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<p>Aesthetica Preprint</p> <p>IperesteticaArte, natura, vita quotidiana e nuove tecnologie</p> <p>di Elisabetta Di Stefano</p> <p>Centro Internazionale Studi di Estetica</p> <p>Sped</p> <p>. in </p> <p>a.p.</p> <p> art</p> <p>. 2 c</p> <p>omm</p> <p>a 20</p> <p>/c le</p> <p>gge </p> <p>662/</p> <p>96 </p> <p> Fili</p> <p>ale </p> <p>di P</p> <p>aler</p> <p>mo</p> <p>Il Centro Internazionale Studi di Estetica un Istituto di Alta Cultura costituito nel novembre del 1980 da un gruppo di studiosi di Estetica. Con d.p.r. del 7 gennaio 1990 stato riconosciuto Ente Morale. Attivo nei campi della ricerca scientifica e della promozione culturale, organizza regolarmente Convegni, Seminari, Giornate di Studio, Incontri, Tavole rotonde, Conferenze; cura la collana editoriale Aesthetica e pubblica il perio-dico Aesthetica Preprint con i suoi Supplementa. Ha sede presso lUniversit degli Studi di Palermo ed presieduto fin dalla sua fondazione da Luigi Russo.</p> <p>Aesthetica Preprint</p> <p> il periodico del Centro Internazionale Studi di Estetica. Affianca la collana Aesthetica (edita da Aesthetica Edizioni) e presenta pre-pubblicazioni, inediti in lingua italiana, saggi, e, pi in generale, documenti di lavoro. Viene inviato agli studiosi im pegnati nelle problematiche estetiche, ai repertori bi blio grafici, alle maggiori biblioteche e istituzioni di cultura umanistica italiane e straniere.</p> <p>95Agosto 2012</p> <p>Centro Internazionale Studi di Estetica</p> <p>Aesthetica Preprint</p> <p>Il presente volume viene pubblicato col contributo del Miur (prin 2009, coordinatote scien-tifico prof. Luigi Russo) Universit degli Studi di Paler mo, Dipartimento Fieri Aglaia.</p> <p>Elisabetta Di Stefano</p> <p>IperesteticaArte, natura, vita quotidiana e nuove tecnologie</p> <p>Indice</p> <p>Introduzione Oltre lestetica 7</p> <p>1 Verso nuove categorie estetiche 1.1 Artista plurale e spett-attore 17 1.2 Aura e atmosfera 20 1.3 Performativit, intrattenimento, esperienza estetica 32</p> <p>2 La nuova estetica tra teoria e prassi 2.1 Cosmetica, fashion e chirurgia 49 2.2 Gli orizzonti delliperestetica 58 2.2.1 La natura e lambiente 59 2.2.2 Il design diffuso 66</p> <p>7</p> <p>Oltre lestetica</p> <p>La societ contemporanea sembra caratterizzata dalleccesso, dalla-spirazione ad andare oltre i limiti del giusto, del necessario, del con-veniente e, talvolta, anche del bello. Questa tendenza si manifesta so-prattutto come ipericonicit causata dalla proliferazione delle immagini proposte dai media, dalla pubblicit in tutte le sue forme, dai cartelloni che tappezzano le strade e le facciate dei palazzi, spesso trasformate in veri e propri schermi: uneuforia dimmagini, prodotte con svariate tecnologie, che ha indotto alcuni filosofi a parlare di pictural turn 1. Eccesso anche il continuo desiderio della gente comune di apparire in televisione sia nei programmi ricreativi (talk show, reality show, giochi a premi) sia nei dibattiti incentrati su ogni genere di eventi. Bisogna, infine, aggiungere limpellenza a fissare in immagini momenti grandi e piccoli della vita quotidiana di cui siamo occasionali testimoni, grazie alle efficienti foto-videocamere miniaturizzate in dotazione agli ormai diffusissimi telefonini intelligenti (smartphone).