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  • ALLACHIESADIPERGAMO (Ap 2,12-17) ALLA CHIESA DI PERGAMO (Ap 2,12-17)
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  • Il testo 12.Allangelo della Chiesa di Pergamo scrivi: Cos parla Colui che ha la spada affilata a due tagli: 13.So che abiti dove satana ha il suo trono; tuttavia tu tieni saldo il mio nome e non hai rinnegato la mia fede neppure al tempo in cui Antipa, il mio fedele testimone, fu messo a morte nella vostra citt, dimora di satana. 14.Ma ho da rimproverarti alcune cose: hai presso di te seguaci della dottrina di Balam, il quale insegnava a Balak a provocare la caduta dei figli dIsraele, spingendoli a mangiare carni immolate agli idoli e ad abbandonarsi alla fornicazione.
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  • 15.Cos pure hai di quelli che seguono la dottrina dei Nicolaiti. 16.Ravvediti dunque; altrimenti verr presto da te e combatter contro di loro con la spada della mia bocca. 17.Chi ha orecchi, ascolti ci che lo Spirito dice alle Chiese: Al vincitore dar la manna nascosta e una pietruzza bianca sulla quale sta scritto un nome nuovo, che nessuno conosce allinfuori di chi la riceve.
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  • Pergamo Pergamo COMMENTO ESEGETICO Era un centro paga- no sincretistico con molti templi dedicati a diversi dei. Anche qui la Chiesa deve aver incontrato grandi difficolt.
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  • Dove satana ha il suo trono Pergamo viene cos definita, o per il cul- to di Asclepio, simboleggiato da un ser- pente (lo stesso simbolo che lApocalis- se usa per satana), o a causa del culto imperiale, che era particolarmente popo- lare in questa citt.
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  • Testimone fedele Questo titolo proprio del Signore attribuito ad An- tipa, vescovo della citt che, per essersi rifiutato di sacrificare agli idoli, fu portato nel tempio di Dia- na e rinchiuso in un toro di bronzo arroventato. La tradizione orientale lo an- novera tra i 72 discepoli di Ges citati nei vangeli. SantAntipa
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  • La dottrina di Balaam Il re di Moab, Balak, preoc- cupato per lingresso nel suo territorio delle trib ebraiche, affida al mago Balaam, lincari- co non solo di bloccare Israele, col ricorso alle sue arti magiche, ma anche di attirare gli israeliti allidolatria con laiuto delle figlie di Moab. Nella Bibbia lidolatria paragonata alla fornicazione, cio infedelt nei confronti del vero Dio.
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  • La dottrina di dei nicolaiti I nicolaiti e i discepoli di Balaam formavano probabilmente un unico gruppo. La loro dottrina era imparentata con quella dei libertini che avevano travisato la dottrina di S. Paolo sulla libert cristiana; disdegnando le restrizioni imposte dal decreto apostolico, essi incoraggiavano un ritorno alla sfrenatezza morale pagana.
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  • Verr presto Nel Libro usato sette volte (3,11; 16,15; 22,7; 12.17.20). Questo ammonimento met- te in luce uno dei concetti centrali dell'Apo- calisse: il Cristo glorioso interverr presto nella storia umana per salvare e giudicare.
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  • Combatter contro di loro Contro i nicolaiti, ai quali la chiesa di Pergamo, in linea di massima, non si associ. La manna nascosta Questo cibo celeste, simbolo di unione con Dio nella vita eterna, ora nascosto, come ogni cosa del tempo futuro (Gv. 6,32; Col. 3,3).
