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<p>Dalla crisi finanziaria ai debiti sovrani</p> <p>(una sorta di schema Ponzi adattato alleconomia mondiale)</p> <p>Cap I Le cause allorigine della crisi</p> <p> 1.Inizio della crisi</p> <p> 2.Il fallimento delle banche</p> <p> 3.Le modifiche normative nei modelli bancari</p> <p> Cap II La finanza strutturata</p> <p>1.finanza strutturata e strumenti finanziari strutturati </p> <p>2.Il ruolo delle agenzie di rating nella crisi di fiducia </p> <p>3.Definizione di un nuovo quadro normativo di controllo</p> <p>Cap.III Trasferimento del rischio di credito: il sistema bancario portatore del contagio</p> <p>1.estensione della crisi</p> <p>2.Effetto domino</p> <p>Cap. IV Le politiche monetarie poste in essere dalla FED e dalla BCE</p> <p>1. Quantative easing e credit easing</p> <p>2. Gli interventi della BCE</p> <p>3. La BCE e le misure del quantative easing</p> <p>Cap.V I debiti sovrani</p> <p>1.Impatto sulle finanze pubbliche </p> <p>2.La crisi del debito in Europa</p> <p>3. Gli aiuti di stato</p> <p>Cap.VI Modifiche al sistema di interventi a favore delle banche</p> <p> 1.Il meccanismo di vigilanza unica (MVU o Ssm) </p> <p> 2.Meccanismo di risoluzione unico (MRU o SRM)</p> <p>3.Direttiva sul risanamento e la risoluzione degli enti creditizi (BRRD)</p> <p>Dalla crisi finanziaria ai debiti sovrani</p> <p>Premessa</p> <p>Lanalisi ha come obiettivo lo studio delle dinamiche allorigine della crisi finanziaria con particolare attenzione alle politiche monetarie poste in essere dalle economie coinvolte e alle conseguenze che la crisi ha comportato sulle finanze pubbliche.</p> <p>Lo studio si sviluppa progressivamente a partire dalle origini della crisi finanziaria manifestatasi con violenza nellagosto 2007, a causa della liberalizzazione finanziaria consolidatasi dopo il crollo definitivo di Bretton Woods (1973), che dara luogo a un lungo e processo finanziocentrico. </p> <p>Analizza il progressivo affermarsi della finanza ombra quale concausa. Un rapporto del Financial Stability Board dellottobre 2011 stimava infatti la sua consistenza nel 2010 in 60 trilioni di dollari, di cui circa 25 in Usa e altrettanti in cinque paesi europei: Francia, Germania, Italia, Olanda e Spagna. </p> <p>Una attenzione particolare viene quindi prestata alle politiche adottate dalla banche centrali per fronteggiare gli eventi. La Fed ha intrapreso azioni miranti ad assicurare lerogazione diretta di credito a famiglie e imprese e ha varato piani di acquisto di titoli pubblici e privati mediante emissione di moneta (cosiddetto quantitative easing). La Bce, invece, ha privilegiato lofferta di liquidit alle banche, al fine di contenere la contrazione dellerogazione di credito, e ha sterilizzato le misure non convenzionali di politica monetaria il cosiddetto credit easing. </p> <p>Nel maturare degli eventi, la crisi nata dalle banche quindi individuata come crisi del debito pubblico. Costi e conseguenze, che avrebbero dovuto gravare su enti privati, finanzieri, banchieri e speculatori, sono stati in effetti trasferiti sui cittadini. Tali strategie attuate in maniera diversa nei vari Stati hanno comportato che il denaro pubblico abbia fatto da copertura alle perdite prodotte dal settore privato. </p> <p>Si osserver che laumento del rischio di credito allinterno del portafoglio delle banche si estender inizialmente al sistema finanziario ed infine agli stati poich il loro intervento tampone, con laggravarsi del costo del debito, legato anche al pagamento degli interessi, provocher peggioramenti nei bilanci pubblici.