</p> <p>Questa ipericonicit ha spesso come conseguenza quella che, se-condo Wolfgang Welsch, una de-realizzazione della realt 2: la proposta continua e ripetuta di fatti di cronaca spettacolarizzati e la presentazione delle medesime immagini nei vari canali televisivi riduce limpatto emotivo e finisce per produrre indifferenza. Al contrario, secondo Jean Baudrillard, il potere attrattivo dei simulacri 3 costi-tuisce un potenziamento della realt; lintrattenimento, linformazione e le tecnologie comunicative, fornendo esperienze pi intense e coin-volgenti rispetto alla banalit della vita ordinaria, spingono verso una estasi delliperrealt 4. Accade cos che immagini e segni determinino le identit degli individui e il modo di relazionarsi agli altri, creando una realt amplificata dal sistema mediale. In conclusione per, an-che per il filosofo francese, questoverdose iconica indebolisce la sen-sibilit, poich dominando il pensiero e il comportamento liperrealt uccide limmaginazione.</p> <p>Eccesso anche lesasperata ricerca di bellezza sia psico-fisica (la cura del corpo e del benessere in tutte le sue forme: dalla ginnastica al body building, dallo yoga alle varie pratiche di meditazione, dalla moda </p> <p>Introduzione</p> <p>8</p> <p>alla cosmetica, dalla chirurgia estetica allingegneria genetica) sia mate-riale. Oggi, infatti, lesperienza del bello si pu fruire con qualsiasi pro-dotto non solo artistico ma pure commerciale (dagli abiti agli accessori, dal telefonino allautomobile) 5. Siamo circondati da oggetti dal design sempre pi accattivante, rapidamente sostituiti non per obsolescenza ma per inseguire lultima moda. Anche la politica fa spesso ricorso a dinamiche di estetizzazione incentrate sugli slogan, sui simboli dei par-titi, sullimmagine del leader. Infine lambiente, inteso come spazio sia urbano sia naturale, investito di attenzione estetica, non solo per gli sconfinamenti dellarte negli spazi pubblici 6 (Land art, Public art), ma anche per il nuovo interesse verso il paesaggio. Questo fenomeno, defi-nito esteticit diffusa, caratterizza le societ occidentali capitalistiche, in cui la bellezza, lapparenza, il piacere e il divertimento sono divenuti in ogni campo gli obiettivi dominanti 7. Per questo motivo, secondo Welsch, oggi si pu parlare di estetica della vita quotidiana. Infatti, utilizzando la nozione wittgensteiniana di somiglianza di famiglia, possibile interpretare i fenomeni edonistici che ormai connotano la vita di ogni giorno allinsegna dellestetica 8.</p> <p>Lampliamento dei confini territoriali ha ridotto il valore della di-mensione estetica. Nella cultura greco-latina la bellezza intratteneva stretti legami con letica: per Plotino e per la tradizione neoplatonica era manifestazione della purezza; nelle dottrine medievali era simbolo del divino; per Hegel, realizzando un sinolo con larte, era espressione dellAssoluto. Non a caso la ierofania del bello, elaborata dalla cultura romantica e dalla filosofia idealistica, trova riscontro in unesperienza estetica di calma contemplazione che, sviluppando la teoria kantiana sul giudizio di gusto libero da scopi pratici o teoretici 9, presenta affinit con il misticismo religioso. Oggi, dopo la morte dellarte 10, questi valori metafisici sono venuti meno e la bellezza si vaporizzata in ap-pannaggio esteriore, in seduzione ingannevole. Alla sparizione dellar-te 11, intesa in senso tradizionale come oggetto auratico, come opera dotata di significato storico-culturale e simbolico, fa eco il diffondersi delletere estetico, un alone artistico che colora tutto, unarte allo stato gassoso, per ricorrere alla pregnante immagine di Yves Michaud, che investe il mondo come una nuvola 12. Questo bello diffuso, ri-prodotto su scala industriale, ha assunto semplice valore commercia-le, e liperesteticit divenuta vittima di se stessa, trasformandosi in anestetizzazione 13. Di fronte a questa realt quali orizzonti si aprono allEstetica come disciplina filosofica? </p> <p>Secondo la definizione affermatasi con Wilhelm Friedrich Hegel 14 (e ancora oggi riportata