizzazione: ovvero, le conoscenze possedute, relative ad un'esperienza specifica, vengono trasferite a quelle esperienze che, in qualche modo, possono essere classificate nella stessa categoria. Tuttavia la sua capacit di riprodurre mentalmente un avvenimento avviene nell'unica direzione in cui l'avvenimento si verificato. Non capace di reversibilit. Molto importante in questa fase lo studio psicologico dei disegni infantili.
  9. 9. Fin verso ai sei anni, i bambini sanno poco discutere fra loro e si limitano a lasciar cozzare le loro affermazioni contrastanti: quando cercano di darsi reciprocamente delle spiegazioni, solo con grande fatica riescono a vedere le cose dal punto di vista di colui che nonfatica riescono a vedere le cose dal punto di vista di colui che non conosce ci di cui si tratta, e parlano come per se stessi; soprattutto succede che, lavorando nella stessa stanza o alla stessa tavola, ognuno parli per conto proprio, credendo di ascoltare e capire tutti gli altri; una sorta di monologo collettivo, che consiste nellincitarsi reciprocamente allazione.
  10. 10. Le caratteristiche di questi due stadi a) legocentrismo b) la concentrazione (una cosa alla volta) c) lirreversibilit d) il ragionamento primitivo
  11. 11. Teoria delle intelligenze Multiple (Howard Gardner (1943-1990) Ci sono tante intelligenze diverse che ognuno di noi possiede in percentuali e combinazioni differenti, a seconda delle proprie attitudini e avversioni. Intelligenza spaziale: abilit di percepire e rappresentare con precisione forme e oggetti, persino in loro assenza. Tra le sueprecisione forme e oggetti, persino in loro assenza. Tra le sue componenti essenziali ci sono il senso di orientamento, la memoria fotografica e la capacit di trasformare un'immagine bidimensionale in un'immagine tridimensionale. Intelligenza musicale: abilit che si rivela nella composizione e nell'analisi di brani musicali, oltre che nella capacit di riconoscere con precisione altezza dei suoni, timbri e ritmi. Sono legati all'intelligenza musicale il senso del ritmo e la capacit di cantare e di suonare.
  12. 12. Le intelligenze multiple Intelligenza cinestetica: abilit di controllare e coordinare dei movimenti del corpo e nella manipolazione degli oggetti per fini funzionali o espressivi. Intelligenza interpersonale: abilit nell'interpretare le emozioni, leIntelligenza interpersonale: abilit nell'interpretare le emozioni, le motivazioni e gli stati d'animo delle persone (anche quelli non manifesti). Permette di comprendere gli altri, di mettersi nei loro panni e di capire come andare d'accordo con loro. Intelligenza intrapersonale: strettamente connessa all'intelligenza interpersonale, l'abilit di percepire i propri sentimenti e i propri desideri.
  13. 13. Le intelligenze multiple Intelligenza ecologica o naturalistica: capacit di riconoscere e di rapportarsi agli elementi naturali. Vediamo infine le due intelligenze "classiche", quelle individuate dal quoziente intellettivo. Intelligenza linguistica: abilit che si esprime nell'uso del linguaggio e delle parole, nella padronanza dei termini linguistici e nella capacit di usare quelli appropriati alle varie situazioni. Si esprime soprattutto attraverso la capacit di riassumere e di comprendere i messaggi scritti eo verbali. Intelligenza analitica: abilit implicata nel confronto e nella valutazione di oggetti concreti o astratti, nell'individuare relazioni e principi.
  14. 14. Lintelligenza emotiva (Goleman 1995) Negli ultimi anni, nella scuola dellinfanzia, il tema dellintelligenza emotiva ha assunto un ruolo importante, rendendo centrale la dimensione affettiva del bambino. Lintelligenza emotiva la capacit di riconoscere ed esprimere attraverso il linguaggio i sentimenti, che scorrono fluidi, veloci, spesso messi da parte olinguaggio i sentimenti, che scorrono fluidi, veloci, spesso messi da parte o sottovalutati. la capacit di dialogare con le emozioni per controllarle senza reprimerle e senza far finta che non esistano, per affrontare le esperienze della vita. Attraverso gli strumenti della fiaba, del gioco, della canzone possibile sviluppare tali competenze fin da piccoli!
  15. 15. Lintelligenza emotiva Lattenzione degli adulti al benessere psicofisico del bambino ha permesso di integrare la socializzazione prevista nel mondo della scuola a quella emotiva sempre pi convinti del concetto che intelletto ed emozioni sono aspetti estremamente connessi. Inoltre, la passione e la competenza degli insegnanti della scuola dellinfanzia hanno permesso di progettare in varie forme un lavoro sulle emozioni, anche nel campo della cultura della sicurezza, consapevoli che questo possa offrire grandi benefici sia al bambino che al gruppo e in pi permetta anche di accorgersi di alcune problematiche del comportamento che insorgono nel bambino quando le emozioni non vengono riconosciute e gestite in maniera adeguata.
  16. 16. Il ruolo del gioco Il gioco diventa simbolico, di immaginazione ed imitazione. La sua funzione consiste....nel soddisfare lio con una trasformazione del reale in funzione dei desideri: il bambino che gioca con la bambola riproduce la propria vita, ma correggendola a suo piacimento, rivive tutti iriproduce la propria vita, ma correggendola a suo piacimento, rivive tutti i suoi piaceri e i suoi conflitti... Il gioco a questt caratterizzato dallanimismo (dar vita sia ad oggetti animati che inanimati) e dal pensiero magico (che risponde ai desideri dei bambini)
  17. 17. La scuola DELLINFANZIA La scuola materna rappresenta per il bambino una finestra sul mondo che gli offre lopportunit di operare una sorta di passaggio dalla fase di accudimento totalizzante legato alla famiglia dorigine, verso forme di interazione sempre pi complesse e rapporti sempre pi differenziati edi interazione sempre pi complesse e rapporti sempre pi differenziati e ricchi di sfumature, che saranno unoccasione di apprendimento emotivo, sociale e relazionale. La scuola dellinfanzia mira a valorizzare i diversi patrimoni espressivi e comunicativi personali di ciascun bambino chiave per parlare di sicurezza a scuola con i bambini!
  18. 18. Il ruol