</p> <p>Cap.I</p> <p>Le cause allorigine della crisi</p> <p>La crisi finanziaria iniziata nellagosto 2007 scaturisce dallinterazione di tre forze: la liberalizzazione dei movimenti di capitale, la trasformazione bancaria seguita dallinnovazione finanziaria e le politiche monetarie perseguite nellultimo trentennio negli Stati Uniti ma non solo. </p> <p>Labbondante liquidit convogliata nei mercati statunitensi, in seguito alla liberalizzazione finanziaria consolidatasi a partire dal crollo definitivo di Bretton Woods (1973), dar luogo a un processo finanziocentrico accompagnato da una progressiva deregolamentazione bancaria che sfocia nel 1999 nellabrogazione dello Glass Steagall Act, la legislazione varata allindomani della Grande Crisi del 1929. </p> <p>Il modello di banking che emerge denominato originate to distribuite, getta le basi per lo sviluppo di nuovi prodotti finanziari che, assieme alle politiche monetarie espansive adottate dalla Federal Reserve in seguito allo scoppio della bolla dei titoli tecnologici del 2000, accrescono ulteriormente la liquidit in circolazione. Dal giugno 2004 la Federal Reserve cambia corso, imponendo una stretta creditizia in contrasto alle spinte inflattive. Come risposta, gli operatori finanziari simpegnano in mercati sempre pi rischiosi come quello dei mutui subprime, poi cartolarizzati in prodotti derivati e scambiati tra le istituzioni finanziarie di tutto il mondo.</p> <p>. </p> <p>1. Inizio della crisi</p> <p>La gran parte degli osservatori ha individuato la data dinizio della crisi negli Usa, nel luglio del 2007, in occasione dellesplosione della bolla dei subprime. Una delle crisi finanziarie pi drammatiche della storia economica, che per durata ed effetti stata accostata alla Grande Depressione del 29. </p> <p>Si sono individuati allorigine di tale esplosiva dinamica:</p> <p>- la finanza che aveva iniettato nelleconomia mondiale robuste dosi di speculazione, attraverso gli strumenti della distribuzione artificiale del rischio, </p> <p>- lampiezza di liquidit dei mercati operato da banche centrali e da intermediari creditizi, </p> <p>- le costanti spinte rialziste dei meccanismi al di fuori degli operatori tradizionali. </p> <p>In effetti, le turbolenze finanziarie hanno avuto inizio nel comparto dei mutui ipotecari subprime statunitensi e nei mercati dei prodotti strutturati a questi collegati. </p> <p>I tassi di morosit nel comparto subprime avevano cominciato ad aumentare agli inizi del 2005, pressoch in concomitanza con veri e propri cali dei prezzi delle abitazioni. Il mercato, peraltro, non ha evidenziato alcuna reazione significativa fino dagli inizi del 2007 quando hanno cominciato ad ampliarsi i differenziali di rendimento di tali prodotti e si sono moltiplicati i declassamenti di rating.</p> <p>Linnesco stata la decisione di un ristretto numero di fondi di investimento di congelare i rimborsi delle quote, adducendo lincapacit di valutare le complesse attivit in portafoglio. Muovendo da questo incidente circoscritto, la turbativa si quindi propagata a pressoch ogni angolo del sistema.</p> <p>Alla crisi scoppiata nell'agosto del 2007 sono seguite una recessione, evidente a partire dal secondo trimestre del 2008 (seguita al fallimento di Lehman Brothers), di proporzioni pi ampie che nella Grande crisi, con una forte contrazione della produzione e degli ordinativi.</p> <p>L'anno 2009 ha poi visto pesanti recessioni e vertiginosi crolli di Pil in numerosi paesi del mondo e in special modo nel mondo occidentale, seguita a partire del terzo trimestre 2009, da una parziale ripresa economica (tra la fine dello stesso anno e il 2010).</p> <p>Tra il 2010 e il 2011 si conosciuto l'allargamento della crisi ai debiti sovrani e alle finanze pubbliche di molti paesi (in larga misura gravati dalle spese affrontate nel sostegno ai sistemi bancari), soprattutto per i paesi dell'eurozona (impossibilitati a operare manovre sul tasso di cambio o ad attuare politiche di credito espansive e di monetizzazione), che in alcuni casi hanno evitato l'insolvenza sovrana (Portogallo, Irlanda, Grecia) grazie all'erogazione di ingenti prestiti (da parte di FMI e UE), denominati "piani di salvataggio", volti a scongiurare possibili default.