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  • Una pietruzza bianca, e sulla pietra scritto un nome nuovo Lusanza di portare amuleti, su cui era scritto qualche nome magico, era dif- fusa nel mondo pagano: chi conosceva il nome misterioso nome far uso del suo potere per proteggersi dagli spiriti ma- ligni. Cristo, invece, asserisce che il suo nome di Messia vincitore, (nome nuovo), che nessuno in grado di leg- gere (19,12), quello che offre la vera protezione a coloro che gli sono fedeli. Queste immagini significano la salvezza promessa a chi superer la prova. GesCristo
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  • IN SINTESI Questa comunit, vive in una citt: Per- gamo, famosa per i suoi templi pagani. Dio promette presto la sua liberazione e la salvezza per coloro che sono rimasti saldi nella prova.
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  • COMMENTO SPIRITUALE La comunit di Pergamo, vive una situazione dove sembra che satana abbia il suo trono. Vive cio in una realt prevalentemente pagana, cir- condata da idoli e templi. Anche le nostre comunit oggi si lasciano con- dizionare dal neo-paganesimo che va sotto il nome di benessere, potere, ambizione, ricchezza, possesso.
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  • "La Chiesa, quantunque per compiere la sua missione abbia bisogno di mezzi umani, non costituita per cercare la gloria della terra, bens per diffondere, anche col suo esempio, lumilt e l'abnegazione. La Chiesa prosegue il suo pellegrinaggio fra le persecuzioni del mondo e le consolazioni di Dio, annunziando la passione e la morte del Signore fino a che Egli venga. Dalla virt del Signore risuscitato trova forza per vincere con pazienza e amore le sue interne ed esterne afflizioni e difficolt, e per svelare al mondo, con fedelt, anche se non perfettamente, il mistero di Lui, fino a che alla fine dei tempi sar manifestato nella pienezza della sua luce (Conc. Vat. II, LG, 8).
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  • La Chiesa non mossa da ambizione di prestigio o di potere, ma unica- mente dalla cura e responsabilit per luomo (Giovanni Paolo II, Cente- simus annus, 53), per ogni uomo concreto, amato e redento da Cristo. E dal mistero di Cristo trae luce per illuminare la vera identit delluomo e orientare il suo cammino storico.
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  • Ci che emerge nella cultura contemporanea la smania di guadagnare, lambizione della carriera, la ricerca del suc- cesso ad ogni costo. Il potere e la ricchezza diventano misura di successo personale, modello di vita proposto dai mezzi di comu- nicazione.
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  • Si qualcuno, se si possiede una seconda casa, una seconda macchi- na, se si frequentano certi ambienti raffinati, eleganti, se si fanno certi viaggi. I pi deboli finiscono inesora- bilmente emarginati dalla concor- renza. Si affonda nel materialismo pratico, incapaci di amore disinte- ressato, indifferenti verso Dio, spiri- tualmente ciechi.
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  • Il cristiano si guardi dalla bramosia del possesso, da quella avarizia insaziabile che idolatria (Col. 3,5). La vicinanza di Dio d il coraggio delle scelte radicali. Innanzitutto libera dalla bramosia di possedere. Ges stesso invita luomo a confidare in Dio, Padre sempre premuroso e vicino, e a vivere nel presente libero dallansia per il domani. Luomo vale assai pi dei beni materiali e del potere.
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  • stoltezza far dipendere il proprio valore e la propria salvezza dalla ricchezza accumulata (Mt. 6, 25-34). La salvezza viene dall'abbandono fiducioso alla parola di Dio e non dallattivismo pieno di affanni (Lc. 10, 38-42). Anzi, la preoccupazione del mondo e l'inganno della ricchezza sof- focano la parola ed essa non d frutto (Mt. 13,22). La ricchezza un padrone spietato che sbarra la strada verso il regno (Mt. 19, 21-24).
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  • Ges arriva forse al paradosso quando dice. Vendete ci che avete e datelo in elemosina; fatevi borse che non invecchiano, un tesoro inesauribile nei cieli, dove i ladri non arrivano e la tignola non consuma (Lc. 12,33). Solo cos luomo sperimen- ta che donare bello, anzi: Vi pi gioia nel dare che nel ricevere! (At. 20,35).

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