dai maggiori dizionari nelle principali lingue europee), lestetica ha per oggetto larte e la bellezza. Avviene cos, a partire dallOttocento, una riduzione dellestetico allartistico che ha trovato numerosi sostenitori anche nel secolo successivo e che, ancora oggi, dominante nel pensiero analitico dove si preferisce appellare </p> <p>9</p> <p>questo ramo di studi Filosofia dellarte sulla scia di Hegel e Schel-ling 15. Tale approccio finisce per ancorarsi a un paradigma universale ed eterno (arte in quanto arte), disinteressandosi delle singole opere empiriche, secondo lorientamento indicato da Schelling, e appare inap-propriato nellera attuale in cui lopera darte si confonde con loggetto quotidiano e con le pratiche estetiche di tutti i giorni.</p> <p>Le trasformazioni avvenute nel Novecento sia nel panorama artistico dalle avanguardie fino allimpiego delle tecnologie sia nella societ creano inusitati intrecci tra la cultura alta e quella popolare e tra le-sperienza estetica e la vita quotidiana, e spingono a ripensare lambito e loggetto di questa disciplina. Infatti, il sistema delle arti, formatosi nel Settecento grazie soprattutto al contributo di Charles Batteux 16 definitivamente crollato per lincalzare, gi alla fine dellOttocento di fotografia e cinema, e si poi frastagliato in una costellazione di sperimentazioni grazie a nuovi media (anche digitali) che hanno pro-fondamente trasformato lesperienza (produttiva e ricettiva) dellarte, determinando la crisi delle categorie tradizionali (creativit, genialit ecc.).</p> <p>Dal mito michelangiolesco dellartista divino, che plasma faticosa-mente con le mani la materia per tirar fuori lopera, si passati a quello dellartista divo, a cui laureola della celebrit conferita, come alle star, secondo meccanismi di pubblicit e di mercato. Oggi si assiste al decli-no della tchne: sulla scia dellarte concettuale sinterviene su immagini e forme gi esistenti, modificandole anche con strumenti tecnologici e informatici. Tuttavia la dimensione artigianale non scompare del tutto, anche se muta caratteristiche rispetto a quella del pittore e dello scultore tradizionale; diventa una manualit che si misura con materiali naturali e artificiali, con organismi viventi, con realt virtuali. Inoltre lArte, nellaccezione hegeliana e romantica, scende dal suo piedistallo per insinuarsi nella catena della comunicazione di massa e nellindustria culturale 17. Si pensi alla Gioconda di Leonardo, lopera pi riprodotta del patrimonio artistico occidentale: dagli ironici baffi di Marcel Du-champ alle moltiplicazioni di Andy Warhol fino alle varie immagini pubblicitarie 18. In tal modo perde la sua aura, smette di essere un capolavoro venerabile ma distante per diventare unimmagine vicina e familiare. Loggetto si trasforma sempre pi in evento e lattenzione si sposta verso il contesto e la relazione col fruitore.</p> <p>Nel panorama artistico e sociale contemporaneo acquista, cos, ri-lievo il concetto di esperienza, gi considerata da John Dewey (Art as Experience, 1934) come fondamentale occasione formativa e incre-mento dellintensit vitale 19. Secondo questa prospettiva, lesperienza estetica non si esaurisce nella sfera dellarte, ma diviene centrale nella vita quotidiana (dal lavoro allo sport, dai momenti ludici alla gastrono-mia) offrendo una preziosa chiave di lettura per interpretare la societ odierna, connotata esteticamente. Diviene quindi sempre pi urgente </p> <p>10</p> <p>riconfigurare il ruolo dellartista, dellopera e del fruitore, individuando nuove categorie 20 e adottando pi adeguati modelli epistemologici 21. Di conseguenza gi dallultima decade del Novecento in area continen-tale 22 si aperto un dibattito che ha operato un profondo ripensamen-to degli orizzonti dellestetica 23, prospettando secondo differenti chiavi ermeneutiche 24 un ritorno allaisthesis 25.