</p> <p>I mutui subprime</p> <p>Per definire un mutuo come subprime il sistema americano si basa su un punteggio di credito che classifica tutti i debitori in una scala compresa tra 300 e 850 punti. Negli Stati Uniti tutti coloro che hanno un punteggio di credito inferiore a 620 sono definiti dei debitori subprime. La storia creditizia di coloro che contraggono un prestito subprime presenta in genere delle peculiarit tipiche come due o pi pagamenti effettuati oltre 30 giorni dopo la scadenza nellanno precedente la richiesta del prestito, linsolvenza di un mutuo negli ultimi due anni o la dichiarazione di bancarotta negli ultimi cinque.</p> <p>Un mutuo subprime , per definizione, un mutuo concesso ad un soggetto che non puo avere accesso ad un tasso pi favorevole nel mercato del credito. I debitori subprime hanno tipicamente un basso punteggio di credito e storie creditizie fatte di inadempienze, pignoramenti, fallimenti e ritardi. Poich i debitori subprime vengono considerati ad alto rischio di insolvenza, i prestiti subprime hanno tipicamente condizioni meno favorevoli delle altre tipologie di credito. Queste condizioni includono tassi di interesse, parcelle e premi pi elevati. </p> <p>I subprime, quindi, sono mutui immobiliari concessi senza troppe garanzie. Per questo motivo, le banche hanno cominciato a cartolizzare ovvero a trasformare i mutui immobiliari in titoli negoziabili portando ad una speculazione azzardata poich, a differenza delle banche, le finanziarie non conoscono per nulla i propri clienti.</p> <p>Alla concessione di crediti privi di garanzie contribuiscono diversi fattori: </p> <p>1. la libert di licenziamento e un mercato del lavoro flessibile che non consentono ai mutuatari di disporre di un reddito stabile e sicuro, </p> <p>2. il ricorso allindebitamento per abitudini consumistiche ovvero per un reddito insufficiente, </p> <p>3. una legislazione sfavorevole per i creditori in materia di recupero crediti, </p> <p>4. la presenza di coperture finanziarie dei rischi alternative alle garanzie fornite dal cliente.</p> <p>Ad avvantaggiare il tracollo dei mutui di Stato sono state soprattutto le condizioni apparentemente pi semplici ed elastiche per la concessione dei mutui da privati. </p> <p>Il mercato dei mutui subprime in Usa</p> <p>(da sito Sole 24 ore)</p> <p>Tasso di morosit mutui subprime</p> <p>2. Fallimento delle banche</p> <p>La massa di crediti adeguatamente impacchettati e strutturati dalle primarie banche daffari venivano ceduti come titoli ad altissimo rating ai cosidetti investitori istituzionali tra i quali le banche commerciali, le societ di assi- curazioni, i fondi pensione, i fondi di investimento.</p> <p>Tornando alla storia, la Bear Stearns, banca di investimento globale e pioniere della cartolarizzazione hedge fund sui mutui subprime, nel giugno 2007 dovette ricapitalizzare con 3,2 miliardi di dollari il suo Bear Stearns High-Grade Structured Credit Fund e vennero avviate trattative per salvare un altro importante fondo controllato, il Bear Stearns High-Grade Structured Credit Enhanced Leveraged Fund, entrambi specializzati nel settore dei mutui subprime, tramite lemissione di CDO (Collateralized debt obligation).</p> <p>A luglio dello stesso anno per i due fondi andarono in bancarotta; a questo punto iniziarono una serie di azioni legali da parte dei fondisti nei confronti della societ, che laccompagnarono fino al declino in borsa il 17 marzo 2008, quando il titolo arriv a valere 3,17$. </p> <p>Al fine di evitare che linsolvenza del gruppo generasse un impatto eccessivo sul sistema finanziario, JP Morgan e la FED predisposero un prestito demergenza e il 24 marzo la stessa JP Morgan acquist Bear Stearn per 10$ ad azione e nel maggio dello stesso anno ne complet lacquisizione, salvandola dalla bancarotta.</p> <p>Nel settembre 2008 per altre banche illustri falliscono. </p> <p>Fanny Mae e Freddie Mac, agenzie federali di credito ipotecario che non concedono mutui ma li comperano, li assicurano, li impacchettano e li cartolarizzano, per poi rivenderli agli investitori sotto forma di titoli (sono quindi al centro del meccanismo di credit crunch che ha messo in crisi i mercati finanziari) subiscono perdite per diversi miliardi di dollari. Controllando circa tre quarti dei mutui americani e rispondendo alle esigenze sociali in diversi altri settori, un default di uno dei due colossi o di entrambi avrebbe provocato conseguenze disastrose sullintero sistema finanziario: il governo si vide dunque costretto a nazionalizzarli, il 7 settembre 2008, sollevando in questo modo i mercati azionari di tutto il mondo.</p> <p>Il 15 settembre 2008 Lehman Brothers, societ attiva nei servizi finanziari a livello globale e uno dei principali operatori del mercato dei titoli di stato statunitensi, annunci la propria intenzione di ricorrere al Chapter 11, cio alla procedura statunitense per la bancarotta con liquidazione pilotata, annunciando debiti per circa 613 miliardi di dollari. La FED e la Casa Bianca cercarono di mediare unacquisizione da parte di Barclays o di Banck of America, che infine rinunciarono. Si trattata della pi grande bancarotta nella storia degli Stati Uniti. Lo stesso giorno l'indice Dow Jones chiuse in ribasso di 500 punti, realizzando la pi grande caduta da quella che era seguita agli attacchi dell'11 settembre 2001. Lehman Brothers ha portato con se un crac pari a 639 miliardi di dollari, il buco maggiore nella storia della finanza mondiale. </p> <p>Nello stesso periodo ad entrare in crisi AIG, prima compagnia assicurativa del mondo, la cui rottura avrebbe causato il crollo del sistema finanziario globale.</p> <p>Aig il numero uno delle polizze assicurative Usa e la prima fornitrice di rendite a tasso fisso, uno dei prodotti su cui si basa il sistema previdenziale di milioni di pensionati americani. Ma Aig ha anche una divisione finanziaria che agisce come una banca d'affari e che fortemente esposta nei prodotti strutturati garantiti da mutui: e proprio questo il buco nero della compagnia.</p> <p>Nel giugno 2008 la Sec (Securities and Exchange Commission, la societ che controlla la borsa americana) inizi ad indagare su questo buco nero, ipotizzando che Aig avesse manomesso il valore in bilancio della polizze assicurative sui bond legati ai mutui. I guai di Aig cominciarono da questo controllo e Wall Street inizi a tremare, perch il suo crollo avrebbe fatto saltare una miriade di banche e di societ che si sono assicurate dal rischio di insolvenza stipulando polizze cosiddette Cds (credit default swap) con la stessa Aig. Assicurando con dei CDS (derivati) i titoli a rischio, Aig consentiva di mantenere elevati margini di affidabilit e di sfuggire ai dowgrade dei regolatori e dalle agenzie di rating; se un asset si fosse rivelato fasullo, Aig sarebbe per stata costretta a mettere di tasca propria il necessario. </p> <p>I controlli rivelarono la presenza nel portfolio del gruppo assicurativo di derivati legati a debito a rischio non segnalati o non contabilizzati correttamente dalla societ. Lesposizione della compagnia sui prodotti chiamati derivati superava i 441 miliardi di dollari; in origine questi titoli presentavano una tripla A, il massimo del rating e quindi della sicurezza per il mercato, ma in realt almeno 57,8 miliardi di dollari erano delle assicurazioni sui prestiti subprime impacchettati e rivenduti a varie societ. </p> <p>Il downgrade delle agenzie di rating caus una crisi di liquidit; Aig chiese quindi lintervento d...</p>

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