</p> <p>LEstetica ha ormai superato i confini disciplinari disegnati nel di-battito settecentesco ed andata oltre. Oggi dovremmo forse consi-derarla uniperestetica, nel duplice senso suggerito dal prefisso greco hypr 26: al di sopra ma anche al di l 27. In quanto tensione verso un al di l, liperestetica viene a esprimere lesigenza di unulteriorit, il bisogno, avvertito da tempo e da pi parti, di estendere la mappa teorica e metodologica dellestetica nellincrocio con altri saperi (eco-logia, biologia, sociologia, psicologia, antropologia, gastronomia, neu-roscienze). In quanto tensione verso un al di sopra, liperestetica indica invece loltrepassamento del limite 28, allude cio a quelleccesso di bellezza e dimmagini che investe capillarmente la societ odierna. Di qui limpulso a valicare lequazione tra lestetica e larte (non pi o non solo) bella, sia per accedere ad altri ambiti dindagine (natura, economia, politica), sia per abbracciare tutta una serie di pratiche ar-tistiche che, indocili alle costrizioni istituzionali, si aprono alla cultura popolare e allesperienza di tutti i giorni.</p> <p>Bench il dibattito filosofico, di area sia analitica sia continenta-le, offra molte prospettive inclinate verso una nuova estetica e una riconsiderazione dellarte, non solo tecnologica, nella contemporaneit, in questo lavoro saranno privilegiate le chiavi di lettura avanzate dal pragmatista americano Richard Shusterman e dal neofenomenologo te-desco Gernot Bhme, poich entrambi rilevano la necessit di superare i confini canonici di una astratta speculazione accademica orientan-do in senso pragmatico la sfera dindagine. Secondo questa duplice angolatura ermeneutica saranno sondati vari ambiti della vita quoti-diana al fine di riconsiderare, alla luce di una nuova estetica empirica, pratiche artistiche generalmente escluse dalla riflessione filosofica. In questa direzione si giustifica la scelta, forse restrittiva ma non arbitra-ria, di circoscrivere il modello interpretativo al pensiero di due filosofi cos distanti per area geografica e formazione culturale, ma vicini nel conferire centralit al corpo senziente e al concetto di esperienza e nel rivalutare, attraverso un esplicito richiamo a Baumgarten 29, il valore della conoscenza sensibile.</p> <p>Shusterman avanza unoriginale proposta disciplinare, la somaeste-tica 30, che vuole ripristinare lunit psico-fisica dellindividuo e rico-noscere il valore estetico della cultura popolare. Di qui non solo la riconsiderazione, in chiave filosofica, di alcune pratiche corporee (co-smetica, chirurgia estetica, ginnastica, yoga ecc.), ma anche la rivalu-tazione del piacere e della dimensione ludica presenti in molte sfere </p> <p>11</p> <p>escluse dallambito dellHigh Culture. Bhme propone unAisthetik gi il nome unevidente richiamo a Baumgarten incentrata sulla categoria di atmosfera 31, per offrire strumenti interpretativi e critici con cui operare consapevolmente in molti settori del lavoro estetico: dal design al packaging, dalla scenografia allarchitettura dinterni, dalla moda alla cosmetica, dalla comunicazione alla pubblicit 32.</p> <p>Nella societ contemporanea in cui le immagini, diffuse dai vari media, ci seducono da ogni parte e in cui lhomo aestheticus 33 di-ventato il principale modello di riferimento, lestetica pu essere, oggi pi di prima, un paradigma ermeneutico della transmodernit 34. Divenendo una disciplina transeunte 35 in grado di rendere ragione di quel superamento in...</p>

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